CAM Edilizia 2025 negli appalti pubblici: il BIM come leva strategica per progettisti e imprese
I CAM Edilizia 2025 trasformano la sostenibilità da requisito formale a prestazione tecnica verificabile. Il BIM diventa lo strumento chiave per integrare LCA, dati ambientali e criteri premianti, consentendo a progettisti e imprese di ottenere vantaggi competitivi concreti nelle gare pubbliche.
Con i nuovi CAM progettisti e imprese sono chiamati a superare la logica della mera conformità formale a regole standard: il BIM – o meglio la gestione informativa digitale – diventa uno strumento chiave per dare prova delle prestazioni richieste, ottenere punteggi premiali nelle gare e trasformare l’obbligo CAM in una concreta leva competitiva.
La pubblicazione dei nuovi Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l'edilizia 2025 costituisce una tappa importante per il settore delle costruzioni pubbliche e non solo.
Questo aggiornamento normativo non è un semplice adempimento, ma un passo decisivo verso la trasformazione digitale ed ecologica del comparto, in piena coerenza con le direttive europee del Green Deal e del Next Generation EU.
In questo scenario di crescente complessità, i CAM 2025 valorizzano l’uso del BIM individuandolo come metodo e strumento digitale fondamentale per la gestione del processo. Il BIM cessa di essere una mera opzione tecnologica per diventare una metodologia abilitante per navigare i nuovi requisiti, integrare le prestazioni ambientali fin dalle prime fasi progettuali e trasformare un obbligo normativo in un concreto vantaggio competitivo per professionisti e imprese.
Questo articolo analizza il nuovo quadro normativo dei CAM, evidenziando come il BIM rappresenti la chiave di volta per governare il cambiamento e cogliere le opportunità strategiche che ne derivano.
Contenuti dell’articolo
- Il nuovo quadro normativo dei CAM Edilizia 2025
- CAM e Codice dei contratti pubblici: obblighi e criteri di aggiudicazione
- Principi ambientali dei CAM: approccio olistico, LCA e LCC
- Requisiti CAM nelle diverse fasi di appalto
- Il BIM come infrastruttura digitale della sostenibilità
- Integrazione di dati ambientali, EPD e LCA nel modello BIM
- Dal requisito CAM al dato BIM strutturato e verificabile
- Criteri premianti CAM e Offerta Economicamente Più Vantaggiosa (OEPV)
- Strategie operative per progettisti e imprese negli appalti pubblici
- Verifica digitale dei requisiti CAM e utilizzo degli IDS
- Vantaggi competitivi della gestione informativa BIM-oriented
I nuovi CAM Edilizia 2025
I Criteri Ambientali Minimi rappresentano uno strumento strategico per indirizzare gli appalti pubblici verso la sostenibilità. Lo scopo è ridurre l'impatto ambientale delle opere e, al contempo, promuovere l'innovazione in prodotti, processi e modelli di business. Agendo come leva per il Green Public Procurement, sono uno strumento indispensabile per il raggiungimento degli obiettivi dell'Agenda 2030 e della carbon neutrality europea entro il 2050, contribuendo attivamente alla transizione ecologica del settore edile.
Il DM 24 novembre 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 281 del 3 dicembre 2025, definisce i nuovi Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’affidamento dei servizi di progettazione, la direzione lavori e l’esecuzione di lavori edilizi e di ingegneria civile. Il decreto aggiorna in modo significativo il quadro normativo di riferimento, introducendo requisiti ambientali più puntuali, misurabili e verificabili, da applicare lungo l’intero ciclo di vita dell’opera. In questo contesto, la sostenibilità non è più un principio dichiarativo, ma diventa un insieme di prestazioni tecniche da dimostrare attraverso dati, documenti e controlli strutturati.
Va ricordato che l’obbligatorietà dei CAM negli appalti pubblici è espressamente sancita dal Codice dei Contratti Pubblici (Dlgs. 36/2023): l’art. 57 impone di prevedere specifiche tecniche e clausole contrattuali CAM negli appalti e di tenerne conto nella definizione dei criteri di aggiudicazione. In altre parole, nelle gare aggiudicate con OEPV, i criteri ambientali devono essere un elemento sostanziale della valutazione.
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I CAM secondo il Codice contratti (art. 57, comma 2, D.Lgs. 36/2023) |
L’articolo stabilisce che le stazioni appaltanti contribuiscono agli obiettivi ambientali della pubblica amministrazione attraverso l’applicazione obbligatoria dei CAM nelle procedure di affidamento. In particolare prevede che: nei documenti progettuali e di gara siano inserite almeno le specifiche tecniche e le clausole contrattuali dei CAM; i CAM siano applicati per categorie di appalti e concessioni, con eventuale differenziazione in base al valore dell’affidamento; i criteri premianti CAM siano considerati nella definizione dei criteri di aggiudicazione con OEPV; le procedure conformi ai CAM siano valorizzate anche sotto il profilo economico; negli interventi di ristrutturazione, demolizione e ricostruzione, i CAM siano applicati per quanto possibile in funzione della tipologia e della localizzazione dell’opera. |
I CAM secondo il Codice dei contratti pubblici
I principi fondamentali dei CAM edilizia si basano su un approccio integrato e circolare e possono essere così schematizzati:
- approccio olistico: i criteri superano il tradizionale focus sull'efficientamento energetico per abbracciare una visione più ampia della sostenibilità. Viene data priorità alla salubrità degli ambienti, all'uso di materiali a basso impatto (rinnovabili, riciclati, riutilizzabili) e a un'architettura bioclimatica che dialoga con il contesto, integrando i valori ambientali fin dalle prime fasi concettuali del progetto;
- economia circolare e ciclo di vita (LCA/LCC): la normativa integra formalmente l'analisi del ciclo di vita (LCA - Life Cycle Assessment) e il calcolo dei costi del ciclo di vita (LCC - Life Cycle Costing) come metodologie per ottimizzare le soluzioni progettuali. Facendo riferimento a standard tecnici come le norme EN 15804 (per i prodotti) e EN 15978 (per gli edifici), i CAM richiedono una valutazione rigorosa degli impatti ambientali ed economici lungo l'intera vita dell'opera, dalla culla alla tomba.
- vasto ambito di applicazione: i CAM si applicano a un vasto spettro di contratti pubblici, inclusi servizi di progettazione e direzione lavori, nonché l'esecuzione di interventi di costruzione, ristrutturazione e manutenzione. L'applicazione è estesa non solo agli edifici, ma anche a opere di ingegneria civile e, con le dovute accortezze, a interventi su beni culturali. L'estensione dell'ambito di applicazione a opere di ingegneria civile e beni culturali non è un dettaglio, ma un segnale di mercato: la sostenibilità certificabile sta diventando un requisito standard per l'intera filiera delle costruzioni pubbliche, creando una domanda di competenze specialistiche in settori prima considerati di nicchia.
Sintesi dei requisiti CAM per fase di appalto
Per comprendere l'impatto operativo, è utile riassumere i requisiti principali nelle diverse fasi del processo di appalto.
Nella tabella successiva si riepilogano i principali requisiti in funzione della tipologia di appalto.
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Fase dell'Appalto |
Principali Requisiti e Criteri CAM Associati |
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Affidamento del Servizio
di Progettazione |
Redazione "Relazione CAM di progetto" (2.1.1), Progettazione in BIM (2.1.3), Specifiche tecniche territoriali (2.2), Specifiche per prodotti da costruzione (2.4). |
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Affidamento ed
Esecuzione Lavori |
Redazione "Relazione CAM dell'impresa" (3.1.1), Gestione del personale e delle macchine di cantiere (3.1.2, 3.1.3), Piano di gestione rifiuti (2.5.4, 3.1.1). |
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Affidamento Congiunto
(Progettazione e Lavori) |
Applicazione combinata dei criteri progettuali e delle clausole contrattuali obbligatorie (Capitolo 4). |
La gestione integrata di questi requisiti, che intrecciano dati ambientali, specifiche di prodotto e documentazione complessa, rende indispensabile l'adozione di uno strumento di gestione delle informazioni altrettanto integrato come il BIM.
Il ruolo del BIM come chiave di volta digitale
Il BIM non è semplicemente un requisito tecnico da spuntare (criterio 2.1.3), ma si configura come una metodologia operativa essenziale per gestire l'intero flusso informativo richiesto dai CAM. Dalla concezione iniziale del progetto fino alla gestione del fine vita dell'opera, la metodologia BIM fornisce il framework digitale per orchestrare la complessità, garantire la coerenza dei dati e documentare la conformità in ogni fase.
La metodologia BIM risponde in modo diretto e sinergico a specifici requisiti chiave dei nuovi CAM:
- gestione Integrata della sostenibilità: il modello informativo BIM diventa una base dati dinamica per gli studi LCA e LCC (criterio premiante 2.6.3). Anziché condurre analisi a posteriori su dati statici, il professionista può associare le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD) direttamente agli oggetti parametrici del modello (muri, solai, infissi). Questo permette di automatizzare una serie di processi ed eseguire simulazioni di impatto ambientale in tempo reale, confrontando diverse opzioni progettuali per ottimizzare la Carbon Footprint fin dalle primissime fasi, in linea con l'approccio Level(s);
- coerenza e controllo della documentazione: il BIM funge elemento centrale per la redazione e l'aggiornamento della documentazione obbligatoria. La "Relazione CAM di progetto" (2.1.1) cessa di essere un documento statico e potenzialmente disallineato, diventando un report dinamico generato direttamente dal modello informativo. Ogni modifica al progetto si riflette automaticamente sui dati di conformità, garantendo una coerenza assoluta tra elaborati grafici, capitolato (2.1.2) e relazioni;
- pianificazione del fine vita: il modello BIM non è solo uno strumento per la progettazione, ma un asset per l'intero ciclo di vita. I CAM richiedono esplicitamente che il "Piano di manutenzione" (2.3.16) e il "Piano di decostruzione" (2.3.17) siano coerenti con gli scenari di fine vita definiti negli studi LCA e LCC (1.3.2). Il BIM, a modesto parere dello scrivente, è l ‘unico modo per garantire questa coerenza, archiviando i dati in formati interoperabili come l'IFC per la gestione futura dell'opera;
- tracciabilità dei materiali: attraverso il BIM è possibile tracciare in modo puntuale le informazioni relative a ogni prodotto da costruzione. Questo facilita la verifica del rispetto delle specifiche sul contenuto di materiale riciclato (es. 2.4.2 per il calcestruzzo, 2.4.4 per l'acciaio) e sulle emissioni indoor (2.4.1), garantendo la conformità tra quanto progettato e quanto effettivamente installato.

Inoltre, l'adozione di strumenti digitali avanzati come il BIM qualifica l'offerta tecnica dei professionisti, posizionandoli favorevolmente per l'ottenimento dei punteggi premianti legati alla competenza tecnica dei progettisti (criteri 2.6.1 e 2.6.2).
In questo scenario, il BIM si configura come il collettore unico delle informazioni di sostenibilità dell’opera. È significativo osservare come il quadro tecnico e normativo stia progressivamente orientandosi verso l’adozione della norma ISO 22057, che fornisce un riferimento strutturato per l’integrazione delle Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD) nei modelli informativi. Questo approccio consente di standardizzare i dati ambientali all’interno del BIM, favorendo coerenza, interoperabilità e verificabilità delle informazioni.
L’adozione anticipata di tali pratiche non solo consente di rispondere in modo efficace ai requisiti attuali dei CAM, ma prepara progettisti e imprese a un’evoluzione del processo edilizio in cui la computazione metrica e quella ambientale tendono a convergere in un unico flusso di lavoro integrato.
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Dal requisito CAM al dato BIM |
Il passaggio dal requisito normativo CAM alla verifica operativa avviene attraverso la traduzione del criterio ambientale in contenuto informativo strutturato all’interno del modello BIM. In pratica: il requisito CAM individua una prestazione ambientale da rispettare o una soglia minima da raggiungere; il requisito viene tradotto in una o più proprietà informative dedicate, coerenti con quanto richiesto dal criterio CAM; le proprietà vengono associate agli oggetti BIM interessati, in funzione della tipologia di elemento e della fase progettuale; il modello BIM diventa una base dati strutturata, utilizzabile per controlli di conformità, simulazioni e confronti tra soluzioni progettuali. In questo modo il rispetto dei CAM non è affidato esclusivamente a dichiarazioni o documenti descrittivi, ma viene supportato da dati strutturati, coerenti e tracciabili, integrati direttamente nel processo di progettazione e gestione dell’opera. |
Box operativo: dal requisito CAM al dato BIM
È opportuno precisare che i criteri premianti 2.6.1, 2.6.2 e 2.6.3 non sono automaticamente applicabili in tutte le procedure di gara, ma producono effetti ai fini dell’attribuzione del punteggio solo se espressamente richiamati e disciplinati negli atti di gara, in particolare nel disciplinare e nei criteri di valutazione dell’offerta tecnica.
L'analisi che segue esplora in dettaglio le opportunità concrete che questa rivoluzione digitale offre ai diversi attori della filiera.

Opportunità per i professionisti: progettare per la sostenibilità
Per i progettisti tecnici (ingegneri, architetti, geometri, ecc.) l'adozione del BIM nel contesto dei CAM non deve essere vista come un onere, ma come un'opportunità strategica per elevare la qualità dei propri servizi, migliorare l'efficienza operativa e accedere a punteggi premianti che possono fare la differenza in gara.
Il BIM abilita una progettazione realmente integrata, dove le prestazioni ambientali sono un risultato del processo e non un'aggiunta a posteriori.
Criteri premianti: come ottenere punti aggiuntivi nelle offerte tecniche
Un elemento centrale, ulteriormente rafforzato dai CAM edilizia 2025, è il ricorso ai criteri premianti nelle procedure di gara aggiudicate con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, basato sul rapporto qualità/prezzo. Sebbene tale impostazione fosse già presente nei CAM precedenti, l’edizione 2025 ne rafforza il peso e la rilevanza operativa.
Le stazioni appaltanti sono infatti chiamate ad attribuire una quota significativa del punteggio tecnico ai criteri ambientali. La sostenibilità diventa così un fattore discriminante nella valutazione della qualità dell’offerta: soluzioni progettuali più efficaci dal punto di vista ambientale possono ottenere punteggi più elevati e risultare aggiudicatarie anche in assenza di ribassi significativi sul prezzo, che nell’OEPV assume un ruolo secondario.
Per progettisti e imprese è quindi essenziale comprendere quali siano i principali criteri premianti previsti dai CAM e come strutturare correttamente l’offerta tecnica per intercettarli.
Tra gli ambiti maggiormente rilevanti rientrano:
- studi LCA e LCC sul progetto, con l’attribuzione di un punteggio premiante all’operatore economico che si impegna a svolgere un’analisi del ciclo di vita (LCA), secondo le norme UNI EN 15643 e 15978, e uno studio dei costi del ciclo di vita (LCC), secondo la UNI EN 16627; tali analisi consentono di dimostrare il miglioramento delle prestazioni ambientali ed economiche della soluzione proposta rispetto al progetto posto a base di gara, garantendo alla stazione appaltante un progetto ottimizzato su basi oggettive e misurabili;
- integrazione dei dati ambientali nel modello BIM, premiando l’impegno a inserire nel modello informativo tutte le informazioni ambientali richieste dai CAM; ciò richiede la predisposizione di un piano di gestione informativa che definisca livelli di dettaglio, proprietà ambientali degli oggetti e modalità di aggiornamento dei dati, come materiali con EPD, percentuali di riciclato, consumi energetici e idrici; in sede di offerta tecnica, l’allegazione di estratti dell’offerta di gestione informativa consente alla stazione appaltante di valutare la maturità dell’approccio BIM a supporto della sostenibilità;
- miglioramento delle prestazioni ambientali in fase di esecuzione, attraverso la proposizione di varianti migliorative supportate da aggiornamenti degli studi LCA e LCC; anche negli appalti integrati, l’operatore economico può proporre soluzioni alternative che riducano gli impatti ambientali rispetto al progetto base, dimostrando una riduzione significativa degli impatti in almeno tre categorie ambientali rilevanti, con un punteggio proporzionale al miglioramento ottenuto;
- materiali e prodotti a ridotto impatto ambientale, con punteggi aggiuntivi legati all’impiego di prodotti da costruzione provenienti da fonti rinnovabili o dotati di certificazioni ambientali; a titolo esemplificativo, i CAM 2025 prevedono premi per l’utilizzo di una quota significativa di materiali di origine biologica o per l’impiego di strutture portanti in legno oltre determinate soglie percentuali.
In definitiva, ignorare i criteri premianti significherebbe oggi precludersi una quota importante di punteggio nelle gare pubbliche. Al contrario, saperli intercettare e sfruttare a proprio vantaggio può fare la differenza tra un’offerta tra le tante e quella vincente.
Diventa quindi fondamentale analizzare con attenzione il disciplinare di gara e l’allegato tecnico CAM, individuando i possibili punteggi aggiuntivi e pianificando proposte migliorative concrete, coerenti e verificabili.
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In sintesi
Con i CAM Edilizia 2025 la differenza non la fa il semplice rispetto formale dei requisiti, ma la capacità di governare informazioni, dati ambientali e processi decisionali. Il BIM si conferma come l’infrastruttura digitale che rende verificabile la sostenibilità lungo l’intero ciclo di vita dell’opera, supportando criteri premianti e controlli oggettivi. Studi professionali e imprese che adottano un approccio informativo strutturato rafforzano oggi la propria competitività nelle gare pubbliche; chi resta ancorato a logiche documentali rischia di essere penalizzato.
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