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Palermo, una passerella sospesa per ricucire porto e città: al via il concorso di progettazione

Al via il concorso di progettazione in due fasi per la realizzazione della passerella pedonale sopraelevata di Palermo, un’infrastruttura pensata per superare la cesura di via Crispi e collegare il terminal crociere con piazza Andrea Camilleri e il centro urbano. La scadenza per l’invio degli elaborati di primo grado è fissata al 30 giugno 2026, mentre per il secondo grado il termine è il 5 agosto 2026. Partecipa al concorso di progettazione.

La passerella pedonale sopraelevata prevista a Palermo è un’infrastruttura di connessione tra terminal crociere, piazza Andrea Camilleri e centro urbano, pensata per superare la barriera viaria di via Crispi e rafforzare il rapporto tra porto e città. Il concorso di progettazione richiede un PFTE capace di integrare sicurezza dei flussi, accessibilità, inserimento paesaggistico, sostenibilità ambientale, CAM e qualità architettonica. Per progettisti, ingegneri e architetti, INGENIO propone una lettura tecnica dell’opera come dispositivo urbano, strutturale e paesaggistico.


Passerella pedonale sopraelevata a Palermo: il nodo tecnico tra via Crispi, terminal crociere e waterfront

Una nuova infrastruttura pedonale sopraelevata collegherà il terminal crociere del porto di Palermo con piazza Andrea Camilleri e via Emerico Amari, rafforzando il rapporto tra waterfront, centro urbano e mobilità pedonale. Il concorso di progettazione punta a individuare una soluzione capace di coniugare qualità architettonica, sostenibilità, sicurezza, accessibilità e valore paesaggistico.

Un nuovo passaggio nella rigenerazione del waterfront palermitano

Palermo torna a interrogarsi sul rapporto tra città e mare, non più soltanto come memoria storica o immagine identitaria, ma come concreta occasione di rigenerazione urbana. Il concorso di progettazione per un sistema di collegamento aereo tra il porto e la città si inserisce infatti in un più ampio processo di ripensamento dell’intero waterfront urbano, avviato da anni e ormai riconoscibile come una delle trasformazioni più significative della città.

Il fronte a mare palermitano rappresenta da sempre una soglia complessa: luogo di scambi, approdi, traffici, contaminazioni culturali e relazioni economiche, ma anche spazio in cui funzioni portuali, viabilità urbana e vita cittadina si sono spesso sovrapposte senza una vera continuità fisica e percettiva. Oggi questa parte di città viene riletta come una grande infrastruttura urbana e paesaggistica, capace di restituire a Palermo un rapporto più diretto con il suo mare.

Schema funzionale dell'area.
Schema funzionale dell'area. (Documento di indirizzo alla progettazione | DIP)

Negli ultimi anni questo percorso ha trovato nello strumento del concorso di progettazione una modalità privilegiata per aprire la città al dibattito pubblico e alla qualità del progetto. Grazie a un sistema di decisioni condivise, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale e il Comune di Palermo stanno portando avanti una regia comune per la rinascita del waterfront, con l’obiettivo di integrare funzioni portuali, spazi urbani, accessibilità e nuovi luoghi di fruizione collettiva.

Area oggetto del concorso.
Area oggetto del concorso. (Documento di indirizzo alla progettazione | DIP)

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La passerella tra terminal crociere e piazza Camilleri

Il cuore del concorso riguarda la progettazione di una passerella pedonale sopraelevata, posta a circa 7,5 metri di altezza, destinata a collegare il terminal crociere con piazza Andrea Camilleri e, attraverso via Emerico Amari, con il centro urbano.

L’opera nasce da un’esigenza concreta: migliorare la sicurezza e la continuità dei flussi pedonali, evitando l’attraversamento diretto di via Crispi, una delle arterie stradali più importanti e trafficate della città. Tuttavia, la finalità del progetto non si esaurisce nella risoluzione di un problema di mobilità.

Ipotesi di giacitura del sistema della passerella.
Ipotesi di giacitura del sistema della passerella. (Documento di indirizzo alla progettazione | DIP)

La nuova infrastruttura dovrà diventare una porta urbana contemporanea: un dispositivo di connessione tra chi arriva a Palermo dal mare e la città, ma anche un nuovo luogo di esperienza per i cittadini. Non solo attraversamento, dunque, ma camminamento in quota, spazio di osservazione, occasione per vivere il paesaggio portuale da una prospettiva inedita.

In questa visione, la passerella dovrà contribuire a rafforzare l’interfaccia tra porto e città, favorendo una migliore integrazione tra ambiti portuali e urbani e agevolando la fruizione del mare e della costa come parte fondamentale della vita cittadina.

Sezione schematica della passerella.
Sezione schematica della passerella. (Documento di indirizzo alla progettazione | DIP)

Dal Piano Regolatore Portuale al sistema dell’“edificio interfaccia”

Il concorso si inserisce in una cornice programmatoria più ampia, già delineata dal Piano Regolatore Portuale di Palermo e confermata dal Progetto Integrato di Trasformazione Portuale. Tra le intuizioni principali vi è la realizzazione di un sistema di collegamenti aerei tra l’area portuale e quella urbana, pensati per superare le cesure esistenti e rendere più permeabile il rapporto tra porto e città.

In questo scenario assume particolare rilievo il cosiddetto sistema dell’“edificio interfaccia”, un complesso con funzioni portuali e urbane che, grazie anche alla presenza di una terrazza sul mare, consentirà di affacciarsi sul porto e di interpretare il waterfront come spazio condiviso.

Il concorso per la passerella rappresenta quindi un ulteriore tassello di questo processo: non un intervento isolato, ma un elemento di connessione materiale e simbolica tra infrastrutture portuali, spazi pubblici, piazza Camilleri, via Crispi e il sistema urbano che conduce verso il centro.

La sfida progettuale sarà quella di immaginare un sistema di camminamenti pedonali in quota capace di incrementare il progetto dell’interfaccia urbana e di ripensare la nuova porta da e per la città. Una porta non intesa come limite, ma come luogo di passaggio, relazione e riconoscibilità.

Il Documento di Indirizzo alla Progettazione

Le proposte ideative e progettuali dovranno essere sviluppate sulla base dei contenuti e degli obiettivi definiti nel Documento di Indirizzo alla Progettazione, il DIP, che rappresenta il documento preliminare necessario all’avvio dell’attività progettuale.

Come previsto dall’Allegato I.7 del Codice dei contratti pubblici, D.Lgs. n. 36/2023, il DIP definisce le linee guida del concorso internazionale di progettazione, indicando le esigenze della committenza, i requisiti tecnici, gli obiettivi funzionali e gli elementi utili alla corretta impostazione del progetto.

Localizzazione dell’area di intervento del concorso di progettazione a Palermo. "Connessioni e interazioni per il waterfront di Palermo. Concorso di Progettazione di un sistema di collegamento aereo tra il porto e la città". (Documento di indirizzo alla progettazione | DIP)

Il documento contiene in particolare:

  • lo stato di fatto dei luoghi;
  • gli obiettivi da perseguire;
  • l’analisi delle esigenze e dei bisogni da soddisfare;
  • i vincoli, le regole tecniche e le normative da rispettare;
  • le funzioni dell’intervento, i relativi requisiti tecnici e le indicazioni meta-progettuali.

Il DIP ha quindi il compito di orientare il percorso progettuale per la riqualificazione e la valorizzazione urbanistica del waterfront urbano di Palermo, fornendo ai concorrenti una lettura delle potenzialità, delle opportunità e delle criticità del luogo.

Le proposte dovranno essere coerenti con le previsioni del Piano Regolatore Portuale, del Piano Regolatore Generale e con le direttive del redigendo Piano Urbanistico Generale del Comune di Palermo, che sottolineano la necessità di rafforzare i sistemi di connessione tra porto e città e di potenziare l’accessibilità del waterfront urbano.

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L’area di intervento: tra via Crispi, porto e piazza Camilleri

L’area oggetto del concorso ricade nella porzione della città di Palermo in cui il tessuto urbano entra in più stretta relazione con il porto. Si tratta di un ambito di notevole importanza dal punto di vista dell’accessibilità da e verso il mare, degli attraversamenti urbani e della continuità tra spazi portuali e città consolidata.

Dal punto di vista programmatico, per l’ambito portuale il riferimento è il Piano Regolatore Portuale, che prevede la realizzazione di sistemi di collegamento aereo tra area portuale e area urbana. Tale previsione è confermata dal Progetto Integrato di Trasformazione Portuale. Per la parte urbana, invece, l’area è regolata dal Piano Regolatore Generale, che consente interventi di manutenzione straordinaria della viabilità urbana, mentre le linee di indirizzo del redigendo Piano Urbanistico Generale indicano la necessità di rafforzare le connessioni tra porto e città.

In riferimento al DOCFAP, condiviso dalle due amministrazioni e propedeutico al DIP, l’area del concorso riguarda il Lotto 2, relativo alla passerella di via Crispi e alla realizzazione del collegamento pedonale tra l’“edificio interfaccia” e piazza Camilleri.

Oggi l’ambito comprende una porzione di via Crispi, già interessata dal primo lotto individuato dal DOCFAP, un’area di cantiere interna alla cinta doganale portuale legata alla realizzazione del sistema di edifici con funzione portuale e urbana, piazza Camilleri — attualmente spazio pedonale e luogo urbano per il tempo libero — e l’area compresa tra la piazza e la sede stradale, oggi utilizzata anche per la sosta di mezzi come pullman e trenini turistici.

Dal dispositivo tecnico allo spazio pubblico

La riqualificazione del porticciolo di Sant’Erasmo e la realizzazione del Palermo Marina Yachting hanno già dimostrato come il porto possa interpretare il desiderio di cambiamento della città, rispondendo a esigenze di vivibilità, sicurezza, decongestione e attrattività.

La passerella si colloca dentro questa stessa traiettoria. Non dovrà essere concepita come una semplice struttura di attraversamento, ma come un’infrastruttura urbana capace di generare qualità dello spazio pubblico.

Il progetto dovrà lavorare su più livelli: la sicurezza dei flussi pedonali, l’accessibilità universale, l’inserimento paesaggistico, la qualità architettonica, la sostenibilità ambientale, la scelta dei materiali, la relazione con il mare, il dialogo con il sistema portuale e la capacità di offrire nuovi spazi di sosta e osservazione.

La passerella potrà così diventare un belvedere lineare sul porto, una passeggiata sospesa tra il ritmo operativo delle infrastrutture portuali e la vitalità del tessuto urbano. Un’opera capace di invitare a rallentare, osservare e riconoscere il porto come parte integrante dell’identità cittadina.

Il concorso: finalità, fasi e valore dell’opera

Il concorso di progettazione  nasce a seguito dell’Accordo procedimentale sottoscritto tra l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale e il Comune di Palermo, relativo alla programmazione e progettazione degli interventi per la riqualificazione delle aree di interfaccia città-porto e per la dotazione di servizi alla cittadinanza.

La procedura è finalizzata all’affidamento del servizio di progettazione del PFTE dell’intervento. Il valore stimato delle opere da progettare è pari a 5.250.000 euro, mentre il corrispettivo per il servizio di progettazione del PFTE è stimato in 244.026,46 euro. Tale importo è indicativo ed è determinato in funzione del valore delle opere da progettare.

Il concorso si articola in due fasi:

  • nella prima fase saranno selezionate le migliori cinque proposte ideative;
  • nella seconda fase, riservata agli autori delle cinque migliori proposte, i concorrenti presenteranno un PFTE semplificato.

Le scadenze

Le scadenze previste sono:

30 giugno 2026, ore 10.00: presentazione della proposta ideativa di primo grado;
5 agosto 2026, ore 10.00: presentazione della proposta progettuale e della documentazione amministrativa di secondo grado.

Il concorso si svolgerà in forma gratuita, anonima e interamente telematica tramite la piattaforma Concorsi di Progettazione .

Chi può partecipare

La partecipazione è aperta agli operatori economici previsti dall’art. 66 del Codice dei contratti pubblici, in forma singola o associata, purché in possesso dei requisiti indicati nei documenti di gara.

Sono ammessi, tra gli altri, professionisti singoli o associati, società tra professionisti, società di ingegneria, consorzi, GEIE, raggruppamenti temporanei, operatori stabiliti in altri Stati membri e altri soggetti abilitati a offrire servizi di ingegneria e architettura.

La natura del concorso invita a un confronto multidisciplinare: architetti, ingegneri, paesaggisti, progettisti e artisti sono chiamati a immaginare un’opera che non risponda soltanto a un’esigenza di mobilità, ma interpreti il ruolo strategico del waterfront palermitano nel Mediterraneo contemporaneo.

Elaborati richiesti per il primo grado

La 1° Fase del concorso è dedicata alla valutazione delle idee progettuali, individuando le migliori 5 proposte.

La “Proposta ideativa” deve contenere i seguenti documenti:

  1. Relazione illustrativa - un album rilegato formato A3 composto da massimo 20 facciate incluse le copertine (preferibile dimensione minima del carattere 12, preferibile interlinea minima 1,5 righe), relativo alle soluzioni proposte contenente una relazione illustrativa, una relazione tecnica, uno studio d'inserimento delle opere nel contesto urbanistico, architettonico e paesaggistico, immagini e schemi grafici che esplicitino i criteri delle scelte progettuali, le relative funzioni, l’accessibilità
  2. Tavole graficheminimo n. 6/ massimo n. 10 tavole in formato A1 orizzontale (59,4 x 84,1 cm) in formato pdf contenenti elaborati grafici idonei ad illustrare le soluzioni progettuali proposte (planimetrie, sezioni, schizzi, dettagli, viste assonometriche e/o prospettiche e/o fotorealistiche). Gli elaborati dovranno contenere almeno una tavola contenente il concept di progetto l’inserimento delle opere progettate nel contesto urbano esistente, le ulteriori tavole (almeno 5) dovranno avere opportuno livello di dettaglio differenziato al fine di leggere la proposta ideativa nel complesso e nei particolari.

Elaborati richiesti per il secondo grado

La “Proposta progettuale semplificata” deve contenere i seguenti documenti:

  • relazione generale;
  • relazione tecnica, corredata di rilievi, accertamenti, indagini e studi specialistici;
  • relazione di sostenibilità dell’opera;
  • rilievi plano-altimetrici e stato di consistenza delle opere esistenti e di quelle interferenti nell’immediato intorno dell’opera da progettare; (almeno 2 tavole)
  • modelli informativi e relativa relazione specialistica, nei casi previsti dall’articolo 43 del codice degli appalti;
  • elaborati grafici delle opere, nelle scale adeguate, integrati e coerenti con i contenuti dei modelli informativi, quando presenti. Almeno 10 tavole in formato A1 orizzontale (59,4 x 84,1 cm) in formato pdf come di seguito descritte:
    1. n. 1 tav di Master plan e inquadramento generale - illustrerà pienamente l’inserimento degli edifici nel contesto urbano, il rapporto con la città, l’articolazione degli spazi esterni e il sistema degli accessi e dei flussi. Tale elaborato dovrà contenere almeno una planimetria generale;
    2. n. 3 tav grafiche contenenti almeno una planimetria generale e tre profili dell’area d’intervento in scala adeguata (sezioni trasversali e longitudinali dell’area di progetto che mettano in evidenza le connessioni ed il dialogo con il contesto urbano di riferimento ed il fronte mare); piante, prospetti e sezioni in scala 1:200 dei corpi edilizi oggetto della progettazione. Tali elaborati architettonici descriveranno pienamente i manufatti, il programma funzionale e renderanno chiare le destinazioni delle varie zone operative;
    3. n. 2 tav grafiche riguardo gli aspetti strutturali della passerella;
    4. n. 2 tav grafiche che espliciti la strategia adottata in termini di qualità ambientale, le soluzioni proposte in termini energetico ambientali e di resilienza ai cambiamenti climatici, le soluzioni costruttive e tecnologiche adottate, la scelta dei materiali, le soluzioni volte al risparmio energetico, alla sostenibilità ambientale e al rispetto dei CAM, in un’ottica volta all’economicità di gestione, di manutenzione e del ciclo di vita del manufatto da realizzare;
    5. n. 2 tav grafica volta a rappresentare in 3D l’intervento anche attraverso render e foto-inserimenti, che mettano in relazione il progetto con il contesto urbano e paesaggistico di riferimento, che esplicitino da diversi punti di vista la qualità spaziali e materiche degli spazi di libera fruizione, le caratteristiche dell’involucro edilizio e degli spazi limitrofi, etc.
  • Video Rendering in alta qualità della durata massima di 1 minuto: il video dovrà rappresentare in maniera chiara ed esemplificativa le scelte progettuali proposte, evidenziando l’inserimento dell’opera nella città, le relazioni spaziali tra le architetture progettate.
  • computo estimativo dell’opera;
  • quadro economico di progetto;
  • capitolato informativo nei casi previsti dall’articolo 43 del codice. Il capitolato informativo conterrà al proprio interno le specifiche relative alla equivalenza dei contenuti informativi presenti nei documenti nei confronti dei livelli di fabbisogno informativo richiesti per i modelli informativi

Particolare attenzione sarà posta agli aspetti strutturali della passerella, alla qualità ambientale, alla resilienza ai cambiamenti climatici , alla scelta dei materiali, al rispetto dei CAM, alla sostenibilità del ciclo di vita e all’economicità di gestione e manutenzione.

Premi e affidamento del PFTE

Per tutti i partecipanti ammessi alla seconda fase è previsto un premio di 15.000 euro.

Al vincitore, qualora sussistano le condizioni per procedere all’affidamento, sarà riconosciuto il corrispettivo del servizio di progettazione del PFTE, stimato in 244.026,49 euro e suscettibile di variazione fino a un massimo di 250.000 euro.

Il montepremi complessivo massimo previsto è pari a 310.000 euro, così articolato:

  • fino a 250.000 euro per il primo classificato;
  • 15.000 euro per il secondo classificato;
  • 15.000 euro per il terzo classificato;
  • 15.000 euro per il quarto classificato;
  • 15.000 euro per il quinto classificato.

Gli importi sono da intendersi al netto di oneri previdenziali e IVA.

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FAQ TECNICHE: Passerella pedonale Palermo: concorso PFTE per collegare porto e città

Che cos’è la passerella pedonale porto-città prevista a Palermo?

È un collegamento pedonale sopraelevato destinato a connettere il terminal crociere del porto con piazza Andrea Camilleri e via Emerico Amari. L’opera è prevista a circa 7,5 metri di altezza e dovrà migliorare la continuità tra waterfront e centro urbano. Non è solo un attraversamento funzionale: il concorso chiede una soluzione con qualità architettonica, valore paesaggistico e capacità di diventare spazio pubblico.

In quali contesti urbani si inserisce il progetto?

La passerella si colloca nell’interfaccia città-porto di Palermo, in prossimità di via Crispi, asse viario che oggi costituisce una barriera fisica per i flussi pedonali. Il progetto si collega alla trasformazione del waterfront già avviata con il porticciolo di Sant’Erasmo e il Palermo Marina Yachting. Il tema tecnico riguarda la ricucitura tra terminal crociere, mobilità pedonale, spazi pubblici e accesso al centro urbano.

Quali norme strutturali sono rilevanti per una passerella pedonale?

Per una passerella pedonale sono pertinenti NTC 2018, Circolare applicativa, Eurocodici strutturali e norme UNI EN relative ad azioni, criteri generali e materiali.
Tra i riferimenti da verificare nel PFTE rientrano UNI EN 1990-1:2026, UNI EN 1991-2 e UNI EN 1993-2 se la soluzione è in acciaio. Per carichi pedonali, vibrazioni, vento, durabilità e manutenzione occorre integrare le prescrizioni progettuali con il quadro nazionale applicabile.

Quali vantaggi offre una passerella sopraelevata rispetto a un attraversamento a raso?

La soluzione sopraelevata consente di separare i flussi pedonali da quelli veicolari, riducendo il conflitto con il traffico di via Crispi. Può migliorare sicurezza, continuità dei percorsi, accessibilità al terminal crociere e percezione del waterfront.
Se progettata come belvedere e spazio di sosta, l’infrastruttura può generare valore urbano oltre alla funzione di attraversamento.

Quali aspetti progettuali devono essere centrali nel PFTE?

Il PFTE dovrà chiarire inserimento urbanistico, architettonico e paesaggistico, soluzioni strutturali, accessibilità, sicurezza, materiali e gestione manutentiva. Il bando richiede attenzione a sostenibilità, resilienza climatica, CAM, ciclo di vita ed economicità di gestione. Servono elaborati capaci di dimostrare non solo la forma dell’opera, ma anche fattibilità tecnica, cantierabilità e coerenza con il contesto portuale.

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