Efficienza energetica degli edifici: dopo Superbonus ed Ecobonus, quali incentivi sosterranno la riqualificazione?
L’efficienza energetica in Italia ha prodotto 5,08 Mtep di risparmi tra il 2021 e il 2025, raggiungendo l’85% dell’obiettivo intermedio PNIEC. I dati ENEA mostrano però un cambio di fase: calano le detrazioni fiscali e cresce il peso di strumenti come il Conto Termico.
Tra il 2021 e il 2025 le misure di efficienza energetica monitorate da ENEA hanno permesso all’Italia di risparmiare 5,08 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio, raggiungendo l’85% dell’obiettivo intermedio fissato dal PNIEC. Le detrazioni fiscali restano il principale motore dei risultati ottenuti, ma il loro contributo annuale diminuisce sensibilmente. Mentre si esaurisce la spinta del SuperEcobonus, cresce il ruolo del Conto Termico e si consolida la necessità di una politica dell’efficienza meno dipendente dai grandi cicli incentivanti.
Riqualificazione energetica degli edifici: calano i bonus, cresce il Conto Termico. Cosa cambia per il settore
L’Italia continua a ridurre i propri consumi attraverso le politiche di efficienza energetica, ma dietro il risultato complessivamente positivo emerge un sistema in trasformazione.
Tra il 2021 e il 2025, le misure monitorate da ENEA hanno generato un risparmio cumulato di 5,08 Mtep, milioni di tonnellate equivalenti di petrolio. Per comprendere la dimensione del risultato, si tratta di un quantitativo di energia superiore ai consumi elettrici annuali complessivi di due regioni industrializzate come Emilia-Romagna e Veneto.
Il Paese ha così raggiunto circa l’85% dell’obiettivo intermedio di 6 Mtep previsto dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima, il PNIEC.
È il quadro che emerge dal 15° Rapporto annuale ENEA sull’efficienza energetica*(in fondo in PDF in allegato), presentato a Roma alla presenza, tra gli altri, della Presidente ENEA Francesca Mariotti e della Direttrice del Dipartimento Efficienza Energetica Ilaria Bertini.
Il dato complessivo racconta però soltanto una parte della situazione. Osservando nel dettaglio l’andamento dei singoli strumenti, emerge infatti un progressivo cambiamento nella composizione dei risparmi energetici: rallentano le detrazioni fiscali, diminuisce fortemente il contributo del SuperEcobonus, mentre acquistano maggiore peso strumenti differenti, a partire dal Conto Termico.
Per il settore delle costruzioni si tratta di un passaggio particolarmente significativo. Dopo anni nei quali la riqualificazione energetica degli edifici è stata sostenuta da incentivi fiscali eccezionalmente elevati, si apre una fase nella quale continuità degli investimenti, qualità degli interventi e stabilità degli strumenti di sostegno diventeranno questioni sempre più centrali.
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Detrazioni fiscali: la principale leva dell’efficienza, ma il 2025 segna una forte frenata
Il peso delle detrazioni fiscali rimane determinante. Nel quinquennio 2021-2025 questi strumenti hanno generato 2,67 Mtep di risparmi energetici, vale a dire circa il 52% del risultato complessivo nazionale.
Più di un Mtep risparmiato su due è quindi riconducibile ai meccanismi fiscali destinati agli interventi di riqualificazione del patrimonio immobiliare.
Il dato del 2025 segnala tuttavia un deciso cambio di ritmo. Nell’ultimo anno considerato dal Rapporto, il risparmio energetico associato alle detrazioni si è fermato a 0,24 Mtep, con una riduzione del 37% rispetto al 2024.
Una flessione che riflette il progressivo ridimensionamento degli incentivi e, soprattutto, l’esaurimento della fase di massima espansione del SuperEcobonus.
Il punto non riguarda soltanto il volume dei risparmi conseguiti in un singolo anno. Per il comparto edilizio, la questione centrale diventa capire come mantenere nel tempo una domanda diffusa di interventi di riqualificazione energetica in un quadro nel quale aliquote, condizioni di accesso e modalità di finanziamento sono profondamente cambiate.
La prossima fase richiederà quindi di valutare non soltanto quanto un incentivo riesca ad attivare rapidamente il mercato, ma anche la sua capacità di garantire continuità, efficacia energetica, qualità progettuale e sostenibilità economica nel lungo periodo.
SuperEcobonus: resta il peso dei risultati cumulati, ma la fase espansiva è terminata
Il cambiamento appare evidente osservando l’andamento del SuperEcobonus. Nel solo 2025, il meccanismo ha prodotto 0,113 Mtep di risparmio energetico, un contributo sensibilmente inferiore rispetto a quello registrato nella fase di maggiore diffusione della misura.
Rimane invece considerevole il risultato accumulato nel tempo: tra il 2021 e il 2025 il SuperEcobonus ha prodotto complessivamente 1,47 Mtep di risparmi energetici.
I numeri mostrano quindi con chiarezza le due facce della misura. Da una parte, un impatto particolarmente rilevante nel periodo di massima operatività; dall’altra, una forte contrazione una volta ridimensionata la struttura dell’incentivo.
La fine della fase espansiva del SuperEcobonus lascia dunque aperta una questione di fondo per le politiche energetiche applicate al patrimonio edilizio: come dare continuità alla riqualificazione profonda degli edifici senza dipendere esclusivamente da meccanismi straordinari.
Ecobonus e Bonus Casa rallentano, ma il loro contributo nel quinquennio rimane rilevante
La flessione non riguarda soltanto il SuperEcobonus. Anche le detrazioni fiscali ordinarie mostrano segnali di rallentamento. Nel 2025 il Bonus Casa ha generato risparmi energetici pari a 0,057 Mtep, tornando su valori più contenuti dopo la crescita registrata nell’anno precedente. Nel 2024 la misura aveva infatti segnato un incremento del 35% rispetto al 2023.
Ancora più marcata è la diminuzione dell’Ecobonus: il risparmio energetico attribuito alla misura è passato da 0,161 Mtep nel 2024 a 0,072 Mtep nel 2025.
Il confronto annuale restituisce quindi un quadro di contrazione. La prospettiva cambia però osservando i risultati cumulati.
Tra il 2021 e il 2025, l’Ecobonus ha generato complessivamente 0,791 Mtep di risparmi, mentre il Bonus Casa ha raggiunto 0,375 Mtep.
Si tratta di valori che confermano il ruolo svolto dalle detrazioni ordinarie nella trasformazione del patrimonio immobiliare italiano. Un contributo meno concentrato rispetto a quello delle misure straordinarie, ma distribuito nel tempo e strettamente collegato alla domanda diffusa di ristrutturazione e sostituzione tecnologica degli edifici.
Certificati Bianchi: 0,83 Mtep di risparmi in cinque anni
Al di fuori del comparto delle detrazioni fiscali, il Rapporto ENEA analizza anche i risultati dei Certificati Bianchi, meccanismo che continua a svolgere un ruolo rilevante soprattutto nell’efficienza energetica dei processi industriali e produttivi. Nel 2025 lo strumento ha prodotto una riduzione dei consumi pari a circa 0,115 Mtep, con una flessione del 4,5% rispetto al 2024.
Nel periodo 2021-2025, il risultato cumulato raggiunge invece 0,83 Mtep, un valore sostanzialmente coerente con le stime intermedie del PNIEC.
Nonostante la lieve riduzione registrata nell’ultimo anno, i Certificati Bianchi continuano pertanto a rappresentare una componente strutturale della strategia nazionale per l’efficienza energetica, in particolare in quegli ambiti nei quali i risparmi derivano dall’innovazione dei processi e degli impianti produttivi.
Il Conto Termico cresce: 0,131 Mtep di risparmi nel 2025
In un quadro caratterizzato da diversi indicatori in diminuzione, il Conto Termico si muove in controtendenza. Nel 2025, gli interventi sostenuti attraverso il meccanismo hanno prodotto 0,131 Mtep di risparmi energetici, portando il risultato cumulato del periodo 2021-2025 a 0,476 Mtep.
Il dato assume una particolare rilevanza nella fase attuale, caratterizzata da una profonda revisione degli strumenti con cui vengono sostenuti gli interventi di efficienza energetica e di decarbonizzazione dei consumi termici.
La crescita del Conto Termico mostra infatti il consolidamento di una modalità di incentivazione differente rispetto alla detrazione fiscale: un contributo diretto agli interventi che può assumere un ruolo sempre più importante nella riqualificazione degli immobili pubblici e privati e nella sostituzione dei sistemi impiantistici meno efficienti.
In prospettiva, la capacità di coordinare strumenti differenti potrebbe diventare uno dei fattori decisivi per evitare che il rallentamento di una misura determini una brusca frenata dell’intero mercato dell’efficienza.
Mobilità sostenibile tra le principali fonti di risparmio energetico
Una quota importante dei risultati nazionali arriva anche dalle politiche rivolte alla mobilità. Nel 2025 le misure di mobilità sostenibile hanno generato un risparmio energetico pari a 0,404 Mtep. Il risultato segna una diminuzione del 6% rispetto al 2024, ma mantiene questo ambito tra le componenti più rilevanti del quadro complessivo.
Restano invece sostanzialmente invariati i risultati dei progetti sostenuti attraverso i fondi di coesione, che nel 2025 hanno prodotto circa 0,022 Mtep di risparmi, in linea con l’anno precedente.
I dati mostrano come il raggiungimento degli obiettivi energetici non dipenda da una singola politica, ma da una combinazione di interventi che coinvolgono edifici, industria, mobilità, territori e pubblica amministrazione.
Diagnosi energetiche: 671 documenti caricati nel 2025 e un potenziale di risparmio ancora da attivare
Un altro capitolo rilevante del Rapporto riguarda l’efficienza negli usi finali dell’energia e, in particolare, le diagnosi energetiche obbligatorie. Il 2025 è stato un anno intermedio del nuovo ciclo previsto dal meccanismo. Entro dicembre sono state caricate sul Portale ENEA 671 diagnosi energetiche, presentate complessivamente da 438 soggetti obbligati.
Il numero è inferiore del 20% rispetto al 2024, una variazione che ENEA riconduce alla natura ciclica dell’obbligo. Più interessante, dal punto di vista operativo, è il confronto tra i risultati degli interventi già realizzati e il potenziale ancora disponibile.
Gli interventi attuati a partire dalle diagnosi hanno determinato un risparmio di circa 29,7 ktep all’anno di energia primaria, con un valore medio di 0,10 ktep per intervento.
Considerando invece l’intero insieme delle azioni individuate attraverso le diagnosi, il risparmio potenziale sale a 68,2 ktep all’anno di energia primaria.
La differenza tra i due valori evidenzia un aspetto spesso sottovalutato. La diagnosi energetica non serve soltanto a rappresentare i consumi di un edificio, di un’organizzazione o di un processo produttivo: la sua funzione più importante è individuare e ordinare una vera e propria pipeline di interventi, valutandone opportunità, priorità e potenziale di risparmio.
Il tema della prossima fase sarà quindi anche quello di trasformare una quota crescente delle opportunità individuate in investimenti effettivamente realizzati.
Efficienza energetica: non solo consumi, ma competitività e sicurezza energetica
Nella lettura proposta da ENEA, il valore dell’efficienza energetica non può essere misurato unicamente attraverso il numero di Mtep risparmiati.
La Presidente ENEA Francesca Mariotti ha sottolineato come gli effetti degli interventi si estendano contemporaneamente alla dimensione economica, ambientale e sociale.
Per le imprese, utilizzare meno energia a parità di produzione significa migliorare la competitività e ridurre l’esposizione alla volatilità dei costi. Per le pubbliche amministrazioni significa contenere la spesa di gestione del patrimonio. Per le famiglie, edifici e impianti più efficienti possono tradursi in minori consumi e maggiore qualità degli ambienti.
È in questa prospettiva che l’efficienza energetica diventa anche una componente della politica industriale e della sicurezza energetica nazionale, soprattutto in un contesto internazionale caratterizzato da instabilità dei prezzi, trasformazioni tecnologiche e ridefinizione delle catene di approvvigionamento.
La Direttrice del Dipartimento Efficienza Energetica di ENEA, Ilaria Bertini, ha posto l’accento sulla necessità di un approccio integrato: l’innovazione tecnologica, da sola, non è sufficiente se non viene accompagnata da nuove competenze, strumenti di monitoraggio e un cambiamento nel modo in cui cittadini, imprese e istituzioni utilizzano e valutano l’energia.
La transizione richiede quindi tecnologie più efficienti, ma anche capacità progettuale, cultura energetica e sistemi di supporto alle decisioni.
In questo quadro, ENEA conferma il proprio ruolo tecnico-scientifico a sostegno delle politiche pubbliche e del raggiungimento degli obiettivi nazionali di decarbonizzazione, competitività e sicurezza energetica.
Dopo i grandi bonus, come mantenere il ritmo della riqualificazione energetica?
I 5,08 Mtep di risparmi energetici cumulati tra il 2021 e il 2025 rappresentano un risultato significativo. Allo stesso tempo, la distanza ancora da coprire e la diversa evoluzione dei singoli strumenti mostrano che il Paese sta entrando in una fase nuova.
Il modello che ha caratterizzato gli ultimi anni, fortemente sostenuto dalla leva delle detrazioni fiscali e dalla straordinaria espansione del SuperEcobonus, sta lasciando spazio a un quadro più frammentato e articolato.
Il Conto Termico cresce, i Certificati Bianchi mantengono una funzione strutturale, le diagnosi energetiche continuano a individuare margini di intervento ancora non pienamente trasformati in investimenti, mentre la mobilità sostenibile conserva un peso importante nei risultati complessivi.
La questione centrale diventa quindi la continuità della traiettoria di riduzione dei consumi.
Per raggiungere gli obiettivi energetici e climatici non sarà sufficiente sostituire un grande incentivo con un altro. La sfida consiste nel trasformare l’efficienza energetica da mercato fortemente dipendente dalle finestre incentivanti a componente ordinaria delle decisioni di investimento.
Per gli edifici significa integrare prestazione energetica, riqualificazione dell’involucro, sistemi impiantistici efficienti, automazione, monitoraggio e gestione dei consumi all’interno di strategie coordinate. Per le imprese significa rendere l’efficienza parte della competitività industriale. Per la pubblica amministrazione significa passare dalla realizzazione di interventi isolati alla programmazione energetica del patrimonio.
I numeri del Rapporto ENEA mostrano che il percorso compiuto è rilevante. Il vero nodo della prossima fase sarà capire se l’Italia riuscirà a mantenere il ritmo dei risparmi mentre cambia il sistema che, fino a oggi, ha sostenuto una parte decisiva della trasformazione.
FAQ TECNICHE: Efficienza energetica in Italia: 5,08 Mtep risparmiati in cinque anni
Che cosa rappresentano i 5,08 Mtep di risparmio energetico indicati da ENEA?
Il valore esprime il risparmio energetico cumulato attribuito alle misure monitorate da ENEA nel periodo 2021-2025. Il risultato equivale all’85% dell’obiettivo intermedio PNIEC di 6 Mtep ed è superiore, secondo il confronto proposto da ENEA, ai consumi elettrici annuali complessivi di Emilia-Romagna e Veneto.
Quali strumenti hanno prodotto i maggiori risparmi energetici?
Le detrazioni fiscali hanno generato 2,67 Mtep nel quinquennio, circa il 52% del risultato complessivo. Nel testo sono inoltre analizzati SuperEcobonus, Ecobonus, Bonus Casa, Certificati Bianchi, Conto Termico, misure per la mobilità sostenibile e interventi derivanti dalle diagnosi energetiche.
Quali norme tecniche sono rilevanti per le diagnosi energetiche?
La UNI CEI EN 16247-1:2022 definisce i requisiti generali delle diagnosi energetiche, mentre la UNI CEI EN 16247-2:2022 contiene requisiti specifici per gli edifici. Per organizzazioni e processi industriali possono risultare applicabili ulteriori parti della serie, in relazione al campo di diagnosi.
Perché il Conto Termico assume maggiore importanza nella nuova fase?
Nel testo il Conto Termico emerge come strumento in crescita mentre diminuisce il contributo annuale delle detrazioni fiscali. Il suo ruolo va letto nel quadro di una maggiore diversificazione delle politiche di supporto all’efficienza, evitando che l’intero mercato dipenda da un unico meccanismo incentivante.
Come dovrebbe essere impostato tecnicamente un intervento di efficienza energetica?
La sequenza corretta parte dalla conoscenza dei consumi, dall’individuazione degli usi energetici significativi e dalla definizione di interventi valutabili sotto il profilo energetico ed economico. Le diagnosi energetiche costituiscono il riferimento metodologico per costruire questa pipeline di interventi; la UNI CEI EN 16247-1:2022 ne disciplina i requisiti generali.
Fonte: ENEA
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