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Capacità a taglio di pilastri in c.a. soggetti a sollecitazione bidirezionale

Lo studio analizza la riduzione di capacità dei pilastri in c.a. durante azioni sismiche bidirezionali, confrontando i modelli JSCE e ACI con le normative europee e italiane. Viene proposta una nuova formulazione per stimare la capacità a taglio bidirezionale in progettazione e assessment.

Durante un evento sismico i pilastri di edifici in cemento armato (c.a.) sono sollecitati da azioni bidirezionali che riducono la capacità rispetto alla condizione di sollecitazione unidirezionale. Le normative in- ternazionali JSCE e ACI forniscono modelli per la stima della capacità sia flessionale che tagliante nel caso di sollecitazione bidire- zionale. Le attuali normative Europea e Italiana, invece, forniscono indicazioni circa la capacità flessionale ma non specificano co- me stimare la capacità a taglio bidirezionale. Il presente studio esplora il tema della capacità a taglio di pilastri soggetti a sollecitazione bidirezionale attraverso la raccolta di prove sperimentali disponibili e l’analisi critica dei modelli esistenti al fine di proporre un modello di interazione del taglio per la progettazione e l’assessment.


Le normative antisismiche italiane ed europee non forniscono indicazioni sulla valutazione della capacità a taglio in condizioni di sollecitazione bidirezionale

Durante un evento sismico gli elementi verticali (i.e., pilastri) degli edifici sono soggetti ad azioni bidirezionali a causa della spazialità del moto. Tali azioni inducono nei pilastri uno stato di sollecitazione di pressoflessione deviata e di taglio biassiale. Le attuali normative europee (Eurocodici) e Italiane (NTC2018 e Circolare attuativa) propongono modelli analitici per la valutazione della capacità dei pilastri soggetti a pressoflessione deviata. Tuttavia, essi non forniscono alcuna indicazione circa la valutazione della capacità a taglio in condizioni di sollecitazione bidirezionale.

La valutazione della capacità di pilastri in cemento armato (c.a.) a taglio biassiale è stata scarsamente investigata dal punto di vista sperimentale. Ad oggi, il numero di prove eseguite su pilastri con crisi fragile in condizioni di carico bidirezionale è inferiore a 40. Di questi, solo 7 sono eseguiti su pilastri a sezione rettangolare mentre le restanti prove sono state eseguite su pilastri a sezione quadrata. Inoltre, molte prove sono eseguite in assenza di sforzo normale, condizione scarsamente rappresentativa nel caso di pilastri.

Sulla base delle poche prove disponibili, le normative Giapponese (JSCE, 2007) e Americana (ACI 318 R-19, 2019) propongono modelli analitici per la verifica della capacità a taglio biassiale.

Il presente studio presenta brevemente i modelli esistenti per la valutazione a taglio biassiale e ne confronta i risultati con un database di prove bidirezionali su pilastri con crisi fragile. Infine, si propone un dominio di interazione a taglio analogo a quello proposto dalla NTC2018 per la flessione biassiale da utilizzare per la verifica a taglio biassiale di pilastri nuovi ed esistenti.

 

Modelli esistenti a taglio biassiale

JSCE 2007

La Japan Society of Civil Engineers (JSCE) ha emanato la normativa Standard Specifications for Con- crete Structures (2007), all’interno della quale si prevede un dominio per le verifiche a taglio biassiale per elementi in cemento armato, rappresentato dalla seguente formulazione:

con Vd il taglio di domanda nella generica direzione x o y e Vu il taglio resistente nella generica direzione x o y.
Il dominio a taglio proposto dalla JSCE2007 è analogo al modello proposto dalla normativa Italiana NTC2018 per la pressoflessione, utilizzando come esponente n=2. Il dominio a taglio della JSCE2007 si presenta di forma circolare per sezioni quadrate e di forma ellittica per sezioni rettangolari, come mo- strato in Figure 1 in forma adimensionalizzata. Si osserva che tale modello non tiene in conto l’effetto dello sforzo normale.

 

Grafico bidimensionale che confronta le interazioni di taglio secondo le normative JSCE 2007 (linea tratteggiata nera) e ACI 318 R-19 (linea tratteggiata rossa). L’asse orizzontale rappresenta Vx da 0 a circa 1.2, mentre l’asse verticale rappresenta Vy da 0 a circa 1.2. La curva JSCE mostra una riduzione continua e arrotondata della capacità al crescere di Vx, mentre la curva ACI presenta segmenti lineari con un plateau iniziale fino a Vx≈0.6 e una discesa più brusca fino a Vx=1.0.
Domini a taglio biassiale proposti dalla JSCE 2007 e dalla ACI 318 R-19. (M. Del Zoppo, M. Di Ludovico, A. Prota)

 

La recente versione della normativa Americana per la progettazione di edifici in c.a. ACI 318 R-19 (2019) ha incluso per la prima volta il dominio a taglio biassiale, basato sullo studio di Massone & Correa (2020).
Il modello proposto dalla ACI 318 R-19 è basato su un database di 61 prove tra uniassiali e biassiali su pilastri prevalentemente quadrati.

Il dominio in questo caso è strettamente dipendente del modello di capacità a taglio uniassiale proposto dalla ACI 318, il quale essendo un modello di progetto tende a sottostimare la reale capacità a taglio dell’elemento. Il modello è ottenuto adimensionalizzando i valori sperimentali rispetto al taglio uniassiale teorico calcolato secondo la formulazione ACI 318. Sulla base di questa osservazione, il dominio ACI 318 R-19 è trilineare e rappresentato dalle seguenti equazioni:

 

 

Il dominio adimensionalizzato della ACI 318 R- 19 è riportato in Figure 1. Anche in questo caso il modello non tiene conto dell’effetto dello sforzo normale.

 

Domini di interazione a taglio sperimentali

Database sperimentali

Per il seguente studio sono state selezionate 55 prove sperimentali in condizione uniassiale e biassiale al fine di costruire dei domini di interazione sperimentali, come riportato in Table 1. Di tali prove, 43 sono eseguite su provini a sezione quadrata e 12 su provini a sezione rettangolare. Tutti i provini sono pilastri tozzi, ovvero hanno ridotta luce di taglio. Per ogni prova è riportato il taglio resistente sperimentale, Vexp, l’angolo di sollecitazione α (0° e 90° indicano prove uniassiali) e lo sforzo normale adimesionalizzato v.

 

Database sperimentale

 

Domini sperimentali

Sulla base delle prove raccolte, sono stati costruiti per tutti i provini i domini di interazione sperimenta- li Vx-Vy. (Vx corrisponde a α=0°, Vy corrisponde a α=90°).

Nel caso di pilastri quadrati, data la simmetria del- la sezione trasversale, il dominio è stato costruito specchiando i punti sperimentali rispetto alla diagonale (α=45°). Ciò significa che il taglio a 90° è assunto uguale al taglio a 0°. In tal modo sono stati ot- tenuti 17 domini sperimentali, di cui 5 con v = 0, 7
con 0 < v ≤ 0.2 e 5 con 0.3 < v ≤ 0.5.
Nel caso di pilastri rettangolari è stato possibile costruire solo 3 domini con 0.1 <  ≤ 0.35. Nel caso della campagna di Pham (2013), il test uniassiale a 90° risulta mancante e, pertanto, il valore di capacità a taglio uniassiale è stato calcolato attraverso il modello fornito dall’Eurocodice 8-3.

 

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