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Pompa di calore, BACS e solare: cosa chiede davvero il DM Requisiti Minimi 2025

Il DM 28 ottobre 2025 aggiorna profondamente i requisiti minimi energetici degli edifici introducendo nuovi criteri per pompe di calore, automazione BACS e integrazione delle fonti rinnovabili. Per progettisti e tecnici cambia il modo di valutare prestazioni stagionali, controllo degli impianti e copertura FER, con effetti diretti su progettazione energetica, relazione tecnica e configurazione impiantistica degli edifici.

Il Decreto Ministeriale 28 ottobre 2025, pubblicato in GU il 5 dicembre 2025, riscrive integralmente il DM 26 giugno 2015 sui requisiti minimi di prestazione energetica. In vigore il 3 giugno 2026 (180 giorni dalla pubblicazione) rappresenta il recepimento della Direttiva EPBD III (844/2018/UE).

Non si tratta di un semplice aggiornamento numerico: il decreto ridisegna il rapporto tra involucro, impianti, fonti rinnovabili e sistemi di controllo. Tre ambiti emergono con forza: le pompe di calore, i sistemi BACS e gli obblighi sulle fonti rinnovabili.


Sommario tematico

  • DM 28 ottobre 2025: nuovo quadro dei requisiti minimi energetici
  • Pompe di calore: prestazioni stagionali e requisiti Ecodesign
  • Sistemi ibridi e termoregolazione: nuove regole per i generatori
  • BACS: obblighi di automazione negli edifici non residenziali
  • Classi BACS: funzioni minime della classe B secondo UNI EN ISO 52120
  • Fonti rinnovabili: chiarimenti sul calcolo delle quote FER
  • Fotovoltaico negli edifici: potenza minima e integrazione con altri sistemi
  • APE e Relazione Tecnica: aggiornamenti nei metodi di verifica
  • Entrata in vigore: tempistiche e fase transitoria del DM 2025

Pompe di calore nel DM 2025: prestazione stagionale, Ecodesign e nuovi requisiti

Perché il DM 2025 elimina COP ed EER dai requisiti minimi

La novità più importante nel campo delle pompe di calore è il passaggio dalla valutazione del COP e dell’EER puntuali a quella della prestazione energetica stagionale. Il DM 2015 prevedeva delle tabelle con valori minimi di COP e EER che le pompe di calore dovevano rispettare.

Con il DM 2025, queste tabelle sono state completamente eliminate, allineando così i requisiti nazionali ai regolamenti europei sui prodotti.

Per quanto riguarda le pompe di calore elettriche, l’efficienza energetica del riscaldamento stagionale (ηs%) e lo SCOP devono ora essere almeno pari ai valori minimi richiesti per l'ecoprogettazione, calcolati per la zona climatica “average” e definiti in base al tipo di prodotto e alla sua applicazione.

La prestazione deve essere dichiarata e garantita dal costruttore, seguendo le prove conformi alla UNI EN 14825, come stabilito dai Regolamenti Ecodesign attuali.

Incentivi 2026 per pompe di calore: cosa cambia con il D.Lgs. 5/2026 tra SCOP, ηs% e sistemi ibridi
Dal 4 febbraio 2026 l’accesso agli incentivi per le pompe di calore cambia in modo sostanziale. Il D.Lgs. 5/2026 introduce nuovi requisiti tecnici: SCOP minimo obbligatorio, verifica dell’efficienza stagionale ηs%, valvole termostatiche e regole più stringenti per i sistemi ibridi. Ecco cosa deve aggiornare oggi il progettista nella Relazione Tecnica.

Questo nuovo approccio offre un doppio vantaggio: da un lato, semplifica il quadro normativo, eliminando la discrepanza tra i requisiti nazionali e gli standard europei, un problema segnalato da tempo dagli esperti del settore.

Dall’altro, incoraggia scelte impiantistiche più consapevoli, poiché la prestazione stagionale riflette il funzionamento reale della macchina durante l’anno, e non solo un ideale punto di lavoro.

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Sistemi ibridi pompa di calore + caldaia: la prima disciplina normativa

Il DM 2025 segna un passo importante introducendo per la prima volta una disciplina chiara sui sistemi ibridi, risolvendo così una mancanza che generava incertezze sia nella progettazione che nell'applicazione. Questi sistemi ibridi, che uniscono una pompa di calore e una caldaia a condensazione in un unico dispositivo prefabbricato o assemblato in loco, ora hanno finalmente un inquadramento preciso nei requisiti minimi.

Questa novità deve essere considerata insieme alle disposizioni del Conto Termico 3.0, che fa una distinzione tra sistemi ibridi “factory made”, sistemi bivalenti assemblati in loco e pompe di calore “add-on” installate su caldaie a condensazione già esistenti.

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Questa sinergia tra il decreto sui requisiti minimi e gli incentivi offre finalmente un quadro coerente per la progettazione di impianti multi-generatore.

Un’altra novità rilevante riguarda le macchine frigorifere e pompe di calore: il DM 2025 elimina il limite dei 12 kW di potenza che il precedente decreto stabiliva per l’applicazione dei requisiti minimi. Ciò significa che tutte le pompe di calore e macchine frigorifere, indipendentemente dalla taglia, devono rispettare i requisiti specificati dalla Direttiva 2009/125/EC e dal Regolamento 2017/1369/UE.

Termoregolazione obbligatoria: valvole termostatiche su tutti i corpi scaldanti

Ogni volta che si installa un nuovo generatore a pompa di calore, che sia un sistema ibrido o un impianto solare termico per integrare il riscaldamento, la normativa richiede di mettere valvole termostatiche a bassa inerzia termica su tutti i radiatori, a meno che non ci siano motivi tecnici validi o sistemi di termoregolazione equivalenti già in uso.

Sistemi ibridi
prima disciplina esplicita per PdC + caldaia a condensazione (factory-made, bivalenti, add-on), in sinergia con il Conto Termico 3.0
Eliminazione limite 12 kW
tutte le PdC e macchine frigorifere devono rispettare i requisiti Ecodesign indipendentemente dalla taglia
PdC a gas
efficienza minima su SPER, prove UNI EN 12309 (assorbimento) o UNI EN 16905 (endotermico). Limiti NOx: < 120 mg/kWh (assorbimento), < 240 mg/kWh (endotermico)
Valvole termostatiche
obbligo su tutti i corpi scaldanti in caso di nuovo generatore a PdC, ibrido o solare termico

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Sistemi BACS nel DM 2025: obblighi di automazione negli edifici non residenziali

Quando i BACS classe B diventano obbligatori negli edifici

Il DM 2025 potenzia notevolmente il ruolo dell’automazione negli edifici non residenziali, rendendo obbligatoria l’adozione di sistemi di Building Automation and Control Systems (BACS) di classe almeno B, in linea con la UNI EN ISO 52120-1.

La novità principale è l’ampliamento dell’obbligo.

Con il DM 2015, i BACS di classe B erano richiesti solo per i nuovi edifici e per le ristrutturazioni importanti di primo livello. Ora, il DM 2025 estende questo obbligo anche a:

  • Ristrutturazioni importanti di secondo livello (interventi che coinvolgono tra il 25% e il 50% della superficie disperdente)
  • Riqualificazioni energetiche (interventi che riguardano meno del 25% della superficie disperdente o solo la componente impiantistica)

Questo ampliamento fa sì che un numero significativamente maggiore di edifici debba integrare funzioni di controllo avanzato degli impianti.

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Nuovo Decreto Requisiti Minimi 2025: obbligo BACS e ritorno dell’investimento entro 6 anni

L’obbligo si applica agli edifici non residenziali che hanno impianti termici con una potenza nominale superiore a 290 kW. Per le nuove costruzioni e le ristrutturazioni di primo livello, è sempre necessario adottare questa misura non appena si supera tale soglia.

Nel caso di ristrutturazioni di secondo livello e riqualificazioni, l’obbligo dipende da una valutazione economica: se il tempo di ritorno semplice dell’investimento (Simple Payback Time, SPBT) è inferiore a 6 anni, allora l’installazione dei BACS diventa obbligatoria.

È fondamentale allegare questo calcolo alla Relazione Tecnica secondo l’art. 8 del D.Lgs. 192/2005.

Tipologia intervento
Obbligo BACS classe B
Condizione
Nuova costruzione

Potenza > 290 kW
Ristrutturazione I livello

Potenza > 290 kW
Ristrutturazione II livello
Sì, se SPBT < 6 anni
Potenza > 290 kW
Riqualificazione energetica
Sì, se SPBT < 6 anni
Potenza > 290 kW
Sostituzione generatore
Termoregolazione per vano
SPBT < 6 anni

Il decreto stabilisce anche che, se si sostituisce il generatore di calore, è necessario installare dispositivi che regolano automaticamente la temperatura in ogni singolo ambiente, a patto che il tempo di ritorno dell'investimento sia inferiore a sei anni.

Le quattro classi BACS e le funzioni minime per la classe B

La UNI EN ISO 52120-1 suddivide i sistemi di automazione in quattro classi di efficienza energetica, che vanno da D a A. La principale differenza tra la classe C (standard) e la classe B (avanzata) è la comunicazione bidirezionale tra i dispositivi di campo e il supervisore centrale, insieme all'obbligo di monitorare centralmente i consumi (TBM). Nella classe C, i dispositivi possono essere “intelligenti”, ma funzionano in modo isolato; mentre nella classe B, devono essere interconnessi e gestiti in modo centralizzato.

Classe
Livello
Caratteristiche principali
D
Non efficiente
Nessuna automazione. Regolazione manuale o assente.
C
Standard
BACS tradizionali, livelli minimi. Termostato on/off, nessun monitoraggio consumi.
B
Advanced
BACS avanzato + TBM. Dispositivi comunicanti col supervisore. Regolazione individuale per ambiente, monitoraggio consumi centralizzato, bilanciamento dinamico (funz. 1.4a/3.4a).
A
High perf.
Controllo multifattoriale (occupazione, CO2, meteo). Funzioni integrate HVAC/illuminazione. Trend consumi e miglioramento continuo.

Per la classe B, è necessario avere almeno: una regolazione automatica individuale per l'ambiente con comunicazione al supervisore; un sistema di regolazione climatica avanzata per la generazione; un controllo della portata d'aria basato su CO2/VOC; un sistema di illuminazione che si adatta all'occupazione e alla luce naturale; un rilevamento centralizzato dei consumi; e un bilanciamento dinamico degli impianti idronici (una novità della 52120-1, funzioni 1.4a e 3.4a).

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FAQ TECNICHE – Pompe di calore, BACS e rinnovabili: requisiti del DM 2025

Che cosa cambia per le pompe di calore con il DM 2025?
Il decreto elimina le tabelle nazionali con valori minimi di COP ed EER previste dal DM 2015. Le prestazioni vengono ora valutate attraverso indicatori stagionali come SCOP ed efficienza energetica stagionale (ηs%), in linea con i regolamenti europei Ecodesign e con prove conformi alla norma UNI EN 14825.

Come vengono regolati i sistemi ibridi pompa di calore + caldaia?
Il DM 2025 introduce per la prima volta una disciplina esplicita per i sistemi ibridi che combinano pompa di calore e caldaia a condensazione. Vengono riconosciute configurazioni factory-made, sistemi bivalenti assemblati in loco e configurazioni add-on installate su generatori esistenti, in coerenza con le definizioni utilizzate anche nel Conto Termico.

Quali obblighi riguardano i sistemi BACS negli edifici non residenziali?
Negli edifici non residenziali con impianti termici di potenza superiore a 290 kW diventa obbligatoria l’adozione di sistemi di automazione e controllo di classe almeno B secondo UNI EN ISO 52120-1. L’obbligo si applica a nuove costruzioni, ristrutturazioni di primo livello e, in alcune condizioni, anche a ristrutturazioni di secondo livello e riqualificazioni energetiche.

Quando l’installazione dei BACS dipende dalla convenienza economica?
Per ristrutturazioni di secondo livello e riqualificazioni energetiche l’obbligo di installazione dei BACS scatta quando il tempo di ritorno semplice dell’investimento (SPBT) è inferiore a 6 anni. Questo calcolo deve essere documentato nella Relazione Tecnica prevista dall’art. 8 del D.Lgs. 192/2005.

Quali funzioni devono garantire i sistemi BACS di classe B?
La classe B richiede funzioni avanzate di controllo e monitoraggio: regolazione automatica per singolo ambiente, comunicazione bidirezionale tra dispositivi e supervisore, monitoraggio centralizzato dei consumi energetici (TBM), regolazione climatica della generazione e bilanciamento dinamico degli impianti idronici.

Come vengono calcolati gli obblighi di fonti rinnovabili negli edifici?
Il decreto chiarisce che la quota di energia rinnovabile termica deve essere verificata sull’intero edificio se gli impianti sono centralizzati. Se almeno uno dei servizi energetici è autonomo, la verifica deve essere effettuata per ogni singola unità immobiliare, che deve garantire il raggiungimento della quota minima prevista.

Quali errori progettuali devono essere evitati nella copertura FER?
Il decreto specifica che la quota di rinnovabili termiche non può essere soddisfatta esclusivamente con energia elettrica prodotta da fotovoltaico per alimentare pompe di calore. È necessario integrare una fonte rinnovabile termica diretta, come solare termico o biomassa, evitando configurazioni impiantistiche che coprano la quota FER solo indirettamente tramite elettricità.

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