Coperture impermeabili e comportamento al fuoco esterno: quadro normativo e soluzioni BROOF
La normativa antincendio introduce nuovi requisiti per le coperture, rendendo fondamentali le classificazioni BROOF per limitare la propagazione del fuoco esterno. Progettazione integrata e conformità alla RTV V.13 sono oggi essenziali.
La progettazione delle coperture richiede oggi un approccio integrato che tenga conto non solo delle prestazioni termo-igrometriche e di durabilità, ma anche del comportamento al fuoco esterno dell’intero sistema stratigrafico.
L’evoluzione normativa in materia di prevenzione incendi ha introdotto requisiti sempre più stringenti, rendendo fondamentale per progettisti e tecnici orientarsi tra classificazioni, metodi di prova e prescrizioni applicative.
In questo scenario, assumono particolare rilevanza le coperture classificate BROOF (t2), BROOF (t3) e BROOF (t4), che attestano la capacità del sistema di resistere all’azione del fuoco proveniente dall’esterno, limitando la propagazione dell’incendio.
Il riferimento normativo: la RTV V.13
Con l’entrata in vigore nel luglio 2022, la Regola Tecnica Verticale V.13 – Chiusure d’ambito degli edifici civili ha definito un quadro organico per la progettazione antincendio delle coperture.
La RTV V.13 si applica agli edifici civili, pubblici e privati, destinati ad attività:
- commerciali;
- sociali;
- produttive;
- residenziali
La norma richiede l’impiego di coperture con classificazione BROOF (t2), BROOF (t3) o BROOF (t4), in funzione di parametri quali:
- altezza dell’edificio;
- affollamento previsto;
- destinazione d’uso;
- caratteristiche strutturali
Le classificazioni di comportamento al fuoco esterno derivano da prove eseguite secondo EN 13501-5 e UNI CEN/TS 1187, che valutano la reazione del sistema copertura a differenti condizioni di esposizione (t1, t2, t3, t4).
È importante sottolineare che la prestazione BROOF riguarda l’intero pacchetto di copertura e non il singolo componente: membrane, isolanti, supporti e modalità di posa concorrono alla classificazione finale.
Impianti fotovoltaici: le Linee Guida VVF 2025
Un ulteriore elemento di complessità progettuale riguarda l’integrazione degli impianti fotovoltaici in copertura.
Dal 1° settembre 2025 sono operative le nuove Linee Guida di prevenzione incendi per impianti fotovoltaici, emanate dal Dipartimento dei Vigili del Fuoco per le attività soggette ai procedimenti previsti dal DPR 151/2011.
In particolare:
- se i moduli fotovoltaici sono classificati in classe di reazione al fuoco E (EN 13501-1);
- la copertura sottostante deve essere almeno BROOF (t3) o BROOF (t4),
oppure, in alternativa: - l’impianto deve essere installato su un supporto incombustibile continuo con resistenza al fuoco minima EI30.
L’obiettivo è evitare che la presenza dei moduli possa compromettere la sicurezza complessiva del sistema di copertura in caso di incendio esterno.
Un chiarimento del Ministero dell’Interno del 10 settembre 2025 ha inoltre introdotto un regime transitorio, consentendo ai procedimenti già avviati entro il 1° settembre 2025 di concludersi secondo la disciplina precedente.

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Progettazione integrata: il ruolo dei sistemi impermeabilizzanti certificati
Per rispondere alle nuove esigenze normative, il mercato offre sistemi impermeabilizzanti in:
- membrane bituminose;
- manti sintetici in FPO/TPO;
- manti sintetici in PVC-P
disponibili in configurazioni certificate BROOF (t2), BROOF (t3) e BROOF (t4).
Tra i produttori attivi su questo fronte, Polyglass propone soluzioni impermeabilizzanti con classificazione di comportamento al fuoco esterno BROOF, testate secondo le normative europee vigenti e applicabili sia in nuove costruzioni sia negli interventi di riqualificazione.
La corretta scelta del sistema deve tuttavia essere accompagnata da:
- verifica della stratigrafia completa;
- compatibilità tra isolante e membrana;
- corretta posa in opera;
- coordinamento con eventuali impianti tecnologici
Digitalizzazione e supporto alla progettazione
La crescente complessità normativa richiede strumenti di supporto in grado di ridurre il margine di errore progettuale.
In questo ambito, Polyglass ha sviluppato un Generatore di Soluzioni Impermeabili, una piattaforma digitale che consente di configurare la stratigrafia in funzione dei requisiti prestazionali e normativi richiesti.
Il sistema permette di ottenere:
- capitolati tecnici;
- schede prodotto;
- dettagli costruttivi in formato DWG;
- disegni 2D e 3D;
- manuali di manutenzione
Uno strumento che si inserisce nel processo di progettazione integrata, contribuendo alla verifica della conformità normativa e alla tracciabilità delle scelte tecniche.
Sicurezza, durabilità e conformità
La classificazione BROOF non rappresenta soltanto un adempimento normativo, ma un elemento progettuale strategico nella definizione della sicurezza dell’involucro edilizio.
Alla luce della RTV V.13 e delle nuove Linee Guida VVF sugli impianti fotovoltaici, la copertura assume un ruolo centrale nella prevenzione della propagazione dell’incendio dall’esterno, richiedendo un approccio sistemico e documentato.
Per approfondire le soluzioni con classificazione di comportamento al fuoco esterno BROOF (t2), BROOF (t3) e BROOF (t4) è possibile consultare la pagina dedicata.
FAQ
Le classificazioni BROOF (t3) e BROOF (t4) riguardano esclusivamente il prodotto di finitura e non l’intera stratigrafia?
Fino al 1° settembre 2025, quando la Classificazione BROOF (t2) era ancora valida per coperture sotto impianti fotovoltaici, si poteva definire "impropriamente" un prodotto BROOF (t2) in quanto, se testato su supporti standardizzati definiti dalla norma, poteva essere applicato indifferentemente su molteplici substrati. Con le classificazioni BROOF (t3) e BROOF (t4) invece, non si può definire un singolo prodotto come classificato tale, ma è necessario fare riferimento alla specifica stratigrafia testata e alle relative limitate possibilità di estensione, sia per quanto riguarda i supporti strutturali sia per gli elementi e strati che la compongono
Vi è una gerarchia di importanza tra le classificazioni Broof?
La norma EN 13501-5 “Classificazione al fuoco dei prodotti e degli elementi da costruzione - Parte 5: Classificazione in base ai risultati delle prove di esposizione dei tetti a un fuoco esterno” al capitolo 4 specifica quanto segue:
La classificazione definita nella presente norma europea si basa sui metodi di prova contenuti nel CEN TS 1187- Quest'ultima norma comprende quattro metodi di prova distinti, corrispondenti a diversi scenari di pericolo di incendio. Non vi è alcuna correlazione diretta tra i metodi di prova e pertanto non esiste una loro gerarchia di classificazione generalmente accettata.
La classificazione Broof (t3) è valida anche per coperture inclinate?
Nel caso di classificazione BROOF (t3) sono previste differenti metodologie di prova in relazione all’inclinazione della copertura. La norma definisce due inclinazioni standard di esecuzione delle prove: a 5° e a 30°. Le prove eseguite a 5° sono valide per tutte le coperture con inclinazione inferiore a 10°, mentre le prove eseguite a 30 ° sono valide per tutte le coperture con inclinazione compresa tra 10° e 70°.
Uno strato di protezione in ghiaia realizzato sopra un sistema impermeabile può essere considerato resistente al fuoco esterno?
Secondo le indicazioni contenute nella Decisione della Commissione Europea del 6 settembre 2000 (2000/553/EC), strati di zavorra e protezione come:
- Ghiaia sciolta con spessore minimo di 50 mm o una massa ≥ 80 kg/m2 (dimensione granulometrica minimo 4 mm, massima 32 mm);
- Strato di sabbia/cemento dello spessore minimo di 30 mm;
- Lastre di calcestruzzo o di minerali dello spessore minimo di 40 m
sono riconosciuti di fatto come barriera alla diffusione e alla penetrazione del fuoco esterno. Pertanto, le coperture con protezione in ghiaia possono essere considerate, indipendentemente dall’esecuzione di test di laboratorio specifici, classificate BROOF, in quanto lo strato di zavorra può garantire la prestazione e protezione al fuoco anche indipendentemente dalla tipologia di sistema impermeabile sottostante. In ogni caso sarà sempre responsabilità del progettista e professionista abilitato in materia di prevenzione incendi, inserire nella propria valutazione del rischio incendio questa opportunità di approccio.
È possibile ottenere una classificazione BROOF (t3) su una copertura esistente sprovvista, applicando un nuovo strato impermeabile?
Per ottenere una classificazione BROOF (t3) di una stratigrafia esistente posizionando direttamente un nuovo strato impermeabile è necessario testare presso un laboratorio certificato l’intera stratigrafia (esistente + nuovo), oppure prevedere l’interposizione di uno strato isolante nel rispetto delle regole di estensione riportate nella norma UNI CEN TS 16459 “Esposizione al fuoco dall’esterno dei tetti e delle coperture - Applicazione estesa dei risultati di prova ottenuti secondo la CEN/TS 1187”.
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