Emergency Hub: l’architettura come cura nell’emergenza con il Premio Raffaele Sirica 2025, ecco i vincitori
OUT Architecture vince la sesta edizione del Premio Raffaele Sirica con il progetto “CUBO”, dedicato all’ideazione di un Emergency Hub innovativo. Assegnati anche il secondo e terzo premio e tre menzioni speciali.
Premio Raffaele Sirica 2025: a OUT Architecture il riconoscimento del CNAPPC per l’architettura dell’emergenza
Il Premio Raffaele Sirica, istituito nel 2010 dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC), nasce per onorare la memoria di Raffaele Sirica, presidente del Consiglio nazionale dal 1998 al 2009. La sua figura ha rappresentato una guida illuminata per la professione, capace di promuovere l’innovazione e la crescita culturale dell’architettura italiana.
Sin dalla sua istituzione, il Premio è diventato un appuntamento di grande valore per la comunità degli architetti: un’occasione per riflettere sul ruolo sociale della professione e per incoraggiare la ricerca, la sperimentazione e la creatività, qualità essenziali per chi progetta il futuro delle città e dei territori.

Un ritorno atteso: il tema “Emergency Hub”
Dopo la pausa forzata dovuta alla pandemia, la sesta edizione del Premio Raffaele Sirica è tornato nel 2025 con un tema di grande attualità: “Emergency Hub – L’architettura come cura nell’emergenza”.
L’idea alla base è tanto semplice quanto ambiziosa: progettare strutture temporanee, mobili, sostenibili e altamente funzionali capaci di supportare la gestione delle emergenze in seguito a disastri naturali o eventi straordinari che minacciano persone, ambiente e patrimonio costruito.
L'intento era di creare Emergency Hub come veri e propri cuori operativi sul campo, concepiti come organismi architettonici in grado di garantire:
- spazi di lavoro sicuri e digitalizzati per i tecnici e i professionisti coinvolti nelle operazioni (architetti, ingegneri, geometri, protezione civile, psicologi, ecc.);
- aree per l’archiviazione e la gestione delle informazioni;
- ambienti relazionali per coordinare i soccorsi e dialogare con le comunità locali;
- comfort e sicurezza per chi opera in situazioni spesso critiche e prolungate.
Giovani protagonisti: un Premio under 40
Una delle caratteristiche distintive di questa edizione è l’attenzione rivolta alle nuove generazioni di architetti.
La partecipazione è infatti riservata agli under 40 regolarmente iscritti agli Albi italiani, singolarmente o in gruppo. Sono stati incoraggiati team interdisciplinari per arricchire le proposte con competenze diverse: dalla sostenibilità all’innovazione digitale, fino agli aspetti psicologici e sociali della gestione dell’emergenza.
Questo focus sui giovani risponde alla consapevolezza che saranno proprio loro a confrontarsi sempre più spesso, in futuro, con eventi climatici estremi, calamità naturali e crisi umanitarie che richiedono risposte architettoniche rapide ed efficaci.
Premi: a OUT Architecture il “Raffaele Sirica 2025”
Assegnato dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) il “Premio Raffaele Sirica 2025”, istituito nel 2010 per ricordare Raffaele Sirica, alla guida del CNAPPC dal 1998 al 2009.
I candidati al Premio, riservato ai professionisti under 40, si sono cimentati nella progettazione di un “EMERGENCY HUB”, ossia di un organismo architettonico in grado di accogliere e di consentire alle figure professionali preposte alla gestione di situazioni di crisi di gestire al meglio i primi soccorsi alla popolazione.
“CUBO”
Vincitore della sesta edizione del Premio è OUT Architecture - Francesco Nardacci, Alessandro Minotti – con il progetto “CUBO” che, secondo la Giuria, si distingue “per la capacità di delineare un modello originale di identità per la struttura d’emergenza, discostandosi con decisione dalla soluzione più convenzionale del container, pur all’interno di una composizione semplice ed estremamente lineare di modulazione del cubo”.
CUBO è un padiglione modulare, prefabbricato e completamente riconfigurabile, progettato per rispondere con efficienza ai contesti di emergenza. Aperture mobili, pannelli scorrevoli e superfici trasformabili modulano il rapporto tra protezione e apertura, mentre gli spazi interni garantiscono comfort, luce naturale e funzionalità. Le dimensioni ottimizzate facilitano la logistica e consentono un montaggio rapido. Il suo sistema architettonico flessibile e circolare è concepito per adattarsi con facilità a scenari mutevoli, mantenendo alta qualità spaziale e sostenibilità.

“AULA DEL RICOSTRUIRE"
L’architettura come cura nell’emergenza
Il secondo Premio è stato assegnato a LML – Luca Vertuani, Marco Setaro, Laura Sirtori - che con “AULA DEL RICOSTRUIRE” ha realizzato un progetto “coerente, poetico e formalmente radicato nell’immaginario collettivo, capace di evocare un senso immediato di protezione e familiarità nella sua semplicità costruttiva, reinterpretando il tema della serra come luogo rassicurante e memoria positiva”.
L’Aula del Ricostruire nasce come risposta immediata alle emergenze, offrendo uno spazio sicuro e accogliente in cui favorire la ricostruzione delle comunità.
Il progetto si fonda su un modulo architettonico semplice, economico e rapido da assemblare. La struttura utilizza l’arco a tre cerniere, una forma archetipica che garantisce stabilità, leggerezza e un forte valore simbolico.
Il sistema reinterpreta la tradizione nomade in chiave contemporanea, puntando su mobilità e adattabilità. Materiali essenziali come il legno e teli tecnici isolanti assicurano sostenibilità e facilità di reperimento. Tutti gli elementi sono lasciati a vista, traducendo l’atto del costruire in linguaggio architettonico esplicito.
L’impiego di un modulo contenuto di 120cm permette l’espansione del sistema con la massima flessibilità, rendendolo adattabile a molteplici usi e realizzabile in base alle risorse disponibili sul territorio. La leggerezza consente il montaggio anche da parte di non addetti ai lavori, favorendo pratiche di auto-costruzione e di ibridazione professionale.
Il sistema è vivo ed evolve nel tempo, assumendo configurazioni spaziali e materiali sempre variabili a seconda dell’interazione con le varie comunità e i diversi ambienti.

BEE- HUMAN: architettura modulare per scenari dinamici
“BEE HUMAN” di ARCHITETTURE CLANDESTINE - Fabia Avezzù Pignatelli Di Montecalvo, Cristina Molinari, Jana Tosheva - ha ottenuto il terzo Premio “per l’elevata flessibilità e per la notevole capacità di adattarsi a contesti e necessità differenti, esprimendo un forte potenziale nella definizione di ambienti altamente variabili e riconfigurabili. Una qualità questa che rappresenta un elemento essenziale nelle situazioni di emergenza”.
BEE - HUMAN non è solo uno spazio, ma una dichiarazione d'intenti: in un mondo che professa la guerra, noi scegliamo di organizzare la solidarietà. Come un alveare in movimento, 'hub nasce per aprirsi, operare, richiudersi e tornare, viaggiando leggero: meno materia, meno energia, più vite protette.
La struttura sociale e organizzativa delle api diventa metafora e matrice: un superorganismo flessibile e adattabile che reagisce ai cambiamenti, si ricompone e si adatta ad ogni scenario, sia esso caratterizzato da dislivelli del terreno, condizioni climatiche estreme o ridotta disponibilità di spazio. Cosi i nostri moduli esagonali - contenitori di sé stessi, con pilastri telescopici e pareti avvolgibili - si espandono, si aggregano, si trasformano in triage, luoghi di coordinamento, riposo, ascolto.
L'esagono non è un vezzo formale ma una grammatica di cura: genera corridoi intuitivi, nuclei funzionali, spazi che seguono l'urgenza invece di imporle una forma. Pensato per le prime fasi dell'emergenza (tecnici, architetti, ingegneri), l'hub è scalabile verso usi sanitari, logistici e di accoglienza, perseguendo sostenibilità. La leggerezza strutturale dialoga con la responsabilità ambientale: componenti disassemblabili, materiali riutilizzabili, VMC, LED, logistica compatta rendono ogni cella un tassello di futuro circolare.
Una possibile futura integrazione con piattaforma digitale e logiche di digital twin leggero permetterà di ottimizzare configurazioni, risorse e prestazioni, standardizzando la solidarietà in scenari emergenziali, utilizzando i dati al servizio delle persone.
BEE - HUMAN è un alveare umanocentrico per i contesti emergenziali, un sistema razionale e insieme empatico, pensato perche ogni spazio nasca già con una promessa implicita: arrivare in fretta, capire, preservare.

Per Massimo Crusi, Presidente del CNAPPC “iniziative come il Premio Raffaele Sirica sono un importante strumento di conoscenza delle potenzialità e del contributo che i giovani colleghi possono apportare alla nostra professione. Il Consiglio Nazionale è fortemente impegnato nel promuoverne l’inserimento nel mondo del lavoro e nel contrastare quelle distorsioni del libero mercato che impattano negativamente soprattutto su di loro. Basti pensare al nostro sostegno alla Legge sull’Equo compenso, alle iniziative per la sua estensione oltre il settore dei Lavori Pubblici e al rafforzamento, nel nuovo Codice deontologico, di principi etici che disciplinino, all’insegna della trasparenza, il rapporto tra studi professionali e dipendenti o collaboratori in qualità di liberi professionisti”.
Silvia Pelonara, responsabile del Dipartimento Iunior, giovani e accesso alla professione del CNAPPC ha sottolineato che “è positivo che le candidature al Premio Raffaele Sirica siano state presentate per la maggior parte da architetti under 30. Dimostra non solo il loro desidero di mettersi alla prova ma, considerato il tema sul quale si sono confrontati, di voler contribuire attraverso la qualità del progetto ad un approccio etico alla professione. Tutti i progetti che hanno partecipato al Premio Sirica hanno espresso una forte sensibilità nell’affrontare l’ambito dell’architettura dell’emergenza che fa ben sperare per il futuro della nostra professione”.
Diego Zoppi, responsabile del Dipartimento Prevenzione e gestione eventi calamitosi ambientali del CNAPPC, si è soffermato sulla purtroppo ingombrante familiarità del nostro Paese con le situazioni emergenziali indotte da eventi sismici, idrogeologici - aggravati dai cambiamenti climatici- o di altra natura.
“Due sono le azioni prioritarie - ha detto: garantire investimenti strutturali in modo che la prevenzione diventi la più importante infrastruttura del Paese e realizzare politiche per la neutralità climatica. E’ questa l’unica strada per salvare vite umane, risparmiare sui costi necessari al ripristino dei danni, migliorare la qualità della vita di tutti noi”.
Nell’ambito del “Premio Raffaele Sirica 2025” il CNAPPC ha attributo anche tre Menzioni speciali a pari merito:
- Loma Architetti - Veronica Maffi, Emanuele Loroni – per il progetto “LANTERNA URBANA”;
- Jacopo Giovanni Villa per “Plug-in Emergency Hub” e
- BCL Studio - Maria Baldassarre, Agustin Camicha, Julieta Lori, Gaston Camicha – per “RI-CONTENERE”.
“LANTERNA URBANA”
L’Emergency Hub è una struttura temporanea concepita per coniugare funzionalità operativa e attenzione al benessere psicologico delle persone colpite da emergenze. Il progetto si basa su un modulo in legno, leggero e replicabile, facilmente trasportabile e montabile senza mezzi pesanti. I tamponamenti alternano pannelli opachi e superfici in policarbonato satinato che filtrano la luce naturale, garantendo allo stesso tempo privacy, luminosità diffusa e un’atmosfera accogliente.
Di notte, la struttura si trasforma in una lanterna urbana, un segno caldo e visibile che comunica presenza, continuità e speranza alla comunità. La lanterna diventa così simbolo di orientamento e resilienza, restituendo un riferimento emotivo in condizioni di vulnerabilità.
Gli impianti, pensati per funzionare sia in rete sia in autonomia tramite soluzioni plug-and-play a basso consumo, assicurano comfort e autosufficienza in contesti operativi complessi. Ogni componente è tracciato tramite QR code, facilitando montaggio, gestione e manutenzione.
L’Emergency Hub è quindi un’architettura essenziale ma espressiva: una risposta tecnica immediata che non rinuncia a offrire qualità, dignità e un senso di vicinanza, trasformando il luogo dell’emergenza in un presidio umano e simbolico di rinascita.

Plug-in Emergency Hub
Il sistema oggetto di questa proposta progettuale si pone l’obiettivo di poter essere un modello replicabile, adattabile e installabile da personale con una minima competenza tecnica.
Il sistema proposto è replicabile su tutto il territorio peninsulare in quanto l’unico requisito che il loco di installazione deve avere, è quello di essere una superficie piana. Ciò significa che l’EH può essere installato su qualsiasi campo sportivo (es. tennis, basket, calcio, etc.) o su spazi pubblici anch’essi piani (es. piazze piane, piazzale parcheggio, copertura di un edificio, etc.). Situazioni topografiche come quelle descritte, sono individuabili in tutto il territorio nazionale.
Lo sviluppo programmatico e dimensionale dell’EH viene definito a tavolino a seconda dell’emergenza da risolvere. I componenti costruttivi sono off-the-shelf e reperibili con molta facilità così come il montaggio non richiede conoscenze costruttive particolari. Lo smontaggio e lo stoccaggio dei materiali sono anch’essi semplici ed eseguibili in tempi rapidi.
L’organizzazione di volumi sotto una copertura garantisce la possibilità di accatastare temporaneamente materiali di supporto per la popolazione (coperte, viveri, etc.) e materiali per l’operatività (transenne, sacchi sabbia, etc.).
La copertura, oltre ad avere una funzione logistica, ha funzione di creare un senso di collettività, di raccogliere tutti gli operatori e i volontari della comunità colpita, sotto lo stesso tetto e di offrire la possibilità di vivere momenti di convivialità e spensieratezza durante la gestione dell’emergenza.
Il sistema si predispone per essere completamente autonomo e off-grid.

RI-CONTENERE
Il progetto nasce da un sistema modulare che organizza lo spazio attraverso un equilibrio di pieni e vuoti, offrendo grande flessibilità d’uso.
Al centro si sviluppa uno spazio polifunzionale dedicato al lavoro, agli incontri e alle attività collettive. Attorno ad esso si dispongono i moduli prefabbricati, già assemblati e autosufficienti, che ospitano le funzioni di riposo, deposito, area break e servizi igienici, formando un anello funzionale che supporta e alimenta il funzionamento dello spazio centrale.
La struttura principale utilizza un sistema di incastro manuale a secco, che permette un montaggio rapido e pulito senza macchinari pesanti. Il disegno modulare consente di ampliare, ridurre o riconfigurare gli spazi in base alle necessità, adattandosi facilmente a contesti diversi. Pensato per situazioni di emergenza, il modulo offre una risposta rapida, sostenibile e attenta alle persone, favorendo un ambiente accogliente, efficiente e facilmente replicabile.

Per tutte le informazioni sul Premio
Fonte: CNAPPC
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