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Crollo Ponte Morandi, ecco la sentenza di primo grado: 12 anni all'ex Ad di Autostrade

Per il crollo del Ponte Morandi, che ha provocato nell'agosto del 2018 una tragedia con 43 vittime, l'ex Ad di Autostrade per l'Italia è stato condannato a 12 anni per crollo colposo e omicidio stradale. Condannati anche gli ex vertici di Aspi e di Spea.

A quasi 8 anni dalla tragedia del 14 agosto 2018, arriva la sentenza di primo grado del Tribunale di Genova per il crollo del Ponte Morandi: Giovanni Castellucci, ex Ad di Autostrade per l'Italia (Aspi), è stato condannato a 12 anni per crollo colposo e omicidio stradale (la Procura aveva chiesto 18 anni e 6 mesi). Assorbito il reato di omicidio colposo semplice.

Condannati anche gli ex vertici di Aspi e di Spea (la società satellite di Aspi delle manutenzioni). Undici anni per Michele Donferri Mitelli (ex numero tre di Aspi): il pm aveva chiesto 15 anni e sei mesi. Condanna a 5 anni e sei mesi per Paolo Berti (ex numero due Aspi), erano stati chiesti 12 anni e sei mesi e, infine, condanna a cinque anni e sei mesi per Antonino Galatà (ex ad di Spea) per il quale il pm aveva chiesto 7 anni.

Crollo Ponte Morandi: cosa successe? Breve recap

Il crollo del viadotto Polcevera di Genova, conosciuto come Ponte Morandi, avvenne alle 11.36 del 14 agosto 2018, quando la sezione del ponte che sovrasta la zona fluviale e industriale dei quartieri di Campi, Certosa e Rivarolo, lunga 250 metri, crollò insieme al pilone di sostegno numero 9, provocando 43 vittime a bordo dei mezzi in transito e tra gli operai al lavoro nella sottostante isola ecologica dell'AMIU, l'azienda municipalizzata per la raccolta dei rifiuti.

Il 3 agosto 2020 è stato inaugurato, in sua sostituzione, il nuovo viadotto Genova San Giorgio, costruito su disegno dell'architetto Renzo Piano e aperto al traffico il giorno dopo verso le 22 circa.

Le richieste dell'accusa

Per i 58 imputati, chiamati a rispondere, a vario titolo, di 112 capi d'imputazione, tra cui omicidio colposo plurimo e crollo colposo, i PM hanno chiesto 400 anni di carcere complessivi e un’assoluzione. L'imputato principale è l'ex amministratore delegato di Autostrade per l'Italia Giovanni Castellucci, per il quale i pubblici ministeri Walter Cotugno e Marco Airoldi - subentrato a Massimo Terrile, nel frattempo andato in pensione e recentemente scomparso - hanno chiesto una condanna a 18 anni e 6 mesi di reclusione.

Come riporta il Corriere della Sera, per l'accusa, il crollo non sarebbe avvenuto se il progetto di rinforzo della pila 9 del ponte - che ha ceduto determinando il collasso - non fosse stato ritardato. Per la difesa, invece, alla base c’era un difetto costruttivo del ponte che ha favorito la corrosione e che nessuno avrebbe visto.

Le scuse di Autostrade per l'Italia

Proprio alla vigilia della sentenza, Autostrade per l'Italia, dopo otto anni si silenzio, ha deciso di chiedere scusa "ai familiari delle vittime, ai genovesi e a tutti gli italiani". Lo ha fatto con una lettera ufficiale l'attuale ad di Aspi, Arrigo Giana, che ricopre l'incarico da aprile 2025. "Le azioni e le scelte di alcuni - scrive Giana - hanno lasciato ferite indelebili, quindi porgere oggi quelle scuse non fatte ieri è una nostra esigenza morale che va al di là dell’accertamento delle responsabilità e del corso della Giustizia verso la verità".

Ancora: "Autostrade per l’Italia preserva la sua storia e il suo nome anche per custodire la memoria di quanto accaduto il 14 agosto 2018 come monito costante, anche se oggi questa azienda è altro rispetto ad allora: un nuovo corso sotto il controllo dello Stato e con nuovi azionisti. Una nuova gestione, con nuovi dirigenti che lavorano giorno per giorno per monitorare la rete, pianificare gli interventi e prevenire i rischi, garantendo così la sicurezza delle infrastrutture, dei viaggiatori e dei lavoratori. Rompiamo il silenzio dunque. Ribadendo l’assoluto impegno delle nostre diecimila lavoratrici e lavoratori affinché fatti del genere non si ripetano mai più, a nome del Gruppo Autostrade per l’Italia voglio chiedere scusa ai familiari delle vittime, ai genovesi e a tutti gli italiani, per le sofferenze originate dal tragico evento del Morandi. Pur consapevole che il nostro gesto non potrà mai cancellare il loro dolore".

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