Dalla gestione del rischio al digital twin: come la Campania sta costruendo un nuovo modello per la sicurezza dei ponti
Il progetto ReLUIS-ACaMIR propone un nuovo modello di gestione dei ponti basato su piattaforme digitali, BIM, GIS e analisi del rischio per supportare le decisioni degli enti pubblici. L'obiettivo è programmare la manutenzione in modo più efficace, migliorando sicurezza, monitoraggio e allocazione delle risorse.
La sicurezza dei ponti passa sempre più dalla capacità di raccogliere, analizzare e condividere dati in modo strutturato. Il progetto sviluppato da ReLUIS e ACaMIR per la Regione Campania rappresenta un esempio concreto di come la digitalizzazione possa supportare la gestione del patrimonio infrastrutturale, integrando piattaforme informatiche, GIS, BIM, monitoraggio e analisi del rischio. L'obiettivo è superare una gestione frammentata delle opere pubbliche, costruendo un sistema unico capace di indirizzare gli investimenti verso le priorità reali e accompagnare l'evoluzione delle infrastrutture attraverso tecnologie sempre più avanzate.
Le Linee Guida come strumento per programmare la manutenzione
La gestione delle infrastrutture viarie non può più limitarsi agli interventi successivi alle emergenze. È questa la visione emersa dall'intervento di Maria Rosaria Pecce e Antonio Bilotta dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, che hanno illustrato i risultati del progetto sviluppato nell'ambito della collaborazione tra ReLUIS e ACaMIR per supportare l'applicazione delle Linee Guida nazionali sui ponti agli enti locali. Il lavoro non si è limitato alla realizzazione di una piattaforma digitale, ma ha posto le basi per un sistema regionale integrato capace di raccogliere dati, analizzare il rischio, definire priorità di intervento e accompagnare l'evoluzione della manutenzione delle infrastrutture attraverso strumenti digitali avanzati.
Secondo Maria Rosaria Pecce, uno degli aspetti più innovativi introdotti dalle Linee Guida emanate dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici è l'adozione di un approccio multilivello alla gestione del rischio dei ponti, capace di integrare aspetti strutturali, sismici, idraulici, geotecnici e legati all'esposizione dell'opera.
L'obiettivo non è semplicemente classificare i ponti in funzione del loro stato di conservazione, ma costruire un sistema che consenta di indirizzare in modo razionale le risorse economiche disponibili. In un Paese che conta centinaia di migliaia di opere infrastrutturali e dispone di risorse necessariamente limitate, diventa infatti indispensabile stabilire priorità basate sul livello di rischio complessivo e sulle conseguenze che un eventuale malfunzionamento potrebbe generare.
L'esposizione assume quindi un ruolo centrale: un ponte caratterizzato da elevati flussi di traffico o strategico per la mobilità territoriale produce conseguenze economiche e sociali molto più rilevanti rispetto ad altre opere. Per questo la valutazione non può fermarsi alla sola sicurezza strutturale, ma deve considerare anche gli effetti che un'interruzione del servizio avrebbe sul territorio.
La professoressa Pecce ha inoltre richiamato l'attenzione su un tema spesso trascurato: la manutenzione preventiva. Molti ponti italiani progettati negli anni Cinquanta e Sessanta hanno dimostrato un'elevata qualità progettuale, ma nessuna opera può mantenere nel tempo adeguati livelli di sicurezza senza una manutenzione continua. Interventi relativamente modesti, come la sostituzione di un giunto o il corretto smaltimento delle acque, possono evitare degradi molto più gravi e costosi negli anni successivi.
Sicurezza dei ponti e monitoraggio delle infrastrutture: a Napoli il bilancio del progetto ACaMIR–ReLUIS
Presentati a Napoli i risultati del progetto ACaMIR-ReLUIS dedicato al monitoraggio di ponti e viadotti. Focus su Linee Guida, gestione del rischio, sicurezza e futuro delle infrastrutture regionali.
LEGGI L'APPROFONDIMENTO
Una piattaforma digitale pensata per governare migliaia di infrastrutture
Uno dei risultati più significativi del progetto riguarda la realizzazione di una piattaforma digitale regionale progettata specificamente per la Pubblica Amministrazione.
Antonio Bilotta ha evidenziato come il sistema non sia stato concepito come un semplice archivio informatico, ma come uno strumento di governo dell'intero patrimonio infrastrutturale regionale. La piattaforma integra infatti il censimento delle opere, le schede ispettive previste dalle Linee Guida, i sistemi GIS per la georeferenziazione, le procedure automatiche per il calcolo della Classe di Attenzione e una serie di dashboard che consentono di monitorare sia lo stato delle opere sia il livello di avanzamento delle attività svolte dai diversi enti gestori.
Grande attenzione è stata dedicata anche alla gestione delle responsabilità. Ogni operazione viene tracciata attraverso differenti livelli di autorizzazione, distinguendo tra compilatori, validatori e amministratori, così da garantire trasparenza e certificazione dell'intero processo.
La piattaforma è stata inoltre progettata per poter essere facilmente aggiornata in funzione delle future revisioni normative. Le modifiche attese nelle prossime versioni delle Linee Guida potranno infatti essere recepite rapidamente senza dover ricostruire l'intero sistema informativo.
Dati condivisi e governance regionale: il valore dell'omogeneità
Uno dei messaggi più forti emersi durante la presentazione riguarda la necessità di evitare che ogni ente sviluppi strumenti autonomi e non interoperabili.
Secondo Pecce, il vero valore del progetto risiede nella possibilità di costruire una base dati unica a scala regionale, capace di fornire una fotografia omogenea dell'intero patrimonio infrastrutturale campano. Solo disponendo di informazioni raccolte secondo gli stessi criteri sarà infatti possibile confrontare province diverse, individuare le priorità reali e distribuire i finanziamenti sulla base di parametri oggettivi.
La Regione Campania dispone di circa 500 ponti di propria competenza, ma il numero cresce considerevolmente considerando le opere gestite da Province e Città Metropolitana. Da qui l'invito rivolto agli enti locali a utilizzare la piattaforma sviluppata nell'ambito del progetto, evitando la frammentazione degli strumenti gestionali.
L'uniformità dei dati consente inoltre di produrre statistiche evolute, analizzare le diverse tipologie costruttive presenti sul territorio, confrontare il comportamento di opere simili e individuare eventuali anomalie nelle attività ispettive, migliorando progressivamente l'affidabilità dell'intero sistema.
BIM, GIS, droni e intelligenza artificiale: il futuro della manutenzione
Accanto alla digitalizzazione dei processi amministrativi, il progetto guarda con decisione alle tecnologie che caratterizzeranno la gestione delle infrastrutture nei prossimi anni.
La piattaforma è già predisposta per integrare modelli BIM direttamente all'interno dell'ambiente GIS, consentendo di associare alle rappresentazioni tridimensionali dell'opera tutte le informazioni raccolte durante il suo ciclo di vita. Il concetto di Digital Twin viene così interpretato non come una semplice replica geometrica del ponte, ma come un modello dinamico continuamente aggiornato con dati strutturali, geotecnici, idraulici, ispettivi e di monitoraggio.
Anche i rilievi mediante droni e le nuvole di punti trovano spazio all'interno del sistema, così come le prospettive offerte dall'intelligenza artificiale e dagli algoritmi di machine learning, che in futuro potranno supportare l'interpretazione automatica delle informazioni raccolte.
Pecce ha tuttavia invitato a un utilizzo consapevole delle tecnologie di monitoraggio continuo. La diffusione indiscriminata della sensoristica rischia infatti di generare costi di gestione molto elevati: secondo quanto evidenziato nel corso dell'intervento, la manutenzione dei sensori può rappresentare oltre la metà del costo complessivo dell'intero sistema. Per questo motivo le tecnologie dovranno essere progettate come sistemi modulari, aggiornabili e facilmente sostituibili nel tempo.
Le statistiche come supporto alle decisioni
L'analisi dei dati già raccolti dimostra le potenzialità del sistema sviluppato.
Le dashboard consentono di monitorare il livello di completamento delle attività ispettive, la distribuzione delle opere per epoca costruttiva, tecnologia strutturale, numero di campate, caratteristiche geometriche e livello di rischio sismico.
Particolarmente interessanti risultano le elaborazioni relative ai difetti osservati durante le ispezioni. Le statistiche mostrano come le problematiche più frequenti riguardino infiltrazioni d'acqua, distacco del copriferro e fenomeni di corrosione delle armature, confermando che molti interventi prioritari riguardano la manutenzione ordinaria e la corretta regimentazione delle acque piuttosto che problemi strutturali originari.
Secondo Pecce, la disponibilità di un patrimonio informativo così esteso permette anche di verificare la coerenza delle ispezioni effettuate da tecnici differenti, migliorando progressivamente la qualità dei rilievi e rendendo sempre più affidabile il processo di classificazione del rischio.
Una piattaforma che punta a diventare il riferimento regionale
Il progetto sviluppato da ReLUIS e ACaMIR non rappresenta quindi la conclusione di un percorso di ricerca, ma l'avvio di un sistema destinato a evolversi nel tempo.
L'obiettivo dichiarato è costruire una vera rete tecnica regionale nella quale Università, Regione, Province e Comuni condividano strumenti, metodologie e informazioni, mantenendo un approccio uniforme alla gestione del patrimonio infrastrutturale.
Come ricordato nella conclusione dell'intervento, esperienze analoghe sono già operative anche in altri Paesi europei, dove piattaforme basate sulla stessa tecnologia GIS gestiscono decine di migliaia di ponti. La sfida per la Campania sarà ora trasformare la piattaforma sviluppata durante il progetto in uno strumento operativo quotidiano, capace di accompagnare le decisioni sulla manutenzione, la pianificazione degli investimenti e, soprattutto, la sicurezza delle infrastrutture nel lungo periodo.
DI SEGUITO LA RELAZIONE INTEGRALE DEI PROFF. PECCE E BILOTTA.
IN SINTESI
-Le Linee Guida nazionali introducono un modello integrato di gestione del rischio, che consente di definire le priorità di manutenzione dei ponti in base a vulnerabilità, pericolosità ed esposizione.
-Il progetto ReLUIS-ACaMIR ha sviluppato una piattaforma digitale regionale che integra censimento, ispezioni, GIS, BIM e calcolo automatico della Classe di Attenzione per supportare la gestione delle infrastrutture.
-La condivisione di dati e procedure tra Regione, Province e Comuni permette una governance unitaria del patrimonio infrastrutturale e una più efficace programmazione degli investimenti pubblici.
-BIM, Digital Twin, droni, sensoristica e intelligenza artificiale rappresentano gli strumenti chiave per evolvere verso una manutenzione predittiva e una gestione sempre più digitale dei ponti.
-L'analisi delle ispezioni evidenzia che le principali criticità riguardano il degrado dovuto all'acqua e alla corrosione, confermando l'importanza della manutenzione preventiva per ridurre costi e aumentare la sicurezza delle opere.
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