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Copertura in acciaio e vetro per il Mozarteum di Salisburgo: un foyer sospeso tra storia e ingegneria

Il nuovo foyer della Mozarteum Foundation di Salisburgo rappresenta un intervento architettonico e strutturale di grande complessità, realizzato all’interno di un contesto urbano storico tutelato. La nuova copertura in acciaio e vetro, progettata come elemento di connessione tra Villa Lasser e la sala concerti, sfrutta avanzate soluzioni di fisica delle costruzioni per garantire leggerezza strutturale, prestazioni acustiche e integrazione con il patrimonio esistente.

Intervenire in contesti storici vincolati richiede soluzioni strutturali leggere e altamente integrate. Il nuovo foyer dell’International Mozarteum Foundation di Salisburgo introduce una copertura in acciaio e vetro completamente custom che collega edifici esistenti senza appoggi intermedi. Il progetto affronta temi di fisica delle costruzioni, integrazione architettonica, comfort acustico e accessibilità nello spazio pubblico.


Una copertura in acciaio e vetro tra edifici storici: il foyer del Mozarteum

Il nuovo foyer dell’International Mozarteum Foundation di Salisburgo, una delle sale da concerto più moderne d’Europa, è un’opera che sfrutta al massimo tutte le possibilità della fisica delle costruzioni. Frutto di un concorso di progettazione è espressione della capacità di dare forma all’acciaio e al vetro intervenendo in un contesto estremamente delicato costituito da edifici esistenti, sottoposti a tutela e all’interno di un sito urbano Patrimonio dell’Umanità.

Nel 1908 l’International Mozarteum Foundation acquisì Villa Lasser, lanciando un concorso per la creazione di una sala da concerti al suo fianco e per l’estensione della villa stessa, destinata ad ospitare uffici, archivio e un polo didattico.

Il progetto vincitore, opera di Richard Berndl, venne inaugurato nel 1914. Dopo 100 anni, la necessità di modernizzare la struttura, nonché di offrire uno spazio di transito per il pubblico, ha spinto la Fondazione Mozarteum a valutare possibili soluzioni. Il progetto vincitore del concorso ha dato vita a un’opera unica nel suo genere, destinata a foyer e connettivo, che collega la Villa con la Sala Concerti. Con i lavori avviati nella seconda metà del 2020 il Mozarteum si trovò di fronte alla pandemia ma il termine dei lavori è slittato solo di tre mesi e l’edificio è stato riaperto al pubblico nel 2022.

La realizzazione del foyer in carpenteria metallica e vetro è frutto della collaborazione tra progettisti e costruttore: varianti migliorative volte all’ottimizzazione delle strutture in acciaio sono state studiate sul progetto architettonico iniziale durante le fasi di sviluppo del progetto esecutivo.

Con l’estensione del foyer all’esterno e tra i due edifici storici il Mozarteum non solo dispone di una struttura all’avanguardia in termini di accessibilità, ma offre anche un luminoso ed elegante spazio pubblico per i cittadini e turisti della città natale di Mozart. Il progetto ha inoltre dato il via ad una serie di interventi di riqualificazione conservativa della Villa e della Sala Concerti, in un’evoluzione verso il rinnovamento ma rispettosi delle architetture del passato.


Come fare una copertura in vetro

Angelo Lucchini (Politecnico di Milano) approfondisce il tema delle coperture in vetro, evidenziando le principali prestazioni richieste: impermeabilità, isolamento termico, sicurezza (anche in caso di eventi eccezionali), durabilità e manutenibilità. Sottolinea come l’evoluzione tecnologica renda queste soluzioni sempre più performanti, ma anche soggette a rapida obsolescenza. Rileva l’importanza della progettazione dei giunti e dei raccordi, nonché della predisposizione per manutenzioni sicure e sostenibili. Accenna infine alla possibile integrazione di sistemi fotovoltaici e soluzioni autopulenti, con attenzione agli impatti estetici e funzionali.


Soluzioni ingegneristiche per un foyer sospeso senza appoggi

Le strutture portanti, interamente customizzate in officina, sono scomposte in parti da 6 tonnellate circa ciascuna, per un totale di 100 tonnellate d’acciaio impiegate. Gli elementi sono stati quindi preassemblati in sito con connessioni nascoste bullonate, quindi saldati insieme. I singoli componenti sono ottenuti da piatti (principalmente spessori da 10 fino a 25mm), da profili a L 50x5mm e tubolari in acciaio S235JR e S355J2 di colore nero, non sabbiati e sottoposti dopo l’installazione ad uno speciale trattamento con olio. Gli elementi metallici, preassemblati in Italia nello stabilimento del costruttore metallico, sono poi stati trasportati in loco e montati assieme alle vetrate, anch’esse totalmente tailor made.

Cantiere per il foyer. Mozarteum di Salisburgo.
Cantiere per il foyer. Mozarteum di Salisburgo. (Andrew-Phelps- PICHLER Projects)

Edificio del foyer Mozarteum di Salisburgo
Edificio del foyer. Mozarteum di Salisburgo. (Andrew-Phelps)

Per conseguire proprietà acustiche ottimali, gli elementi secondari in acciaio inossidabile AISI 304 lucidati a specchio degli interni sono stati forati e dotati di una pellicola acustica applicata sul retro che risulta impercettibile dal punto di vista estetico.

L’importante connettivo, che si estende senza il bisogno di appoggi intermedi al suolo, ha una superficie complessiva di 370 mq. In realtà questo è suddiviso in due volumi: al primo piano si estende il Grand Foyer, di 170 mq, che ospita il pubblico nelle pause dei concerti, mentre al piano terra, su 200 mq, trovano spazio i guardaroba, i servizi di accesso privi di barriere architettoniche e una fontana a muro, inizialmente prevista dal progetto originale di Berndl e mai realizzata in precedenza.

Grande foyer con vista sulla città. Vista anche della copertura in vetro e acciaio.
Grande foyer con vista sulla città. Vista anche della copertura in vetro e acciaio. (Andrew-Phelps)

Copertura in acciaio e vetro per il Mozarteum: come progettare un foyer complesso tra vincoli storici e prestazioni elevate

Architettonicamente pregnante, quest’opera di vetro e acciaio esprime al meglio il concept progettuale dello studio di architettura salisburghese Maria Flöckner e Hermann Schnöll, vincitore del concorso per la scelta del progetto di recupero dell’importante opera.

Lo potremmo definire un passo storico nei 140 anni di vita della Fondazione Mozarteum di Salisburgo, cui con grande passione e competenza PICHLER projects ha dato il proprio importante contributo realizzando un’opera unica nel suo genere.

“I requisiti architettonici e la complessità del progetto, le caratteristiche statiche degli edifici esistenti, le disposizioni di progettisti, committente e direzione dei lavori, i vincoli posti dalle norme a tutela del patrimonio culturale e del centro storico, la posizione in un’area protetta come patrimonio dell’umanità, e in più le conseguenze della pandemia e della guerra in Ucraina, hanno richiesto accurate regolazioni tra il progetto architettonico e il progetto esecutivo sfruttando al massimo tutte le possibilità della fisica delle costruzioni”, ricorda Tanja Pichler di PICHLER projects.

Per la costruzione del foyer sono state utilizzate più di 100 tonnellate di acciaio nero sottoposto a uno speciale trattamento con olio. Tutte le parti in acciaio, ciascuna del peso di 5 o 6 tonnellate, sono state realizzate da PICHLER projects nel proprio stabilimento produttivo di Bolzano.

Per ottenere proprietà acustiche ottimali, le superfici in acciaio inox lucidato a specchio degli interni sono state sia perforate sia dotate di una pellicola acustica applicata sul retro, la quale risulta praticamente impercettibile dal punto di vista estetico. Anche il pavimento e il tetto in vetro sono soluzioni custom made, studiate con accuratezza per lo specifico progetto dall’azienda italiana.

Grazie a questo importante intervento di ristrutturazione, la zona ricreativa risulta ampliata e gli accessi sono finalmente privi di barriere architettoniche.

Foyer urbano. International Mozarteum Foundation di Salisburgo.
Foyer urbano. International Mozarteum Foundation di Salisburgo. (Andrew-Phelps)

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Una sfida tra passato e futuro

La realizzazione del nuovo foyer ha richiesto molti accorgimenti, ma l’esperienza maturata da PICHLER projects nell’operare in contesti estremamente delicati per il background storico-artistico e per il bagaglio culturale di cui sono espressione, si è rivelata essenziale per vincere ognuna delle sfide incontrate.

In PICHLER projects ingegneri e architetti collaborano a stretto contatto con i colleghi addetti alla produzione e alla messa in cantiere in un approccio interdisciplinare che garantisce l’unione perfetta tra tecnica e design. “In questo modo si possono comprendere tutti gli aspetti di un progetto, studiando a fondo l’intero processo, dalla progettazione dell’edificio al suo utilizzo nel lungo termine. Un vantaggio decisivo per un’opera così straordinaria, che ha dato forma al vetro e all’acciaio nel nome di Mozart”, afferma Tanja Pichler.

Con una superficie di 170 metri quadrati, il nuovo Grand Foyer al primo piano offre ampi spazi in cui intrattenersi nei momenti di pausa. Nel foyer cittadino al piano terra, su una superficie di 200 metri quadrati, è stata realizzata una più ampia area ingresso e guardaroba. Per la prima volta viene inclusa nelle opere anche la fontana a muro già prevista nel progetto originale dell’architetto Berndl sulla parete del bastione a livello del terreno.

La ristrutturazione si accompagna alla modernizzazione delle sale da concerto e all’integrazione del giardino del bastione nell’area concertistica. Con la riapertura dell’edificio, la Fondazione Internazionale Mozarteum presenta oggi una delle sale da concerto più moderne d’Europa.

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Carpenteria metallica per il foyer dell'International Mozarteum Foundation di Salisburgo.
Carpenteria metallica per il foyer dell'International Mozarteum Foundation di Salisburgo. (Andrew-Phelps-PICHLER projects)

Crediti:
COMMITTENTE: International Mozarteum Foundation
PROGETTO ARCHITETTONICO: Flöckner und Schnöll Architekten
PROGETTO STRUTTURALE: gbd ZT GmbH
GENERAL CONTRACTOR FOYER: PICHLER projects srl
IMMAGINI: Andrew Phelps - Mozarteum Foundation, PICHLER projects (disegni)


FAQ tecniche + Foyer Mozarteum: copertura in acciaio e vetro custom

  • Quali soluzioni tecniche sono state adottate nella stratigrafia delle vetrate della copertura per garantire contemporaneamente sicurezza, isolamento termico e resistenza agli eventi eccezionali?

La copertura vetrata del Mozarteum non è un semplice elemento di chiusura, ma un componente strutturale attivo. Per garantire la sicurezza, è stata adottata una stratigrafia in vetro stratificato di sicurezza (VSG) di spessore customizzato. La lastra esterna è solitamente temprata per resistere all'impatto della grandine e ai pesanti carichi di neve tipici di Salisburgo (che possono superare i 300 kg/m²). L'uso di intercalari strutturali assicura che, in caso di rottura accidentale, la lastra mantenga una rigidità tale da non collassare, permettendo l'eventuale evacuazione o la manutenzione in emergenza. Dal punto di vista termico, il sistema si basa su vetrate isolanti (doppie o triple) con intercapedini riempite di gas e distanziatori a taglio termico, fondamentali per evitare la formazione di condensa interna e minimizzare le dispersioni di calore durante i rigidi inverni austriaci.

  • In che modo è stato progettato il sistema di giunti e connessioni tra vetro e struttura in acciaio per assicurare impermeabilità e assorbire le dilatazioni termiche senza compromettere la trasparenza architettonica?

Il sistema di giunti è il cuore tecnologico che permette la "sospensione" del foyer. Poiché l'acciaio e il vetro hanno coefficienti di dilatazione termica differenti, una connessione rigida porterebbe alla rottura dei pannelli. Per questo, sono stati ingegnerizzati giunti flessibili che utilizzano guarnizioni in EPDM e sigillature in silicone strutturale ad alto modulo. Questi componenti fungono da "ammortizzatori", assorbendo i micro-movimenti della struttura metallica senza trasmettere tensioni eccessive al vetro. L'impermeabilità è garantita da una doppia barriera di tenuta e da un sistema di drenaggio integrato nei sottili profili d'acciaio a "T" o a "L", che convogliano l'acqua verso canali di gronda nascosti, preservando così la totale trasparenza architettonica e la pulizia formale dell'opera.

  • Quali strategie sono state previste per la manutenzione e la durabilità della copertura vetrata, considerando la difficoltà di accesso e l’esposizione agli agenti atmosferici?

Considerando che il foyer si incastra tra pareti storiche preesistenti, l'accessibilità è limitata. La durabilità è stata quindi garantita alla radice: l'acciaio è stato sottoposto a trattamenti protettivi speciali per prevenire la corrosione. Per la manutenzione ordinaria, la copertura è stata progettata per essere parzialmente calpestabile da operatori dotati di sistemi di ritenuta (linee vita), integrati discretamente nella struttura. Inoltre, la pendenza delle vetrate è stata calcolata con estrema precisione per favorire il naturale deflusso dell'acqua piovana, che aiuta a rimuovere polvere e residui, riducendo la frequenza necessaria dei lavaggi manuali.

  • Come si integra la copertura in vetro con i requisiti di comfort interno del foyer, in particolare rispetto al controllo dell’irraggiamento solare, all’abbagliamento e al comportamento acustico dello spazio?

Uno dei rischi principali di una "scatola di vetro" è l'effetto serra. Per contrastarlo, le superfici vetrate utilizzano coating selettivi magnetronici: strati microscopici di metalli nobili che riflettono la radiazione infrarossa (il calore) pur lasciando passare quasi tutta la luce visibile. Questo garantisce un foyer luminoso ma fresco in estate. Per quanto riguarda l'abbagliamento e l'acustica, il progetto integra soluzioni intelligenti: elementi in acciaio inox microforato accoppiati a materiali fonoassorbenti sono stati posizionati strategicamente per "rompere" le onde sonore. Questo intervento è fondamentale in un edificio musicale, poiché il vetro è una superficie acusticamente riflettente; senza questi accorgimenti, il rumore delle conversazioni nel foyer diventerebbe insostenibile.

  • Quali possibilità offre una copertura vetrata custom come questa per l’integrazione di tecnologie avanzate, come vetri autopulenti o sistemi fotovoltaici, e quali sarebbero gli impatti architettonici e funzionali di tali soluzioni?

La natura custom del progetto offre la possibilità di integrare soluzioni come il vetro autopulente, che sfrutta l'azione dei raggi UV per decomporre lo sporco organico, facilitando la pulizia tramite la pioggia. L'impatto sarebbe esclusivamente funzionale e positivo, senza alterare l'estetica. Diverso è il discorso per l'integrazione di sistemi fotovoltaici (BIPV): sebbene offrirebbero una produzione energetica sostenibile, l'inserimento di celle solari (anche se semitrasparenti) creerebbe un effetto "schermato" o puntinato sulla copertura. Dal punto di vista architettonico, questo ridurrebbe la purezza visiva del foyer e cambierebbe il modo in cui la luce naturale gioca con le facciate degli edifici storici circostanti.

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