Caro materiali: il MIT ripartisce 696 milioni di euro per 860 cantieri
Pubblicato il decreto MIT sul Fondo per la prosecuzione degli interventi, rilevante per stazioni appaltanti ed enti attuatori impegnati nella realizzazione di opere pubbliche
Con decreto direttoriale n. 54 del 30 aprile 2026 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ripartisce 695,9 milioni di euro del Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche, a sostegno di 860 cantieri colpiti dal caro materiali. Il provvedimento disciplina criteri, limiti e tempistiche di erogazione delle risorse, chiarendo che l’ammissione non equivale a diritto automatico al contributo. Vengono riepilogate le finestre temporali, le modalità di liquidazione e i passaggi operativi che coinvolgono stazioni appaltanti, enti attuatori e sistemi di monitoraggio PNRR/PNC.
Fondo prosecuzione opere pubbliche
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha pubblicato il decreto direttoriale n. 54 del 30 aprile 2026 relativo al Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche, lo strumento destinato a sostenere la continuità degli interventi e a fronteggiare gli effetti dell’aumento dei costi che incidono sulla realizzazione delle opere.
Il provvedimento, disponibile sul sito istituzionale del MIT nella sezione Amministrazione trasparente, disciplina l’utilizzo del Fondo previsto dall’articolo 7 del decreto-legge n. 76/2020 e successivamente richiamato e integrato dalla normativa introdotta per il contrasto al caro materiali.
Le richieste ammesse a finanziamento
Nello specifico, il decreto elenca tutte le richieste di accesso ammesse a finanziamento a valere sul Capitolo 7007 “Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche”, piano gestionale 1, del bilancio di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (tabella 1) e quelle escluse, evidenziando che l’inserimento di ciascun soggetto nella tabella 1 non comporta automaticamente il diritto al riconoscimento alla stazione appaltante del contributo, il quale potrà essere erogato unicamente laddove venga assicurata, nello stato di previsione del MIT, la capienza degli stanziamenti di competenza e di cassa del suindicato capitolo di bilancio. Fermo restando quanto sopra indicato, alla liquidazione delle somme si provvederà con successivi decreti di impegno e pagamento secondo l’ordine cronologico di presentazione delle richieste fino al limite massimo di spesa previsto dalla legge.
Si tratta, nello specifico, di 860 richieste presentate dalle stazioni appaltanti, per un importo complessivo di 695,9 milioni di euro. Le domande accolte derivano dalla prima finestra temporale del 2025, relativa alle lavorazioni eseguite o contabilizzate tra il 1° gennaio e il 31 maggio 2025.
Le richieste erano state presentate tra il 1° e il 31 luglio 2025, secondo le modalità stabilite dal DM 106/2025. Per le lavorazioni contabilizzate dal 1° giugno al 31 dicembre 2025 è prevista una seconda finestra di accesso, aperta dal 1° al 28 febbraio 2026.
I passaggi per l'ottenimento delle risorse
La pubblicazione del decreto rappresenta quindi un passaggio operativo rilevante per le stazioni appaltanti e gli enti attuatori impegnati nella realizzazione di opere pubbliche, che potranno fare riferimento alle disposizioni contenute nel provvedimento per l’accesso alle risorse destinate a garantire la prosecuzione degli interventi in corso.
Entro 5 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Avviso di pubblicazione del decreto sul portale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il predetto Ministero comunica alla Ragioneria generale dello Stato l’elenco delle istanze ritenute ammissibili, completo, per ciascuna istanza, del codice CUP e dell’importo del Fondo prosecuzione opere pubbliche.
La Ragioneria generale dello Stato, entro i successivi 5 giorni, provvede per i CUP riferiti ai progetti PNRR e PNC ad aggiornare il quadro dei finanziamenti dei singoli progetti sui sistemi di monitoraggio con l’indicazione delle risorse assegnate. Gli enti locali, entro i successivi 10 giorni, sono tenuti ad aggiornare tempestivamente il quadro economico e il cronoprogramma finanziario, anche detto piano dei costi.
FAQ TECNICHE: Caro prezzi materiali: in arrivo altri 696 milioni | Ingenio
Cos’è il Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche?
È uno strumento statale istituito per garantire la continuità dei lavori pubblici e compensare gli extra-costi dovuti all’aumento dei prezzi dei materiali. Opera a valere su specifici capitoli del bilancio MIT e si attiva su richiesta delle stazioni appaltanti.
Quante richieste sono state ammesse e per quale importo?
Il decreto ammette 860 richieste presentate dalle stazioni appaltanti, per un importo complessivo di 695,9 milioni di euro. Le domande accolte riguardano lavorazioni eseguite o contabilizzate tra il 1° gennaio e il 31 maggio 2025.
L’inserimento tra le richieste ammesse garantisce il contributo?
No. L’ammissione non comporta automaticamente il diritto all’erogazione. I contributi saranno liquidati solo in presenza di capienza degli stanziamenti e con successivi decreti di impegno e pagamento, seguendo l’ordine cronologico delle istanze.
Quali sono le finestre temporali previste per l’accesso al Fondo?
La prima finestra si è svolta dal 1° al 31 luglio 2025 per lavorazioni fino al 31 maggio 2025. È prevista una seconda finestra, dal 1° al 28 febbraio 2026, per lavorazioni contabilizzate dal 1° giugno al 31 dicembre 2025.
Quali adempimenti sono richiesti dopo la pubblicazione del decreto?
Il MIT trasmette l’elenco delle istanze ammissibili alla Ragioneria generale dello Stato, che aggiorna i finanziamenti PNRR/PNC. Gli enti locali devono poi adeguare quadro economico e cronoprogramma entro i termini previsti.
IL DECRETO E' SCARICABILE IN ALLEGATO
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