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Costi energetici, decarbonizzazione e competitività: a Cersaie 2026 il confronto sull’industria ceramica

Cersaie 2026 ha aperto il confronto sul costo dell’energia e sulla competitività dell’industria ceramica italiana. Nel corso del convegno inaugurale Governo e imprese hanno discusso di ETS, investimenti e mercati internazionali per un comparto che fattura 7,5 miliardi di euro.

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Energia, competitività e decarbonizzazione dell’industria ceramica sono stati al centro del convegno inaugurale di Cersaie 2026, tenutosi il 21 settembre a Bologna.

Il confronto ha coinvolto Governo, istituzioni e rappresentanti dell’industria sui costi energetici, sul sistema ETS e sulle condizioni necessarie a sostenere investimenti e presenza sui mercati internazionali. Il tema riguarda un comparto che fattura 7,5 miliardi di euro, genera 5 miliardi di saldo commerciale attivo e occupa circa 40.000 addetti diretti e indiretti.


Industria ceramica, costo dell’energia ed ETS: i temi al centro di Cersaie 2026

Il caro energia, la riforma del sistema ETS e la crescente concorrenzialità del settore a livello internazionale sono stati al centro di "Energia sostenibile per la competitività", il convegno inaugurale di Cersaie 2026, il Salone Internazionale della ceramica per l'Architettura e dell'Arredobagno.

Confindustria Ceramica, Ciarrocchi: «Servono interventi urgenti su energia, ETS e decarbonizzazione»

Nel suo intervento, introdotto da Monica Maggioni, il Presidente di Confindustria Ceramica Augusto Ciarrocchi ha indicato l'urgenza energetica come prima priorità: "Se la situazione dovesse proseguire con il gas a 80 euro/MWh… questa è la ricetta per spegnere i forni. Il processo ceramico è intrinsecamente legato al gas, non ha alternative tecnologiche reali, oggi mature. A questo si aggiunge uno scenario internazionale incerto, con un ruolo crescente del GNL, per cui — ha sottolineato Ciarrocchi — va confermata e rafforzata la procedura di interrompibilità volontaria a tutela della sicurezza del sistema Italia”.

Sul fronte ETS, Ciarrocchi ha riconosciuto il lavoro fatto finora dall'Italia come un percorso nella giusta direzione, ma ha ribadito che la partita si gioca ora, a livello europeo: "Il processo di revisione del meccanismo in sede europea è un'occasione che non possiamo permetterci di sprecare, perché se il risultato sarà un maquillage cosmetico invece di un cambiamento vero, saremo fregati."

La richiesta immediata è un correttivo mirato del benchmark combustibile per le piastrelle, che allinei le quote gratuite alla realtà tecnologica del settore ed eviti la delocalizzazione. Un appello diretto, in questo senso, ai Ministri Foti e Urso e agli europarlamentari, perché non si sprechi la finestra aperta dal processo di aggiornamento in corso.

Energia ed ETS: la posizione del Governo

In proposito, entrambi i ministri intervenuti, Tommaso Foti per gli Affari Europei, le Politiche di Coesione ed il PNRR e Adolfo Urso per l’impresa ed il made in Italy, hanno confermato il “ruolo attivo dell’Italia nel difendere in Europa le giuste richieste dell’industria ceramica, fortemente penalizzata dai meccanismi di assegnazione delle quote ETS, convinti che l’azione italiana possa raccogliere l’appoggio di altri Paesi e superare così una distorsione del sistema”.

Il Ministro Tommaso Foti ha poi indicato nei dettagli operativi imposti da Bruxelles, citando il principio DNHS – Do Not Significant Harm – limiti alla destinazione dei fondi di investimento proprio alle imprese che devono decarbonizzare, mentre il Ministro Adolfo Urso ha sottolineato come “solo adesso, dopo 23 anni dalla mia prima proposta, l’Europa sta accogliendo il tema del made in, particolarmente significato per l’industria ceramica che esporta in tutto il mondo”.

Sul fronte delle misure per l'energia, Ciarrocchi ha chiesto interventi mirati per stabilizzare una quota della base di consumo — indicativamente il 30% — attraverso meccanismi capaci di garantire un prezzo medio stabile e permettere così alle imprese di programmare, invece di rincorrere ogni mese la bolletta. Su questa linea ha indicato due risorse nazionali da valorizzare: il gas nazionale, la cui produzione dà segnali di ripresa e che avrebbe dovuto beneficiare della "gas release" mai realmente partita, e il biogas, risorsa locale destinata secondo il Governo a una crescita significativa, il cui utilizzo va indirizzato con decisione verso i processi industriali più difficili da elettrificare, superando le criticità emerse nel decreto agricoltura.

Il comparto ceramico guarda alla decarbonizzazione

Nella visione del settore queste misure non vanno lette in chiave anti-transizione: “il settore guarda anche alla decarbonizzazione progressiva nel medio periodo, non solo per gli impegni climatici europei ma come vero elemento di solidità industriale, riducendo dipendenza dal gas fossile. Essere un settore "hard to abate" - ha aggiunto - non è una colpa, ma alla transizione bisogna arrivarci vivi".

Nell’ottica della decarbonizzazione il settore guarda con interesse il progetto di cattura e stoccaggio della CO2.

Nel suo intervento l’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi ha sottolineato come “gli investimenti in energia richiedono anni di preparazioni e di coerenza nelle scelte ed ha ribadito la rilevanza del progetto di Ravenna per la cattura e stoccaggio della CO2. Una tecnologia che oggi risulta compatibile con le quotazioni attuali della CO2 e che sarà fondamentale per la decorbanizzazione dei settori industriali, a prezzi sostenibili, ed in particolare della ceramica, per la sua concentrazione nel distretto di Sassuolo e posizionamento lungo la direttrice delle linee di trasporto”.

Dalle strategie ai fatti: l’appello finale per sostenere l’industria ceramica

Il convegno si era aperto coi saluti introduttivi del presidente di BolognaFiere Gianpiero Calzolari, che ha sottolineato l’importanza e le ricadute sul territorio di questo evento e del Direttore Generale di Ice Lorenzo Galanti, in collegamento, che ha confermato il supporto che l’istituto intende dare alle fiere internazionali come Cersaie.

Il Presidente della Regione Emilia-Romagna Michele De Pascale ha sottolineato la centralità del settore ceramico per il territorio e la necessità che lo stesso venga sostenuto a tutti i livelli “Il progetto Ravenna CCS è una scelta che facemmo quando io ero sindaco di Ravenna e che oggi risulta fondamentale per completare il percorso di decarbonizzazione delle imprese. Questo per tutelare una delle eccellenze del made in Italy nel mondo che trova in questa regione la sua principale espressione”.

Ha chiuso la tavola rotonda l’intervento del Presidente di Confindustria Emanuele Orsini che, rivolgendosi a tutti, ha esordito dicendo: “E quindi?” sottolineando la comunanza di vedute, ma anche la necessità immediata di passare ai fatti. Il riferimento è al DL Bollette che da molti mesi è rimasto inattuato, in attesa del giudizio europeo. È arrivato il momento di andare avanti, anche senza il placet di Bruxelles, perché non è accettabile che il prezzo dell’energia elettrica, così alto in questa fase, sia uguale per tutte le produzioni, indipendentemente dalla fonte.

Al termine dei lavori, Monica Maggioni ha lanciato un breve video di Luca Massimo Barbero, professore e critico d’arte che collaborerà con Cersaie dal 2027.

I numeri del comparto ceramico Made in Italy e il problema del costo dell'energia

Il confronto parte dai numeri di un comparto strategico per il Made in Italy: 7,5 miliardi di euro di fatturato, un contributo di 5 miliardi di euro al saldo attivo della bilancia commerciale e circa 40.000 occupati diretti e indiretti.

In questo scenario, il costo dell’energia rappresenta una variabile determinante per un'industria caratterizzata da processi produttivi ad alta intensità energetica. A questo si aggiunge il tema del sistema europeo ETS (Emission Trading System) e dei relativi impatti sulle condizioni competitive delle imprese.

Sono questioni che incidono non soltanto sui costi correnti, ma anche sulla capacità delle aziende di programmare gli investimenti necessari alla decarbonizzazione e all'evoluzione tecnologica dei processi produttivi, in un mercato nel quale ceramica e arredobagno rappresentano due comparti di punta dell’industria manifatturiera italiana.

Costi energetici raddoppiati: a rischio l'industria ceramica italiana

«I costi energetici fuori controllo stanno minacciando la tenuta competitiva delle imprese ceramiche italiane sui mercati internazionali. Con il gas stabilmente sopra i 70 euro/MWh, produrre ceramica in Italia rischia di diventare insostenibile. Oggi il costo dell’energia è circa il doppio di quello precedente alla chiusura dello Stretto di Hormuz, mentre ci sono imprese estere che beneficiano di prezzi più bassi dovuti a ingenti volumi di produzione nazionale di gas o a condizioni di mercato interne più favorevoli» dichiara il Presidente di Confindustria Ceramica Augusto Ciarrocchi.

Per il Presidente è indispensabile dare immediata e piena attuazione al servizio di liquidità previsto dal Decreto Bollette, così da ridurre o azzerare il differenziale strutturale di costo tra PSV e TTF, che oggi penalizza l’industria italiana rispetto ai concorrenti europei.

Il problema è anche che il prezzo del gas trascina nella sua corsa il costo della CO₂: uno strumento pensato per accompagnare la transizione diventa un fattore che spinge all’aumento dei costi energetici e penalizza ulteriormente la competitività. «In questo contesto serve un intervento strutturale sull’ETS, a partire dalla revisione dei benchmark combustibile, oggi una priorità assoluta», spiega Augusto Ciarrocchi. «Le quote gratuite devono riflettere la realtà tecnologica dei processi ceramici e impedire che la decarbonizzazione si traduca in delocalizzazione». 

Cersaie 2026: 597 espositori da 24 Paesi su 145.000 metri quadrati

Il convegno inaugurale seguirà il taglio del nastro di Cersaie 2026, previsto alle ore 10.45 a The Square – Centro Servizi.

La 43ª edizione del Salone Internazionale della Ceramica per l'Architettura e dell'Arredobagno riunirà a Bologna 597 espositori provenienti da 24 Paesi, distribuiti su una superficie complessiva di 145.000 metri quadrati.

Numeri che confermano la dimensione internazionale della manifestazione e rendono il tema della competitività particolarmente significativo: il confronto sull’energia apre infatti un Cersaie nel quale l’industria italiana si misura direttamente con produttori, mercati e operatori provenienti da tutto il mondo.

Cersaie 2026: eventi, novità e appuntamenti nella guida di INGENIO
Dal 21 al 25 settembre 2026 Cersaie torna a Bologna con un programma di eventi, conferenze, incontri con i progettisti e iniziative dedicate al mondo della ceramica e dell’architettura. Per orientarsi tra gli appuntamenti e preparare la visita, INGENIO raccoglie nella sua guida aggiornamenti, informazioni utili e approfondimenti dedicati alla manifestazione.
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