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Costruzioni e futuro digitale: le imprese che non si trasformano spariranno

Per Angelo Massimo Deldossi (ANCE) la digitalizzazione è una scelta obbligata: le imprese devono innovare processi e servizi, puntando su sostenibilità, efficienza e gestione smart. Il futuro è negli edifici connessi: chi non evolve rischia l’esclusione dal mercato. Guarda la video intervista realizzata in occasione del BIMsummit 2025 di Harpaceas.

Costruzioni e futuro digitale: le imprese che non si trasformano spariranno

 

Resoconto dell’intervento di Angelo Massimo Deldossi, Vicepresidente ANCE Nazionale, al BIMsummit 2025 (Milano, 1 ottobre)

Durante il BIMsummit 2025 tenutosi a Milano, Angelo Massimo Deldossi, vicepresidente di ANCE Nazionale, ha posto con decisione l’accento su come la digitalizzazione rappresenti oggi una scelta obbligata per le imprese del settore delle costruzioni. Secondo Deldossi, il comparto è arrivato a un punto di svolta:

“In questo periodo di profonde trasformazioni, le imprese si trovano di fronte a un bivio: rinnovare i propri processi, rendendoli più smart e digitali, integrando la digitalizzazione all’interno dei prodotti, oppure restare ancorate alle vecchie logiche.”

Per ANCE, la strada è chiara: occorre entrare pienamente nel mondo digitale e integrarlo non solo nei processi aziendali, ma anche nei prodotti stessi.

“Noi di ANCE riteniamo che sia ormai imprescindibile entrare pienamente nel mondo digitale e fare in modo che il digitale diventi parte integrante dei nostri prodotti. Solo così possiamo offrire ai clienti soluzioni più conformi, gestibili e soprattutto sostenibili — non solo dal punto di vista ambientale, ma anche sotto il profilo sociale, di governance ed economico — in un contesto in continua evoluzione.”

Deldossi ha poi lanciato un monito chiaro: le aziende che non sapranno adattarsi a questi nuovi criteri e sistemi rischiano di perdere terreno, schiacciate dalle trasformazioni in atto e da un mercato che non premierà più chi resta ancorato alle logiche del passato.

È proprio per questo che, ha aggiunto, le imprese devono lavorare sui propri processi interni, consapevoli che questi sono “intimamente legati al prodotto finale”. L’obiettivo è ripensare la produzione in chiave integrata e digitale, perché il futuro non sarà più basato solo sulla vendita di prodotti fisici, ma anche e soprattutto sui servizi digitali ad essi connessi.

Il vicepresidente di ANCE ha chiarito come questo legame tra prodotto e servizio sarà sempre più forte e potrà realizzarsi “solo con questo mondo digitale”, che rappresenta oggi la chiave per rendere il prodotto edilizio più attrattivo e competitivo agli occhi dei clienti.

“Già oggi vediamo che un edificio non è più valutato solo per la sua architettura o per i metri quadrati, ma in base a molti altri aspetti. I nostri clienti pongono sempre maggiore attenzione all’efficienza e ai consumi energetici, oltre che al benessere che l’utente può sperimentare all’interno dell’edificio — un benessere che può essere climatico, acustico o legato alla facilità di gestione e manutenzione.”

Il digitale, ha sottolineato, è lo strumento che consente di garantire questi livelli di efficienza e benessere, e rappresenta quindi il vero elemento competitivo per mantenersi sul mercato. Infine, Deldossi ha messo in luce come il mercato stia già premiando le imprese che investono in innovazione, mentre gli immobili non ristrutturati, non rimodernizzati e non digitalizzati stanno perdendo valore.

Il suo intervento si è concluso con un messaggio chiaro al mondo delle costruzioni: il futuro delle imprese passa dalla capacità di integrare i parametri digitali nei propri processi.

“Come imprese di costruzione e come costruttori riteniamo fondamentale aggiornare i nostri parametri e integrarli nei processi aziendali, per dare nuova linfa alle nostre imprese e costruire un futuro solido per il settore.”

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