Una corte aperta alla città: Alfonso Femia progetta il campus universitario di Alessandria
Il campus universitario di Alessandria, progettato da Atelier(s) Alfonso Femia, trasforma l’ex mercato ortofrutticolo in un polo con corte e parco. Schermature solari, impianti parzializzabili e percorsi ciclopedonali integrano il progetto degli edifici con la riconnessione urbana.
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Il nuovo campus universitario di Alessandria, progettato da Atelier(s) Alfonso Femia per l’Università del Piemonte Orientale, riconverte l’area dell’ex mercato ortofrutticolo. Due volumi a ferro di cavallo organizzano una corte centrale, mentre il parco e la trasformazione di via Rossini rafforzano le connessioni con il DISIT. Il progetto integra schermature solari, pompe di calore e impianti parzializzabili per gestire utilizzi differenziati e manutenzione.
Da mercato abbandonato a campus universitario: il progetto di Alfonso Femia per rigenerare Alessandria
Primo passo concreto verso la realizzazione del nuovo polo dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale di Alfonso Femia / Atelier(s) Alfonso Femia: il 9 settembre è stato firmato il contratto di appalto integrato per la progettazione esecutiva e l'esecuzione dei lavori
Un’area in stato di abbandono e di degrado, le vestigia di un ex mercato ortofrutticolo, una situazione paradigmatica di molti margini urbani delle medie e grandi città italiane: è qui che si innesta il progetto del nuovo campus dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale, firmato da Alfonso Femia / Atelier(s) Alfonso Femia. Nella giornata del 9 settembre scorso è stato firmato il contratto di appalto integrato dall'Università e da Secap, capogruppo dell’aggiudicatario.
E se qualsiasi progetto, in una logica di città fruibile e condivisa, ha un significato prima urbano e poi architettonico, ancora di più quelli che riguardano la formazione, scuole, campus, università: la città prende forza attraverso una visione ampia che tiene insieme le esigenze di generazioni diverse, l’educazione, il rilancio e l’attrattività culturale del territorio, in un’unica parola, il futuro.
Il nuovo campus dii Alessandria soddisfa, nelle intenzioni e nel progetto, il tema cruciale del “prendersi cura”, attribuisce alla parola rigenerazione un significato reale.
È un progetto di connessione, mette in relazione due poli - l'ospedale Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo e il Dipartimento di Scienze e Innovazione Tecnologica – e si delinea come terzo presidio di cura e conoscenza.

Hanno dichiarato Alfonso Femia Ceo di Atelier(s) Alfonso Femia e Simonetta Cenci direttrice generale dello studio: “Il progetto del nuovo campus universitario di Alessandria abbraccia il tema specifico di luogo dell’educazione accademica e di aggregazione civica intergenerazionale e quello fondamentale della cultura come leva di rigenerazione urbana. È questa la nostra visione di architettura in cui le persone, i luoghi e il fattore tempo, con gli apici contemporanei di compressione e dilatazione, siano gli elementi reali delle città del futuro”.

Edifici a corte: spazi universitari e relazione con la città
Si interviene su una zona di bordo al limitare tra lo spazio urbano, i quartieri periferici e il fiume, per costruire un nuovo polo catalizzatore. L’area di progetto individua una cintura di connessione fra sistemi paesaggistici limitrofi, separati dal rione Orti.
Il progetto prevede la demolizione dell'ex mercato, con il mantenimento della sola porzione interrata destinata ai locali tecnici. Perimetrato tra viale Teresa Michel, via Donizzetti, via Vinzaglio e via Rossini, la trasformazione proposta è profonda: la vecchia via Rossini diventerà un percorso verde, non più asse carrabile, fino a “sfociare” nell’area del Dipartimento di Scienze e Innovazione Tecnologica (DISIT), in un parco. L'impianto architettonico si sviluppa attorno a una grande corte centrale sulla quale si affacciano gli spazi universitari e le terrazze verdi.

Oltre alla realizzazione del nuovo parco universitario verranno realizzati nuovi parcheggi. La necessità di intervenire sulla viabilità nasce dalle mutate esigenze del quartiere per accogliere il nuovo campus. Le due intersezioni, attualmente incroci a raso a “T”, verranno sostituite da rotatorie carrabili con i attraversamenti ciclopedonali, raccordati con l’esistente, che renderanno tutto il viale Teresa Michel percorribile dai pedoni e dalle biciclette. L’ intervento totale prevede contestualmente l’adeguamento degli scarichi delle acque meteoriche e il sistema di illuminazione pubblica.
L’EDIFICIO
Due volumi a ferro di cavallo racchiudono una corte, tipico impianto dell’architettura mediterranea che porta con sé tutte le positività sia di condivisione dello spazio, sia di fruibilità e vivibilità generale, un layout che rende fruibile lo spazio privato come spazio pubblico condiviso.
Gli edifici ospiteranno la Scuola di Medicina e i dipartimenti di Scienze Umane e Giurisprudenza.
La corte protetta e i fronti aperti verso viale Teresa Michel e via Vinzaglio interagiscono con lo spazio esterno volto ad accogliere la città, pur conservando la necessaria protezione e privacy vista la destinazione d’uso.

Rivestimenti in cemento biodinamico, gres e ceramica
I prospetti che si rivolgono all’esterno sono rivestiti in pannelli di cemento biodinamico, rivestimenti in gres e un sistema di ciglia apribili in lamiera stirata sul fronte Sud con funzione di ombreggiamento. Verso la corte, l'involucro si alleggerisce: gres decorato, vetrate e inserti ceramici curvi raccontano l’intimità del luogo. La stessa doppia condizione è leggibile anche basamento, vetrato a Sud e pieno a Nord.
Pompe di calore, recupero termico e impianti parzializzabili
Gli obblighi normativi e legislativi in tema impiantistico, legati al risparmio energetico, al contenimento dei consumi e all’uso delle rinnovabili sono stati soddisfatti attraverso scelte mirate:
impianti a bassa temperatura per la climatizzazione invernale; pompe di calore aria acqua ad alta efficienza; recupero di calore sulle unità di trattamento aria; uso di solare termico e fotovoltaico.
Inoltre, tutti gli impianti sono pensati per essere parzializzati e parzializzabili. È possibile escludere un qualsiasi impianto, o una sua parte, senza precludere il normale funzionamento del resto, facilitando, così, sia interventi di manutenzione sia di esclusione di quegli impianti a servizio di parti dell'edificio momentaneamente non funzionanti o aventi orari diversi.

Il paesaggio del campus: bosco, corte e giardino umido
Il parco è parte strutturante del progetto. Tre sono i livelli che in progressione amplificano la qualità e la vivibilità del Campus: una fascia di protezione boschiva a est, il giardino dei colori nella corte interna – diviso tra bosco cromatico e prato resistente – e un giardino umido a ovest, che sostituisce la carrabile di via Rossini.
Le scelte delle specie vegetale si ancorano alle specificità del territorio locale e si sviluppano in una narrazione stagionale di fioriture, colori e vuoti invernali.
In piazza Perosi, il verde è stato potenziato con filari alberati, stalli drenanti e raccolta delle acque piovane per ridurre l'effetto isola di calore.
Campus e spazio pubblico: connessioni e fruizione condivisa
Il nuovo campus universitario sarà una parte importante e valorizzante della città di Alessandria, pensata facendo interagire tutti gli elementi che “fanno” la città del futuro: la forma, la geometria, l’eco-coerenza, il rispetto dello scenario ambientale, la lungimiranza sulla potenzialità di mitigazione climatica del verde, l’importanza delle connessioni e della mobilità dolce.
Non un edificio universitario aggiunto, ma un porzione rigenerata di città che torna a essere, prima di tutto, spazio pubblico e luogo condiviso.

SCHEDA DI PROGETTO
committente | maître d'ouvrage | client
UPO – Università del Piemonte Orientale
progetto architettonico e paesaggistico | projet d'architecture et de paysage | architectural and
landscape design
Atelier(s) Alfonso Femia *AF517
architetto mandatario | architecte | architect in charge Alfonso Femia
coordinamento generale, amministrativo, urbanistico e di progetto / Simonetta Cenci
responsabile di progetto / Luca Bonsignorio, Angela Cavallari
time & cost control / Fabio Marchiori, Fabio Savio
design team / Luca Bonsignorio, Lorenza Barabino, Stefania Bracco, Stefano Cioncoloni, Arianna Dall’occa, Siyuan Li, Sara Massa, Enrico Dipalo, Andrea Pau, Luca Parini, Francesca Pirrello, Francesca Recagno, Maria Michela Scala, Sara Traverso, Giorgia Villani
progettazione paesaggistica / architetto Michelangelo Pugliese, arch. Alfonso Femia
progettazione strutturale / B&C Associati
progettazione impiantistica, sottoservizi / UNITED CONSULTING Engineering
Sostenibilità, energia / R2M Solution
prevenzione incendio, sicurezza / FOR Engineering Architecture
geologia e idraulica / ingegnere geologo Giuseppe Massone
progettazione acustica / ingegnere Franco Gavinelli
consulente urbanistica / architetto Giovanni Roluti
Immagini / AF517 image & Diorama
superficie | surface | area
area: 21.222 m2
superficie lorda: 19.132 m2
superficie netta: 17.763 m2
FAQ TECNICHE: Campus UPO Alessandria: involucro, schermature solari e impianti
Che cosa prevede il nuovo campus universitario di Alessandria?
Il progetto trasforma l’area dell’ex mercato ortofrutticolo in un nuovo polo dell’Università del Piemonte Orientale.
Prevede la demolizione dell’edificio esistente, conservando la porzione interrata destinata ai locali tecnici.
Due volumi a ferro di cavallo delimitano una corte centrale, integrata con spazi verdi e connessioni urbane.
Quali funzioni ospiterà e come si inserisce nel quartiere?
Secondo il testo, gli edifici ospiteranno la Scuola di Medicina e i dipartimenti di Scienze Umane e Giurisprudenza. Il campus si colloca in relazione con l’ospedale e il Dipartimento di Scienze e Innovazione Tecnologica. La trasformazione di via Rossini in percorso verde e gli attraversamenti ciclopedonali su viale Teresa Michel completano il disegno delle connessioni.
Quali norme tecniche sono pertinenti alle soluzioni descritte?
La UNI EN 17037:2022 riguarda la luce diurna negli edifici; la UNI EN 16798-3:2025 tratta ventilazione e climatizzazione degli edifici non residenziali. Sono riferimenti di approfondimento pertinenti, ma il testo non ne documenta l’impiego nel progetto.
Quali vantaggi offre la parzializzazione degli impianti?
Il progetto prevede la possibilità di escludere singoli impianti o loro parti mantenendo operative le restanti sezioni.
Questa impostazione permette di gestire ambienti con orari diversi e circoscrivere gli interventi manutentivi.
Come sono progettati involucro e protezione solare?
I fronti esterni combinano pannelli di cemento biodinamico e rivestimenti in gres; sul fronte sud sono previste schermature apribili in lamiera stirata. Verso la corte, il progetto impiega vetrate, gres decorato e inserti ceramici curvi.
Fonte:Atelier(s) Alfonso Femia
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