Cuci-scuci nelle murature esistenti: criteri progettuali, limiti applicativi e integrazione negli interventi locali strutturali
Il cuci-scuci è un intervento locale per ricucire lesioni e reintegrare porzioni murarie degradate. Se applicato con materiali compatibili e corretti ammorsamenti, consente di ripristinare la sezione resistente e preparare la parete a successivi rinforzi. L’articolo ne descrive modalità esecutive, ambiti di impiego e riferimenti normativi.
L’articolo analizza la tecnica del cuci-scuci come intervento locale per il ripristino della continuità muraria nelle strutture in laterizio e nel costruito storico. Vengono descritte modalità esecutive, criteri di compatibilità dei materiali e limiti applicativi in presenza di lesioni passanti o dissesti più complessi. Il contributo inquadra l’intervento nel contesto normativo delle NTC 2018 e delle Linee Guida 09/02/2011, evidenziandone il ruolo propedeutico rispetto a interventi di consolidamento più estesi.
Sommario
- Cuci-scuci muratura in laterizio: tecnica tradizionale di intervento locale
- Modalità di esecuzione del cuci-scuci su muratura portante
- Campi di applicazione del cuci-scuci negli interventi locali su murature esistenti (NTC 2018)
- Cucitura di quadri fessurativi e lesioni murarie: limiti del solo cuci-scuci
- Riconnessione tra pareti murarie slegate e miglioramento del comportamento scatolare
- Compatibilità materica nel restauro: limiti e cautele del cuci-scuci nel patrimonio storico
Nel panorama degli innovativi materiali di rinforzo per le murature emergono ancora tecnologie tradizionali che confermano nel tempo il loro ruolo preliminare di ripristino della sezione resistente, come il cuci-scuci ancora ampiamente eseguito in cantiere. Questa tecnica rappresenta uno dei tanti interventi locali che con materiali propri della tecnologia costruttiva premoderna permette, nei limiti della stessa tecnologia, di concorrere in modo del tutto compatibile a cucire quadri fessurativi e ripristinare i collegamenti tra le pareti.
Cuci-scuci muratura in laterizio: tecnica tradizionale di intervento locale
Il cuci-scuci rappresenta una tecnica di antica tradizione utilizzata per il ripristino murario del costruito esistente, molto diffusa ancora oggi all’interno dei cantieri di restauro e ristrutturazione edilizia. Il concetto con cui tale tecnica interviene è insito nel suo stesso nome, ovvero scucire e rimuovere puntualmente i mattoni danneggiati, per poi sostituirli e ricucire la zona degradata inserendo elementi integri in laterizio accompagnati dal rifacimento e ristilatura dei giunti di malta (fig. 1).

Il suo utilizzo, infatti, è destinato a interventi di riparazione puntuale sulla compagine muraria interessata da fenomeni di degrado dovuti all’umidità di risalita o lesionate da quadri fessurativi per movimenti e cedimenti meccanici delle strutture murarie.
Rappresenta quindi una vera e propria operazione sartoriale, dove la buona riuscita dipende sia dalla bravura delle maestranze edili sia dalla scelta dei materiali di impiego che devono essere quanto più simili a quelli sostituiti. Per questi motivi è auspicabile, soprattutto nel campo degli edifici storici, impiegare mattoni di recupero provenienti dallo stesso cantiere o comunque elementi storici simili nelle caratteristiche meccaniche; inoltre, utilizzare malte con granulometria e prestazioni equivalenti a quella esistente, proprio come è normalmente prescritto per le operazioni di ristilatura dei giunti.
Il rischio di inserire mattoni di nuova fattura (fig. 2) o malte cementizie dalle alte prestazioni è quello di irrigidire zone puntuali della tessitura muraria rispetto ad altre, con eventuali problemi di ridistribuzione del flusso tensionale (oltre a quelli estetici): la muratura lavora bene se lo stato tensionale è uniformemente distribuito sulla sua sezione resistente.

La tecnica trova la sua più ampia diffusione nel contesto delle pareti in laterizio, mentre risulta di più complessa esecuzione ed efficacia su tessiture miste o in pietra con apparecchiatura disomogenea.
Modalità di esecuzione del cuci-scuci su muratura portante
Le operazioni di puntuale rimozione dei mattoni danneggiati deve essere eseguita con cautela per evitare vibrazioni sullo stesso paramento murario caratterizzato già da criticità statiche, inserendo se necessario localizzate opere di puntellamento. I mezzi da utilizzare per rimuovere mattoni e malte devono essere di tipo manuale e non meccanici.
Le rimozioni dovranno procedere per limitati tratti sfalsati tra di loro, da completare con i successivi ripristini prima di proseguire con le restanti aree di intervento. L’operazione viene eseguita partendo del basso e procedendo verso l’alto. Ogni zona oggetto di rimozione deve essere accuratamente lavata con acqua spruzzata a bassa pressione.
Dopo di chè si procede all’inserimento dei nuovi conci murari utilizzando mattoni pieni, possibilmente simili a quelli esistenti, e malte con caratteristiche fisico-chimiche equivalenti a quelle già in opera, con legante esente da cemento e da sali idrosolubili (fig. 3).

I mattoni pieni saranno ammorsati (da entrambi i lati) alla vecchia muratura, avendo cura di lasciare tra la muratura nuova e la vecchia lo spazio per l’inserimento forzato di appositi cunei o spezzoni di mattoni duri in modo da poter compensare il ritiro della malta. Per la stessa finalità, è utile eseguire giunti di piccolo spessore tra i mattoni.
Campi di applicazione del cuci-scuci negli interventi locali su murature esistenti (NTC 2018)
I campi di impiego del cuci-scuci sono molteplici perché come tecnica tradizionale di semplice esecuzione si presta ad essere utilizzata e adattata a molteplici finalità, tutte legate dalla necessità di ricucitura ed integrazione delle parti murarie danneggiate.
Il contesto in cui opera il cuci-scuci è quello degli interventi locali ai sensi del par. 8.4.1 delle NTC2018, tra le cui finalità risulta anche quella «di ripristinare, rispetto alla configurazione precedente al danno, le caratteristiche iniziali di elementi o parti danneggiate». E’ altresì evidente, come accade per altre tecniche tradizionali, che il cuci-scuci sia propedeutico all’esecuzione di ulteriori opere di consolidamento e miglioramento delle prestazioni meccaniche delle murature, perché senza il necessario ripristino della continuità ed integrità muraria nessuna altra tecnica di rinforzo troverebbe una superficie idonea di applicazione e collaborazione.
E’ importante sottolineare come da sola la tecnica del cuci-scuci non possa risolvere completamente la messa in sicurezza di alcuni quadri fessurativi, soprattutto se generati da cedimenti di fondazione o spinte, le cui cause vanno prima di tutto indagate dal progettista per una loro risoluzione all’origine, anche per mezzo di tecniche più specifiche.
Anche la Direttiva 09/02/2011 (Linee guida per la valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale) cita il cuci-scuci tra gli interventi propedeutici più appropriati per il costruito storico: «ammorsamenti, tra parti adiacenti o tra murature che si intersecano, si possono realizzare con la tecnica scuci e cuci (con elementi lapidei o in laterizio), qualora i collegamenti tra gli elementi murari siano deteriorati (per la presenza di lesioni) o particolarmente scadenti».
Va evidenziato come i suggerimenti delle Linee Guida 09/02/2011 possono essere presi in considerazione, senza alcun obbligo, anche per il costruito esistente non vincolato, in quanto nella maggior parte dei casi risultano indirizzi di buon senso verso interventi con tecniche e materiali più compatibili e di maggiore durabilità.
«L’intervento di scuci e cuci è finalizzato al ripristino della continuità muraria lungo le linee di fessurazione ed al risanamento di porzioni di muratura gravemente deteriorate.Si consiglia di utilizzare materiali simili a quelli originari per forma, dimensioni, rigidezza e resistenza, collegando i nuovi elementi alla muratura esistente con adeguate ammorsature nel piano del paramento murario e se possibile anche trasversalmente al paramento stesso, in modo da conseguire la massima omogeneità e monoliticità della parete riparata. Tale intervento può essere utilizzato anche per la chiusura di nicchie, canne fumarie e per la riduzione dei vuoti».
Il cuci-scuci, infatti, trova impiego in primo luogo nel caso di semplice restauro di superfici murarie degradate da erosione di umidità di risalita, anche se la sua applicazione offre un beneficio strutturale alla parete stessa, soprattutto quando il degrado è talmente diffuso da portare alla perdita di molti mattoni e alla conseguente riduzione della sezione resistente (fig. 4).

Nota tecnica per il progettista
Il cuci-scuci è efficace per il ripristino della continuità muraria e della sezione resistente, ma non sostituisce interventi di consolidamento qualora la causa del danno sia strutturale (cedimenti fondazionali, cinematismi, spinte non contrastate). La diagnosi preliminare rimane il passaggio determinante per la corretta scelta della tecnica.
Cucitura di quadri fessurativi e lesioni murarie: limiti del solo cuci-scuci
Altro campo di impiego è la cucitura mirata di quadri fessurativi (fig. 5), anche passanti, laddove l’estensione della sostituzione dei mattoni dipende dalla profondità della parete: oltre alla prima fila esterna di mattoni, è possibile intervenire anche sulla seconda più interna previo puntellamento degli orizzontamenti su di esso insistenti.

Tuttavia se la lesione è passante attraverso pareti di elevato spessore, è chiaro che il solo cuci-scuci superficiale, per quanto necessario, non contribuisca da solo alla completa ricucitura in profondità alla lesione. In questi casi è utile abbinare al cuci-scuci anche puntuali cuciture con barre elicoidali a secco inserite trasversalmente alla lesione per rendere di nuovo collaboranti le due porzioni murarie distaccate (fig. 6).

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CHECK LIST OPERATIVA – Prescrizione del cuci-scuci in murature esistenti
✔ Verificare la natura del dissesto: lesione locale, perdita di sezione resistente, disconnessione tra pareti o degrado diffuso da umidità.
✔ Accertare che l’intervento rientri tra quelli locali ai sensi del § 8.4.1 NTC 2018 e non richieda un miglioramento o adeguamento globale.
✔ Escludere cause attive (cedimenti fondali, spinte non contrastate, cinematismi locali) prima di prescrivere la sola ricucitura.
✔ Definire estensione e profondità dell’intervento in funzione dello spessore murario e della presenza di lesioni passanti.
✔ Prescrivere materiali compatibili per rigidezza, resistenza e comportamento igrometrico (mattoni pieni simili agli esistenti, malte a base di calce, assenza di leganti cementizi rigidi se non giustificati).
✔ Specificare modalità esecutive: rimozioni per tratti sfalsati, lavorazioni manuali, eventuale puntellamento, ammorsamenti efficaci nel piano e, se possibile, trasversalmente.
✔ Valutare l’eventuale integrazione con tecniche complementari (barre elicoidali, tiranti, intonaco armato) in caso di lesioni passanti o carenze di collegamento.
✔ Prevedere controllo in cantiere su qualità dei materiali, tessitura, spessore dei giunti e corretta ricostituzione della continuità muraria.
FAQ tecniche – Cuci-scuci murario: tecnica di ripristino locale
Che cos’è il cuci-scuci murario?
È una tecnica tradizionale di riparazione locale che consiste nella rimozione controllata degli elementi murari degradati e nella loro sostituzione con nuovi conci compatibili, ripristinando ammorsamenti e continuità strutturale. L’intervento mira a ricostituire la sezione resistente e a ricucire lesioni o disconnessioni puntuali.
In quali contesti è indicato l’impiego del cuci-scuci?
Trova applicazione nel restauro di murature in laterizio interessate da degrado, umidità di risalita, lesioni localizzate o mancanza di ammorsamenti tra pareti. È utilizzato anche per la chiusura di nicchie e canne fumarie o per la riconnessione di porzioni edilizie realizzate in epoche differenti.
Quali requisiti prestazionali deve garantire l’intervento?
L’obiettivo è il ripristino delle caratteristiche meccaniche originarie, evitando irrigidimenti locali che alterino la distribuzione delle tensioni. La scelta di mattoni e malte deve assicurare compatibilità fisico-chimica e meccanica con l’esistente, in coerenza con quanto previsto per gli interventi locali dalle NTC 2018 (§ 8.4.1).
Quali vantaggi offre rispetto a soluzioni più invasive?
Permette un’azione mirata e limitata alla porzione danneggiata, con ridotta alterazione della materia storica e senza incremento significativo di massa o rigidezza globale. È particolarmente efficace come fase preliminare a successivi interventi di miglioramento o consolidamento.
Quali accorgimenti di posa sono determinanti?
La rimozione deve avvenire manualmente, per tratti sfalsati e con eventuale puntellamento. I nuovi mattoni vanno ammorsati alla muratura esistente, prevedendo cunei o elementi di compensazione per il ritiro della malta. È essenziale evitare malte cementizie rigide e utilizzare leganti compatibili.
Qual è il contributo in termini di sicurezza e durabilità?
Ripristinando la continuità muraria lungo le linee di fessurazione, il cuci-scuci ristabilisce un corretto flusso tensionale e riduce il rischio di evoluzione del danno locale. La durabilità dipende dalla compatibilità dei materiali e dal controllo delle cause del dissesto, come cedimenti o spinte non contrastate.
Quali errori deve evitare il progettista?
È critico limitarsi alla sola ricucitura superficiale in presenza di lesioni passanti o dissesti di fondazione non risolti. L’inserimento di elementi troppo rigidi o non compatibili può generare concentrazioni di tensione. L’intervento va sempre inserito in una diagnosi strutturale complessiva.
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