Durabilità del calcestruzzo armato e sostenibilità: a Belluno focus su degrado, manutenzione e ciclo di vita delle opere
Calcestruzzo armato e durabilità sono al centro dell’incontro tecnico in programma a Belluno il 14 maggio 2026. Il seminario analizza degrado, miscele ad alte prestazioni e criteri per ridurre manutenzioni, consumo di risorse e impatto ambientale delle opere nel tempo.
Il seminario “Durabilità e sostenibilità nel costruito: progettare e misurare l’impatto nel tempo” affronta il ruolo del calcestruzzo armato nella valutazione dell’impatto delle opere lungo l’intero ciclo di vita. Il tema non riguarda solo la resistenza meccanica iniziale, ma la capacità delle strutture di mantenere prestazioni, sicurezza e funzionalità nel tempo. Il seminario approfondisce i fenomeni di degrado, le criticità diagnostiche e progettuali e le soluzioni per miscele ad alte prestazioni. Il valore per il tecnico è nella lettura integrata tra durabilità, manutenzione, sostenibilità e scelta dei materiali.
Durabilità del calcestruzzo armato: perché incide sulla sostenibilità delle opere
La sostenibilità nel settore delle costruzioni non può essere valutata solo al momento della realizzazione di un’opera. Sempre più spesso, infatti, la qualità ambientale, economica e prestazionale di un edificio o di un’infrastruttura si misura lungo l’intero ciclo di vita: dalla progettazione alla scelta dei materiali, dalla fase esecutiva fino alla manutenzione e alla gestione nel tempo.
È in questa prospettiva che si inserisce l’incontro “Durabilità e sostenibilità nel costruito: progettare e misurare l’impatto nel tempo”, in programma il 14 maggio 2026, dalle 14.00 alle 17.00, presso il Park Hotel Villa Carpenada di Belluno.
Al centro del seminario ci sarà il tema della durabilità delle strutture in calcestruzzo armato, un aspetto decisivo per ridurre gli interventi manutentivi, contenere il consumo di risorse e limitare l’impatto ambientale complessivo delle costruzioni. Progettare opere più durevoli significa, infatti, intervenire non solo sulla resistenza meccanica dei materiali, ma anche sulla capacità delle strutture di mantenere nel tempo le proprie prestazioni, affrontando fenomeni di degrado, aggressioni ambientali e condizioni di esercizio sempre più complesse.
Analisi dei fenomeni di degrado delle strutture in calcestruzzo armato
L’appuntamento approfondirà il tema attraverso due contributi tecnici, con un taglio sia analitico sia applicativo. Il primo intervento sarà dedicato all’analisi dei fenomeni di degrado nelle strutture in calcestruzzo armato, con l’obiettivo di comprendere le cause che compromettono la durabilità delle opere e le principali criticità da considerare in fase progettuale e diagnostica. A intervenire sarà l’Ing. Gianluca Pagazzi, libero professionista esperto in durabilità e degrado delle strutture in calcestruzzo armato.
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Soluzioni innovative per miscele ad alte prestazioni
Il secondo contributo si concentrerà invece sulle soluzioni innovative per miscele ad alte prestazioni, evidenziando come la ricerca sui materiali e l’evoluzione delle tecnologie possano contribuire a realizzare strutture più resistenti, affidabili e sostenibili nel lungo periodo. Interverranno l’Ing. Enrico Rosaspina, titolare di MIT Srl, e l’Ing. Paolo Tudori, direttore tecnico di DMAT Srl.
L’incontro è organizzato dall’Ordine degli Ingegneri di Belluno e si terrà presso il Park Hotel Villa Carpenada, in Via Mier 158, 32100 Belluno (BL).
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FAQ TECNICHE: Calcestruzzo durevole e opere sostenibili | Ingenio
Che cosa si intende per durabilità del calcestruzzo armato?
La durabilità indica la capacità di una struttura in calcestruzzo armato di mantenere nel tempo le prestazioni richieste.
Non riguarda solo la resistenza meccanica iniziale, ma anche la risposta ad agenti ambientali, degrado dei materiali e condizioni di esercizio. È un parametro decisivo per valutare vita utile, manutenzione e sostenibilità dell’opera.
In quali contesti la durabilità del calcestruzzo armato è più critica?
È particolarmente rilevante in edifici e infrastrutture esposti ad aggressioni ambientali, cicli gelo-disgelo, umidità, clorurio carbonatazione. Il tema riguarda ponti, parcheggi, pavimentazioni, strutture industriali, opere esistenti e nuove costruzioni. La corretta valutazione del contesto di esposizione condiziona progetto, materiali e manutenzione.
Quali norme sono rilevanti per progettare calcestruzzi durevoli?
Tra i riferimenti principali rientrano EN 206, UNI 11104, Eurocodice 2 e la serie UNI EN 1504 per protezione e riparazione. Queste norme supportano specificazione del calcestruzzo, progettazione strutturale, requisiti di durabilità e interventi su strutture esistenti. Per applicazioni specifiche è necessario verificare la norma vigente e il campo di applicazione.
Perché la durabilità migliora la sostenibilità delle costruzioni?
Una struttura più durevole richiede meno interventi di riparazione, meno sostituzioni e minore consumo di materiali nel tempo. La sostenibilità viene quindi valutata sul ciclo di vita, non solo nella fase di costruzione.
Ridurre manutenzioni e degrado significa contenere costi, impatti ambientali e interruzioni d’uso.
Che ruolo hanno le miscele ad alte prestazioni?
Le miscele ad alte prestazioni possono migliorare compattezza, resistenza agli agenti aggressivi e comportamento nel tempo. La loro efficacia dipende dalla corretta progettazione della miscela, dalla posa, dalla maturazione e dal controllo di qualità. Non sostituiscono la progettazione della durabilità, ma ne rappresentano uno strumento operativo.
Quali controlli servono per garantire durabilità e manutenzione efficace?
Sono necessari controlli sui materiali, sulle condizioni di esposizione, sulla qualità esecutiva e sullo stato di conservazione della struttura. Nelle opere esistenti assumono rilievo ispezioni, diagnosi del degrado e valutazioni periodiche. La manutenzione programmata consente di intervenire prima che il danno comprometta prestazioni e sicurezza.
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