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Ecosistema Scuola 2025: solo il 45% degli edifici ha il collaudo statico, solai a rischio in 9 scuole su 10

Il XXV rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente fotografa una scuola italiana fragile e diseguale: solo il 47% degli edifici ha il certificato di agibilità, cala la spesa per la manutenzione straordinaria e persistono divari territoriali tra Nord e Sud. Crescono lentamente le rinnovabili, arretrano servizi come scuolabus e mense. In questo articolo analizziamo i dati 2024, il bilancio degli ultimi 25 anni e le proposte avanzate al Governo.

Ecosistema Scuola 2025: i dati del XXV rapporto Legambiente e le sfide per l’edilizia scolastica

Il XXV rapporto Ecosistema Scuola 2025 di Legambiente fotografa un patrimonio edilizio scolastico fragile: meno del 50% con agibilità, scarsa sicurezza antisismica e solai a rischio, ritardi nell’efficienza energetica e nei servizi (mense, palestre, tempo pieno), con forti divari territoriali.

A più di venticinque anni dal primo rapporto, la scuola italiana continua a vivere in uno stato di precarietà strutturale e organizzativa che penalizza soprattutto il Sud e le Isole.

  

ECOSISTEMA SCUOLA. XXV Rapporto sulla qualità degli edifici e dei servizi scolastici in Italia.
ECOSISTEMA SCUOLA. XXV Rapporto sulla qualità degli edifici e dei servizi scolastici in Italia. (Legambiente)

 

Sicurezza: tra certificati mancanti e solai a rischio

Sicurezza strutturale

Il report prende in esame i dati 2024 di 97 comuni capoluogo e oltre 7.000 edifici scolastici.

Secondo i dati 2024, meno della metà degli edifici scolastici (47%) dispone del certificato di agibilità e solo il 45% ha ottenuto il collaudo statico. Le scuole situate in aree sismiche rappresentano un capitolo particolarmente delicato: meno del 15% è progettato o adeguato secondo la normativa antisismica, mentre il 54,8% non ha mai avuto una verifica di vulnerabilità

Il punto più critico riguarda i solai, la cui fragilità è tuttora tra le principali cause di incidenti scolastici. Solo il 31,2% degli edifici ha ricevuto indagini diagnostiche negli ultimi cinque anni e appena l’10,9% interventi di messa in sicurezza. Nonostante i fondi straordinari destinati dopo il tragico incidente di Rivoli, la prevenzione resta dunque in gran parte disattesa.

Il Sud registra percentuali leggermente migliori sugli interventi ai solai (17%), ma Nord e Centro restano indietro.

  

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Sostenibilità e servizi: passi avanti troppo lenti

Efficienza energetica

La transizione ecologica a scuola procede a rilento. Solo il 16% degli edifici è stato coinvolto in interventi di efficientamento energetico e appena il 6,5% delle strutture con certificazione energetica rientra in classe A. La maggioranza (66,6%) si colloca nelle ultime classi (E, F, G).

Interventi di efficientamento ancora marginali, con ampi margini di miglioramento attraverso PNRR e fondi europei.

Gli impianti da fonti rinnovabili sono presenti nel 21% degli edifici, con un forte divario tra Nord e Isole (ferme al 10,8%). Se il ritmo di crescita restasse invariato, servirebbero oltre 70 anni per raggiungere la copertura totale.

Anche i servizi scolastici mostrano un quadro diseguale:

  • Tempo pieno attivo solo nel 38% delle classi, con un drammatico 16,8% nelle Isole.
  • Mense scolastiche presenti nel 73,7% delle scuole, ma con picchi negativi al 38,8% sempre nelle Isole.
  • Palestre e strutture sportive accessibili solo nel 50% degli edifici e, nel Mezzogiorno, spesso non disponibili in orario extrascolastico.

   

Fondi: stanziamenti scarsi e frammentati

Il 2024 segna un arretramento anche sul fronte delle risorse economiche. I fondi per la manutenzione straordinaria scendono a una media di 39.648 euro per edificio, in calo rispetto alla media quinquennale di 43.563 € con una spesa effettiva di appena 29.061 euro. Il divario territoriale è netto: al Nord si spendono oltre 41.000 euro per edificio, mentre Sud e Isole non superano i 5.500 euro.

La manutenzione ordinaria, fondamentale per la gestione quotidiana, si ferma a una media nazionale di 8.338 euro per edificio, una cifra che Legambiente definisce “gravemente insufficiente”.

  

25 anni di scuola: progressi fragili e discontinui

Il bilancio di un quarto di secolo non è confortante. Dal 2009 al 2024 i fondi per la manutenzione ordinaria sono rimasti stabili ma bassissimi (tra 5.000 e 13.000 euro per edificio). La manutenzione straordinaria ha interessato tra il 40% e il 60% delle scuole, ma in modo altalenante, spesso legato a emergenze (come la pandemia nel 2021).

Il servizio scuolabus è in netto arretramento: dal 38% degli edifici coperti nei primi anni 2000 si passa al 20% nel 2024. In positivo, le energie rinnovabili sono cresciute dal nulla al 20% di oggi, ma con un ritmo insufficiente. Sul fronte amianto, la percentuale di edifici interessati era al 16% nel 2004, scesa al 4% nel 2018-2020, per poi risalire al 10% nel 2024: un segnale che riflette in parte migliori controlli, ma che impone attenzione costante.

  

Le richieste di Legambiente

Per uscire da questo circolo vizioso, Legambiente lancia otto proposte al Governo, tra cui:

  1. Potenziare l’Anagrafe dell’edilizia scolastica, con dati aggiornati e trasparenti.
  2. Realizzare un piano strutturale di riqualificazione del patrimonio scolastico.
  3. Definire  e finanziare nuovi Livelli Essenziali di Prestazione (LEP) per garantire mense, palestre, trasporti e spazi verdi ovunque.
  4. Valorizzare le scuole come presìdi civici e comunitari.
  5. Completare le indagini diagnostiche e la messa in sicurezza dei solai, con priorità alle zone sismiche.
  6. Avviare un programma nazionale di riqualificazione energetica.
  7. Affrontare il tema del dimensionamento scolastico, legato al calo demografico.
  8. Promuovere piani di mobilità sostenibile partecipata.

    

Servizi scolastici

  • Tempo pieno presente nel 38% delle classi, ma appena nel 16,8% nelle Isole.
  • Servizio mensa nel 73,7% degli edifici, ma crolla al 38,8% nelle Isole.
  • Palestre disponibili nel 50% delle scuole, ma con accessibilità extrascolastica ridotta al Sud.

   

Impatti per i professionisti del settore

Per ingegneri, architetti e tecnici del settore, il rapporto 2025 evidenzia:

  • Nuove opportunità professionali nella progettazione di interventi antisismici ed efficientamento energetico.
  • Necessità di competenze integrate in diagnostica strutturale e facility management.
  • Ruolo strategico nella redazione di piani comunali di manutenzione programmata.
  • Crescente richiesta di soluzioni innovative e sostenibili replicabili su scala nazionale.

   


FAQ

Qual è la principale criticità emersa dal rapporto Ecosistema Scuola 2025?
La mancanza di continuità e adeguati investimenti nella manutenzione straordinaria e ordinaria, con forti disuguaglianze territoriali.
 
Quante scuole italiane hanno impianti da fonti rinnovabili?
Solo il 21% degli edifici, con un forte divario tra Nord e Sud e tra Isole e resto del Paese.
 
Quali sono le priorità per la sicurezza?
Verifiche di vulnerabilità sismica, messa in sicurezza dei solai e completamento dei collaudi statici.

 

LEGGI IL REPORT IN ALLEGATO

Fonte: Legambiente

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