Controlli e Diagnostica | Infrastrutture | GIS | Ingegneria Strutturale | Ponti e Viadotti | Tunnel e Gallerie | Droni | ANIDIS
Data Pubblicazione:

Dal pronto soccorso alle infrastrutture: nasce il triage tecnico post-sisma

La metodologia Visit-X7 trasferisce il concetto di triage medico in emergenza al monitoraggio post-sisma delle infrastrutture di trasporto, consentendo una classificazione rapida e standardizzata di ponti, gallerie e intere tratte stradali.

Dopo un terremoto, le verifiche non sono mai soltanto verifiche: sono decisioni che incidono subito sulla possibilità di soccorrere, raggiungere e tenere connessi i territori colpiti. In poche ore bisogna capire se un ponte può restare aperto, se una galleria debba essere chiusa, se una tratta stradale sia ancora in grado di garantire accessibilità e continuità dei collegamenti. È dentro questa soglia critica che si colloca il lavoro sviluppato da 15 coautori provenienti dalle tre Direzioni Generali di ANSFISA, l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali, chiamata a vigilare sulla sicurezza di reti e opere strategiche per la mobilità del Paese. Il contributo presentato da Galileo Tamasi al XX Convegno ANIDIS 2025 introduce infatti una metodologia di triage tecnico rapido per le infrastrutture strategiche di trasporto. Il protocollo Visit-X7, evoluzione del metodo VISIT, nasce per rendere più rapide, omogenee e leggibili le decisioni nelle fasi immediatamente successive all’evento, combinando classificazione speditiva del danno, kit ispettivi dedicati, autonomia logistica fino a sette giorni e costruzione di un cruscotto situazionale della rete colpita a partire dai dati raccolti sul campo. La posta in gioco, però, va oltre la sola sicurezza delle opere: significa ridurre il rischio che intere comunità servite da reti stradali fragili restino isolate proprio nelle ore in cui ogni collegamento può fare la differenza.


X7: il “triage” delle infrastrutture dopo il terremoto che punta a rivoluzionare le ispezioni post-sisma

L’idea chiave di Visit-X7 è semplice e potente: dopo il terremoto, i primi a poter entrare davvero in azione non sono tecnici chiamati da fuori, ma gli ispettori dei gestori infrastrutturali che quei ponti, quelle gallerie e quelle strade le conoscono già, perché le presidiano ogni giorno.

È su questa prossimità operativa che il metodo costruisce il suo salto di qualità: trasformare una presenza già esistente sul territorio in una capacità immediata di triage tecnico. Se queste squadre sono state individuate prima, addestrate prima e dotate prima di un kit dedicato, allora nelle ore più critiche non si parte da zero: si può classificare rapidamente lo stato delle opere, capire dove intervenire per primi e indirizzare con maggiore lucidità le verifiche specialistiche successive.

Visit-X7 nasce precisamente per questo: dare ai gestori la possibilità di scendere in campo subito, con strumenti e procedure già pronti, e trasformare la conoscenza diretta della rete in decisione tecnica tempestiva quando ogni ora può cambiare l’accessibilità di un territorio colpito.

La presente relazione è stata presentata ad ANIDIS 2025 (Assisi, 7-11 settembre) e gli autori sono: Galileo Tamasi, Debora Dei Roncini, Federica De Falco, Vincenzo De Sensi, Mario Graniero, Guerino Liberatore, Marco Liuzzi, Andrea Tortora, Marco Tuffanelli, Francesco Vavallo, Filippo Gentili, Alessandro Giuseppe Battista, Graziano Tabelli, Sergio Schiaro.

Il limite delle ispezioni tradizionali nel post-sisma

Il vero limite delle ispezioni tradizionali, dopo un terremoto, non è la loro utilità tecnica, che resta fondamentale, ma il fatto che non nascono per restituire nelle primissime ore un quadro rapido, uniforme e immediatamente leggibile dell’intera rete colpita. Nel post-sisma, invece, è proprio questo che serve: non soltanto vedere dove il danno si è manifestato, ma capire subito quali informazioni possono orientare le decisioni più urgenti.

Oggi le pratiche ispettive possono cambiare molto da un contesto all’altro: controlli visivi, verifiche più approfondite, livelli diversi di dettaglio, modalità non sempre omogenee di raccolta e organizzazione dei dati. Il risultato è che, proprio quando servirebbe una lettura compatta e confrontabile della situazione, le informazioni rischiano di arrivare frammentate.

È da questa criticità che prende forma Visit-X7, evoluzione della metodologia VISIT (Visual Inspection for Safety-deficit Identification and Triage): un’applicazione avanzata pensata per il post-sisma, con l’obiettivo di dare alle ispezioni rapide un linguaggio tecnico più condiviso, criteri più coerenti e una capacità molto più immediata di trasformare l’osservazione sul campo in priorità operative.

Il triage infrastrutturale: come funziona il protocollo X7

Il cuore di Visit-X7 sta tutto qui: portare sulle infrastrutture la logica del triage ospedaliero e trasformarla in una procedura tecnica capace di orientare le decisioni quando il tempo è pochissimo. Come al pronto soccorso un paziente viene classificato con un codice di priorità, così dopo il sisma anche ponti, gallerie e tratti stradali vengono sottoposti a una valutazione rapida che assegna livelli di criticità e attiva, se necessario, gli approfondimenti specialistici successivi.

Gli ispettori compilano le schede di triage attraverso protocolli guidati basati su infogrammi situazionali: strumenti pensati per rendere la lettura del danno più immediata, più uniforme e più confrontabile, anche nelle condizioni più difficili.

Ma la vera forza del sistema è che non guarda soltanto alla singola opera. Visit-X7 legge infatti la rete come una sequenza di segmenti funzionalmente connessi, e introduce un concetto decisivo: se tra due punti esiste un solo collegamento alternativo, basta che un solo elemento del segmento — un ponte, una galleria, un’opera di sostegno — perda funzionalità perché venga compromessa la transitabilità dell’intero tratto.

È qui che il triage tecnico smette di essere una semplice ispezione accelerata e diventa uno strumento di lettura operativa della rete. Ponti, gallerie e nastri stradali vengono valutati come asset distinti ma inseriti dentro la stessa infrastruttura lineare, con procedure differenziate per ciascuna tipologia e criteri costruiti per individuare in modo rapido gli elementi più compromessi. Nel caso dei ponti, per esempio, l’attenzione si concentra prima sui distretti principali — impalcati, pile, fondazioni — e solo dopo, se necessario, su quelli secondari. Il punto decisivo, però, è un altro: Visit-X7 non vuole sostituire le verifiche approfondite del gestore.

Vuole arrivare prima. Vuole offrire una sorveglianza rapida, standardizzata e tecnicamente leggibile, capace di trasformare l’osservazione sul campo in priorità d’azione e di restituire, nelle ore più critiche, una visione più chiara dello stato reale della rete.

XX Convegno ANIDIS: focus su sicurezza sismica e vulnerabilità del costruito
Ad Assisi si è svolto il XX Convegno ANIDIS, principale appuntamento per la comunità dell’ingegneria sismica. Al centro del dibattito: vulnerabilità del costruito, tecniche di rinforzo, monitoraggio strutturale, nuovi materiali, strategie multi-hazard e politiche di riduzione del rischio. INGENIO segue l’evento con video e interviste ai protagonisti
.
LEGGI L'APPROFONDIMENTO

Kit Ispettori Visit-X7 e cruscotto situazionale: il lato digitale del sistema

C’è poi il lato digitale del sistema, ed è tutt’altro che accessorio. Visit-X7 non si limita a portare gli ispettori sul campo con una procedura di triage: li mette nelle condizioni di raccogliere e organizzare le informazioni in modo uniforme, rapido e tecnicamente leggibile. Il kit ispettivo è costruito proprio per questo e combina tablet rugged, fotocamere ad alta risoluzione, aste telescopiche, sensori termici e droni per l’analisi di contesto e i rilievi di dettaglio. Non è una semplice dotazione tecnologica: è l’infrastruttura operativa che consente di trasformare l’osservazione in dato, il dato in quadro condiviso e il quadro condiviso in decisione.

Le prime sperimentazioni del protocollo base VISIT sono maturate nell’ambito dell’accordo di ricerca tra Ansfisa e l’Università degli Studi di Udine, con la collaborazione di Friuli-Venezia Giulia Strade S.p.A., su tratte stradali chiuse al traffico e su ponti convertiti in ciclopedonali, valorizzando anche l’esperienza dei piloti di droni della Direzione Interregionale VV.FF. Veneto e Trentino-Alto Adige e il supporto logistico del Comando Provinciale di Udine.

Ma nel passaggio a Visit-X7 il punto si fa ancora più ambizioso: non solo definire un kit ispettivo efficace, ma costruire attorno a quel kit un sistema capace di far confluire le informazioni raccolte in una lettura centralizzata della rete colpita. È qui che entra in scena il cruscotto situazionale, probabilmente uno degli elementi più strategici dell’intero progetto. Il suo valore non sta soltanto nel descrivere ciò che è stato osservato, ma nel rendere finalmente confrontabili informazioni che altrimenti resterebbero sparse, disomogenee e difficili da usare nelle ore decisive.

In questo modo il focus si sposta dalla singola opera alla tratta, dalla tratta alla rete, e l’informazione ispettiva diventa una base concreta per capire quali segmenti sono ancora transitabili, dove si concentrano le criticità e quali richieste di approfondimento o di intervento debbano partire per prime.

Ma c’è un passaggio ulteriore, e forse ancora più rilevante: un cruscotto costruito in questo modo può diventare anche uno strumento di vera gestione della mobilità in condizioni degradate. Se la transitabilità dei segmenti viene aggiornata in tempo quasi reale, allora diventa possibile orientare il traffico verso gli itinerari ancora disponibili, ridistribuire i flussi e modulare la domanda in funzione della capacità residua della rete. In altre parole, il dato ispettivo smette di essere solo una fotografia tecnica e diventa una leva operativa per governare accessibilità, instradamenti e continuità dei collegamenti nel momento in cui il territorio è più fragile.

L’ispettore post-sisma come unità operativa autonoma

C’è poi un altro aspetto decisivo, e riguarda una domanda molto concreta: come si mette davvero un ispettore nelle condizioni di lavorare dopo un terremoto, anche quando strade interrotte, isolamento e carenza di supporti rendono tutto più difficile? La risposta di Visit-X7 è netta: trasformare l’ispettore post-sisma in una vera unità operativa autonoma. Da qui nasce un kit dedicato che non comprende solo strumentazione tecnica, ma anche abbigliamento specialistico, dispositivi di protezione individuale e una dotazione logistica pensata per garantire continuità d’azione fino a sette giorni, combinando zaino operativo e supporto del fuoristrada di servizio.

Il punto non è soltanto equipaggiare meglio chi va sul campo, ma consentirgli di restare efficace anche in aree isolate o difficilmente raggiungibili, sganciandosi temporaneamente dal mezzo e continuando a operare quando la rete dei soccorsi e dei rifornimenti non è ancora stabilizzata. Su questo fronte la ricerca si innesta in continuità con un altro contributo ANSFISA presentato allo stesso XX Convegno ANIDIS, An advanced 72h survival kit to overcome seismic emergencies, che aveva affrontato il tema dell’autosufficienza dei cittadini nelle prime 72 ore post-sisma. Visit-X7 ne riprende l’impostazione funzionale e modulare, ma la sposta su un terreno completamente diverso: non più la popolazione generale, bensì operatori tecnici chiamati a muoversi, osservare e decidere in autonomia in scenari complessi.

L’adattamento del kit alle esigenze ispettive è maturato anche nelle esercitazioni del Master in Gestione e Sicurezza delle Reti e delle Infrastrutture di Trasporto (GSRIT) dell’Università di Genova, secondo un approccio Problem Based Learning, e si è costruito incrociando esperienze consolidate in altri contesti emergenziali, come quelle del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, con la dotazione ordinaria già in uso agli ispettori ANSFISA. Il risultato è un profilo operativo nuovo e molto chiaro: non un tecnico che arriva, osserva e riparte, ma una figura addestrata a reggere il campo, mantenere autonomia logistica e continuare a produrre valutazioni utili anche quando il territorio colpito è ancora in piena discontinuità.

Verso una standardizzazione nazionale delle ispezioni rapide

Visit-X7 non è ancora un modello chiuso, ma è già qualcosa di più di una semplice ipotesi di ricerca. I test sperimentali hanno infatti mostrato un punto cruciale: standardizzare le ispezioni rapide post-sisma non solo è possibile, ma può cambiare in profondità il modo in cui si leggono, si confrontano e si gestiscono le informazioni raccolte sul campo. È qui che il progetto apre la prospettiva più ambiziosa: trasformare una pratica oggi spesso frammentata in un linguaggio tecnico più omogeneo, replicabile e spendibile su scala nazionale. Per arrivarci, il lavoro guarda in più direzioni insieme. Da un lato c’è il perfezionamento del metodo e dei kit operativi; dall’altro c’è il rafforzamento degli strumenti informatici per acquisire, organizzare e restituire i dati in modo sempre più coerente.

Ma il salto vero potrebbe arrivare dalla costruzione di cluster territoriali in cui far convergere, su base coordinata, ordini professionali, università, vigili del fuoco e gestori infrastrutturali, avviando sperimentazioni in province pilota e preparando così una possibile estensione progressiva al resto del Paese. In questa traiettoria si inserisce anche l’idea di un’intelligenza artificiale interna, addestrata sulle esercitazioni e sui casi accumulati negli scenari “palestra”, capace nel tempo di affinare il supporto alla classificazione e alla lettura dei quadri ispettivi. Se questa evoluzione andrà a maturazione, il risultato potrebbe essere molto rilevante: non semplicemente ispezioni più veloci, ma un sistema nazionale più strutturato, coerente e pronto a trasformare le prime osservazioni sul danno in decisioni tecniche affidabili proprio quando servono di più.

DI SEGUITO L'INTERVENTO INTEGRALE DI GALILEO TAMASI


Il testo è stato elaborato mediante la videoregistrazione dell'intervento, con strumenti di IA (ChatGpT).

IN SINTESI
-Il protocollo X7 è un’evoluzione del metodo VISIT ed è stato sviluppato per effettuare valutazioni rapide delle infrastrutture strategiche di trasporto in condizioni post-sisma.
-La metodologia applica il concetto di “triage” medico alle infrastrutture, assegnando codici di priorità e protocolli di intervento sulla base di infogrammi standardizzati.
-Il sistema consente una valutazione uniforme di ponti, gallerie e tratte stradali, superando l’eterogeneità attuale delle procedure ispettive utilizzate dai diversi gestori.
-Le attività ispettive integrano strumenti digitali, droni, fotogrammetria, GIS e kit operativi specifici per garantire rapidità, sicurezza e tracciabilità delle verifiche in emergenza.
-Il cruscotto centralizzato sviluppato dal progetto permette di avere una visione omogenea dello stato delle reti infrastrutturali e di supportare decisioni operative rapide durante la gestione post-disastro.

Riferimenti esterni

Il contributo si inserisce nel quadro della più ampia attività scientifica pubblicata in sede internazionale (open access) su Procedia Structural Integrity - Volume 78, 2026, Pages 1310-1317.

Video

Dal pronto soccorso alle infrastrutture: il triage tecnico post-sisma per valutare ponti e gallerie

Controlli e Diagnostica

Controlli e diagnostica nelle costruzioni: su INGENIO articoli, normative e tecnologie per garantire qualità e sicurezza di edifici e infrastrutture.

Scopri di più

Droni

Droni e sistemi UAV per rilievi, ispezioni e monitoraggi in edilizia e infrastrutture: su INGENIO articoli, casi studio e innovazioni per applicazioni tecniche e professionali.

Scopri di più

GIS

Con questo Topic sono raccolte le News e approfondimenti sul GIS - Geographical Information System pubblicate su INGENIO per conoscere le soluzioni e le innovazioni di questo strumento in rapida evoluzione e di supporto per l’intera filiera delle costruzioni.

Scopri di più

Infrastrutture

Tutto sul mondo delle infrastrutture: progettazione, tecnologie, controlli, digitalizzazione e normativa. Questo topic offre approfondimenti tecnici, casi studio e contributi di esperti.

Scopri di più

Ingegneria Strutturale

L’ingegneria strutturale garantisce sicurezza e durabilità alle costruzioni. Scopri su INGENIO materiali, norme, tecnologie e soluzioni per progettare, rinforzare e monitorare strutture nuove ed esistenti.

Scopri di più

Ponti e Viadotti

News e approfondimenti riguardanti il tema dei ponti e viadotti: l’evoluzione normativa, gli strumenti digitali per la progettazione, il controllo e il monitoraggio, i materiali e le soluzioni tecniche, il controllo e la manutenzione, la formazione e i progetti nazionali e internazionali.

Scopri di più

Tunnel e Gallerie

News e approfondimenti riguardanti il tema delle gallerie e delle costruzioni in sotterraneo: l’evoluzione normativa, gli strumenti digitali per la progettazione, il controllo e il monitoraggio, i materiali e le soluzioni tecniche, il controllo e la manutenzione, la formazione e i progetti nazionali e internazionali.

Scopri di più

Leggi anche