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Ceramica: nuove norme e competenze per un settore in continua evoluzione

il settore delle piastrellature ceramiche è caratterizzato da una continua evoluzione tecnica e normativa, confermata dalle novità presentate al Cersaie 2026 e dall’aggiornamento della norma UNI 11493:2025, le cui modifiche mirano a rendere più precise e attuali le procedure di posa, migliorando la qualità e l’affidabilità delle realizzazioni.

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Il settore delle piastrellature ceramiche attraversa una fase di forte evoluzione, tra aggiornamenti normativi, nuove tecnologie e crescente qualificazione professionale. Al Cersaie 2026 di Bologna, in programma dal 21 al 25 settembre, queste trasformazioni trovano spazio tra innovazioni di prodotto e nuove soluzioni per la posa. Un ruolo centrale è assunto dalla UNI 11493-1:2025, che ha introdotto importanti modifiche nelle procedure e nella terminologia tecnica. Parallelamente cresce il numero dei posatori certificati, segno di una maggiore attenzione alle competenze specialistiche. Sullo sfondo si apre inoltre il tema della futura revisione della UNI 11493-2, chiamata a recepire l'evoluzione di materiali, tecnologie e modalità operative.


Le modifiche introdotte dalla UNI 11493-1:2025

Anche quest’anno a Bologna Fiere è possibile visitare il Cersaie, Il Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura dell’Arredobagno, dal 21 al 25 settembre 2026.

L’evento, che ospita poco meno di 600 espositori provenienti da 24 paesi nel Mondo, rappresenta una delle principali iniziative del settore della ceramica per l’edilizia mostrando le principali novità e le tecniche più aggiornate di utilizzo di questo prodotto antico ma ancora estremamente attuale.

La continua innovazione si evince anche dall’aggiornamento della norma di riferimento, la UNI 11493-1 che, a maggio del 2025 ha introdotto delle modifiche sia in termini di procedure di posa che di terminologia tecnica adottata rispetto a quanto stabilito nella versione del 2016.

Le principali differenze riguardano:

  • L’introduzione del termine “posa a strato compatto” che sostituisce il “letto pieno”: stiamo parlando dell’applicazione dell’adesivo o della malta in modo da formare uno strato continuo e compatto che garantisca almeno il 90% di contatto in ambienti interni e il 95% per gli esterni, sia sulla superficie della piastrella che sul supporto. Oltre alla modifica dal punto di vista della terminologia, la nuova norma riduce la percentuale di contatto che, nella precedente versione, si attestata al 100%;
  • Ulteriori modifiche in merito ad alcune definizioni:
  1. La definizione di area di contatto, non più indicata soltanto come porzione del retro della piastrella, ma come porzione del retro della piastrella interessata dalla bagnabilità dell’adesivo;
  2. La definizione di bagnabilità (di adesivo), indicata come la capacità di un adesivo di trasferirsi sul retro della piastrella allo stato fresco e non come la capacità di bagnare la piastrella;
  3. La definizione di larghezza di fuga che nella norma attuale non specifica la coincidenza con i distanziatori della distanza fra piastrelle adiacenti;
  4. Da ultimo, la definizione stessa di piastrellatura ceramica, alla cui definizione precedente aggiunge anche il riempimento dei giunti di movimento

La certificazione del posatore di piastrellature ceramiche

Tutto questo, in un settore dove ormai si contano quasi 1.000 posatori certificati con un numero sempre crescente di richieste di certificazione.
Tale aumento, infatti, dimostra una maggiore attenzione alla qualificazione delle competenze, elemento fondamentale per garantire il rispetto delle prescrizioni normative e la durabilità delle opere.

Strumenti complementari

L’aggiornamento quindi, della UNI 11493-1:2025 e la diffusione della certificazione professionale rappresentano due strumenti complementari che contribuiscono a elevare gli standard qualitativi dei prodotti ceramici e della loro posa, favorendo una maggiore sicurezza, una migliore esecuzione delle opere e una più ampia valorizzazione delle competenze tecniche degli operatori del settore.

Guardando al futuro, sarà fondamentale quindi continuare a monitorare l'evoluzione del contesto di riferimento e adattare le strategie alle nuove esigenze emergenti. L'innovazione tecnologica, la sostenibilità e la crescente digitalizzazione rappresenteranno fattori chiave per lo sviluppo e la competitività.

La futura revisione della UNI 11493-2

Sono trascorsi 10 anni dalla pubblicazione della UNI 11493-2 Piastrellature ceramiche a pavimento e a parete - Parte 2: Requisiti di conoscenza, abilità e competenza per posatori di piastrellature ceramiche a pavimento e a parete, ed è ragionevole porsi la domanda relativa alla necessità della sua revisione.

Quali nuovi elementi potrebbero essere considerati innovativi rispetto al 2016? Per quanto riguarda il supporto di posa, sono state inserite nuove norme, riferite ai massetti ed alle relative prove.
In merito ai prodotti per la posa, nuove soluzioni si sono aggiunte a quelle esistenti, con prestazioni migliorate, con modalità di posa più specifiche e possibilità di utilizzo in un più esteso ventaglio di casi.

In riferimento all’attività di posa, l’arrivo degli esoscheletri potrebbe portare a cambiamenti del mercato, perché un miglioramento delle condizioni di lavoro potrà contribuire a rendere la professione del posatore appetibile ad un maggiore numero di persone.

In conclusione, quindi, le novità presenti al Cersaie 2026 e l’aggiornamento della UNI 11493-1:2025 confermano come il settore delle piastrellature ceramiche sia in una fase di profonda evoluzione, nella quale innovazione, qualità e professionalità assumono un ruolo sempre più centrale.

In questo contesto, la possibile revisione della UNI 11493-2 costituisce un’opportunità per aggiornare i requisiti professionali alla luce delle nuove tecnologie, dei materiali innovativi e delle trasformazioni organizzative che stanno interessando il settore. Un percorso che richiederà il contributo congiunto di imprese, professionisti e organismi di normazione allo scopo di garantire elevati standard qualitativi e sostenere la competitività dell’intera filiera.


FAQ - Posa piastrelle ceramiche e norme UNI

Che cosa cambia con la UNI 11493-1:2025 per la posa delle piastrelle ceramiche?

La norma aggiorna procedure e terminologia tecnica, introducendo tra le novità il concetto di “posa a strato compatto” e nuove definizioni relative ad area di contatto, bagnabilità dell’adesivo, larghezza delle fughe e piastrellatura ceramica.

Che cosa si intende per “posa a strato compatto”?

È l’applicazione dell’adesivo o della malta in modo da ottenere uno strato continuo e compatto, con almeno il 90% di contatto negli ambienti interni e il 95% negli esterni tra piastrella e supporto.

Perché è importante la certificazione dei posatori di piastrellature ceramiche?

La certificazione consente di attestare conoscenze, abilità e competenze professionali, contribuendo a migliorare la qualità della posa, il rispetto delle prescrizioni normative e la durabilità delle opere.

Perché potrebbe essere necessaria una revisione della UNI 11493-2?

A dieci anni dalla sua pubblicazione, il settore è cambiato grazie a nuovi materiali, prodotti per la posa, norme sui massetti, tecnologie digitali e strumenti come gli esoscheletri. Una revisione potrebbe quindi aggiornare i requisiti professionali dei posatori.

Quali sono le principali tendenze per il futuro della posa ceramica?

Innovazione tecnologica, sostenibilità, digitalizzazione, maggiore qualificazione professionale e miglioramento delle condizioni di lavoro sono tra i fattori destinati a incidere maggiormente sull'evoluzione del settore.

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