Criteri di ventilazione e qualità dell'aria interna: cosa cambia con la UNI EN 16798-1:2019/NA:2025
La UNI EN 16798-1/NA:2025 ridefinisce la ventilazione degli edifici introducendo nuovi criteri IAQ, metodi di calcolo e responsabilità progettuale. Superata la UNI 10339, i progettisti devono ora motivare le scelte su portate, categorie e sistemi in un quadro normativo prestazionale.
Con il ritiro della UNI 10339:1995 nel luglio 2024 e la pubblicazione dell'Appendice Nazionale alla UNI EN 16798-1:2019 il 13 novembre 2025, il quadro normativo italiano sulla ventilazione degli edifici si è profondamente rinnovato. L'articolo illustra le scelte tecniche operate dal gruppo di lavoro CTI — con il contributo attivo di AiCARR — per contestualizzare i valori europei alla prassi progettuale italiana. Le portate di ventilazione sono in generale inferiori rispetto all'Appendice B europea, con destinazioni d'uso allineate al D.P.R. 412 del 93 e smi.
Il limite assoluto di 4 l/s per persona rimane invariato come soglia di salute. L'applicazione dell'Appendice Nazionale è obbligatoria, per gli edifici pubblici si applica il CAM Edilizia (DM 24/11/2025). Il nuovo impianto normativo segna un cambio di paradigma: dalla prescrizione rigida della vecchia norma alla responsabilità progettuale, richiedendo ai tecnici scelte motivate e aggiornamento professionale continuo.
Ventilazione negli edifici: cosa cambia davvero per la progettazione con la UNI EN 16798-1/NA:2025
Il contesto normativo: dal ritiro della UNI 10339 all'Appendice Nazionale
La UNI 10339:1995, per quasi trent'anni riferimento cardine per i progettisti di impianti aeraulici in Italia, è stata ufficialmente ritirata senza sostituzione il 4 luglio 2024 [1]. In assenza di una norma nazionale equivalente, il pacchetto di norme europee UNI EN 16798 — elaborato dal CEN TC 156 “Ventilation for Buildings” nell’ambito del mandato EPBD (Energy Performance of Buildings Directive) — è diventato il riferimento principale. La UNI EN 16798-1:2019 era in vigore dal 13 giugno 2019, ma, come tutte le norme EPBD, conteneva un’”Allegato Nazionale normativo”, “Appendice A” lasciata intenzionalmente vuota: ogni Stato membro era chiamato a compilarla per contestualizzare i valori europei alle proprie specificità normative, climatiche e di prassi progettuale.
Con la pubblicazione dell’UNI EN 16798-1:2019/NA:2025, avvenuta il 13 novembre 2025, l’Italia ha finalmente colmato questo vuoto. Dal 13 novembre 2025, secondo quanto previsto dalla struttura delle norme EPB, i valori dell’Appendice B europea non devono più essere seguiti in Italia, essendo stati sostituiti dai valori dell’Appendice Nazionale [2].
La norma e il ruolo delle appendici: struttura e gerarchia
La UNI EN 16798-1:2019 fornisce i parametri di input per la progettazione dei sistemi tecnici dell'edificio e per il calcolo della prestazione energetica (Qualità dell’aria interna, benessere: termico, visivo e acustico). Non è una norma di progettazione in senso stretto: definisce la portata d’aria esterna minima come dato di input, lasciando al progettista il dimensionamento della rete, le perdite per infiltrazioni e le portate aggiuntive.
Come chiarito dall’Ing. Piterà nell’intervista: la UNI EN 16798-1 non è una norma di metodo progettuale: non indica come progettare un impianto, ma definisce i parametri di ingresso ambientali interni da utilizzare sia nella progettazione dei sistemi impiantistici sia nei calcoli di prestazione energetica degli edifici. Il suo campo di applicazione è ampio e strutturato in quattro domini: qualità dell'aria interna; dove, tra l'altro, definisce le portate minime di aria esterna e le categorie di qualità dell'aria, ambiente termico, illuminazione e acustica. Non si tratta quindi di una norma limitata alla sola ventilazione, ma di un riferimento trasversale per la definizione delle condizioni al contorno dell'ambiente interno.”
La struttura delle appendici segue uno schema gerarchico preciso:
- Appendice A (Nazionale): di carattere normativo e contiene le scelte dello Stato membro; ha priorità sull’Appendice B.
- Appendice B (Europea): di carattere informativo e contiene i valori di default concordati a livello CEN; applicabile in assenza di NA.
- Appendici normative/informative: forniscono dati e metodi di supporto.
LEGGI ANCHE: Qualità dell’aria e ventilazione degli ambienti: guida al nuovo allegato nazionale della UNI EN 16798-1 (Parte 2)
Le scelte italiane per la qualità dell'aria interna (IAQ)
I metodi di calcolo nazionali inseriti nell’Appendice
La UNI EN 16798-1 prevede quattro categorie di qualità dell'aria interna (I, II, III, IV) e tre metodi di calcolo delle portate di ventilazione:
- Metodo 1: qualità dell’aria percepita (metodo binomio: portata per persona + portata per superficie)
- Metodo 2: concentrazione di sostanze inquinanti di riferimento (bilancio di massa, tipicamente CO₂)
- Metodo 3: portate predefinite per destinazione d’uso (metodo prescrittivo).
L'Appendice Nazionale italiana ha operato una scelta netta per il non residenziale: ha selezionato
- il Metodo 1 (qualità dell’aria percepita, approccio non adattato) per il non residenziale
- il Metodo 2 (bilancio di massa / CO₂) come secondo metodo
Il vincolo fondamentale ribadito dalla norma e confermato nell'Appendice Nazionale è che in presenza di occupanti, la portata minima non deve mai scendere sotto 4 l/s per persona (14,4 m³/h), soglia legata ai requisiti di salute.
La Categoria IV è stata esclusa dall'Allegato Nazionale italiano per quanto riguarda le portate d'aria di progetto (la categoria IV è stata tolta nella parte relativa alla IAQ mentre rimane per gli altri parametri come, ad esempio, il benessere termico): l'AN adotta solo le Categorie I, II e III. La Categoria IV, che nella norma rappresenta un livello di qualità inferiore alla soglia di accettabilità, ammissibile solo per brevi periodi o in spazi a occupazione ridotta, è stata ritenuta non adeguata come target di dimensionamento impiantistico nel contesto normativo italiano.
Va precisato che la stessa UNI EN 16798-1 consente agli allegati nazionali di adottare un numero ridotto di categorie, e che tutte le categorie, inclusa la IV, possono essere utilizzate per la valutazione della prestazione annuale dell'ambiente interno degli edifici esistenti, ma questo è un uso aggiuntivo, non esclusivo.
Il Metodo 1: formula binomia per il non residenziale
Il Metodo 1 calcola la portata totale come somma di due contributi indipendenti:
Tabella 1 – Contributi per il calcolo delle portate di ventilazione
|
Componente |
Descrizione |
|
Portata per persona (l/s·pers) |
Diluizione dei bioeffluenti; funzione della categoria IAQ e della condizione “non adattato” (prima impressione dell’occupante) |
|
Portata per superficie (l/s·m²) |
Diluizione degli inquinanti emessi dall’edificio (materiali, arredi); funzione del livello di inquinamento dell’edificio (very low, low, non low polluting) |
La scelta dell’approccio “non adattato” privilegia la prima impressione dell’utente che entra nell’ambiente, indipendentemente dalla destinazione d’uso. Questo approccio è stato confermato dall’Appendice Nazionale sia per il residenziale che per il non residenziale.
Confronto tra Appendice Europea (B) e Appendice Nazionale (NA): le portate per il non residenziale
Una domanda cruciale per i progettisti riguarda se e come l'Appendice Nazionale modifichi le portate rispetto ai valori di default dell'Allegato B informativo della UNI EN 16798-1. La risposta, come precisato dall’ing. Piterà è che le portate non sono semplicemente ridotte o aumentate in modo uniforme, ma sono state rimodulate per destinazione d'uso: il NA introduce valori di qp differenziati per tipo di spazio (Tabella NA.6) al posto dei valori generici europei. Il risultato è che per alcune destinazioni e categorie le portate risultano inferiori all'Allegato B (ad esempio uffici in Cat. I e II), per altre sostanzialmente equivalenti o superiori (ad esempio ospedali, discoteche, edifici con alta densità di occupazione).
Come precisa la norma, l'abbassamento delle portate non implica una riduzione della qualità della ventilazione, ma una calibrazione più accurata rispetto alle caratteristiche di ciascuna destinazione d'uso.
Un elemento distintivo dell'AN è che le tipologie edilizie e gli indici di affollamento di default (Tabella NA.19) sono stati strutturati in coerenza con la classificazione degli usi del DPR 412/93, assicurando compatibilità diretta con la prassi normativa energetica italiana e con i principali software di calcolo nazionali."
POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Progettare la corretta integrazione di un impianto VMC con quello di climatizzazione
L'efficienza di ventilazione: una scelta deliberata di non specificare
Uno degli aspetti tecnici più dibattuti in fase di redazione del NA riguarda l'efficienza di ventilazione (contamination removal effectiveness, εV). Il punto di partenza normativo è la UNI EN 16798-3:2025, che nell'Allegato B informativo fissa il default europeo a εV = 1, corrispondente all'ipotesi di perfetta miscelazione nell'ambiente: in questa condizione non si applica alcuna correzione alle portate calcolate. Il medesimo presupposto è richiamato nel NA della EN 16798-1 (§NA.3.1.1), che afferma esplicitamente che le portate tabulate assumono la miscelazione completa e che, qualora il sistema di distribuzione si discosti da questa condizione, le portate vanno corrette in accordo con la UNI EN 16798-3.
Il NA italiano ha scelto di non introdurre un valore di default proprio per εV. Il NA della EN 16798-7 (§NA.3.3.7) ne rende esplicita la ragione: il progettista è tenuto a dichiarare e giustificare tecnicamente il valore adottato, che dipende strettamente dal sistema di distribuzione scelto. Si tratta quindi di una responsabilità progettuale, non di un parametro standardizzabile a priori. La definizione di valori di riferimento nazionali per εV in funzione del tipo di distribuzione (miscelazione, spostamento, ventilazione personalizzata, ecc.) è demandata all'Allegato Nazionale della UNI EN 16798-3 (la cui pubblicazione è stata fermata con l’uscita della revisione 2025 della UNI EN 16798-3).
I valori tipici di riferimento per i diversi sistemi distributivi sono già disponibili nel CEN/TR 16798-4 (Allegato F informativo) oppure in maniera più estesa all’interno del Manuale di ausilio alla progettazione termotecnica: Aeraulica, pubblicato da AiCARR.
Continua la lettura nel PDF.
Nel pdf si continua parlando di:
- Il ruolo di AiCARR nell'elaborazione dell'Appendice Nazionale
- Appendice Nazionale e Decreto CAM Edilizia: obblighi per gli edifici pubblici
FAQ TECNICHE: Ventilazione edifici: nuove regole IAQ UNI 16798-1 NA
- Che cos’è la UNI EN 16798-1/NA:2025?
È l’Appendice Nazionale italiana che integra la norma europea EN 16798-1, definendo i parametri di qualità dell’aria interna e le portate di ventilazione adattate al contesto normativo e progettuale italiano. - In quali contesti si applica la norma?
Si applica alla progettazione degli impianti di ventilazione e alla valutazione energetica degli edifici, in particolare nel non residenziale e negli interventi soggetti a requisiti EPBD e CAM. - Qual è la normativa di riferimento collegata?
La norma si inserisce nel pacchetto EPB e si coordina con UNI EN 16798-3, UNI EN 16798-7 e con il DM 24/11/2025 (CAM Edilizia). - Quali vantaggi introduce rispetto alla UNI 10339?
Introduce maggiore flessibilità progettuale, metodi di calcolo alternativi e una migliore coerenza con la normativa energetica europea, superando l’approccio prescrittivo. - Come si progettano le portate di ventilazione?
Si utilizzano principalmente il Metodo 1 (persona + superficie) e il Metodo 2 (CO₂), scegliendo categoria IAQ e livello emissivo dell’edificio, con obbligo di motivazione progettuale. - Come si gestisce la durabilità e il controllo delle prestazioni?
Le prestazioni vanno verificate tramite monitoraggio, collaudi e gestione dell’impianto, in coerenza con le norme della serie EN 16798 e le procedure di commissioning.
NORME UNI / EN / ISO
UNI EN 16798-1:2019/NA:2025
Titolo: Prestazione energetica degli edifici - Ventilazione per gli edifici - Parte 1: parametri di input ambientali interni per progettazione e valutazione della prestazione energetica.
UNI EN 16798-1:2019
Titolo: Energy performance of buildings - Ventilation for buildings - Part 1: Indoor environmental input parameters for design and assessment of energy performance of buildings addressing indoor air quality, thermal environment, lighting and acoustics.
UNI EN 16798-3:2025
Titolo: Energy performance of buildings - Ventilation for buildings - Part 3: For non-residential buildings - Performance requirements for ventilation and room-conditioning systems.
UNI EN 16798-7:2018/NA:2025
Titolo: Prestazione energetica degli edifici - Ventilazione per gli edifici - Parte 7: metodi di calcolo per la determinazione delle portate d’aria negli edifici.
CAM
CAM: requisiti ambientali obbligatori per progettazione e appalti. Materiali sostenibili, salubrità, energia e gestione cantiere. Articoli tecnici per applicare correttamente i criteri nei lavori pubblici.
Comfort e Salubrità
Comfort e salubrità: su INGENIO articoli tecnici, guide e normative per progettare edifici sani, confortevoli e performanti.
Condizionamento Aria
Impianti di condizionamento aria: guida tecnica su tipologie, prestazioni, tecnologie e normative. Su INGENIO articoli e approfondimenti per una progettazione efficiente e sostenibile.
Normativa Tecnica
Con questo TOPIC raccogliamo le news e gli approfondimenti che riguardano il tema della normativa tecnica: le nuove disposizioni, le sentenze, i pareri e commenti, l’analisi di casi concreti, il commento degli esperti.
Progettazione
La progettazione costituisce un passaggio fondamentale nell’intero processo edilizio, poiché determina in maniera significativa la qualità, la...
Ventilazione meccanica controllata (VMC)
La Ventilazione Meccanica Controllata (VMC) è essenziale per comfort, salubrità ed efficienza energetica. Scopri tipologie, tecniche e normativa nella sezione INGENIO dedicata.
Condividi su: Facebook LinkedIn Twitter WhatsApp
