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Cavedio condominiale: tutti i condomini devono pagare le spese?

Cavedio condominiale e spese comuni? la Corte di Cassazione conferma che tutti i condomini devono contribuire ai costi di manutenzione dei muri perimetrali dei cavedi, anche senza accesso diretto, ribadendo il principio di condominialità delle parti comuni dell’edificio.

Vivere in un contesto condominiale significa condividere non solo gli spazi comuni, ma anche le responsabilità per la conservazione dell’edificio. La vicenda della sentenza della Corte di Cassazione n. 13620/2026 riguarda un condomino che contestava alcune spese deliberate dal condominio per lavori sui cavedi dello stabile, sostenendo che tali spazi non servissero le sue proprietà, la quale presentava invece un accesso diretto dalla strada. La Corte di Cassazione ha però confermato che i muri che delimitano il cavedio hanno una funzione “strutturale” per l’intero edificio e, quindi, rientrano tra le parti comuni del condominio. Ne consegue che le spese di manutenzione debbano essere sostenute da tutti i condomini in proporzione ai millesimi, anche da chi non utilizza direttamente il cavedio o non vi accede.


Che cos’è il cavedio?

Il cavedio è uno spazio interno di ridotte dimensioni, delimitato dai muri perimetrali e dalle fondazioni dell’edificio condominiale, nonché, in alcuni casi, dagli immobili adiacenti. La sua funzione principale è quella di garantire aerazione e illuminazione ai locali accessori dell’edificio, come bagni, corridoi, disimpegni e vani di servizio. Talvolta, il cavedio può assumere anche la semplice funzione di pozzo di ventilazione o di collegamento verticale per il passaggio delle montanti dei vari impianti (gas, idrico, elettrico, evacuazione fumi, etc.).

Per quanto invece concerne la realizzazione di un nuovo cavedio che attraversi i pianerottoli di un condominio per ospitare cavi o tubazioni, di un nuovo impianto o di uno oggetto di adeguamento, costituisce un’innovazione ai sensi della normativa condominiale. Pertanto, tale intervento deve essere approvato dall’assemblea condominiale con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno i due terzi del valore complessivo dell’edificio.

Chiarito ciò è lecito chiedersi:

i proprietari dei locali che non accedono ai cavedi interni devono comunque contribuire alle spese di manutenzione quando gli interventi sono effettuati sui cavedi?

Tutti i chiarimenti arrivano dalla Corte di Cassazione.

Cavedio condominiale: le spese dei muri sono comuni

Secondo quanto emerso dalla sentenza della Suprema Corte “(…) le opere deliberate, come descritte nel contratto di appalto, avevano ad oggetto i muri che circondano la chiostrina interna al fabbricato, ed ha evidenziato quindi che, avendo essi evidente funzione strutturale dell’intero edificio, sono beni comuni alla cui manutenzione sono chiamati a contribuire tutti i condòmini in proporzione alle rispettive proprietà esclusive. In primo luogo, deve richiamarsi l’orientamento di legittimità per cui il cavedio o chiostrina, quale cortile di piccole dimensioni, circoscritto dai muri perimetrali e dalle fondamenta dell'edificio condominiale, essendo destinato prevalentemente a dare aria e luce a locali secondari, è sottoposto al regime giuridico del cortile, qualificato bene comune, salvo titolo contrario, dall'art. 1117 c.c., senza che la presunzione di condominialità possa essere automaticamente vinta dal fatto che, ad esempio, al cavedio si acceda solo dall'appartamento di un condomino o dal fatto che costui vi abbia posto manufatti collegati alla sua unità, in quanto l'utilità particolare che uno dei condòmini ne tragga in tal modo non incide sulla più ampia destinazione tipica e normale del bene in favore dell'edificio condominiale (…). La Suprema Corte, poi, ha avuto modo di precisare anche che, pur in ipotesi di chiostrine attribuite per titolo in proprietà esclusiva ai proprietari dei piani superiori, esse raffigurano beni giuridici diversi rispetto ai muri maestri (interni) dell'edificio, che le delimitano. Questi muri, in quanto parti essenziali per l'esistenza del fabbricato perché destinati a sorreggere l'edificio, appartengono in proprietà comune a tutti i partecipanti al condominio, con la conseguenza che alle spese per la conservazione dei muri maestri che delimitano le chiostrine concorrono tutti i partecipanti, “compresi i proprietari dei negozi siti a piano terra, ancorché essi non siano proprietari delle chiostrine”.
I muri che circondano la chiostrina o il cavedio sono parti comuni dell’edificio perché hanno una funzione “strutturale” del fabbricato, qualificandosi come parti comuni ai sensi degli artt. 1117 e 1123 c.c. Quindi le spese di manutenzione, riguardanti i muri strutturali che delimitano il cavedio, devono essere pagate da tutti i condomini in proporzione ai rispettivi millesimi.
La chiostrina/cavedio, anche qualora fosse accessibile solo da una unità immobiliare o usata maggiormente da un condomino, resta normalmente un bene comune, salvo diverso titolo, destinato a dare aria e luce all’edificio, anche quando la chiostrina è di proprietà esclusiva, resta ferma la possibile natura comune dei muri che la delimitano, quando questi svolgono funzione portante dell’edificio (funzione strutturale). Di conseguenza, tutti i condomini, compresi eventualmente i proprietari dei negozi al piano terra, devono contribuire alle spese di conservazione di quei muri perimetrali dei cavedi.

Nelle spese relative agli elementi strutturali dell’edificio prevale l’interesse collettivo del condominio rispetto all’utilità concreta che il singolo può trarre dal bene.

Scarica la sentenza in allegato

Keywords: cavedio, condominio, spese condominiali, muri strutturali, parti comuni.

FAQ TECNICHE: Cavedio condominiale e spese comuni: cosa stabilisce la Cassazione | Ingenio

Che cos’è un cavedio condominiale?
Il cavedio è uno spazio interno delimitato dai muri dell’edificio che assicura aerazione, illuminazione e, in alcuni casi, il passaggio degli impianti tecnologici. La giurisprudenza lo assimila generalmente alla chiostrina o al cortile interno di ridotte dimensioni.

Il cavedio è sempre una parte comune?

No. Opera la presunzione di condominialità prevista dall’art. 1117 c.c., ma tale presunzione può essere superata da un titolo contrario. Occorre verificare gli atti di proprietà e la documentazione condominiale.

Chi deve pagare la manutenzione dei muri che delimitano il cavedio?

Se i muri hanno funzione portante o strutturale dell’edificio, le relative spese devono essere sostenute da tutti i condomini in proporzione ai millesimi, ai sensi dell’art. 1123 c.c.

Un proprietario senza accesso al cavedio può essere escluso dalle spese?

In linea generale no. La Cassazione ha ribadito che la funzione strutturale prevale sull’utilità concreta che il singolo condomino ricava dal bene.

Anche i proprietari dei negozi al piano terra devono contribuire?

Sì, quando gli interventi riguardano muri maestri o elementi strutturali comuni. L’assenza di accesso o di utilizzo diretto del cavedio non esclude la partecipazione alle spese.

La realizzazione di un nuovo cavedio costituisce innovazione condominiale?

Sì, quando comporta modifiche delle parti comuni per il passaggio di impianti o tubazioni. In tali casi trovano applicazione le norme sulle innovazioni condominiali. [Verificare specifica tecnica/norma]

Quali errori devono evitare amministratori e tecnici nella ripartizione delle spese?

L’errore più frequente consiste nel confondere l’utilizzo del cavedio con la funzione dei muri che lo delimitano. Occorre verificare la natura strutturale dell’elemento interessato dai lavori e l’eventuale esistenza di un titolo contrario alla presunzione di comunione.

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