Certificazione LEED v5: cosa cambia per progettisti e investitori tra decarbonizzazione, LCA e resilienza climatica
Pubblicata nell’aprile 2025, LEED v5 introduce un approccio più orientato a decarbonizzazione, resilienza climatica e performance misurabili. La nuova versione della certificazione ridefinisce criteri e priorità per edifici e spazi costruiti.
LEED v5 è la nuova versione del rating system sviluppato da USGBC per valutare la sostenibilità di edifici, spazi interni e immobili in esercizio. Rispetto alle versioni precedenti, rafforza il peso di decarbonizzazione, resilienza climatica, qualità della vita e conservazione ecologica, con maggiore attenzione a carbonio operativo, embodied carbon, LCA e rischi fisici. Per progettisti, owner, imprese e investitori, INGENIO, grazie a ICMQ, evidenzia il valore tecnico della transizione: non solo ottenere una certificazione, ma dimostrare prestazioni ambientali verificabili e coerenti con obiettivi ESG.
LEED v5: decarbonizzazione e resilienza al centro della nuova certificazione
La versione LEED v5, pubblicata ufficialmente nell’aprile 2025, diventerà progressivamente lo standard di riferimento a partire da quest’anno con un periodo di transizione che accompagnerà il superamento della LEED v4 fissato al 30 giugno 2026. A partire dal 1° luglio 2026, dunque, la versione LEED v5 sarà l’unica applicabile.
La certificazione LEED v5, di cosa si tratta
La certificazione LEED v5 serve a valutare e certificare la sostenibilità degli edifici secondo criteri internazionali. Misura prestazioni legate a decarbonizzazione, efficienza energetica, materiali, acqua e gestione dell’immobile. Introduce un’attenzione più forte a resilienza climatica, benessere degli occupanti e qualità ambientale interna. Aiuta progettisti, imprese, proprietari e investitori a dimostrare performance ESG verificabili.
Sviluppata dallo U.S. Green Building Council, rappresenta un’evoluzione profonda rispetto alla precedente versione, andando oltre i consueti aggiornamenti incrementali per ridefinire l’approccio alla certificazione ambientale degli edifici e degli spazi costruiti.
Mentre LEED v4 si era concentrata principalmente su efficienza energetica, gestione delle risorse e materiali sostenibili, la nuova versione pone oggi al centro la decarbonizzazione, la resilienza climatica, il benessere umano e la conservazione ecologica, allineandosi con gli obiettivi globali di neutralità climatica e qualità della vita negli ambienti costruiti.
Una delle novità più rilevanti di LEED v5 è l’integrazione di metriche più rigorose e orientate alla performance reale lungo l’intero ciclo di vita dell’edificio. Il nuovo rating system enfatizza, infatti, la riduzione delle emissioni di carbonio operativo ed embodied, richiedendo ai team progettuali di quantificare, analizzare e dimostrare risultati concreti in termini di impatto climatico. Questo approccio sposta il focus dalla semplice conformità documentale alla performance misurabile e verificabile nei risultati di sostenibilità concreti .
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Rispetto alla versione precedente, LEED v5 introduce, inoltre, nuove categorie di prerequisiti e crediti, rafforzando il processo integrato e l’analisi preventiva dei rischi climatici: maggiore attenzione è riservata alla mobilità sostenibile, alla gestione avanzata delle risorse idriche e all’inclusione di criteri di resilienza che valutano la capacità dell’edificio di adattarsi a eventi estremi sempre più frequenti.
Dal punto di vista dei vantaggi, LEED v5 offre un posizionamento competitivo più forte sul mercato immobiliare, grazie a standard più allineati agli obiettivi ESG e alle strategie di decarbonizzazione aziendale. Inoltre, la maggiore enfasi sulla misurazione delle performance consente a proprietari e investitori di ridurre i rischi operativi e migliorare il valore a lungo termine dell’asset, garantendo trasparenza, efficienza gestionale e maggiore attrattività verso stakeholder e finanziatori.
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FAQ TECNICHE: LEED v5: decarbonizzazione e resilienza per edifici sostenibili
Che cos’è LEED v5?
LEED v5 è la nuova versione del sistema di certificazione ambientale sviluppato da USGBC per edifici, spazi interni e immobili in esercizio. Il protocollo aggiorna l’approccio LEED ponendo maggiore enfasi su decarbonizzazione, resilienza climatica, qualità della vita e conservazione ecologica.
È applicabile a diversi rating system, tra cui BD+C, ID+C e O+M, secondo le modalità definite da USGBC.
In quali contesti si applica LEED v5?
LEED v5 si applica a nuove costruzioni, ristrutturazioni rilevanti, spazi interni e gestione di edifici esistenti, in funzione del rating system scelto. È particolarmente rilevante per immobili direzionali, retail, hospitality, edifici pubblici, asset corporate e portafogli immobiliari con obiettivi ESG.
La scelta del protocollo va verificata in base a destinazione d’uso, fase progettuale e strategia di certificazione.
Qual è la principale differenza rispetto a LEED v4 e v4.1?
La differenza più rilevante è il rafforzamento della misurazione delle prestazioni ambientali, con maggiore attenzione a carbonio operativo, embodied carbon, resilienza e impatti lungo il ciclo di vita.
USGBC ha indicato il 30 giugno 2026 come termine di registrazione per molti sistemi LEED v4 e v4.1 commerciali, con successivi termini di certificazione definiti per i progetti già registrati.
Il testo dovrebbe distinguere chiaramente tra “registrazione”, “certificazione” e “recertificazione”.
Quali vantaggi offre LEED v5 a owner e investitori?
LEED v5 consente di documentare meglio le prestazioni climatiche e ambientali dell’asset, rendendo più leggibile il contributo dell’edificio alle strategie ESG. La maggiore enfasi su dati, LCA e rischio climatico può supportare due diligence, gestione immobiliare, reporting di sostenibilità e riduzione dei rischi operativi.
Il vantaggio non è solo reputazionale: riguarda tracciabilità, comparabilità e governance tecnica dell’immobile.
Che ruolo hanno LCA ed embodied carbon in LEED v5?
LCA ed embodied carbon diventano elementi centrali per valutare l’impatto dei materiali, delle lavorazioni e delle scelte progettuali lungo il ciclo di vita dell’edificio.
La UNI EN 15978:2026 specifica un metodo di calcolo basato sulla valutazione del ciclo di vita per la prestazione ambientale degli edifici, applicabile a edifici nuovi, esistenti e ristrutturazioni.
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