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Cogenerazione e teleriscaldamento nei Requisiti Minimi: confronto tra Decreto Ministeriale 2015 e Decreto Ministeriale 2025

Il DM Requisiti Minimi 2025 aggiorna il quadro su cogenerazione e teleriscaldamento: introduce l’allocazione del combustibile basata sul principio di Carnot per valorizzare gli impianti efficienti e conferma obblighi di predisposizione al collegamento alle reti entro 1.000 m, con fattori EP certificati e pubblicati.

L’evoluzione normativa che va dal DM 26 giugno 2015 al nuovo DM 28 ottobre 2025 rappresenta un passaggio importante nel modo in cui il legislatore italiano inquadra e disciplina due tecnologie strategiche per la decarbonizzazione degli edifici: la cogenerazione e il teleriscaldamento.

  

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DM Requisiti Minimi 2025: cosa cambia per cogenerazione e teleriscaldamento rispetto al DM 2015

L’impianto di diagnosi è rimasto sostanzialmente uguale, ovvero ogni soluzione impiantistica deve essere valutata sulla base:

  • di una diagnosi energetica adeguata,
  • dei fattori di conversione reali,
  • delle condizioni operative effettive,
  • e della capacità di contribuire al miglioramento dell'EP.

Cos’è l’EP – Energia Primaria

L’EP (Energia Primaria) è un indicatore fondamentale della prestazione energetica di un edificio o di un impianto e rappresenta la quantità totale di energia prelevata dalle fonti primarie (rinnovabili e non rinnovabili) necessaria a soddisfare i fabbisogni energetici finali.

 

Si è posta un’attenzione maggiore alla trattazione dei ponti termici, sono state incluse le infrastrutture per i veicoli elettrici, si sono aggiornati i riferimenti normativi, più attenzione al comfort interno ed infine si sono introdotti elementi relativi alla sicurezza in caso di incendio e alla vulnerabilità sismica.

  

Cogenerazione nel DM 2025

Introduzione del metodo di allocazione basato sul principio di Carnot

Uno degli elementi più innovativi del DM 2025 è l’introduzione nel decreto stesso di un nuovo metodo di allocazione del combustibile entrante in un cogeneratore alle energie prodotte elettrica e termica.

Il criterio inserito precedentemente quello cosiddetto delle “produzioni alternative” rappresentava per i teleriscaldamenti italiani alcune criticità anche in contraddizione con le Direttive comunitarie, sia sulla cogenerazione (Direttiva 2004/8/CE) che sull’efficienza energetica (2012/27/UE) e in contraddizione con i relativi Decreti italiani di Recepimento (D.lgs. 202007 e ss.mm. e D.lgs. 102/2014).

Le Direttive e i Decreti attribuiscono infatti un elevato pregio ai sistemi di cogenerazione ad alta efficienza (cosiddetti CAR) e ne prescrivono il sostegno, definendo misure atte a promuoverne lo sviluppo sia ai fini della tutela ambientale, che ai fini di una maggiore efficienza nell’uso delle risorse primarie per favorire una minore dipendenza da approvvigionamenti esterni.

  

Cos’è la CAR – Cogenerazione ad Alto Rendimento

La cogenerazione ad alto rendimento (CAR) è una particolare configurazione di impianto cogenerativo in grado di produrre simultaneamente energia elettrica ed energia termica con un significativo risparmio di energia primaria rispetto alla produzione separata delle stesse quantità di elettricità e calore.

Un impianto è qualificato come CAR quando soddisfa i criteri di efficienza definiti dalla normativa europea e nazionale, dimostrando un Primary Energy Saving (PES) positivo, ovvero una riduzione misurabile del consumo di energia primaria rispetto a soluzioni convenzionali.

La Commissione Europea motiva la scelta di sostenere la diffusione della cogenerazione ad alto rendimento con ampie e referenziate analisi e considerazioni, mentre l’equazione indicata nel DM Requisiti Minimi ne blocca lo sviluppo senza alcuna motivazione.

Infatti, l’equazione proposta nel 2015 determinava anche per gli impianti di cogenerazione ad altissima efficienza dei fattori di conversione energetici penalizzanti che creavano ostacoli alla diffusione del calore prodotto da tali sistemi.

Il nuovo Decreto, quindi, per tener conto del beneficio energetico (ma anche “exergetico” quindi anche in termini di miglior utilizzo dell’energia) della cogenerazione e del parco dei teleriscaldamenti italiani, ha inserito quale criterio di allocazione il metodo cosiddetto di “Carnot” che determina in maniera diretta il combustibile effettivamente associato alla produzione di calore. Tale metodologia presenta diversi vantaggi: è di semplice applicazione, non necessitando di formulazioni complesse; è applicabile a tutte le tipologie di impianti di cogenerazione; può essere applicata sulle produzioni complessive dell’intero periodo considerato senza bisogno di scorporare né segregare le componenti di pura cogenerazione; è indipendente dai fattori di conversione del vettore “elettricità”; non determina deviazioni nei risultati.

Questa metodologia riduce le ambiguità e consente di valorizzare adeguatamente gli impianti di cogenerazione realmente efficienti.

   

Teleriscaldamento: efficienza certificata e trasparenza dei dati

Teleriscaldamento e teleraffrescamento: obblighi entro 1.000 m e dati EP certificati

Come nel decreto precedente, a conferma della valenza della tecnologia nel processo di decarbonizzazione dei centri urbani, è previsto che, “nel caso della presenza, a una distanza inferiore a metri 1.000 dall’edificio oggetto del progetto, di reti di teleriscaldamento e teleraffrescamento, ovvero di progetti di teleriscaldamento approvati nell’ambito di opportuni strumenti pianificatori, in presenza di valutazioni tecnico economiche favorevoli, è obbligatoria la predisposizione delle opere murarie e impiantistiche, necessarie al collegamento alle predette reti.

Come nel precedente decreto i gestori di reti sono tenuti a pubblicare, sul proprio sito web, i fattori di conversione in energia primaria certificati.

Questo affinché il progettista possa accedere a dati verificabili, ufficiali, specifici per la rete reale.

  

Cosa cambia e cosa resta invariato: certificazione, validità e comunicazione dei fattori

In sintesi, la novità principale per la cogenerazione, e quindi per la cogenerazione inserita in un sistema di teleriscaldamento, è il nuovo criterio di allocazione dell’energia entrante tramite il combustibile alle energie uscenti prodotte. Le procedure di certificazione, i tempi di validità del certificato, le modalità di comunicazione di tali dati sono rimaste invariate.

Articolo integrale in PDF

L’articolo nella sua forma integrale è disponibile attraverso il LINK riportato di seguito.
Il file PDF è salvabile e stampabile.

Ilaria Bottio

Ingegnere libero professionista, vice Presidente UGI, Segretario generale AIRU

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