Caldo estivo: come mantenere fresca la casa risparmiando energia, ecco 10 consigli
ENEA consiglia di combattere il caldo estivo con strategie di raffrescamento passivo, come schermature solari, ventilazione naturale e piante da interno, per ridurre consumi e costi in bolletta. Solo quando queste soluzioni non bastano è opportuno ricorrere a ventilatori e climatizzatori, utilizzandoli in modo efficiente.
Con l’arrivo dell’estate e delle ondate di calore sempre più frequenti, mantenere la casa fresca senza far impennare i consumi energetici diventa una sfida per molte famiglie. Il ricorso immediato al climatizzatore, infatti, non è sempre la soluzione più efficiente né la più sostenibile. Secondo ENEA, è possibile migliorare il comfort abitativo adottando una serie di accorgimenti semplici e a basso costo che aiutano a ridurre il caldo negli ambienti domestici. Dalla ventilazione naturale all’utilizzo delle piante, fino all’impiego corretto dei ventilatori e dei sistemi di climatizzazione, una gestione intelligente della casa può fare la differenza sia per il benessere delle persone sia per il risparmio in bolletta.
Raffrescamento passivo: il primo passo contro il caldo
Con l’arrivo delle alte temperature aumenta anche il rischio di vedere lievitare i consumi energetici e i costi in bolletta. Per questo motivo gli esperti di ENEA invitano a seguire una strategia graduale per il raffrescamento domestico, privilegiando soluzioni naturali, economiche ed ecologiche prima di ricorrere all’uso dei climatizzatori.
Secondo Nicolandra Calabrese, responsabile del Laboratorio ENEA “Efficienza energetica negli edifici e sviluppo urbano”, il comfort abitativo durante l’estate non dipende esclusivamente dalla potenza degli impianti di climatizzazione, ma soprattutto da una gestione intelligente degli ambienti domestici. Un approccio corretto consente infatti di migliorare il benessere indoor e, allo stesso tempo, ridurre sensibilmente i consumi energetici.
Raffrescamento passivo: la prima linea di difesa contro il caldo
Il primo passo consiste nello sfruttare al meglio le caratteristiche dell’abitazione attraverso strategie di raffrescamento passivo, ovvero soluzioni che limitano il surriscaldamento degli ambienti senza ricorrere a dispositivi energivori.
Fondamentale è mantenere in equilibrio tre elementi: temperatura, umidità e qualità dell’aria. Per questo motivo tutte le aperture esposte al sole dovrebbero essere schermate con tende, persiane o altri sistemi in grado di bloccare l’irraggiamento diretto. Allo stesso tempo è importante eliminare rapidamente il vapore prodotto da attività quotidiane come cucinare o fare la doccia.
Aprire le finestre prima di queste attività, sfruttando le correnti d’aria naturali, oppure utilizzare gli aspiratori elettrici e mantenerli in funzione per almeno dieci minuti dopo l’utilizzo, permette di evitare l’accumulo di umidità e di migliorare la qualità dell’aria interna. Una corretta ventilazione contribuisce infatti a ridurre la presenza di inquinanti domestici e a rendere più salubri gli ambienti.
Il ruolo delle piante nel raffrescamento domestico
Tra gli alleati più efficaci per migliorare il comfort abitativo ci sono anche le piante da interno. Diversi studi evidenziano come i processi naturali di traspirazione e ombreggiamento contribuiscano a ridurre la temperatura e l’umidità degli ambienti, alleggerendo il lavoro dei sistemi di climatizzazione.
Attraverso il fenomeno dell’evapotraspirazione, le piante assorbono calore dall’ambiente circostante e favoriscono un raffrescamento naturale. Per ottenere risultati migliori, gli esperti consigliano di creare piccoli gruppi di piante nelle zone della casa maggiormente frequentate, così da generare microclimi più freschi e stabili.
Le piante possono inoltre fungere da barriera contro il sole se posizionate davanti alle finestre. In questo modo intercettano parte della radiazione solare prima che raggiunga gli ambienti interni, contribuendo a limitare il surriscaldamento e a ridurre il fabbisogno energetico per il raffrescamento.
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Ventilatore: poco consumo, grande efficacia
Se gli accorgimenti passivi non sono sufficienti, la soluzione successiva suggerita da ENEA è il ventilatore. Pur non abbassando realmente la temperatura dell’aria, questo dispositivo migliora la percezione del fresco grazie al movimento dell’aria sulla pelle.
L’effetto può far percepire fino a 3 gradi centigradi in meno rispetto alla temperatura reale, con un consumo elettrico decisamente inferiore rispetto a quello di un climatizzatore.
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Climatizzatore solo come ultima scelta
Quando il caldo diventa particolarmente intenso e le altre strategie non bastano, è possibile ricorrere al climatizzatore. Anche in questo caso, però, è fondamentale utilizzarlo in modo efficiente per evitare sprechi energetici e contenere i costi.
ENEA raccomanda dieci semplici regole per ottimizzare comfort e consumi:
- Effettuare regolarmente la manutenzione dell’impianto;
- scegliere apparecchi ad alta efficienza energetica, preferibilmente superiori alla classe A;
- Sfruttare gli incentivi fiscali disponibili per la sostituzione degli impianti.
- Curare il corretto posizionamento delle unità interne ed esterne.
- Evitare di lasciare aperte porte e finestre durante il funzionamento.
- Impostare temperature adeguate senza eccedere con il raffrescamento.
- Utilizzare uno split dedicato per ciascun ambiente.
- Limitare il calore generato da elettrodomestici e altri dispositivi domestici.
- Adottare termostati intelligenti e applicazioni per il monitoraggio dei consumi.
- Valutare una diagnosi energetica dell’immobile per individuare eventuali interventi di miglioramento.
- Risparmio e sostenibilità partono dalla gestione della casa
La strategia proposta da ENEA dimostra che ridurre il caldo in casa non significa necessariamente aumentare i consumi. Schermature solari, corretta ventilazione, piante da interno e ventilatori rappresentano soluzioni efficaci e a basso impatto economico. Solo dopo aver sfruttato queste opportunità è consigliabile accendere il climatizzatore, utilizzandolo però in modo consapevole e ottimizzato. Una gestione intelligente dell’abitazione può infatti garantire comfort, risparmio e sostenibilità anche durante le giornate più torride dell’estate.
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FAQ TECNICHE: Raffrescamento passivo: 10 indicazioni ENEA per la casa
Che cosa si intende per raffrescamento passivo?
Il raffrescamento passivo comprende le misure che riducono il surriscaldamento senza utilizzare direttamente un impianto frigorifero. Rientrano in questa categoria schermature solari, ventilazione naturale controllata, inerzia termica, isolamento dell’involucro e riduzione dei carichi interni.
L’efficacia dipende da clima, orientamento, caratteristiche costruttive e modalità d’uso dell’edificio.
In quali abitazioni risultano più efficaci queste strategie?
Le soluzioni passive sono applicabili sia agli edifici nuovi sia a quelli esistenti.
Nelle abitazioni prive di protezioni solari sono prioritari gli interventi sulle finestre maggiormente esposte.
Negli edifici con elevata inerzia termica è importante ventilare durante la notte o nelle ore in cui l’aria esterna è più fresca di quella interna.
Quali norme regolano il comfort termico e la qualità dell’aria interna?
La UNI EN ISO 7730:2026 definisce i metodi di valutazione del comfort mediante gli indici PMV e PPD.
La UNI EN 16798-1:2019 riguarda i parametri ambientali interni, tra cui ambiente termico, qualità dell’aria, ventilazione, illuminazione e acustica.
Per l’applicazione nazionale della UNI EN 16798-1occorre considerare anche l’Appendice nazionale UNI EN 16798-1:2019/NA:2025.
Quali sono i principali vantaggi del raffrescamento passivo?
Le misure passive riducono il fabbisogno di raffrescamento e le ore di funzionamento del climatizzatore.
Possono inoltre limitare i picchi di temperatura interna e migliorare il comfort nelle ore serali e notturne.
Il risultato effettivo deve essere valutato considerando involucro, esposizione solare, ventilazione e comportamento degli occupanti.
Come devono essere gestite finestre, persiane e ventilazione?
Le superfici vetrate vanno schermate prima che la radiazione solare attraversi il vetro, privilegiando protezioni esterne quando disponibili.
Le finestre dovrebbero essere aperte quando la temperatura esterna è inferiore a quella interna, evitando di introdurre aria più calda nelle ore centrali.
In cucina e bagno occorre espellere rapidamente vapore e inquinanti mediante ventilazione o aspirazione.
Quali controlli e manutenzioni richiedono climatizzatori e ventilatori?
I filtri del climatizzatore devono essere puliti o sostituiti secondo le indicazioni del produttore.
Vanno controllati lo scarico della condensa, lo stato delle unità e l’assenza di ostruzioni nei flussi d’aria.
Fonte: Comunicato stampa ENEA
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