City of Plants alla Biennale di Venezia: quando architettura, sensori e piante ridisegnano le città
“City of Plants” è l’installazione interattiva di MAD Architects, ENEA e Università Campus Bio-Medico di Roma alla 19ª Mostra Internazionale di Architettura. Fino al 23 novembre 2025, il padiglione diventa un ecosistema vivente dove sensori in fibra ottica trasformano le condizioni delle piante e i passi dei visitatori in suoni e luci, offrendo un laboratorio scientifico e una visione innovativa di città più sostenibili.
Arte e scienza alla Biennale di Venezia: ENEA e MAD Architects presentano “City of Plants”, la città vivente che dialoga con le piante
Alla 19ª Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, arte e ricerca scientifica si intrecciano in “City of Plants”, un’installazione immersiva firmata dallo studio internazionale MAD Architects e realizzata in collaborazione con ENEA e Università Campus Bio-Medico di Roma. Visitabile fino al 23 novembre 2025, l’opera propone una visione innovativa del rapporto tra uomo, tecnologia e natura nelle città contemporanee, trasformando il padiglione in un ecosistema vivente di luce e suono.

“Gli esseri umani e la natura possono coesistere…”: una dichiarazione di intenti
Il concept dell’opera è sintetizzato dal team di MAD Architects con queste parole:
“Gli esseri umani e la natura possono coesistere armoniosamente all’interno delle nostre città se progettiamo sistemi capaci di mettere in discussione atteggiamenti antropocentrici radicati. City of Plants si compone di tre elementi chiave: una base dotata di sensori, un paesaggio vivente racchiuso in cinque bolle trasparenti e un’esperienza interattiva di suoni e luci.
I sensori ambientali catturano in tempo reale le condizioni vitali delle piante e rilevano anche le vibrazioni dei passi dei visitatori: tutti questi dati vengono trasformati in suoni e luci.
L’installazione reimmagina e ridefinisce il nostro modo di interagire con la natura, attraverso un dialogo armonico mediato dall’intelligenza artificiale, in cui ogni elemento, movimento e sensazione si fondono in un ecosistema sonoro e visivo coerente.”
Questa dichiarazione invita a ripensare le città come spazi di coesistenza armoniosa tra persone e ambiente naturale, superando una visione centrata solo sull’uomo.
Un’opera in tre atti
“City of Plants” è un’architettura interattiva che fonde design organico e intelligenza artificiale. L’installazione si articola in tre elementi principali:
- La base tecnologica, equipaggiata con sensori ambientali e di vibrazione.
- Un paesaggio vivente, racchiuso in cinque teche trasparenti simili a bolle, che ospitano micro-ecosistemi vegetali selezionati per la loro resilienza.
- Un’esperienza immersiva di luci e suoni, che traduce i segnali rilevati in composizioni musicali e variazioni cromatiche in tempo reale.
Il risultato è un ambiente sensoriale dinamico, in continua trasformazione, che risponde alle condizioni del microclima e alla presenza dei visitatori, i cui movimenti diventano parte integrante della composizione sonora.
Il cuore tecnologico: i sensori FBG
Alla base del progetto c’è il contributo scientifico di ENEA e dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, che hanno sviluppato e integrato sensori in fibra ottica di tipo FBG (Fiber Bragg Grating).
Questi sensori, quasi invisibili, rilevano temperatura, umidità e vibrazioni generate dai passi del pubblico, inviando i dati a algoritmi di intelligenza artificiale che li trasformano in note musicali e variazioni di luce.
“La collaborazione con MAD Architects è stata estremamente stimolante – racconta Rosaria D’Amato, ricercatrice ENEA del Laboratorio Micro e nanostrutture per la fotonica – perché ci ha permesso di esplorare il rapporto fra arte, natura e tecnologia, mettendo in dialogo la ricerca scientifica con l’architettura contemporanea.
Oltre all’aspetto estetico e sensoriale, l’installazione offre un osservatorio scientifico unico: possiamo monitorare a lungo termine un micro-ecosistema vegetale e studiare come reagisce a fattori artificiali o all’interazione con il pubblico.”
Il collega Michele Arturo Caponero aggiunge: “I sensori FBG sono altamente sensibili, sottili e non invasivi; non necessitano di alimentazione elettrica locale, consentono un cablaggio minimo e possono trasmettere i dati a grande distanza, fino al cloud, per l’elaborazione in tempo reale.”
Un laboratorio vivente
Grazie alla lunga esperienza di ENEA nell’uso dei sensori FBG – applicati al monitoraggio ambientale e strutturale in campi che spaziano dall’industria nucleare alla conservazione dei beni culturali, fino ai sistemi biomedicali indossabili – “City of Plants” si configura come un vero e proprio laboratorio vivente.
L’installazione permette di osservare come le piante si adattino a un habitat artificiale, fornendo dati sul loro stato di salute, sulla crescita e sulla capacità di migliorare la qualità degli ambienti costruiti.
Un’esperienza multisensoriale che parla di futuro
Il progetto suggerisce un modello di città-giardino intelligente, dove la tecnologia favorisce l’integrazione tra natura e architettura.
Attraverso suoni e luci generati in tempo reale, i visitatori percepiscono le “emozioni” delle piante, diventando parte di un dialogo armonico che immagina un futuro urbano più sostenibile, inclusivo e resiliente.
I protagonisti
MAD Architects
- Ma Yansong (Pechino, 1975) – Fondatore, vive e lavora a Pechino
- Yosuke Hayano (Aichi, 1977) – Partner, vive e lavora a Pechino
- Dang Qun (Shanghai) – Partner, vive e lavora a Pechino
- Andrea D’Antrassi (Catania, 1982) – Partner, vive e lavora a Roma
Team di progetto: Ma Yansong, Dang Qun, Yosuke Hayano, Andrea D’Antrassi, Chiara Ciccarelli, Giuseppe Zaccaria, Evrim Ecem Saçmalı, Giovanni Colombara, Fiona Ziying Qi, Alessandro Fisalli, Julian Salvadori.
Collaboratori tecnici
- Parcnouveau – Architettura del paesaggio
- Bruno Zamborlin – Progettazione dell’esperienza e ricerca su intelligenza artificiale
- Flux CS – Progettazione luci
- Crespi – Specialista bonsai
- Michele Tadini – Compositore musicale
- Proloog.tv – Artista visivo
Sostenitori
ENEA, Università Campus Bio-Medico di Roma, Logli Saint-Gobain
Fonte: ENEA
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