End of Waste degli aggregati riciclati: il MASE pubblica la linea guida per uniformare le autorizzazioni
Il MASE approva la linea guida per l'applicazione uniforme del DM 127/2024 sull'End of Waste degli aggregati riciclati, con criteri condivisi per le autorizzazioni caso per caso.
Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica ha approvato una nuova linea guida destinata a uniformare l'applicazione del decreto End of Waste sugli aggregati riciclati derivanti da costruzione e demolizione. Il documento fornisce alle autorità competenti criteri tecnici condivisi per il rilascio delle autorizzazioni "caso per caso", chiarendo le modalità di valutazione dei materiali non espressamente disciplinati dal DM 127/2024. L'obiettivo è garantire un'applicazione omogenea della normativa su tutto il territorio nazionale, rafforzando la certezza del quadro autorizzativo e sostenendo lo sviluppo dell'economia circolare nel settore delle costruzioni.
Una guida per uniformare le autorizzazioni End of Waste
Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) compie un nuovo passo verso una gestione più omogenea del recupero dei rifiuti da costruzione e demolizione. È stata infatti approvata la Relazione tecnica conclusiva elaborata dal Gruppo di lavoro incaricato di approfondire l'applicazione del decreto End of Waste per gli aggregati riciclati (DM 127/2024). Il documento, adottato con decreto del Capo Dipartimento Sviluppo Sostenibile del 2 luglio 2026, rappresenta una vera e propria linea guida destinata alle autorità competenti, con l'obiettivo di garantire criteri uniformi nell'applicazione della normativa su tutto il territorio nazionale.
La Relazione tecnica nasce per supportare le amministrazioni chiamate a rilasciare le autorizzazioni "caso per caso" previste dall'articolo 184-ter del D.Lgs. 152/2006, il Testo Unico Ambientale.
L'obiettivo è quello di superare le possibili difformità interpretative tra le diverse amministrazioni, mettendo a disposizione un quadro tecnico condiviso per la valutazione delle richieste di cessazione della qualifica di rifiuto (End of Waste), soprattutto nei casi non espressamente disciplinati dal DM 127/2024.
La linea guida fornisce così un riferimento metodologico comune, destinato a rendere più coerenti e omogenee le istruttorie autorizzative sull'intero territorio nazionale.
Focus sui materiali esclusi dal DM 127/2024
Uno degli aspetti più rilevanti del documento riguarda i flussi di rifiuti che non rientrano espressamente nel campo di applicazione del decreto End of Waste sugli inerti, ma che sono comunque destinati agli stessi utilizzi previsti dalla normativa.
Per queste tipologie di materiali vengono definiti criteri tecnici condivisi per la valutazione delle autorizzazioni individuali, chiarendo anche il ruolo svolto da ISPRA e dalle Agenzie regionali per la protezione dell'ambiente (ARPA) nelle attività istruttorie.
L'intento è quello di offrire alle autorità competenti strumenti omogenei per valutare le richieste autorizzative, evitando interpretazioni differenti da territorio a territorio.
I limiti delle autorizzazioni "caso per caso"
La linea guida chiarisce inoltre un principio fondamentale: le autorizzazioni rilasciate "caso per caso" non possono essere utilizzate per ampliare il campo di applicazione del DM 127/2024.
Tali autorizzazioni devono infatti operare esclusivamente nel rispetto dell'articolo 184-ter del Testo Unico Ambientale e dei principi già espressi dal Consiglio di Stato, senza modificare o estendere quanto previsto dal regolamento nazionale.
Si tratta di un chiarimento importante, volto a definire con precisione il perimetro entro il quale le amministrazioni possono esercitare il proprio potere autorizzativo.
Valutazione del rischio ambientale e sanitario
Tra gli elementi introdotti dalla Relazione tecnica assume particolare rilievo anche il percorso di valutazione del rischio ambientale e sanitario previsto per i materiali destinati al recupero.
La linea guida individua infatti un approccio basato su specifici criteri di valutazione chimica, ecotossicologica e di lisciviazione, finalizzato a verificare che i materiali recuperati possano essere impiegati senza determinare impatti negativi sull'ambiente o sulla salute umana.
L'adozione di metodologie condivise dovrebbe contribuire a rendere più trasparenti e uniformi le valutazioni tecniche effettuate dalle amministrazioni competenti.
Un riferimento importante per il settore delle costruzioni
Sebbene il provvedimento sia rivolto principalmente agli enti autorizzatori, le ricadute interessano direttamente anche la filiera delle costruzioni, del calcestruzzo e degli aggregati riciclati.
La disponibilità di criteri tecnici uniformi per il rilascio delle autorizzazioni rappresenta infatti un elemento di maggiore certezza per gli operatori del settore, favorendo un quadro regolatorio più stabile e prevedibile.
In questo modo il MASE punta a rafforzare il percorso verso un'economia circolare sempre più strutturata, nella quale il recupero dei materiali da costruzione e demolizione possa svilupparsi attraverso regole tecniche condivise e applicate in maniera uniforme su scala nazionale.
IL DECRETO DEL MASE E LA RELAZIONE POSSO ESSERE SCARICATI IN ALLEGATO.
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