Condoni e Sanatorie | Abuso Edilizio
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Condono edilizio: quali requisiti deve verificare il giudice per sospendere il processo penale?

La Corte di Cassazione ha chiarito che la sospensione del processo penale per condono edilizio richiede una domanda presentata da soggetti legittimati. Nel caso concreto, la Suprema Corte, dichiarando inammissibile il ricorso, ha confermato gli effetti della condanna per gli abusi edilizi contestati.

La sentenza della Corte di Cassazione n. 22968/2026 riguarda la condanna per abuso edilizio e violazioni sismiche relative alla realizzazione di un fabbricato senza tutte le necessarie autorizzazioni.
Il ricorrente ha cercato di riaprire il caso sostenendo vizi procedurali e la mancata sospensione del processo per la presenza di domande di condono edilizio. La Cassazione ha ritenuto che le domande di condono non potessero produrre effetti favorevoli nel processo penale dell’imputata, perché presentate da soggetti non legittimati. Ha inoltre escluso che la perdita dei fascicoli processuali potesse incidere sulla validità della condanna ormai definitiva.
Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile.


Il caso

Il protagonista del caso è un fabbricato composto da due unità abitative realizzato senza autorizzazioni edilizie e sismiche per il quale era stato disposto definitivamente l’ordine di demolizione.
Il punto decisivo della vicenda riguarda le domande di condono edilizio presentate nel 1995 ai sensi della normativa sulla sanatoria degli abusi edilizi. La difesa ha sempre sostenuto che la presenza di tali istanze imponesse la sospensione del procedimento penale. I giudici hanno precisato che tali domande non sono state presentate dall’imputata, ma dai suoi figli, che si dichiaravano proprietari degli immobili. Proprio questo aspetto si è rivelato determinante, infatti non è stata dimostrata la loro effettiva titolarità giuridica sui beni, elemento necessario per attribuire efficacia alla domanda di sanatoria.

Condono edilizio: la domanda dei figli non blocca il processo

La Corte di Cassazione ha ribadito che “La Corte d’appello, infatti, ha risposto correttamente alla richiesta di sospensione del procedimento in attesa della definizione delle domande di condono avanzate negandola sull’assunto che le domande erano state proposte da soggetti diversi dall’imputata e che non era stato dedotto che si trattava di comproprietari. Negli stessi termini si era espresso il giudice di primo grado. E, in effetti, nel caso di specie, le domande di condono furono presentate dai figli dell’imputata, *** *** che, nelle rispettive domande, dichiararono di essere proprietari esclusivi dell’immobile per cui chiedevano il condono, titolo che precludeva, come osservato dai giudici di merito, che le domande potessero estendere i loro effetti all’imputata, così da giustificare la sospensione del processo. Va, infatti, ricordato che “in tema di condono edilizio qualora la domanda di oblazione ed il versamento della somma dovuta siano effettuate da persona diversa dall'imputato, quest'ultimo non può trarre vantaggio dall'iniziativa di un altro soggetto (salvo che si tratti di comproprietario)”.
Le richieste di condono erano state presentate dai figli dell’imputata e non da lei. Inoltre, i figli si erano dichiarati proprietari esclusivi dell’immobile, senza sostenere di essere comproprietari con l’imputata. Per questo motivo, il condono non poteva produrre effetti a favore dell’imputata né giustificare la sospensione del processo. La Cassazione ribadisce che l’imputato non può beneficiare della domanda di condono presentata da un altro soggetto, salvo che quest’ultimo abbia una posizione giuridica idonea, come nel caso del comproprietario.

Condono edilizio: quali requisiti servono per sospendere il processo

Inoltre un punto interessante riguarda quali siano i requisiti per ottenere il condono In tema di condono edilizio, il giudice, prima di sospendere il processo a norma dell'art. 44 della L. 28 febbraio 1985, n. 47, ha il potere - dovere di controllare la sussistenza delle condizioni di applicabilità del condono in quanto si tratta di un potere di controllo strettamente connesso all'esercizio della giurisdizione, (…). La stessa allegazione difensiva prova che all’epoca di presentazione delle domande di condono *** *** non erano proprietari delle unità abitative. (...) Da tali premesse non può che inferirsi che in tanto i *** *** commisero il delitto di cui all’art. 483 c.p. al momento di presentazione delle domande in quanto non potevano vantare alcuna posizione giuridica tutelata dall’ordinamento che conferisse loro la legittimazione ad avanzare la richiesta di sanatoria del manufatto. Non può che concludersi che le domande di condono, all’epoca del loro inoltro, furono presentate da soggetti non legittimati.”
Prima di sospendere il processo il giudice deve verificare che ricorrano i presupposti per l'applicazione del condono, compresa la legittimazione del soggetto che presenta la domanda.
Nel caso esaminato, al momento della presentazione delle domande, i richiedenti non avevano una posizione giuridica idonea a legittimare la richiesta di sanatoria. Il contratto preliminare di vendita prodotto dalla difesa non è stato ritenuto idoneo a dimostrare la loro legittimazione, perché privo di data certa e di firme autenticate. Per questo motivo, le domande di condono sono state considerate presentate da soggetti non legittimati e quindi non potevano essere tali da giustificare la sospensione del processo.

In sintesi...

Per ottenere la sospensione del processo penale per reato di abuso edilizio, il giudice deve verificare la sussistenza di tutti i presupposti del condono, compresa la legittimazione del soggetto che presenta la domanda. Inoltre gli effetti della sospensione in attesa di definizione del condono si hanno solo per chi abbia presentato istanza di sanatoria e contestualmente per gli eventuali comproprietari, sono invece esclusi gli effetti nei confronti di altri soggetti che abbiano partecipato all'abuso senza essere comproprietari.

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L'abuso edilizio rappresenta la realizzazione di opere senza permessi o in contrasto con le concessioni esistenti, spaziando da costruzioni non autorizzate ad ampliamenti e modifiche illegali. Questo comporta rischi di sanzioni e demolizioni, oltre a compromettere la sicurezza e l’ordine urbano. Regolarizzare tali abusi richiede conformità alle normative urbanistiche, essenziale per la legalità e il valore immobiliare.

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