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EPD dei prodotti da costruzione: l’esperienza di Heidelberg Materials tra LCA e trasparenza ambientale

Come rendere misurabile e confrontabile la sostenibilità di un prodotto da costruzione? Le EPD stanno diventando strumenti di riferimento per documentare le prestazioni ambientali lungo il ciclo di vita dei materiali. Il percorso intrapreso da Heidelberg Materials mostra come la gestione strutturata dei dati LCA stia assumendo un ruolo sempre più centrale nella produzione delle dichiarazioni ambientali di prodotto.

Spinte da normative europee, protocolli di sostenibilità e crescente richiesta di dati ambientali verificabili, le dichiarazioni ambientali di prodotto (EPD) stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nella filiera delle costruzioni. Il percorso intrapreso da Heidelberg Materials mostra come la certificazione ambientale stia evolvendo da strumento documentale a processo strutturato di raccolta, analisi e gestione dei dati lungo il ciclo di vita dei prodotti. Al centro di questa evoluzione ci sono l’approccio LCA (Life Cycle Assessment) e l’adozione di strumenti digitali per rendere più efficienti generazione, verifica e pubblicazione delle dichiarazioni ambientali.


Cosa sono le EPD e perché stanno diventando strategiche per il settore delle costruzioni

La sostenibilità nel settore delle costruzioni sta cambiando paradigma: sempre meno dichiarazioni generiche, sempre più dati ambientali misurabili, confrontabili e verificabili. In questo scenario si inseriscono le EPD (Environmental Product Declaration), dichiarazioni ambientali di prodotto che consentono di descrivere in modo standardizzato gli impatti ambientali di un materiale lungo il suo ciclo di vita e di comunicarli attraverso informazioni validate da soggetti terzi indipendenti.

Alla base delle EPD vi è il Life Cycle Assessment (LCA), metodologia che analizza le diverse fasi del ciclo di vita — dalla produzione al trasporto, dall’utilizzo fino al fine vita — restituendo indicatori quantitativi sulle prestazioni ambientali del prodotto. Nel comparto edilizio, questi strumenti stanno assumendo un ruolo sempre più rilevante per rispondere alle richieste della filiera, ai protocolli di sostenibilità e ai nuovi requisiti di mercato.

A favorirne la diffusione contribuiscono anche l’evoluzione del quadro normativo europeo, l’introduzione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) e la crescente attenzione verso strumenti di valutazione ambientale applicati agli edifici e ai prodotti da costruzione.

Come si costruisce una EPD: il ruolo del Life Cycle Assessment (LCA)

La realizzazione di una EPD parte da uno studio LCA (Life Cycle Assessment), metodologia che valuta gli impatti ambientali di un prodotto lungo l’intero ciclo di vita. Nel settore delle costruzioni l’analisi considera normalmente le fasi di approvvigionamento e produzione (A1–A3), trasporto e costruzione (A4–A5), utilizzo dell’opera (B1–B7) e scenari di fine vita e recupero (C1–C4).

Tra gli indicatori ambientali più utilizzati rientrano il Global Warming Potential (GWP) per le emissioni climalteranti espresse in CO₂ equivalente, il potenziale di riduzione dello strato di ozono (ODP), l’acidificazione (AP), gli impatti sugli ecosistemi (EP) e il consumo di energia primaria rinnovabile e non rinnovabile (PERT/PENRT).

Una volta completata l’analisi e predisposta la dichiarazione, il documento viene sottoposto alla verifica di un organismo indipendente e successivamente registrato presso un programma dedicato prima della pubblicazione.

Le EPD vengono sviluppate secondo la norma ISO 14025, che definisce principi e requisiti per le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD) di Tipo III, e secondo la UNI EN 15804, riferimento specifico per il settore delle costruzioni. Quest’ultima stabilisce le regole quadro per l’elaborazione delle EPD, definendo quali dati ambientali raccogliere, come valutarli lungo il ciclo di vita (LCA), come comunicarli in modo uniforme e a quali condizioni rendere confrontabili prodotti e relativi impatti ambientali.

Dalle EPD al Digital Product Passport: come cambia il quadro europeo per i materiali da costruzione

La crescente diffusione delle EPD si inserisce in un contesto normativo europeo che punta verso una maggiore disponibilità di dati ambientali strutturati e verificabili lungo il ciclo di vita dei prodotti. In questa direzione si colloca anche l’evoluzione del Regolamento Prodotti da Costruzione (CPR) e il progressivo sviluppo del Digital Product Passport (DPP), strumenti che stanno rafforzando il ruolo delle informazioni ambientali nella valutazione delle prestazioni dei materiali. [Verificare specifico riferimento normativo]

In particolare, il nuovo impianto regolatorio europeo orienta il settore verso una maggiore tracciabilità dei dati, criteri comuni di valutazione e modalità più omogenee di comunicazione delle prestazioni ambientali. In questo scenario, strumenti come le EPD possono rappresentare una base già strutturata per raccogliere, organizzare e rendere disponibili informazioni utili a progettisti, committenza e filiera. [Verificare specifica tecnica/norma]

Per i produttori, il tema non riguarda soltanto la conformità documentale ma la capacità di costruire sistemi di gestione del dato ambientale aggiornabili nel tempo e integrabili con i futuri strumenti digitali di mercato.

Perché Heidelberg Materials ha scelto di investire nelle EPD

Per Heidelberg Materials il percorso verso le EPD è iniziato diversi anni fa per accompagnare lo sviluppo di specifiche famiglie di prodotto e si è progressivamente trasformato in un approccio più strutturato alla gestione delle prestazioni ambientali.

L’obiettivo non è limitarsi alla pubblicazione delle dichiarazioni ambientali, ma costruire un sistema capace di raccogliere, organizzare e aggiornare nel tempo dati ambientali affidabili e confrontabili tra prodotti differenti.

La disponibilità di EPD consente oggi di rispondere alle richieste di progettisti, committenza pubblica e privata e di supportare processi progettuali sempre più orientati alla misurazione dell’impronta ambientale dei materiali e alla documentazione delle prestazioni dichiarate.

Il ruolo di LCA.no: dalla gestione dell’LCA a un processo più integrato

Per supportare l’evoluzione del processo EPD, Heidelberg Materials ha scelto di adottare LCA.no come piattaforma per la gestione delle dichiarazioni ambientali.

L’azienda disponeva già di strumenti certificati per le analisi LCA, ma l’introduzione della nuova piattaforma ha permesso di intervenire sulle fasi successive del processo — emissione, revisione e approvazione delle dichiarazioni — con l’obiettivo di ridurre le attività manuali e rendere più efficiente il flusso operativo.

L’evoluzione del sistema punta verso una maggiore integrazione dei dati e una progressiva automazione delle attività di gestione delle EPD. Ad oggi Heidelberg Materials ha pubblicato circa 40 dichiarazioni ambientali di prodotto e si prevede un ulteriore consolidamento delle attività attraverso una gestione sempre più centralizzata.

LCA.no, lo spin-off di NORSUS che semplifica LCA ed EPD per le imprese
LCA.no nasce come spin-off di NORSUS, uno dei principali istituti di ricerca europei nel campo dell’analisi del ciclo di vita (LCA) e della sostenibilità. Questa origine scientifica rappresenta un elemento distintivo fondamentale: l’approccio dell’azienda si basa su metodologie rigorose, dati verificabili e competenze consolidate, offrendo soluzioni affidabili in un contesto normativo sempre più complesso. Fondata nel 2016, LCA.no sviluppa strumenti SaaS (Software as a Service) progettati per semplificare e digitalizzare la gestione della documentazione ambientale. Le sue piattaforme permettono alle aziende di creare, gestire e aggiornare EPD, analisi LCA e report climatici in modo efficiente, scalabile e conforme agli standard internazionali, riducendo significativamente tempi e complessità operative. Per il mercato italiano, questo approccio rappresenta un vantaggio concreto: consente alle imprese, in particolare nei settori costruzioni, manifatturiero e industria, di affrontare con maggiore agilità le crescenti richieste normative (come CAM, DNSH e tassonomia UE), senza dover sviluppare competenze interne altamente specialistiche. Allo stesso tempo, la solidità scientifica derivata da NORSUS garantisce un elevato livello di credibilità, sempre più richiesto anche da clienti, partner e stakeholder italiani. Pur mantenendo il proprio quartier generale in Norvegia, LCA.no è oggi sempre più attiva e rilevante in Italia, dove la domanda di strumenti digitali avanzati per la sostenibilità è in forte crescita. L’azienda si posiziona quindi come ponte tra rigore scientifico nord-europeo e bisogni concreti del tessuto industriale italiano.

EPD e gestione del dato ambientale: oltre la conformità documentale

L’esperienza maturata evidenzia come il valore delle EPD non si esaurisca nella sola conformità documentale.

L’approccio basato sul Life Cycle Assessment consente infatti di costruire una base dati utile per comprendere meglio il comportamento ambientale dei prodotti, confrontare scenari differenti e disporre di informazioni più strutturate nel dialogo con progettisti, clienti e filiera.

In questa prospettiva, il vantaggio non risiede esclusivamente nella disponibilità di una dichiarazione ambientale, ma nella capacità di generarla a partire da dati di processo aggiornabili e rappresentativi delle prestazioni reali.

🔎 Per approfondire il percorso sviluppato da Heidelberg Materials, i numeri delle EPD e il ruolo della piattaforma LCA.no, rimandiamo alla lettura dell’articolo completo pubblicato sul blog di Heidelberg Materials.
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