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Con il nuovo Statuto, GBC Italia apre una nuova fase: più inclusione, più impatto, più cultura della sostenibilità

GBC Italia rinnova il proprio Statuto per una governance più inclusiva e trasparente. Fabrizio Capaccioli racconta a Ingenio come l’associazione intende rafforzare il suo ruolo nella transizione e nel futuro sostenibile delle costruzioni.

Un nuovo Statuto per GBC Italia: governance più moderna e partecipata

Nel corso dell’Assemblea straordinaria di GBC Italia, tenutasi il 6 ottobre 2025, l'associazione ha approvato con larghissima maggioranza il nuovo Statuto, esito di oltre un anno e mezzo di lavoro. Il testo introduce significative novità in materia di governance e amplia la rete associativa aprendo la partecipazione a nuove categorie: studenti, professionisti, soci onorari, enti di ricerca e amministrazioni pubbliche.

Per approfondire il significato e le prospettive di questo cambiamento, Ingenio ha intervistato il presidente di GBC Italia, Fabrizio Capaccioli.

 

Fabrizio Capaccioli, Presidente di Green Building Council Italia
Fabrizio Capaccioli, Presidente di Green Building Council Italia (© GBC Italia)

 

L’approvazione del nuovo statuto di GBC Italia

Presidente Capaccioli, GBC Italia ha appena approvato un nuovo statuto. Ci racconta che cosa cambia concretamente e perché questo passaggio è così importante per la vita dell’associazione?

L’approvazione del nuovo Statuto rappresenta senza dubbio una tappa storica per la nostra Associazione. È il frutto di un lungo lavoro di confronto interno, durato oltre un anno e mezzo con senso di responsabilità e anche con rispetto per la storia dell’Associazione, non abbiamo voluto forzare, ma dare un’impronta di modernità. Il nuovo testo non è soltanto un aggiornamento tecnico, ma un atto di visione: ridefinisce le regole del gioco per renderle più chiare, più agili, più aperte.

Abbiamo voluto distinguere in modo netto i princìpi fondanti dai meccanismi operativi, che saranno ora regolati da strumenti più snelli e aggiornabili. Abbiamo introdotto, ad esempio, la figura del Direttore Generale, fondamentale per accompagnare la nostra efficacia esecutiva e, soprattutto, abbiamo aperto l’associazione a nuove categorie di soci: professionisti, studenti, enti pubblici, centri di ricerca. Questo significa rendere GBC Italia più rappresentativa, più inclusiva, più capace di “fare sistema”.

 

Possiamo dire che è un passaggio di “maturità istituzionale”? In che modo ridefinisce il ruolo di GBC Italia nel sistema delle costruzioni e nella transizione ecologica del Paese?

Senza dubbio. Il nuovo Statuto è un atto di maturità. GBC Italia cresce in rappresentanza, ma anche in autorevolezza. Non siamo più una semplice associazione che rappresenta le istanze di una filiera, seppur ampissima e trasversale al mondo edile ed immobiliare: siamo una comunità tecnico-istituzionale, capace di dialogare con il Paese per il Paese. Con questo passo, ci candidiamo ad essere un interlocutore stabile per le istituzioni, e sempre più un punto di riferimento autorevole per tutto il settore delle costruzioni sostenibili. La transizione ecologica ha bisogno di regole chiare, ma anche di presidi culturali forti, capaci di difendere l’approccio scientifico, i dati, le metriche. GBC Italia vuole essere questo: un riferimento solido, inclusivo, indipendente.

 

Il nuovo statuto apre anche a una maggiore partecipazione e rappresentanza delle diverse anime della filiera: cosa significa, oggi, per un’associazione come GBC Italia “fare sistema”?

Fare sistema oggi significa costruire connessioni tra imprese e università, tra progettisti e pubbliche amministrazioni, tra innovatori e regolatori. Il nostro Statuto è pensato per riflettere proprio questa missione: mettere intorno a uno stesso tavolo tutte le energie migliori che lavorano per un’edilizia più giusta, più efficiente, più orientata al benessere delle persone. Un’associazione forte non è quella che alza i muri, ma quella che costruisce reti, ne sono pienamente convinto.

 

L’attualità: dal negazionismo climatico alla responsabilità del costruire sostenibile

In questi giorni il dibattito internazionale si è riacceso dopo le parole di Donald Trump all’ONU, che ha definito la green economy “una truffa”. Come legge, da presidente di GBC Italia, questo ritorno del negazionismo climatico a livello politico?

La sostenibilità è un’urgenza, non un’opinione. Il ritorno di certe narrazioni negazioniste, purtroppo, dimostra quanto ancora sia necessario il lavoro culturale. Da Presidente di GBC Italia posso dire che non ci spaventano queste dichiarazioni: ci spronano. Perché il nostro compito è proprio questo: portare evidenze, diffondere conoscenza, creare consapevolezza. L’Italia ha tutte le potenzialità per essere un Paese guida in Europa, ma serve coerenza. Non possiamo permetterci passi indietro, soprattutto ora che la sfida climatica è entrata nelle agende istituzionali.

 

Il rischio, spesso, è che la sostenibilità venga percepita come ideologia e non come metodo tecnico, misurabile e concreto. Come possiamo contrastare questa distorsione comunicativa e riportare il tema sui dati e sulle soluzioni reali?

È esattamente questo il punto. La sostenibilità non è ideologia, non è fondamentalismo è competenza e pragmatismo. È analisi, progettazione, misurazione. È capacità di costruire un edificio che consuma meno, dura di più, migliora la vita delle persone. Dobbiamo uscire dalla logica dei proclami e rientrare in quella delle soluzioni tecniche ed etiche allo stesso tempo. GBC Italia lavora in questa direzione: i protocolli LEED e GBC sono strumenti rigorosi, trasparenti, misurabili. La sfida è comunicare tutto questo in modo chiaro, accessibile, coinvolgente. Ma senza mai scendere a compromessi con la verità scientifica.

 

Lei ha più volte parlato della necessità di un “patto culturale” sulla sostenibilità. Oggi, dopo questo statuto, GBC Italia come intende promuoverlo?

Oggi abbiamo strumenti nuovi. Una governance più agile, una comunità più ampia, una rete più solida. Il nostro “patto culturale” parte da qui: fare formazione, stimolare il dibattito pubblico, sostenere i giovani e promuovere la ricerca. Vogliamo portare la sostenibilità anche dove oggi non è ancora arrivata: nei piccoli Comuni, nei territori fragili, nei settori meno strutturati. Perché o questa transizione è di tutti, o non è una vera transizione.

 

Le prospettive: il Green Building Forum e la nuova agenda

A breve si terrà il nuovo Green Building Forum: ci può anticipare i temi centrali di questa edizione e come si collegheranno al nuovo corso dell’associazione?

Il Green Building Forum sarà il nostro primo grande evento pubblico con il nuovo Statuto. Sarà l’occasione per tradurre le parole in azioni. Parleremo di impact measurement, salute degli edifici, materiali sostenibili, economia circolare. Ma anche di governance, accessibilità, finanza ESG, sentiment degli italiani sul tema dell’edilizia sostenibile. Sarà un Forum aperto e operativo, dove le idee diventeranno strumenti e le parole si tradurranno in proposte concrete.

 

Quali saranno le parole chiave del Forum 2025? Si parlerà ancora di certificazione, o vedremo un’evoluzione verso la misurazione dell’impatto reale degli edifici sulla salute e sull’economia circolare?

La certificazione resta fondamentale, ma deve evolvere. Il futuro è nella misurazione dell’impatto. Misurare quanta CO₂ un edificio risparmia è importante, ma dobbiamo anche misurare quanto migliora la qualità dell’aria interna, quanto incide sul benessere delle persone, quanto favorisce l’inclusione sociale. Vogliamo promuovere una nuova generazione di strumenti: più umani, più trasparenti, più inclusivi e più legati alla vita reale delle comunità.

 

GBC Italia è sempre più inserita nei tavoli istituzionali europei e nazionali: che ruolo vuole giocare nel prossimo futuro, anche alla luce della revisione della direttiva EPBD e dei nuovi criteri ESG per l’edilizia?

Vogliamo essere protagonisti. La revisione della EPBD (Energy Performance of Buildings Directive) è un passaggio cruciale: serve una visione ambiziosa, ma anche realistica. Ecco perché GBC Italia si propone come ponte tra istituzioni e operatori, tra regolazione e mercato. Sui criteri ESG vogliamo accompagnare imprese e investitori con strumenti affidabili. La finanza sostenibile avrà bisogno, sempre più, di dati certificati, e noi vogliamo essere la voce credibile che può offrire questi dati, senza ambiguità.

 

GBC Italia, una comunità che cresce, cambia, include

Se dovesse sintetizzare in una frase il senso di questa nuova fase di GBC Italia, quale sarebbe?

Direi: “Una comunità che cresce, cambia, include – ma sempre con la stessa visione: costruire bene per vivere meglio.”

E se dovesse lanciare un messaggio ai professionisti e alle imprese del settore edilizio, cosa direbbe oggi?

Il cambiamento non è più una scelta, è una responsabilità. Oggi più che mai servono competenze, coraggio e collaborazione. GBC Italia è la casa di chi vuole fare bene, con rigore, con trasparenza, con passione. Vi aspettiamo, perché la sostenibilità si costruisce insieme.

 


 

Green Building Council Italia approva il nuovo Statuto. Svolta nella governance
 
Il testo del nuovo Statuto, frutto di oltre un anno e mezzo di lavoro e confronto interno, introduce importanti novità sul piano della governance e apre la rete associativa a nuove categorie, tra cui studenti, professionisti e soci onorari, enti di ricerca e amministrazioni pubbliche.
 
Il nuovo impianto statutario distingue in modo più netto i principi fondanti dell’associazione dalle regole operative, che saranno gestite tramite regolamenti più snelli e facilmente aggiornabili. Vengono inoltre chiariti i ruoli e le responsabilità degli organi dirigenti, con l’obiettivo di rendere più efficiente il funzionamento complessivo di un’organizzazione in forte crescita per numero di associati e peso anche nelle politiche pubbliche sui temi della sostenibilità dell’ambiente costruito.
 
Tra le innovazioni più rilevanti c’è la possibilità di introdurre la figura del Direttore Generale, un passo pensato per accompagnare proprio la crescita organizzativa dell’associazione nel contesto, in continua evoluzione, della sostenibilità e dell’edilizia green.
 
Con il voto dell’assemblea straordinaria, tenutosi lo scorso 6 ottobre, si avvia ora la fase attuativa: verranno aggiornati i regolamenti interni, attivate le nuove categorie di soci e convocati i tavoli di lavoro per rendere operative le nuove disposizioni. Un passo che, nelle intenzioni dei promotori, vuole rendere l’associazione più inclusiva, moderna e autorevole, rafforzando il suo ruolo nel dialogo con le istituzioni e il mercato della sostenibilità.

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