ENEA presenta CIPCast 5.0: il nuovo software per prevedere gli impatti di emergenze naturali e climatiche
ENEA ha sviluppato CIPCast 5.0, una piattaforma avanzata che aiuta a valutare gli impatti di eventi naturali estremi su infrastrutture e servizi essenziali. Il software integra diversi dati territoriali per supportare decisioni rapide e migliorare la resilienza delle città.
ENEA ha sviluppato la nuova versione del software CIPCast 5.0, una piattaforma avanzata progettata per supportare la gestione delle emergenze naturali e climatiche come alluvioni, terremoti, eventi meteorologici estremi e ondate di calore. Il sistema è pensato per aiutare decisori politici, protezione civile e gestori di infrastrutture critiche a valutare e affrontare gli effetti di fenomeni che negli ultimi anni si stanno manifestando con intensità e frequenza sempre maggiori.
La nuova evoluzione della piattaforma è stata realizzata nell’ambito del progetto europeo MULTICLIMACT, che coinvolge 25 partner internazionali. Tra i partecipanti italiani figurano ENEA e Rina Consulting S.p.A., coordinatore del progetto. Il software permette di stimare i possibili danni alle infrastrutture combinando dati sulle caratteristiche e sulla vulnerabilità delle strutture con valutazioni probabilistiche relative alla pericolosità degli eventi naturali.
Analisi degli impatti e resilienza del territorio
A differenza dei tradizionali sistemi di allerta, che si concentrano principalmente sulla probabilità che un determinato evento si verifichi, CIPCast 5.0 punta a valutare direttamente gli impatti sul territorio. La piattaforma consente infatti di individuare le aree più esposte, identificare i servizi essenziali che potrebbero essere compromessi – come reti elettriche, infrastrutture di trasporto o edifici strategici – e stabilire le priorità di intervento in caso di emergenza.
Un altro elemento distintivo del sistema è la capacità di analizzare la resilienza del territorio, ovvero la possibilità di mantenere operativi i servizi fondamentali durante e dopo un evento critico. Grazie agli indicatori elaborati dal software, amministrazioni e operatori possono valutare con maggiore precisione la capacità delle infrastrutture di resistere agli impatti e ripristinare rapidamente le proprie funzioni.
“CIPCast analizza le interconnessioni tra le infrastrutture urbane, ad esempio valutando gli effetti a catena che può provocare un’interruzione dell’energia elettrica”, spiega Antonio Di Pietro del Laboratorio ENEA “Analisi e modelli per le infrastrutture critiche e i servizi essenziali” del Dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili. “Il nuovo software aiuta a trasformare le informazioni disponibili in indicazioni operative utili per individuare contromisure efficaci, perché i soli dati sul pericolo naturale non bastano per prendere decisioni adeguate”.
Per elaborare le analisi, il sistema integra dati provenienti da diverse fonti: informazioni territoriali sulla vulnerabilità degli edifici, dati geografici open source e dati di monitoraggio del territorio. Tra questi rientrano anche flussi video acquisiti in tempo reale tramite droni e sensori, che permettono di aggiornare rapidamente le valutazioni durante una situazione di emergenza.
Attualmente la piattaforma è già operativa per quanto riguarda i moduli di analisi del rischio, mentre altre funzionalità – tra cui la valutazione della resilienza e l’integrazione dei dati provenienti dai droni – saranno rese disponibili entro la fine dell’anno.
La sperimentazione a Camerino
La sperimentazione di CIPCast 5.0 è in corso nella città di Camerino, nelle Marche, uno dei quattro siti pilota del progetto MULTICLIMACT insieme a Barcellona (Spagna), L’Aia (Paesi Bassi) e Riga (Lettonia).
Secondo Antonio Di Pietro, il caso di Camerino rappresenta un contesto particolarmente significativo. “La sequenza sismica che ha colpito l’Italia centrale nel 2016 ha prodotto una grande quantità di dati strumentali, rilievi dei danni e informazioni tecniche molto utili. Per ottenere stime più realistiche dei possibili danni in caso di nuovi terremoti abbiamo integrato nel sistema questi dati con le caratteristiche di vulnerabilità degli edifici del centro storico”.
Inoltre, i test effettuati sugli edifici coinvolti negli interventi di ricostruzione dopo il sisma consentono di verificare il funzionamento della piattaforma in condizioni reali, con risultati che potranno essere trasferiti anche ad altri contesti urbani.
Una volta completata la fase di sperimentazione, il software verrà messo a disposizione del Comune di Camerino con l’obiettivo di rafforzare la capacità di risposta alle emergenze e migliorare la sicurezza del territorio e dei cittadini.
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