DDL Architettura: perché l’INU chiede una fusione dei testi e una riforma del governo del territorio
Nel dibattito sul DDL Architettura emerge il tema del rapporto tra qualità progettuale e quadro normativo. In audizione al Senato, l’INU richiama la necessità di integrare i testi in esame, chiarire il ruolo della legge rispetto alla progettazione, rafforzare il legame con rigenerazione urbana, opere pubbliche e governo del territorio, evitando approcci solo formali o tecnici.
Michele Talia, presidente dell’Istituto Nazionale di Urbanistica, è stato audito nella settima Commissione del Senato nell’ambito dell’esame dei disegni di legge 1112 e 1711 sull’architettura.
L’INU propone una convergenza dei testi per tenere insieme visione e operatività, evitando sia un’impostazione solo programmatica sia un eccesso di prescrizioni tecniche. Centrale il richiamo al ruolo del progetto nel contesto urbano e territoriale, al rapporto con la rigenerazione e alla necessità di una riforma organica del governo del territorio. Il contributo è rilevante per progettisti e decisori pubblici chiamati a operare in un quadro normativo aggiornato e coerente.
Una legge per l'architettura per tutelare il patrimonio culturale dell'Italia
Il disegno di legge 1112, depositato in Senato da Nicola Irto e attualmente all’esame della Commissione Cultura, promette di rivoluzionare appalti e politiche urbane: concorso obbligatorio sopra le soglie UE, supervisore indipendente, tutela dell’opera contemporanea, premi e sanzioni. Un testo che potrebbe finalmente colmare il vuoto normativo italiano sull’architettura, dando spazio a giovani talenti e migliorando la qualità del costruito.
Talia ha auspicato una fusione e convergenza dei testi (provenienti uno dall’area della maggioranza e uno dall’opposizione) ritenuti complementari, in quanto, sottolinea nel documento consegnato agli atti, “la loro integrazione consentirebbe di tenere insieme visione e operatività, evitando sia un orientamento solo programmatico, sia un approccio quasi esclusivamente tecnico”.
Per il presidente Talia tale fusione consentirebbe di superare alcune criticità dei due ddl. Tra queste “il carattere problematico di una definizione normativa della qualità – o addirittura della bellezza – dell’architettura. Sarebbe forse più opportuno che la legge si limitasse a definire obiettivi, criteri e condizioni procedurali, lasciando alla progettazione e alla valutazione tecnica il compito di tradurli in soluzioni concrete. Ne consegue pertanto l’opportunità di delineare il perimetro dell’intervento legislativo, che dovrebbe limitarsi a definire i principi, gli obiettivi e le condizioni delle politiche pubbliche”.
Poi Talia rileva che “in entrambi i disegni di legge il riferimento alla rigenerazione urbana e territoriale, alle periferie, al patrimonio edilizio esistente e al progetto delle opere pubbliche appare piuttosto limitato. Il contributo dell’Architettura non si misura solamente in relazione all’impatto esercitato sul singolo manufatto, in quanto esso chiama in causa la capacità degli interventi di incidere sul contesto urbano, infrastrutturale e paesaggistico. Una legge che ambisca a promuovere la qualità architettonica dovrebbe, quindi, dialogare in modo più esplicito con le politiche di rigenerazione e con la programmazione delle opere pubbliche”. Sotto il profilo della formazione occorrerebbe inoltre “un coinvolgimento più strutturato delle Università e dei soggetti della formazione”.
Il presidente dell’INU prosegue mettendo in guardia dall’affidamento eccessivo al concorso di progettazione: “E’ certamente uno strumento importante, ma non è neutro, né automatico, anche perché richiede competenze, risorse, tempi e una forte capacità di gestione da parte delle amministrazioni”, tanto più che entrambi i ddl introducono nuove figure professionali ma “l’aggiunta di ulteriori profili specialistici e ancora inediti rischia di apparire anacronistica, se non potrà essere accompagnata da un rafforzamento reale del sistema delle autonomie locali”.
Talia in conclusione segnala “un nodo di carattere sistemico, vale a dire l’estrema difficoltà di pensare alla qualità architettonica ed urbanistica delle nostre città in assenza di una legge sui principi del governo del territorio. Continuare a discutere del ruolo da assegnare all’Architettura in un Paese avanzato, ma senza affrontare contestualmente il superamento della legge urbanistica del 1942, significa operare in un quadro normativo profondamente datato, concepito oltre ottant’anni fa in un contesto storico, economico e demografico che privilegiava l’obiettivo di frenare lo spopolamento delle campagne e di salvaguardare i caratteri tradizionali delle città. È evidente che una riflessione sulla qualità dell’Architettura dovrebbe dialogare con una riforma organica del governo del territorio, e con una revisione complessiva della disciplina urbanistica che si avvalga del contributo offerto in questi anni dall’Istituto Nazionale di Urbanistica, che proprio qui al Senato ha presentato nel luglio del 2024 una proposta di una Legge di principi fondamentali e norme generali per il Governo del territorio e la pianificazione”.
Legge sull’Architettura: qualità progettuale o rischio marginalizzazione dell’ingegneria nelle opere pubbliche? LEGGI L'OPINIONE di Ing. Massimo Cerri, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma
FAQ
- Cos’è il DDL Architettura in esame al Senato?
È un insieme di proposte legislative (DDL 1112 e 1711) finalizzate a promuovere la qualità dell’architettura nelle opere pubbliche e nelle politiche urbane, attualmente in fase di esame parlamentare. - Qual è la posizione dell’INU sui due disegni di legge?
L’INU auspica una fusione dei testi, ritenuti complementari, per integrare visione culturale e strumenti operativi, superando i limiti di approcci troppo astratti o eccessivamente tecnici. - Perché è problematica una definizione normativa della “qualità” architettonica?
Secondo l’INU, qualità e bellezza non dovrebbero essere rigidamente normate. La legge dovrebbe definire principi e criteri, lasciando a progettazione e valutazione tecnica il compito di tradurli in soluzioni concrete.
Fonte: INU
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