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Dai tetti ai campi sportivi: come intervenire su edifici ed aree urbane con Icobit

Trasformare le città con l'edilizia del futuro: Icobit presenta i sistemi Cool Roof per l'impermeabilizzazione ad alta riflettanza solare e le soluzioni liquide della linea MATCH per superfici sportive. Tecnologie avanzate per il comfort termico e la rigenerazione urbana.

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Riqualificare coperture e spazi collettivi richiede materiali coerenti con il supporto e la destinazione d’uso. I sistemi cool roof abbinano, nei cicli impermeabilizzanti descritti, tenuta all’acqua e proprietà radiative utili a contenere il surriscaldamento superficiale; i rivestimenti sportivi e urbani consentono il recupero di campi e percorsi. INGENIO presenta le soluzioni Icobit, con valori SRI dichiarati da 103 a 107, distinguendo membrane e pitture protettive. Il contributo offre ai progettisti un quadro delle applicazioni, da completare con stratigrafie, condizioni di posa e documentazione delle prestazio


Come riqualificare tetti e aree esterne? Impermeabilizzanti riflettenti e pavimentazioni per sport e città

L'evoluzione dell'abitare: Tecnologie per il comfort termico e lo sviluppo urbano sostenibile

Il concetto dell’abitare rappresenta molto più di un semplice risiedere in uno spazio. È un'azione che integra il benessere psicologico, le relazioni sociali e l'accesso ai servizi, fino a comprendere l'interazione con l'architettura e l'ambiente circostante.

I ritmi frenetici e l'insieme di azioni, abitudini e consuetudini che si ripetono giorno dopo giorno comportano la necessità di prevedere ambienti che facilitano ed agevolano lo svolgimento delle attività quotidiane.

L’urbanistica generata intorno agli anni 70 ha visto il sorgere di ampi complessi immobiliari densamente popolati, dove non sempre, di pari passo, è seguito il sorgere di servizi e aree verdi proporzionali al numero di abitanti da insediare; spesso tali interventi hanno visto lo sfruttamento di suoli precedentemente liberi, andando quindi ad implementare il consumo del nostro territorio. Fortunatamente questa tendenza si sta invertendo grazie ad una rinnovata consapevolezza sull’importanza delle risorse del territorio, seguita da tutta una serie di strumenti normativi volti al recupero ed alla riqualificazione di aree in dismissione sulle quali intervenire per riconsegnare ai cittadini ambienti che possano facilitare la vita di tutti i giorni. Abitare la città significa fare esperienza degli spazi aperti che diventano il teatro delle relazioni sociali, dello scambio culturale e della vita di comunità, rendendola quindi vivibile. Garantire di conseguenza la prossimità dei servizi essenziali quali trasporti, istruzione, tempo libero e sanità, diviene quindi una sfida focalizzata sul concetto di transizione ecologica, la quale deve prevedere la riqualificazione di quartieri ed edifici con l’obbiettivo di ridurre l'impatto ambientale, promuovendo la mobilità e la creazione di ambienti sani.

Alla luce di ciò, possiamo quindi distinguere tra interventi puntuali sui singoli immobili ed interventi strutturati che invece tengono conto dell’urbanistica del quartiere inteso come piccola città all’interno della città stessa.

LEGGI ANCHE: Impermeabilizzazione correttiva: cosa succede quando fallisce? Quando serve e come risolvere il problema delle infiltrazioni

Recupero del patrimonio edilizio residenziale esistente

L’efficienza energetica del settore edilizio è al centro delle politiche comunitarie: la nuova direttiva EPBD “Case Green” stabilisce che, entro il 2030, il patrimonio edilizio esistente dovrà ridurre il proprio consumo medio di energia primaria di almeno il 16%, rispetto al 2020. Prevede inoltre che tutte le abitazioni vengano riqualificate e diventino a Zero Emissioni entro il 2050. In Italia sono oltre 15 milioni le abitazioni che, per età e stato di degrado, necessitano di essere rinnovate.

L’intervento di riqualificazione energetica permette di migliorare la prestazione energetica di un fabbricato o un’abitazione: risparmio energetico, riduzione dei consumi, minori costi in bolletta oltre al miglioramento del comfort abitativo, della qualità dell’aria e del benessere termoigrometrico. La categoria degli interventi di riqualificazione energetica comprende qualsiasi intervento o insieme sistematico di interventi che incida sulla prestazione energetica dell’edificio, permettendo un risparmio di consumi, risorse e costi a favore di benefici ambientali, economici e sociali.

Alla luce di ciò, sistemi impermeabilizzanti ad alta riflettenza ed emissività solare stanno ormai avendo ruoli da protagonista nella progettazione e riqualificazione delle coperture, trasformandole in tetti freddi ad alta protezione dal calore. I tetti scuri o caratterizzati da materiali a bassa emissività hanno la tendenza ad assorbire eccesivo irraggiamento solare, causando effetti nocivi sia per l’ambiente che per la salute dell’uomo. Infatti, tali fenomeni producono un forte aumento della temperatura all’interno degli edifici, un maggior uso dei condizionatori e, di conseguenza, una maggiore produzione ed immissione di CO2 in atmosfera. Tutto ciò si traduce in un incremento della temperatura percepita nelle aree urbane che prende il nome di “Effetto isola di calore”.

Per contrastare tale manifestazione, gli enti regolatori e le varie associazioni di categoria hanno incentivato e promosso l’utilizzo di tecnologie sempre più green e a minore impatto ambientale. Tali sistemi, legati alla progettazione denominata Cool Roof, consentono sia la realizzazione di nuovi manti impermeabilizzanti che il ripristino funzionale ed energetico di quelli esistenti. La loro capacità di riflettere la radiazione solare e di irradiare, sotto forma di raggi infrarossi, il calore restante dalla copertura verso l’esterno, permette non solo di ridurre la temperatura interna dell’edificio percepita durante il periodo estivo, ma anche un minor degrado di tutti gli elementi dell’involucro poiché soggetti ad un minor “shock termico”.

Differenza tra un tetto tradizionale  (A) e un tetto riflettente o
Differenza tra un tetto tradizionale (A) e un tetto riflettente o "cool roof". (iStock-807166262)

Il DM 24 novembre 2025, che aggiorna i Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’edilizia, prevede, per contrastare l’effetto isola di calore urbana, coperture a verde, tetti ventilati oppure materiali di copertura con un indice di riflessione solare (SRI) pari almeno a 29 per pendenze superiori al 15% e a 76 per pendenze inferiori o uguali al 15%. Sono escluse le superfici destinate ad attrezzature, volumi tecnici, pannelli fotovoltaici, collettori solari e altri dispositivi.

A tal proposito i vantaggi ottenuti tenendo conto di quanto sopra descritto possono essere riassunti nei seguenti punti:

  • risparmio energetico per la climatizzazione estiva degli ambienti interni dell'edificio
  • miglioramento dell'efficienza energetica dell'intero involucro dell'edificio
  • riduzione dell'effetto isola di calore
  • maggiore stabilità dimensionale delle stratigrafie di copertura e delle strutture portanti sottostanti dovuta alla ridotta influenza delle alte temperature estive (minori movimenti, dilatazioni, fessurazioni, ecc.)
  • maggiore durata nel tempo ed aspettativa di vita dei manti impermeabili di copertura, in quanto l'azione di naturale invecchiamento indotta dal calore è molto ridotta dalla bassa temperatura superficiale
  • Possibilità di incrementare la produzione elettrica di sistemi fotovoltaici bifacciali

Sistemi Icobit per la progettazione Cool Roof

Icobit, impresa specializzata dal 1975 nella progettazione e sviluppo di impermeabilizzanti liquidi e sistemi resinosi industriali, civili e sportivi, in riferimento alla progettazione Cool Roof, mette a disposizione una gamma di soluzioni che nel rispetto delle norme UNI 11928-1 ed UNI 11928-2, permettono di impermeabilizzare superfici di nuova realizzazione e superfici esistenti, coprendo tipologie di supporti fortemente variegati e di facile applicazione che come indicato all’interno della parte 2 della norma sopra citata possono essere applicate con il semplice ausilio di pennelli, rulli, spatole o airless; la linea ICOPER STAR caratterizzata da formulati liquidi base acqua dal colore bianco e da speciali additivi termoriflettenti. oltre a dare risposta ai CAM, permette di realizzare in copertura vari interventi, come ad esempio l’impermeabilizzazione a vista di coperture piane o il recupero funzionale ed energetico di vecchi manti bituminosi esistenti con un indice SRI pari a 103.

La linea ICOPER STAR caratterizzata da formulati liquidi base acqua dal colore bianco e da speciali additivi termoriflettenti.
La linea ICOPER STAR caratterizzata da formulati liquidi base acqua dal colore bianco e da speciali additivi termoriflettenti. (Icobit)

Risponde a pieno a tale esigenza anche la linea KEEP DRY, caratterizzata sistemi impermeabilizzanti a base di copolimeri termoplastici ad asciugatura ultraveloce, e che vede nella versione di colorazione BIANCO OSTUNI, un prodotto specificatamente studiato per resistere ai raggi U.V. senza nessuna finitura protettiva ulteriore, con SRI 105 particolarmente indicato per la realizzazione di Cool Roof.

Linea KEEP DRY, caratterizzata sistemi impermeabilizzanti a base di copolimeri termoplastici ad asciugatura ultraveloce, e che vede nella versione di colorazione BIANCO OSTUNI, un prodotto specificatamente studiato per resistere ai raggi U.V.
Linea KEEP DRY, caratterizzata sistemi impermeabilizzanti a base di copolimeri termoplastici ad asciugatura ultraveloce, e che vede nella versione di colorazione BIANCO OSTUNI, un prodotto specificatamente studiato per resistere ai raggi U.V. (Icobit)

La semplicità nella posa a freddo e con assenza di utilizzo di fiamme di entrambe le soluzioni consente anche di operare sulle superfici geometricamente più complesse, come ad esempio tetti a cupola o lastre ondulate; inoltre, la possibilità di spruzzare la resina con pompe Airless migliora l’efficienza riducendo al contempo le tempistiche di posa. Il loro utilizzo come sistema impermeabilizzante a vista tiene fortemente in considerazione anche le sollecitazioni derivanti dagli eventi metereologici estremi, con particolare attenzione agli effetti dovuti alla grandine, la quale sottopone i sistemi a vista ad un forte stress da punzonamento. Come per tutti gli eventi metereologici estremi, anche le grandinate possono essere classificate attraverso una scala di misurazione, denominata Torro, la quale fu introdotta nel 1986 da Jonhatan Webb di Oxford, in riferimento alle categorie dei danni causati dalle tempeste di grandine. Secondo la scala Torro i danni potenziali sono proporzionati alla dimensione del chicco ed alla velocita di caduta.

ICOPER STAR e KEEP DRY, in accordo alla EN 13583:2012 “DETERMINAZIONE DELLA RESISTENZA ALLA GRANDINE”, conferiscono al sistema di copertura una resistenza alla grandine sino al grado H7 della Scala Torro.

Dati Scala Torro. COPER STAR e KEEP DRY
Tabella. ICOPER STAR e KEEP DRY, in accordo alla EN 13583:2012 “DETERMINAZIONE DELLA RESISTENZA ALLA GRANDINE”, conferiscono al sistema di copertura una resistenza alla grandine sino al grado H7 della Scala Torro. (Icobit)
ICOPROT STAR, vernice protettiva monocomponente bianca a base di resine sintetiche, in emulsione acquosa ad alta riflettività ed emissività.
ICOPROT STAR, vernice protettiva monocomponente bianca a base di resine sintetiche, in emulsione acquosa ad alta riflettività ed emissività. (Icobit)

Oltre ai sistemi impermeabilizzanti, nella gamma Icobit sono presenti anche pitture riflettenti che possono essere applicate su manti bituminosi, opere murarie intonacate o grezze e manufatti prefabbricati in cemento: ICOPROT STAR, vernice protettiva monocomponente bianca a base di resine sintetiche, in emulsione acquosa ad alta riflettività ed emissività, oltre a soddisfare i CAM (criteri ambientali minimi), presenta una forte resistenza alle aggressioni dei raggi ultravioletti, delle atmosfere industriali e marine, un SRI pari a 107, un fattore di riflessione solare 0,85 ed un fattore di assorbimento solare pari a 0,15, con emissività di 0,87, caratterizzando il prodotto come soluzione ideale al raggiungimento degli standard ambientali che la normativa richiede.

Impermeabilizzazione di una copertura con pannelli fotovoltaici mediante ICOPER STAR, membrana cool roof ad elevata riflessione solare
Impermeabilizzazione di una copertura con pannelli fotovoltaici mediante ICOPER STAR, membrana cool roof ad elevata riflessione solare. (Icobit)

Rigenerazione del tessuto urbano esistente

Le esigenze sempre più stringenti in termini di mobilità e la necessità di rendere le città più "abitabili", soprattutto nelle aree periferiche, hanno messo in primo piano l'esigenza di un nuovo modo di intendere e concepire l'area urbana. A tutte queste istanze si è cercato di dare risposta negli ultimi tempi con il concetto di rigenerazione urbana.

L'obiettivo della rigenerazione urbana è contribuire a rendere le città sostenibili e più a misura d'uomo, contrastando il frenetico ed indiscriminato ricorso al consumo di suolo edificabile; ciò ha spinto la progettazione al recupero dell’esistente, limitando di conseguenza l’utilizzo e l’occupazione di nuove aree, il tutto con l’utilizzo di materiali sempre più ecocompatibili, nel rispetto della sostenibilità ambientale.

Rientrano all’interno di tale filosofia gli investimenti programmati all’interno della Legge di Bilancio 2020 per gli anni dal 2021 al 2034, che prevede l'assegnazione ai comuni di 8,5 miliardi di euro destinati a progetti di rigenerazione urbana volti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, nonché al miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale.

Gli investimenti in Italia si articolano principalmente su tre assi:

  1. Rigenerazione ambientale: focalizzata sul recupero di aree abbandonate e sul miglioramento della geografia urbana, si traduce nella volontà di ri-attrezzare e ri-forestare parchi pubblici, creare e mantenere piste ciclabili, recuperare aree di pubblico interesse e demolire opere abusive.
  2. Rigenerazione del tessuto economico: focalizzata sulla crescita delle imprese del tessuto locale, con l’intento di intraprendere iniziative a sostegno dell’occupazione, dello sviluppo di competenze, ed alla nascita di nuove imprese.
  3. Rigenerazione culturale: dedicata alla promozione di arte, salute, benessere e istruzione, l’obiettivo della rigenerazione culturale è di coinvolgere famiglie ed abitanti delle periferie per ridurre la dispersione scolastica, aprire centri culturali o ricreativi nelle zone più svantaggiate.

In sostanza, gli interventi di riqualificazione urbana hanno un carattere spiccatamente sociale ed inclusivo, con un occhio ormai imprescindibile alla sostenibilità ambientale.

Rientrano nell’ambito di rigenerazione ambientale tutti quegli interventi volti alla rigenerazione delle strutture sportive da conseguire attraverso la riqualificazione e l’efficientamento energetico degli impianti già esistenti, alla costruzione di nuove strutture sportive nel rispetto degli obiettivi di transizione verde e mitigazione del cambiamento climatico e della trasformazione digitale, ed alla realizzazione di parchi e percorsi attrezzati all’aperto, dotati di nuove tecnologie per promuovere la pratica sportiva libera.

Tali impianti, oltre a caratterizzare la vivibilità di un luogo, diventano importanti poli di aggregazione, dove la comunità ha la possibilità di interagire e vivere gli spazi liberi che la comunità mette a disposizione.

Lo sport, infatti, costituisce un potente fattore di aggregazione sociale, promuove salute, inclusione e partecipazione civica; per queste ragioni gli impianti sportivi possono assumere una funzione multifunzionale all’interno della città contemporanea: luoghi di attività motoria, spazi pubblici di incontro, presìdi sociali di quartiere e infrastrutture educative e culturali.

MATCH – Sports Flooring di Icobit, la linea di rivestimenti per sport ed aree urbane

Alla luce di ciò, Icobit, oltre ai sistemi liquidi per la protezione di immobili dagli agenti atmosferici, propone specifiche soluzioni per le pavimentazioni sportive ed urbane: attraverso la linea MATCH - SPORTS FLOORING by Icobit è possibile intervenire su differenti tipologie di supporto, combinando diversi prodotti per la realizzazione di superfici idonee alla pratica di differenti attività sportive ad uso professionale ed amatoriale, sia indoor che outdoor: dal tennis al multisport, dalle piste ciclabili alle aree urbane.

Linea MATCH - SPORTS FLOORING by Icobit per pavimenti sportivi.
Linea MATCH - SPORTS FLOORING by Icobit per pavimenti sportivi. (Icobit)

Stratificazioni e utilizzo di materiali diversi permetto di ottenere pavimentazioni con caratteristiche differenti: in riferimento ai campi da tennis, per esempio, una soluzione come il ciclo Volée conferisce un rimbalzo standard della pallina da gioco, mentre nei cicli Volée Pro, Volée Soft Pro (con interposizione del tappetino bituminoso antitrauma) e Volée Prestige, l’applicazione di strati superficiali a maggiore elasticità conferisce un rimbalzo della palla a maggior velocità.

Con i cicli sportivi Pressing e Pressing Shot, invece, è possibile realizzare pavimentazioni sportive polivalenti come campi da basket, calcio a 5, pallavolo, ecc. sia indoor che outdoor.

Infine, con i cicli Urban Sprint ed Urban City è possibile realizzare rivestimenti colorati per piste ciclabili ed aree urbane.

La rigenerazione urbana tramite il recupero di campi sportivi trasforma aree degradate in luoghi di aggregazione sociali. Gli spazi vengono ripensati per integrare lo sport di base con la sostenibilità ambientale e l'inclusione sociale, migliorando la qualità della vita nei quartieri e riducendo le disuguaglianze territoriali e promuovendo stili di vita sani attraverso l'accessibilità a strutture all'aperto.

Realizzazione di pavimentazioni sportive polivalenti presso una scuola media mediante la linea MATCH by Icobit.
Realizzazione di pavimentazioni sportive polivalenti presso una scuola media mediante la linea MATCH by Icobit. (Icobit)
Realizzazione campo da basket in un’area urbana mediante la linea MATCH by Icobit
Realizzazione campo da basket in un’area urbana mediante la linea MATCH by Icobit. (Icobit)

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FAQ TECNICHE: Cool roof e pavimentazioni sportive per riqualificare l’esistente

Che cos’è un cool roof e quale funzione svolge?
È una copertura progettata per limitare il riscaldamento solare attraverso le proprietà della superficie esterna.
La riflettanza riguarda la radiazione solare riflessa; l’emissività termica riguarda l’emissione di energia nell’infrarosso.
Nell’articolo, queste caratteristiche sono associate a membrane impermeabilizzanti e pitture protettive, che svolgono funzioni differenti.

È possibile applicare un sistema cool roof su una guaina bituminosa esistente?
Il produttore descrive questa applicazione per ICOPER STAR, anche su membrane bituminose ardesiate. La possibilità di conservare il manto va verificata sul supporto reale, valutandone integrità, adesione e compatibilità con il ciclo.
La sovrapplicazione richiede quindi una valutazione preliminare e una preparazione coerente con le istruzioni del sistema.

Quali norme riguardano gli impermeabilizzanti liquidi per coperture?
La UNI 11928-1:2023 tratta caratteristiche, requisiti prestazionali e metodi di prova dei prodotti. La UNI 11928-2:2026 riguarda la posa, inclusi supporti, condizioni ambientali e dettagli esecutivi. Le due parti hanno ambiti distinti: non costituiscono una certificazione generale del progetto né attestano, da sole, il rispetto dei CAM.

Quali vantaggi indicano i valori SRI riportati nell’articolo?
Il testo riporta SRI 103 per ICOPER STAR, 105 per KEEP DRY Bianco Ostuni e 107 per ICOPROT STAR.
Questi dati caratterizzano il comportamento della superficie e non rappresentano percentuali di risparmio energetico.

Quali aspetti verificare prima della posa e della scelta del ciclo?
Per le coperture occorre documentare supporto, preparazione, eventuale primer, armatura, consumi e spessore finale.
La UNI 11928-2:2026 comprende condizioni di posa e realizzazione dei dettagli.

Come valutare durabilità e manutenzione dei rivestimenti?
La durabilità va riferita al sistema completo e alle condizioni di esercizio, evitando promesse generiche di maggiore vita utile. Occorre integrare il piano di manutenzione con controlli di integrità, adesione, dettagli e stato superficiale.

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