CAM | Sostenibilità | Appalti Pubblici | Comfort e Salubrità | Pavimenti per Interni | Progettazione | Pitture e Vernici
Data Pubblicazione:

CAM Edilizia 2025 e finiture superficiali: quando la norma diventa strumento di progetto

I CAM Edilizia 2025, applicati alle finiture superficiali, non sono solo un adempimento normativo ma uno strumento progettuale per migliorare durabilità, qualità dell’aria interna e salubrità degli edifici. L’articolo analizza criteri, limiti emissivi e criticità operative.

L’articolo analizza come i Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’edilizia, in particolare riferiti alle finiture superficiali, possano diventare uno strumento progettuale per migliorare qualità, durabilità e salubrità degli ambienti interni, andando oltre la mera conformità burocratica.

Viene approfondito l’approccio LCA e LCC richiesto dai CAM per valutare il ciclo di vita dei materiali, con particolare attenzione agli elementi di finitura e al loro ruolo nel sistema edificio.

Un focus centrale riguarda il criterio sulle emissioni indoor. Viene messo in evidenza come i requisiti comportino un cambio di paradigma per progettisti, stazioni appaltanti e produttori, spostando l’attenzione dall’edificio solo “efficiente” a quello anche “sano” e a bassa esposizione agli inquinanti chimici.

Nella parte finale sono discusse le criticità di un sistema basato esclusivamente su prove di laboratorio e documentazione di prodotto, evidenziando la necessità futura di integrare controlli in opera sulla qualità dell’aria interna e di considerare l’effetto combinato dei diversi materiali e finiture utilizzati.


 

Il contesto: non (solo) burocrazia, ma strumento di qualità

I Criteri Ambientali Minimi (CAM) sono requisiti tecnici che la pubblica amministrazione deve applicare negli appalti per lavori, servizi e forniture, per ridurre gli impatti ambientali lungo il ciclo di vita. I CAM edilizia riguardano l’intero processo costruttivo, dalle demolizioni alla scelta dei materiali, dagli impianti alla gestione del cantiere. Nel caso delle finiture superficiali, i CAM intervengono sia sul “cosa” (tipologie di prodotti ammissibili, limiti su sostanze ed emissioni) sia sul “come” (modalità di verifica e documentazione richiesta).

Se si sposta lo sguardo dalla conformità legislativa al risultato in opera, emerge che molti requisiti CAM coincidono con ciò che ogni progettista attento alla qualità degli ambienti interni già considera fondamentale:

  • durabilità: finiture pensate per resistere all’uso reale, ridurre sostituzioni anticipate, contenere i costi di manutenzione;
  • salubrità degli ambienti interni: controllo delle emissioni di inquinanti, limitazione di sostanze pericolose, attenzione a colle, primer, sigillanti;
  • minore impatto ambientale lungo il ciclo di vita: uso di materiali riciclati o riciclabili, riduzione delle risorse, gestione più efficiente del fine vita.

I CAM, in questo senso, rappresentano un ambizioso livello di qualità ambientale e prestazionale: rispettarli significa portare il progetto alla soglia di una buona pratica.

 

LCA e LCC per le finiture

Il CAM Edilizia riporta che la stazione appaltante dovrebbe considerare la progettazione e l’uso dei materiali secondo un approccio LCA (Life Cycle Assessment-analisi del ciclo di vita) e considerare il “sistema edificio” nel suo insieme di aspetti prestazionali coerentemente al processo di rendicontazione ambientale anche operato mediante protocolli energetico ambientali (rating system) nazionali ed internazionali.

Il punto “1.3.2 Studi LCA e LCC sul ciclo di vita degli edifici” (Figura 1) riporta che non vi è obbligo di applicazione, ma la stazione appaltante può inserirlo tra i criteri premianti: “Seppure uno studio Life Cycle Assessment (LCA) non sia obbligatorio ai fini dell’applicazione del presente documento e costituisca strumento di verifica dei soli criteri premianti, si ricorda che il Codice richiama espressamente, “Progetto di fattibilità tecnico-economica ….”.

I CAM forniscono indicazioni operative sulle modalità di redazione degli studi LCA, a garanzia dell’uniformità di metodologia degli studi LCA prodotti nell’ambito dei lavori pubblici, in riferimento alla Direttiva 2014/24/UE.

 

Figura 1 – CAM Edilizia, focus finiture e premessa (Studi LCA e LCC).

 

Il decreto riporta una lista di elementi tecnici per le valutazioni LCA e LCC, di seguito sono evidenziati in grassetto quelli relative alle finiture:

  • strutture portanti (fondazione, elevazione, solai);
  • chiusure esterne (chiusure opache e trasparenti, comprese le schermature, solai di copertura, solai controterra);
  • partizioni interne orizzontali (solai, pavimentazioni flottanti, controsoffitti, sottotetti);
  • partizione interne verticali (pareti divisorie opache e trasparenti);
  • strutture di collegamento (corridoi, ballatoi, scale);
  • rivestimenti interni ed esterni, incluse le pavimentazioni degli spazi esterni di pertinenza dell’edificio;
  • finiture (incluse le pitture).

 

Sistemi di ricambio dell’aria e finiture

Anche nel criterio sulla ventilazione (2.3.6 Aerazione, ventilazione e qualità dell’aria – Figura 2) è stato aggiunto un focus sulle emissioni dei materiali: “la scelta dei materiali nell’edificio deve essere focalizzata su materiali a basse emissioni per garantire il soddisfacimento delle condizioni low polluting o very low polluting building”.

Questa strategia richiama esplicitamente la norma UNI EN 16798-1 che riporta determinati valori soglia.

 

Figura 2 – CAM Edilizia, focus specifiche tecniche per gli edifici e altre opere e manufatti.

  

Per approfondire leggi anche
Ventilazione Meccanica Controllata (VMC) e nuovo decreto CAM 2025
Il nuovo Decreto CAM Edilizia (DM 24/11/2025), in vigore dal 2 febbraio 2026, introduce requisiti stringenti su aerazione e qualità dell’aria. Questo articolo offre indicazioni operative per il corretto dimensionamento della VMC nei diversi tipi di edifici.

 

Criteri sui materiali per le “finiture” che rientrano nel perimetro CAM

All’interno dei CAM, con “finiture” si intendono diversi elementi (Figura 3):

  • pavimentazioni (resilienti, ceramiche, lapidee, lignee, tessili, ecc.);
  • rivestimenti interni ed esterni (lastre, pannelli, sistemi modulari);
  • tinteggiature, verniciature e cicli di pitturazione per interni ed esterni;
  • controsoffitti, pannelli acustici, boiserie e simili.

Non si tratta solo di materiali “a vista”, ma anche di strati funzionali (primer, adesivi, sigillanti) che, pur meno evidenti, incidono fortemente sulla qualità dell’aria interna e sulla durabilità del sistema finito.

 

Figura 3 – CAM Edilizia, focus finiture e criteri per i prodotti da costruzione.

  

Il criterio 2.4.1 dei CAM Edilizia 2025 sulle emissioni in ambienti interni regola l’impatto dei prodotti da costruzione sulla qualità dell’aria indoor, con l’obiettivo di ridurre l’esposizione degli occupanti a inquinanti chimici emessi da finiture e materiali posti all’interno degli edifici. Riguarda in particolare tutti i materiali che costituiscono superfici a vista o comunque significative verso l’ambiente interno, come pitture e vernici, rasanti e intonaci, adesivi e sigillanti, pavimentazioni, rivestimenti interni, pannelli e lastre a vista, controsoffitti e specifiche membrane (barriere, freni e schermi al vapore) utilizzate nei pacchetti di isolamento verso l’interno. Sono invece esclusi, salvo trattamenti post-cottura con sostanze organiche, materiali ceramici e laterizi, considerati di per sé a emissioni trascurabili. In questo modo il criterio si concentra sui prodotti che più realisticamente contribuiscono al carico di inquinanti negli ambienti chiusi.

Il cuore del criterio è la definizione di limiti quantitativi per una serie di sostanze emesse dai materiali, espressi come concentrazione in aria a 28 giorni, misurata in microgrammi per metro cubo. Oltre a un limite complessivo di 1000 μg/m³ per i COV totali, vengono fissati limiti specifici per composti particolarmente critici: benzene e tricloroetilene, alcuni ftalati come DEHP e DBP, la formaldeide e l’acetaldeide, vari solventi aromatici (toluene, xilene, etilbenzene, 1,2,4-trimetilbenzene) e altre sostanze quali tetracloroetilene, 1,4-diclorobenzene, 2-butossietanolo e stirene. Si tratta di contaminanti ben noti per i loro effetti sulla salute spesso presenti in adesivi, resine, leganti, plasticizzanti e solventi. La scelta di limiti a 28 giorni riflette l’esigenza di riferirsi non solo al picco immediato post-posa, ma alle condizioni di esercizio dell’edificio dopo la fase iniziale di posa dei materiali.

Per garantire la confrontabilità e l’affidabilità dei risultati, il CAM richiede che le prove siano eseguite secondo norme tecniche europee consolidate. Le prove vengono condotte in camere di emissione con condizioni standardizzate di ventilazione e con rapporti tra superficie del materiale e volume d’aria calibrati in funzione della tipologia (pareti, pavimenti, soffitti, piccole superfici, sigillanti), in modo da simulare scenari realistici d’uso.

Nel complesso, questo criterio rappresenta un passaggio importante da una logica centrata solo sulle caratteristiche “ambientali” dei materiali (riciclato, energia incorporata, ecc.) a una visione più ampia che include in modo strutturale la tutela della salute degli occupanti e il comfort interno. Per progettisti e stazioni appaltanti implica la necessità di integrare la qualità dell’aria indoor già nelle scelte di capitolato, selezionando finiture e sistemi certificati a basse emissioni e documentando le scelte nella Relazione CAM di progetto. Per imprese e produttori, comporta un innalzamento del livello di controllo e tracciabilità delle prestazioni dei materiali, ma allo stesso tempo valorizza chi ha già investito in prodotti certificati secondo schemi europei avanzati. Dal punto di vista culturale e operativo, sposta il focus dal solo edificio “energeticamente efficiente” all’edificio “sano”, mettendo in relazione pratica edilizia, regolazione degli appalti pubblici e medicina ambientale.

 

Figura 4 – CAM Edilizia, limiti di emissioni nella versione precedente e in quella attualmente in vigore. (Clara Peretti)

  

Criticità e futuri sviluppi

Il criterio 2.4.1, come praticamente tutti gli schemi europei sulle emissioni indoor, valuta le emissioni dei materiali solo tramite prove di laboratorio standardizzate e non con misure “in opera” nell’edificio finito (Figura 5). Questa impostazione ha una logica tecnica precisa (ripetibilità, confrontabilità tra prodotti, costi gestibili), ma introduce alcune criticità che è utile esplicitare, soprattutto se l’obiettivo non è solo selezionare buoni prodotti “sulla carta”, ma garantire davvero una buona qualità dell’aria negli ambienti reali.

Figura 5 – Limiti sui materiali e limiti sulla qualità dell’aria in ambiente? (© Clara Peretti)

  

La prima criticità è che la camera di prova riproduce condizioni controllate (temperatura, umidità, ventilazione, fattori di carico) che non corrispondono necessariamente a quelle del cantiere e dell’esercizio dell’edificio. In opera possono cambiare in modo significativo la temperatura, l’umidità relativa, i cicli di riscaldamento/raffrescamento, il tasso di ventilazione effettiva, i tempi e le modalità di posa e asciugatura. Tutti questi fattori influenzano sia l’intensità che la durata delle emissioni: un adesivo o una pittura a basse emissioni può comportarsi in modo diverso se applicato su un supporto umido, in inverno in locali poco ventilati o con spessori diversi da quelli di prova. La certificazione di prodotto diventa quindi una “condizione necessaria ma non sufficiente”: riduce il rischio, ma non garantisce che, nel contesto reale, le concentrazioni in aria restino entro soglie ottimali.

La seconda criticità è che la valutazione solo su singoli materiali non considera l’“effetto cocktail” (Figura 5) dell’insieme dei prodotti utilizzati in un ambiente. I limiti CAM sono fissati per ciascun materiale rispetto a un set standard di superfici (pareti, pavimenti, sigillanti ecc.), ma nei progetti reali si sommano pitture, isolanti, adesivi, primer, sigillanti, arredi fissi, talvolta con superfici maggiori o con combinazioni di prodotti non previste. Manca quindi un controllo finale sulla qualità dell’aria del locale reale, dove più sorgenti, anche conformi singolarmente, possono concorrere a concentrazioni globali di VOC e aldeidi più elevate del previsto, soprattutto nei primi mesi di esercizio o in ambienti molto compartimentati.

Una terza criticità riguarda la fase di collaudo e gestione: il criterio non prevede alcuna misura in situ (es. campionamenti di formaldeide o VOC totali dopo la fine lavori o a occupazione avvenuta). Questo significa che, anche in presenza di problemi percepibili (odori intensi, disturbi riferiti dagli utenti, situazioni tipo “sick building”), la conformità CAM si basa unicamente su documenti di prodotto, non su evidenze misurate nell’aria interna. Ne deriva una potenziale asimmetria: il progetto e l’appalto possono risultare perfettamente conformi ai CAM, ma l’ambiente reale non essere ottimale dal punto di vista sanitario, senza che vi sia un meccanismo obbligatorio di verifica e correzione in esercizio.

Articolo integrale in PDF

L’articolo nella sua forma integrale è disponibile attraverso il LINK riportato di seguito.
Il file PDF è salvabile e stampabile.

Per scaricare l’articolo devi essere iscritto e accedere al portale tramite login.

Iscriviti Accedi

Appalti Pubblici

Appalti pubblici: gare, norme, Codice dei Contratti, RUP e correttivo 2024. Approfondimenti scritti da esperti per tecnici, imprese e PA che operano nel sistema della contrattualistica pubblica.

Scopri di più

CAM

CAM: requisiti ambientali obbligatori per progettazione e appalti. Materiali sostenibili, salubrità, energia e gestione cantiere. Articoli tecnici per applicare correttamente i criteri nei lavori pubblici.

Scopri di più

Comfort e Salubrità

Comfort e salubrità: su INGENIO articoli tecnici, guide e normative per progettare edifici sani, confortevoli e performanti.

Scopri di più

Pavimenti per Interni

Tutto quello che devi sapere sulle pavimentazioni per interni: le tipologie di rivestimento più comuni, le soluzioni tecniche più innovative, gli...

Scopri di più

Pitture e Vernici

Guida tecnica alle pitture edilizie: tipologie, prestazioni, tecniche applicative e problemi ricorrenti. Un punto di riferimento per progettisti e applicatori.

Scopri di più

Progettazione

La progettazione costituisce un passaggio fondamentale nell’intero processo edilizio, poiché determina in maniera significativa la qualità, la...

Scopri di più

Sostenibilità

Con questo Topic riportiamo quanto pubblichiamo su quello che riguarda il tema della sostenibilità: gli accordi internazionali e nazionali, i protocolli di certificazione energetici ambientali, le news e gli approfondimenti scientifici, i commenti.

Scopri di più

Leggi anche