EN 18136:2026: il nuovo standard europeo per il calcare macinato nei sistemi cementizi
La norma EN 18136:2026 rappresenta un importante riferimento europeo per l’impiego del calcare macinato, contribuendo alla standardizzazione dei materiali minerali utilizzati nei sistemi cementizi. La nuova norma non è solo una norma di prodotto, ma uno strumento tecnico per favorire materiali da costruzione più sostenibili e affidabili.
La pubblicazione della norma EN 18136:2026, dedicata al calcare macinato per l’impiego in calcestruzzo, malte e boiacche cementizie, rappresenta un passaggio significativo nella standardizzazione europea dei materiali minerali utilizzati come aggiunte nei sistemi cementizi.
In un settore chiamato a ridurre rapidamente l’impronta di CO₂, il calcare ad alta purezza assume un ruolo strategico: non solo come sostituto parziale del clinker, ma anche come componente funzionale capace di migliorare reologia, lavorabilità, robustezza formulativa e sviluppo delle resistenze iniziali.
La norma definisce requisiti chimici, fisici e criteri di conformità, distinguendo in particolare i calcari ad alta purezza, con contenuto di CaCO₃ pari o superiore al 95%, dai calcari comuni e dolomitici. Questa classificazione aiuta produttori, laboratori e progettisti a collegare meglio le caratteristiche del materiale alle prestazioni delle miscele.
Riduzione del clinker e ruolo delle aggiunte minerali nei sistemi cementizi
Oggi, l'industria del cemento sta attraversando una profonda trasformazione mentre si impegna a raggiungere gli obiettivi dell'Accordo di Parigi e a raggiungere zero emissioni. Tra le vie di decarbonizzazione disponibili, ridurre il contenuto di clinker rimane una delle soluzioni più efficaci e scalabili. I produttori di cemento stanno quindi aumentando l'uso di materiali cementizi supplementari (SCM) come cenere volante e scorie, oltre a componenti minerali innovativi, tra cui argille calcinate, ceneri rigenerate e polveri fini di riciclo del calcestruzzo.
La riduzione del contenuto di clinker è una delle leve più efficaci e rapidamente implementabili per abbassare le emissioni associate a cementi, malte e calcestruzzi. Tuttavia, la sostituzione del clinker non può essere affrontata solo come una questione quantitativa: quando il contenuto di legante tradizionale diminuisce, diventano più critici la qualità delle aggiunte minerali, la distribuzione granulometrica delle polveri, la compatibilità con gli additivi chimici e la capacità del sistema di mantenere prestazioni meccaniche e durabilità nel tempo.
Aggiunte minerali: il ruolo del calcare macinato
In questo contesto, il calcare finemente macinato e ad alta purezza utilizzato in combinazione con additivi chimici avanzati offre nuove opportunità per ottimizzare la frazione di fini in malta e calcestruzzo.
Tali sviluppi evidenziano l'importanza di selezionare, caratterizzare e proporzionare accuratamente il calcare macinato nella progettazione di sistemi cementizi sostenibili.
Questi sviluppi tecnici e di mercato hanno creato una crescente necessità di un quadro armonizzato che definisca la qualità e l'uso del calcare macinato in calcestruzzo.
In questo scenario, il calcare macinato non è più soltanto un filler inerte. Se selezionato e caratterizzato correttamente, può contribuire:
- all’ottimizzazione dell’impaccamento granulometrico;
- al controllo della domanda d’acqua;
- alla stabilità reologica;
- e all’accelerazione dell’idratazione iniziale attraverso effetti di nucleazione.
Tali funzioni sono particolarmente rilevanti nei sistemi a basso contenuto di clinker, nei cementi ternari, nelle malte tecniche e premiscelati, nei calcestruzzi autocompattanti e nella prefabbricazione.
EN 18136:2026 in sintesi
La EN 18136:2026 definisce proprietà, classificazione e criteri di conformità del calcare macinato destinato a calcestruzzo, malte e boiacche cementizie. La norma distingue tre categorie in funzione del contenuto di carbonato di calcio e fornisce un riferimento comune per qualificare le aggiunte minerali nei sistemi cementizi low carbon.
EN 18136: classificazione, requisiti e criteri di conformità
La pubblicazione della EN 18136 – Calcare macinato per uso in calcestruzzo, malte e boiacche cementizie nel maggio 2026 (Norma europea recepita e pubblicata da UNI il 9 luglio 2026) rappresenta quindi una tappa importante nella standardizzazione Europea.
Sviluppato all'interno del CEN/TC 104/WG 18, questo standard europeo non ancora armonizzato stabilisce una classificazione chiara dei materiali calcarei.
Classificazione del calcare macinato secondo EN 18136:2026
La EN 18136:2026 classifica il calcare macinato destinato all'impiego in calcestruzzo, malte e boiacche cementizie in tre categorie, definite in funzione del contenuto di carbonato di calcio (CaCO₃). Questa classificazione costituisce uno dei principali elementi di novità della norma e fornisce un riferimento comune per la qualificazione delle aggiunte minerali nei sistemi cementizi.
| Categoria | Contenuto minimo di CaCO₃ | Tipologia |
|---|---|---|
| Categoria 1 | ≥ 95% | Calcare macinato ad alta purezza |
| Categoria 2 | ≥ 75% | Calcare macinato |
| Categoria 3 | ≥ 40% | Calcare dolomitico |
La classificazione del calcare macinato in categorie basate sulla composizione carbonatica è uno degli aspetti più importanti della nuova norma. In particolare, i calcari macinati ad alta purezza, con contenuto di CaCO₃ pari o superiore al 95%, sono distinti dai calcari comuni e dai calcari dolomitici. Questa distinzione è fondamentale perché consente di collegare più chiaramente le caratteristiche mineralogiche e chimiche del materiale alle sue prestazioni in formulazione.
Inoltre, la nuova norma definisce i requisiti chimici, fisici e criteri di conformità per il calcare macinato come aggiunta nel calcestruzzo, malte e boiacche cementizie e si inserisce nel quadro più ampio della produzione di calcestruzzi conformi alla EN 206, pur non stabilendo direttamente le regole applicative di dosaggio o progettazione delle miscele.
Combinata con requisiti fisico-chimici specifici, questa classificazione è allineata alle disposizioni nazionali esistenti in paesi come Regno Unito, Paesi Bassi, Belgio, Francia e Portogallo. Soggetta a future revisioni degli annex nazionali della EN 206, la norma fornisce ai produttori di calcestruzzo una solida base per l'uso più ampio del calcare macinato e secondo l'attuale roadmap di standardizzazione CEN, sono previste armonizzazioni e marcature CE intorno al 2030, che rimane un obiettivo chiave per il settore.
Pertanto, il calcare macinato, con una classificazione accuratamente selezionata, una distribuzione delle dimensioni delle particelle e una purezza di qualità, dovrebbe svolgere un ruolo sempre più importante nelle malte, calcestruzzi e cementi a basse emissioni di carbonio di nuova generazione. Grazie alle sue caratteristiche mineralogiche e fisiche uniche, può migliorare la reologia, la lavorabilità e la robustezza, lavorando in sinergia con i nuovi additivi chimici.
La norma introduce quindi un linguaggio comune per produttori di materie prime, cementieri, produttori di calcestruzzo e premiscelati, laboratori specializzati e progettisti. Questo è particolarmente rilevante in un mercato Europeo in cui coesistono pratiche nazionali differenti e dove la crescita delle soluzioni low-carbon richiede criteri condivisi di qualifica, controllo qualità e comunicazione tecnica.
Quindi, la pubblicazione della EN 18136 fornisce all'industria un quadro che supporta l'uso più ampio e coerente del calcare macinato in tutta Europa. Unito ai progressi nella tecnologia degli additivi chimici e alla crescente pressione per ridurre l’impronta di carbonio, si prevede che possa accelerare l'adozione di pratiche sempre più sostenibili. La sfida chiave non è più la fattibilità tecnica, ma la capacità di soluzioni sostenibili di raggiungere una penetrazione di mercato sufficiente e una competitività economica per diventare un nuovo punto di riferimento per il settore delle costruzioni.
Perché il calcare ad alta purezza migliora le prestazioni delle miscele cementizie
Il contenuto di CaCO₃, la presenza di fasi dolomitiche, il residuo insolubile, il contenuto di argilla, la sostanza organica e l’umidità possono influenzare in modo significativo il comportamento dei sistemi cementizi. Un calcare ad alta purezza riduce la variabilità, migliora la prevedibilità delle prestazioni e permette di progettare miscele più robuste, soprattutto quando si lavora con bassi rapporti acqua/legante o con additivi superfluidificanti ad alta efficienza.
Dal punto di vista fisico, una granulometria controllata consente di ottimizzare la densità di impaccamento delle polveri, ridurre i vuoti nella matrice e migliorare la lavorabilità. Le frazioni fini e ultrafini possono inoltre agire come siti di nucleazione per i prodotti di idratazione del cemento, favorendo lo sviluppo delle resistenze iniziali. Nei sistemi contenenti alluminati, il carbonato di calcio può contribuire anche alla formazione di fasi carboalluminate, con effetti positivi sulla microstruttura e sulla stabilità della matrice.
Per supportare questa transizione, Omya ha sviluppato Betocarb, una gamma specifica di prodotti, nonché metodi di caratterizzazione e approcci (LGMethodology) basati sulle prestazioni che dimostrano il contributo del calcare fine e ultrafine all'ottimizzazione della reologia e al miglioramento costi-prestazioni. Queste metodologie valutano parametri chiave tra cui la domanda d'acqua, la sensibilità all'acqua, il contenuto ottimale di pasta, lo spessore e la viscosità del film acqueo, consentendo una progettazione di formulazioni più efficiente e sostenibile.
Vantaggi del calcare macinato nella produzione di calcestruzzo, prefabbricati e malte
Per i produttori di calcestruzzo, la EN 18136 offre una base più chiara per qualificare il calcare macinato come aggiunta minerale e per integrarlo nei controlli di qualità.
Per i produttori di malte e sistemi premiscelati, il beneficio è ancora più evidente: la costanza del materiale fine incide direttamente su pompabilità, open time, stabilità, segregazione, ritiro e sviluppo delle prestazioni meccaniche.
Nei calcestruzzi autocompattanti e prefabbricati, il calcare ad alta purezza può aiutare a controllare viscosità e coesione senza penalizzare la resistenza. Nelle miscele a basso contenuto di clinker, può consentire una riduzione del contenuto di cemento mantenendo prestazioni equivalenti, a condizione che il sistema sia ottimizzato nel suo insieme: cemento, aggiunte, curva granulometrica, acqua, additivi e metodo di miscelazione.
Sostenibilità: meno clinker, più controllo prestazionale
Il contributo del calcare ad alta purezza alla sostenibilità non deriva solo dal suo minore impatto emissivo rispetto al clinker, ma dalla possibilità di progettare sistemi cementizi più efficienti. Sostituire una parte del clinker con calcare macinato permette di ridurre emissioni di processo ed energia incorporata, ma il vero valore tecnico emerge quando questa sostituzione è accompagnata da un’ottimizzazione reologica e meccanica della miscela.
Un materiale di qualità non conforme o poco controllato può generare maggiore domanda d’acqua, perdita di resistenza, variabilità nei tempi di presa, difetti estetici o problemi di durabilità. In altre parole, la sostenibilità non è garantita dalla semplice aggiunta di un materiale a basse emissioni: è il risultato di un equilibrio tra riduzione del clinker, prestazioni affidabili, durabilità e riduzione degli scarti produttivi.
Dal requisito normativo alla progettazione delle miscele cementizie
La norma EN 18136 può essere letta come un requisito di conformità, ma il suo impatto industriale più interessante è la trasformazione della qualità del calcare in valore formulativo. Conoscere purezza, mineralogia, finezza, distribuzione granulometrica e morfologia consente di selezionare il materiale più adatto alla funzione desiderata: dalla semplice ottimizzazione del contenuto di fini, al miglioramento della packing density, come regolazione reologica o supporto alla riduzione d’acqua, accelerante minerale o componente di sistemi ternari e low-carbon.
Per questo motivo, l’approccio più efficace non è sostituire semplicemente una percentuale di cemento, ma sviluppare una metodologia di formulazione, come la Metodologia LG sviluppata da Omya, basata su prove di laboratorio e indicatori prestazionali: domanda d’acqua, sensitività all’acqua, viscosità, contenuto ottimale di pasta, distribuzione dei fini, resistenze iniziali e durabilità. In tale prospettiva, la EN 18136 diventa uno strumento per aumentare la fiducia nella scelta delle materie prime e per accelerare l’adozione di soluzioni a minore impronta carbonica.
La EN 18136 come leva per la transizione sostenibile dei sistemi cementizi
La EN 18136:2026 segna un passaggio importante verso una maggiore armonizzazione europea dell’impiego del calcare macinato in calcestruzzo, malte e boiacche cementizie. La norma fornisce una base tecnica comune per classificare, specificare e controllare un materiale destinato a diventare sempre più rilevante nei sistemi cementizi sostenibili.
Il calcare ad alta purezza, in particolare, rappresenta una leva concreta per migliorare la sostenibilità senza rinunciare a prestazioni, robustezza e qualità applicativa. La sua efficacia dipende però dalla capacità di controllarne le caratteristiche e di integrarlo in un processo formulativo avanzato. In questo senso, la EN 18136 non è solo una norma di prodotto: è un abilitatore tecnico della transizione verso materiali da costruzione più efficienti, affidabili e a minore impatto ambientale.
FAQ tecniche - EN 18136 e calcare macinato nei sistemi cementizi
Che cosa disciplina la UNI EN 18136:2026?
La EN 18136:2026 definisce i requisiti, le specifiche e i criteri di conformità del calcare macinato destinato all'impiego in calcestruzzo, malte e boiacche cementizie. La norma introduce una classificazione basata sul contenuto di carbonato di calcio (CaCO₃) e costituisce un riferimento tecnico comune per qualificare le aggiunte minerali impiegate nei sistemi cementizi.
Perché il contenuto di carbonato di calcio (CaCO₃) è determinante nella classificazione del calcare macinato?
Il contenuto di CaCO₃ influisce direttamente sulla purezza mineralogica del materiale e sulla sua costanza prestazionale. Un calcare ad alta purezza (Categoria 1, CaCO₃ ≥ 95%) presenta una minore presenza di impurità e consente un controllo più accurato della reologia, della domanda d'acqua e dello sviluppo delle prestazioni meccaniche, risultando particolarmente adatto ai sistemi cementizi a ridotto contenuto di clinker.
In che relazione si pone la EN 18136 con la EN 206 per il calcestruzzo?
La EN 18136 disciplina esclusivamente il calcare macinato come aggiunta minerale, definendone classificazione, requisiti e criteri di conformità. La progettazione, la produzione e il controllo del calcestruzzo continuano a essere regolati dalla EN 206 e dalla UNI 11104, che stabiliscono i requisiti prestazionali del materiale finale.
Quali vantaggi offre il calcare macinato nei sistemi cementizi low carbon?
Se correttamente selezionato e caratterizzato, il calcare macinato contribuisce a migliorare l'impaccamento granulometrico delle polveri, ottimizzare la lavorabilità, ridurre la domanda d'acqua e favorire lo sviluppo delle resistenze iniziali attraverso effetti di nucleazione. Integrato in una progettazione formulativa avanzata, consente inoltre di ridurre il contenuto di clinker mantenendo elevate prestazioni meccaniche e di durabilità.
Quali settori possono beneficiare maggiormente dell'applicazione della UNI EN 18136?
La norma interessa l'intera filiera dei materiali cementizi: produttori di cemento, impianti di betonaggio, aziende produttrici di malte e premiscelati, prefabbricatori, laboratori di prova e progettisti. La disponibilità di criteri condivisi per la qualificazione del calcare macinato facilita il controllo della qualità delle materie prime e supporta lo sviluppo di formulazioni più sostenibili e prestazionali, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione del settore delle costruzioni.
Norme e bibliografia tecnica sul calcare macinato nei sistemi cementizi
[1] EN 18136:2026, Ground limestone for use in concrete, mortar and grout. Definition, specifications and conformity criteria, 2026
[2] NF P18-508, Additions pour béton hydraulique - Additions calcaires - Spécifications et critères de conformité. 2012.
[3] Calcestruzzo low carbon: come il carbonato di calcio ad elevata purezza ottimizza le miscele ternarie con SCM e cemento, M. Felitti, ENGINEERING & CONCRETE CONSULTING – Università degli Studi di Napoli – Federico II, P. Gonnon, OMYA INTERNATIONAL, R. Berardi, OMYA INTERNATIONAL, Ingenio, Luglio 2026
[4] Leaning into lean cement, European Coatings Journal 5 – 2026, Pascal Gonnon, OMYA INTERNATIONAL, Jack van Leeuwen, OMYA INTERNATIONAL, May 2026
[5] La metodologia LG di Omya come possibile strumento per ridurre l’impatto ambientale dei sistemi cementizi, M. Felitti, ENGINEERING & CONCRETE CONSULTING – Università degli Studi di Napoli – Federico II, P. Gonnon, OMYA INTERNATIONAL, R. Berardi, OMYA INTERNATIONAL, Ingenio, March 2026
[6] Ridurre l’impronta di carbonio con i carbonati di calcio ultrafini, M. Felitti, ENGINEERING & CONCRETE CONSULTING – Università degli Studi di Napoli – Federico II, P. Gonnon, OMYA INTERNATIONAL, R. Berardi, OMYA INTERNATIONAL, Ingenio, March 2025
[7] Introduzione e panoramica sull’utilizzo di carbonati di calcio fini in calcestruzzo, M. Felitti, ENGINEERING & CONCRETE CONSULTING – Università degli Studi di Napoli – Federico II, P. Gonnon, OMYA INTERNATIONAL, R. Berardi, OMYA INTERNATIONAL, Ingenio, January 2025
[8] Utilizzo di carbonato di calcio selezionato per ottimizzare formulazioni precast a minore impatto ambientale, M. Felitti, ENGINEERING & CONCRETE CONSULTING – Università degli Studi di Napoli – Federico II, P. Gonnon, OMYA INTERNATIONAL, R. Berardi, OMYA INTERNATIONAL, Ingenio, June 2025
[9] Omya LG10© A new mortar test method to evaluate the activity of mineral addition and ternary binder, Pascal Gonnon, OMYA INTERNATIONAL, Omya Technical Bullettin
[10] CON Technical Bulletin LGSystem, Ground Calcium Carbonate, Contribution to the evaluation of the application performance of Ground Calcium Carbonate in cement based applications, P. Gonnon, OMYA INTERNATIONAL
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