Ventilazione meccanica controllata (VMC) | Cappotto termico | Comfort e Salubrità | Isolamento Termico | Riqualificazione Energetica | Ristrutturazione
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Come installare una VMC decentralizzata integrata nell’isolamento a cappotto. Le fasi

L’articolo descrive le fasi di installazione di una unità per la ventilazione meccanica decentralizzata pensata per essere nascosta tra la muratura e il cappotto termico, durante le fasi di isolamento esterno di un edificio.

La VMC sta diventando una dotazione indispensabile negli edifici con elevata tenuta all’aria, sia per sopperire alla mancanza di un continuativo ricambio naturale (“non ci sono più gli spifferi di una volta”), sia per evitare patologie edilizie ricorrenti come le muffe.

Le unità di VMC decentralizzate (identificate dal mercato anche come “puntuali”) costituiscono una scelta particolarmente interessante nei contesti in cui non vi sono gli spazi tecnici per le soluzioni canalizzate.

 

L’esigenza della VMC nel contesto analizzato

L’esperienza descritta rientra in una ristrutturazione importante di primo livello di una palazzina con tre appartamenti in provincia di Modena.

Molti interventi sono stati incentivati dal meccanismo “Superbonus 110%”. Durante l’esecuzione del progetto si è subito verificato che, purtroppo, non sussistevano tutte le condizioni per poter incentivare la VMC al 110%, nelle modalità già descritte in un articolo pubblicato su Ingenio.

Nello specifico il progetto prevedeva la completa correzione dei ponti termici e le analisi di calcolo dimostravano l’assenza della formazione di condense e muffe secondo i criteri descritti nel DM 26/06/2015.

Occorre ricordare però che il tipo di calcolo che si compie secondo normativa si basa su condizioni “standardizzate” di temperatura e produzione di vapore interne, mentre nella realtà le situazioni possono essere le più disparate. Questo perché l’utenza agisce comportamenti non controllabili dal progetto, come ad esempio: non riscaldare un ambiente in quanto non utilizzato, cucinare per lunghi periodi senza azionare la cappa sopra i fornelli, oppure stendere i panni in casa.

Se a questo si aggiunge qualche errore di esecuzione del cantiere, ecco che anche negli edifici energeticamente più performanti possono manifestarsi problemi di muffe. Questo se ci limitiamo alla “qualità” del sistema-edificio impianto.

Non si deve dimenticare, però, l’aspetto della “qualità dell’aria” negli edifici super sigillati, ancorché non compromessi da fenomeni di condensazione su punti freddi (ricordiamo che le muffe si formano oltretutto prima delle condense!).

Negli edifici dove non c’è almeno un minimo ricambio dell’aria secondo la normativa vigente UNI EN 16798-1:2019 non si sta molto bene: addirittura le persone possono correre seri rischi per la loro salute.

Tali aspetti sono descritti in Italia già dal 2001 in un documento ancora scaricabile liberamente dal web, ossia le Linee Guida per la tutela e la salute negli ambienti confinati, pubblicate in Gazzetta Ufficiale n.276 del 27 novembre 2001 (in allegato).

Per questo motivo, in accordo con la Committenza, dopo una serie di valutazioni è stato scelto di installare negli appartamenti le unità successivamente descritte.

 

La centrale di VMC

La tipologia di centrale scelta è stata ideata da una azienda che si occupa di VMC decentralizzata ed è stata concepita per essere installata durante le fasi di isolamento termico a cappotto dall’esterno (Figura 1).

Il corpo macchina (comprensivo della scatola nera di predisposizione) ha uno spessore di 8 cm e va posto in prossimità di un foro finestra affinché la presa d’aria esterna e l’espulsione non figurino in facciata, ma in mazzetta. Il transito dei flussi d’aria tra interno ed esterno avviene mediante due condotti sigillati che trovano alloggio in un medesimo tratto di tubo circolare del diametro di 16 cm che deve attraversare il muro.

Per la sua installazione è necessario un carotaggio. All’interno dell’ambiente è visibile il dispositivo di immissione ed estrazione dell’aria che avvengono su lati contrapposti. L’unità di VMC si può dire che è “mimetizzata” nel cappotto. Esiste la versione per la posa a destra o a sinistra del serramento.

 

Vista esplosa dei componenti di una VMC decentralizzata da cappotto: corpo macchina, scambiatore di calore, diffusori e condotto di collegamento.
Figura 1 – Geometria della VMC da installare sotto il sistema di isolamento termico a cappotto esterno. (Fonte HELTY)

  

Fasi di installazione di una unità VMC decentralizzata “da cappotto”

L’installazione dell’unità di VMC decentralizzata è stata compiuta a “4 mani”: in parte da un idraulico che ha fornito il materiale e ha guidato l’impresa nella giusta collocazione della predisposizione e nella realizzazione del carotaggio ed in parte da un elettricista che ha realizzato i collegamenti elettrici.

FASE 1

La prima fase di installazione consiste nel corretto posizionamento della cosiddetta predisposizione, ossia della scatola nera che ospiterà la vera e propria centrale di VMC solo al termine dei lavori del cantiere. Per individuare i punti esatti nei quali collocare le viti di fissaggio ed operare il carotaggio è possibile avvalersi di una dima oppure si devono segnare con precisione sulla parete le distanze riportate nel manuale di istruzioni. L’importante, in entrambi i casi, è sapere con assoluta precisione quale sarà il filo della mazzetta finita poiché le griglie esterne dovranno esserle complanari.

In figura 2 sono riportati alcuni scatti che individuano rispettivamente la traccia del punto individuato per la posa della predisposizione, la vista del carotaggio ed il momento di fissaggio.

   

Fasi iniziali dell’installazione della VMC: tracciamento in cantiere, predisposizione della scatola tecnica e carotaggio del muro.
Figura 2 - Traccia del punto in cui installare la predisposizione (a sinistra), carotaggio e traccia dell’elettricista per l’esecuzione dell’alimentazione elettrica a servizio della VMC (al centro), fissaggio della scatola di predisposizione al muro esterno (a destra). (V. Raisa)

  

FASE 2

Successivamente occorre che l’elettricista inserisca nel lato alto della predisposizione un tubo corrugato che dovrà ospitare l’alimentazione: essa potrà arrivare dall’esterno o dall’interno dell’abitazione.

In questo secondo caso è necessario che il tubo corrugato raggiunga l’interno dell’ambiente da servire: per questo motivo in Figura 3 (a sinistra) è possibile osservare un piccolo foro sul muro, a destra della scatola nera, che permette appunto il passaggio dentro l’alloggio.

 

Dettagli del passaggio del tubo corrugato per l’alimentazione elettrica della VMC, dal foro esterno alla stanza interna.
Figura 3 – Posizionamento del tubo corrugato all’interno del quale deve transitare il cavo elettrico che alimenta la centrale di VMC. A sinistra: scatto dal ponteggio dove si vede la predisposizione installata a fianco del serramento con il tubo corrugato temporaneamente arrotolato, pronto per essere successivamente portato all’interno: al centro: scatto dall’interno in cui si vede il tubo corrugato in entrata nella stanza; a destra: vista dall’interno dove non si percepisce il tubo corrugato perché è stato nascosto sottotraccia. (V. Raisa)

   

FASE 3

Una volta terminate le fasi 1 e 2 è possibile procedere con la posa del cappotto termico sulla facciata esterna. I posatori avranno cura di ridurre lo spessore di alcuni pannelli di isolante di 8 cm per coprire la scatola nera. Nel caso descritto, al di sopra della predisposizione sono stati posati 6 cm di materiale isolante visto che lo spessore totale previso da progetto era di 14 cm.

In Figura 4 sono riportate alcune immagini che sintetizzano le fasi di posa del sistema di isolamento a cappotto esterno. Nello specifico, nella fotografia di destrasi vede, nella parte alta, solo una porzione della scatola nera; questa, nel lato rivolto verso la mazzetta, è protetta da una lamiera metallica che impedisce l’ingresso di sporcizia o animali. La lamiera verrà tolta solo nell’ultima fase di montaggio.

 

Fasi di posa dell’isolamento termico attorno alla scatola nera della VMC, con inserimento progressivo del materiale isolante
Figura 4 – Inizio della posa del cappotto termico. A sinistra: la predisposizione non è ancora stata ricoperta dal materiale isolante. Al centro: è iniziata la fase di installazione del materiale isolante al di sopra della scatola nera. A destra: dettaglio scattato durante le fasi di taglio del materiale isolante che deve “avvolgere” la scatola nera di predisposizione. Al di sotto della porzione della scatola nera (il cui lato in mazzetta è temporaneamente tamponato dalla lamiera metallica per evitare che si sporchi) deve essere ancora posato il materiale isolante. (V. Raisa)

   

Nel frattempo, all’interno della predisposizione può rimanere un pannello di materiale isolante bianco già presente in fase di fornitura in cantiere.

In Figura 5 sono riportati due scatti dove è possibile osservare, in mazzetta, l’estremità della scatola nera con e senza tappo metallico. Nell’immagine di sinistra è possibile vedere il materiale isolante bianco che può essere lasciato all’interno della scatola di predisposizione fino alla fase finale. La lamiera di protezione è stata tolta per eseguire la fotografia.

  

Finitura esterna della mazzetta finestra con sede predisposta per la griglia di aerazione della VMC decentralizzata.
Figura 5 – Dettagli di due fori finestre interessati dalla presenza della VMC. A sinistra è stato tolto il tappo metallico alla scatola nera e così si intravvede il materiale isolante al suo interno. A destra, invece, la scatola nera è chiusa con la lamiera metallica di protezione. (V. Raisa)

  

FASE 4

Quando il cantiere volge al termine (Figura 6 a sinistra) si può procedere con il completamento dell’installazione della VMC. L’operatore, dopo aver collegato elettricamente la centrale tramite il cavo precedentemente alloggiato nella scatola nera (fase 2) la inserisce nel “vano tecnico” (ossia la scatola nera di predisposizione) nascosto sotto il cappotto (Figura 6 a destra).

 

Installazione della centrale di ventilazione: vista della macchina con scambiatore e collegamenti elettrici prima della posa definitiva.
Figura 6 – A sinistra: il cappotto è completato e il tappo metallico della predisposizione può essere levato per permettere l’inserimento della centrale di VMC. Al centro: vista della centrale di VMC appoggiata sul pavimento per eseguire lo scatto. A destra: inserimento del corpo macchina nella predisposizione. (V. Raisa)

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