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Detrazioni fiscali 2026 e limiti di reddito: regole, esempi pratici e simulatore online

Nel 2026 le detrazioni IRPEF cambiano per i redditi medio-alti: oltre 75.000 euro si applica un plafond di spesa detraibile, oltre 120.000 euro scatta anche una riduzione progressiva della detrazione. L’articolo analizza in modo sistematico le regole vigenti, le esclusioni previste dalla normativa e propone esempi pratici di calcolo per stimare l’impatto reale in dichiarazione.

Nel 2026 il sistema delle detrazioni IRPEF è caratterizzato da una doppia limitazione: il plafond di spesa oltre 75.000 euro di reddito e il taglio progressivo oltre 120.000 euro. Per comprendere l’impatto concreto delle nuove regole metto a disposizione anche una WebApp di simulazione e stampa risultati, che consente di stimare il beneficio fiscale effettivo in base al proprio reddito e alle spese sostenute. Comprendere le nuove logiche è fondamentale per evitare perdite di beneficio inattese. Di seguito analizziamo le regole applicabili nel 2026, le esclusioni previste dalla normativa e alcuni esempi pratici di calcolo.


Limiti di detraibilità IRPEF e soglie di reddito (aggiornato al 2026)

Le detrazioni fiscali Irpef rappresentano uno degli strumenti principali attraverso cui il legislatore riduce il carico tributario su determinate spese sostenute dai contribuenti.

Negli ultimi anni, tuttavia, il sistema ha subito una progressiva razionalizzazione: prima con la riduzione proporzionale oltre i 120.000 euro di reddito (dal 2020), poi con l’introduzione, dal 2025, di un tetto massimo complessivo di spese detraibili per i redditi superiori a 75.000 euro (art. 16-ter TUIR).

Il risultato è un meccanismo articolato, in cui la spettanza della detrazione dipende non solo dalla tipologia di spesa, ma anche dal reddito complessivo e dalla composizione del nucleo familiare.

In questo articolo analizziamo in modo sistematico le regole applicabili nel 2026, illustrando il funzionamento dei limiti, le esclusioni previste dalla normativa e alcuni esempi pratici di calcolo e una Webapp che consente di effettuare le simulazioni e stampare i risultati.

 

Come funziona il meccanismo della detrazione fiscale

La detrazione fiscale Irpef costituisce una sorta di sconto diretto sull’imposta dovuta. In pratica, riduce l’Irpef da pagare (e non il reddito imponibile!).

In pratica funziona così:

  1. sostieni una spesa agevolabile: paghi una spesa prevista dalla legge come detraibile, ad esempio spese sanitarie, scolastiche, interessi sul mutuo, lavori edili, ecc.;
  2. rispetti gli adempimenti previsti dalle norme in vigore;
  3. indichi la spesa in dichiarazione dei redditi: la spesa va riportata in dichiarazione rispettando limiti, franchigie e condizioni previste;
  4. applichi la percentuale di detrazione: sulla spesa ammessa applichi la percentuale prevista dalla norma, nella maggior parte dei casi pari al 19% o 36% o 50% (per lavori edili);
  5. ottieni una riduzione dell’imposta: l’importo così calcolato viene sottratto direttamente dall’IRPEF lorda.

 

Gli step per ottenere la detrazione.
Gli step per ottenere la detrazione. (crediti @Nicola Furcolo powered by AI)

  

È utile chiarire alcuni aspetti chiave del funzionamento:

  • la detrazione non è un rimborso pieno della spesa: recuperi solo una percentuale della spesa sostenuta, non l’intero importo;
  • serve capienza fiscale: la detrazione riduce l’imposta dovuta, quindi se l’Irpef non è sufficiente, la detrazione può andare persa in tutto o in parte;
  • possono esserci franchigie e tetti massimi: molte detrazioni prevedono una soglia minima da superare o un importo massimo su cui calcolare il beneficio;
  • alcune detrazioni dipendono dal reddito: per redditi elevati, dal 2025 alcune detrazioni ordinarie subiscono riduzioni o rientrano in un tetto complessivo;
  • la spesa deve essere tracciabile: nella maggior parte dei casi è richiesto il pagamento con strumenti tracciabili e la conservazione della documentazione.

In sintesi, la detrazione fiscale è uno strumento che premia alcune spese riducendo l’imposta finale, ma il beneficio effettivo dipende sempre dall’importo della spesa, dalle regole specifiche e dalla situazione reddituale del contribuente.

   

Le aliquote Irpef 2026

Dal 1° gennaio 2026, cambiano le aliquote Irpef e in particolare l'aliquota del secondo scaglione di reddito (quello intermedio) scende dal 35% al 33%.

 

ALIQUOTE IRPEF 2026
fino a 28.000 €
23%
23% sull’intero importo
da 28.001 € a 50.000 €
33%
6.440 €+ 33% sul reddito che supera i 28.000 € fino a 50.000 euro
oltre a € 50.000
43%
13.700 € + 43% sul reddito che supera 50.000 €

Aliquote Irpef 2026 (crediti @Nicola Furcolo powered by AI)

    

Le principali spese detraibili e limiti per categoria

Prima di esaminare i limiti legati al reddito, è utile riepilogare le principali categorie di spese che danno diritto alla detrazione Irpef. Da osservare che le percentuali di detrazione sono generalmente del 19%, ma nel caso di bonus edilizi aumentano sensibilmente

Ecco le principali:

  • spese sanitarie: detraibili al 19% per la parte eccedente la franchigia di 129,11 euro, senza tetto massimo complessivo; le spese sanitarie per persone con disabilità seguono regole specifiche e non sono soggette a riduzioni legate al reddito;
  • spese veterinarie: detraibili al 19% oltre la franchigia di 129,11 euro, su un importo massimo di 750 € annui a partire dal 2026;
  • spese funebri: detraibili al 19% fino a un massimo di 1.550 € per ciascun decesso, indipendentemente dal numero di contribuenti che sostengono la spesa;
  • spese di istruzione scolastica: detraibili al 19% per asili nido, scuole dell’infanzia, primarie e secondarie, entro il limite di 1.000 € annui per studente dal 2025;
  • spese di istruzione universitaria: detraibili al 19% sull’intero importo per università statali; per università private o estere entro i limiti annuali stabiliti dal Ministero, variabili per area disciplinare e territorio;
  • interessi passivi su mutui prima casa: detraibili al 19% su un importo massimo di 4.000 € annui, per una detrazione massima di 760 euro, senza riduzioni in base al reddito;
  • premi assicurativi: detraibili al 19% entro limiti variabili in base alla tipologia e alla data di stipula della polizza, con tetti ordinari pari a 530 € annui, elevati in caso di copertura per disabilità grave;
  • altre spese detraibili al 19%: includono, tra le principali, attività sportive dei figli, abbonamenti al trasporto pubblico, affitti per studenti universitari fuori sede, spese di intermediazione immobiliare per la prima casa ed erogazioni liberali, ciascuna con limiti e condizioni specifiche;
  • bonus ristrutturazione: spese detraibili nella misura del 36% oppure 50% su un importo massimo pari a 48.000 € o 96.000 € (percentuali e tetti di spesa sono variabili in funzione dell’anno di sostenimento della spesa);
  • altri bonus edilizi (bonus mobili, ecobonus, ecc.).

  

Le principali detrazioni fiscali
Le principali detrazioni fiscali. (crediti @Nicola Furcolo powered by AI)

  

I nuovi tetti di detrazione

Come anticipato in premessa, i tetti di detrazione sono cambiati nel tempo.

In particolare sono state introdotte le seguenti soglie:

  • soglia di reddito 120.000 €: dal 2020 (Legge 160/2019) le detrazioni al 19% spettano interamente solo se il reddito complessivo non supera 120.000 €; oltre tale soglia, l’ammontare della detrazione si riduce progressivamente secondo una formula fino ad azzerarsi a 240.000 €;
  • tetto di spesa detraibile oltre 75.000 €: la legge di bilancio per 2025 (L. 207/2024) ha inserito nel Tuir il nuovo art. 16-ter, in vigore dal 1° gennaio 2025, che fissa un plafond massimo di spese detraibili per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 €. Questo limite (detto anche tetto di detraibilità) dipende dal reddito e dal numero di figli a carico, e si somma al meccanismo precedente senza sostituirlo.

Tali regole sono state confermate per il 2026, mantenendo di fatto l’impianto introdotto nel 2025.

Di seguito analizziamo in dettaglio i limiti di detraibilità, le soglie di reddito e le tipologie di spese coinvolte, con esempi pratici di calcolo.

Reddito complessivo: cos’è e perché è rilevante
Ai fini dell’applicazione delle soglie di reddito, per reddito complessivo si intende quello rilevante ai fini IRPEF, calcolato al netto del reddito dell’abitazione principale e delle relative pertinenze.
In altri termini, il valore catastale della prima casa non incide nel computo della soglia dei 120.000 €.
Rientrano invece nel reddito complessivo tutte le altre tipologie di reddito imponibile, tra cui:
- redditi da lavoro dipendente o autonomo;
- redditi da pensione;
- redditi dei fabbricati diversi dall’abitazione principale;
- altri redditi assoggettati a IRPEF secondo le regole ordinarie.

Ai fini dell’applicazione dei limiti di 75.000 e 120.000 euro, rileva il reddito complessivo ai fini IRPEF indicato nel modello 730 o nel modello Redditi Persone Fisiche, al netto del reddito dell’abitazione principale e delle relative pertinenze. Non rilevano i redditi assoggettati a imposta sostitutiva, salvo specifici richiami normativi.

Eccezioni: spese sempre detraibili al 19%

La normativa prevede alcune importanti eccezioni alla riduzione delle detrazioni per redditi elevati. In particolare, restano sempre detraibili al 19%, in misura piena e indipendentemente dal reddito complessivo:
- le spese sanitarie, comprese quelle sostenute per familiari a carico o per persone con disabilità;
- gli interessi passivi sui mutui ipotecari per l’acquisto dell’abitazione principale, entro il limite di 4.000 euro annui.
Questa salvaguardia, introdotta dal comma 3-quater dell’articolo 15 del TUIR, tutela oneri considerati “sensibili”. Ad esempio, anche un contribuente con reddito pari a 200.000 euro può continuare a detrarre integralmente le spese mediche (oltre la franchigia) e gli interessi del mutuo prima casa, senza alcuna riduzione.

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