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Nuovo CPR, arriva il passaporto digitale dei prodotti: perché le EPD saranno decisive

Con oltre 1.000 EPD pubblicate e più di 30.000 prodotti digitalizzati sull’Eco Portal, EPDItaly si conferma un riferimento per la digitalizzazione dei dati ambientali e per l’applicazione del nuovo Regolamento Prodotti da Costruzione.

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Le EPD digitali rendono disponibili in forma strutturata e interoperabile i dati ambientali dei prodotti calcolati mediante Life Cycle Assessment. Attraverso il formato ILCD+EPD, l’ECO Portal e le connessioni API, le informazioni possono alimentare software LCA, processi BIM e valutazioni ambientali di edifici e infrastrutture. Il modello riduce la trascrizione manuale, migliora accessibilità e tracciabilità dei dati e prepara produttori e progettisti al sistema del Digital Product Passport previsto dal nuovo CPR. 


Dalla dichiarazione PDF al dataset EPD: struttura, formati e interoperabilità

Negli ultimi anni il programma EPDItaly ha registrato una crescita costante, sia in termini di numero di Dichiarazioni Ambientali di Prodotto EPD pubblicate, sia per il ruolo sempre più strategico che queste ultime stanno assumendo nel settore delle costruzioni.

La spinta del mercato si traduce:

  • in una diffusione sempre più capillare dei criteri ambientali negli appalti pubblici e privati;
  • nell’adozione da parte di grossi stakeholder di sistemi di certificazione degli edifici e delle infrastrutture (come LEED, BREEAM, Envision, ecc.);
  • nella crescente attenzione di progettisti e investitori alle prestazioni ambientali dei prodotti;

è stata un volano molto importante. Basti pensare che nel 2025, anno del decennale di EPDItaly, le EPD pubblicate hanno superato le 1.000.

Il settore delle costruzioni, da sempre avanti rispetto agli altri settori, domina la classifica con il 58% delle EPD, seguite dal settore elettrico/elettronico.

Questo primato non è casuale, ma si inserisce in un contesto più ampio di trasformazione normativa e digitale, oggi accelerato dall’entrata in vigore del nuovo Regolamento Prodotti da Costruzione (CPR) e dalla crescente diffusione delle EPD digitali.

LEGGI ANCHE: Sostenibilità e digitale: il nuovo Regolamento sui Prodotti da Costruzione (CPR) cambia le regole del gioco

EPDItaly rappresenta un hub di riferimento per tutti i progettisti che desiderano conoscere gli impatti ambientali dei prodotti. In questo scenario si è affermato tra i quattro principali Program Operator internazionali che possiedono uno strumento apposito (“nodo”) per la digitalizzazione degli impatti ambientali dei prodotti, nonché come unico Programma che garantisce, con l’ausilio degli Organismi accreditati di Verifica e Validazione degli impatti ambientali, rigore metodologico, indipendenza, imparzialità e trasparenza.

Sull’Eco Portal a inizio 2026 sono presenti più di 30.000 prodotti digitalizzati e ciò rientra nel processo di cambiamento in atto nel settore delle costruzioni: le EPD non sono disponibili solo in PDF, come documenti statici, ma rappresentano veri e propri dataset di impatti ambientali.

La digitalizzazione delle EPD risponde a un’esigenza chiara del mercato: rendere i dati ambientali facilmente leggibili, confrontabili e integrabili nei processi digitali della filiera delle costruzioni, dal BIM agli strumenti di valutazione del ciclo di vita degli edifici.

La digitalizzazione realizzata tramite l’Eco-Portal comporta numerosi vantaggi:

  • visibilità internazionale dei dati ambientali di prodotto;
  • riduzione significativa degli sforzi necessari per la generazione e la rendicontazione dei dati;
  • condivisione dei dati in un formato unico (ILCD + EPD): questo formato combina le informazioni contenute nella documentazione EPD, disponibile in formato PDF, con quelle richieste dalla Commissione europea;
  • regole comuni per l’utilizzo dei dati, attraverso lo scambio di file in formati standard;
  • interazione, tramite apposite API (Application Programming Interfaces), con i principali software per lo sviluppo delle LCA di edifici;
  •  possibilità per l’utente di utilizzare filtri dedicati per identificare: la lingua dell’EPD, il Paese di origine, il produttore, la validità dell’EPD, il Program Operator di riferimento e, soprattutto, la tipologia di dato (specifico o medio) da utilizzare.

Grazie a questi vantaggi, l’EPD digitalizzata diventa un riferimento fondamentale per i progettisti impegnati nello sviluppo della LCA di edifici o infrastrutture, favorendo una più ampia diffusione dei dati ambientali dei prodotti da costruzione.

Questo approccio è assolutamente in linea con il nuovo CPR che, nel riprendere concetti come il Life Cycle Assessment e nel rafforzare il legame con la EN 15804, ha introdotto il concetto del Digital Product Passport DPP. Il DPP richiede la disponibilità in un formato digitale delle informazioni ambientali validate da Organismo Notificato.

Pertanto, le EPD digitali permettono di:

  • supportare l’implementazione operativa del CPR;
  • facilitare il dialogo tra produttori, Organismi Notificati, Program Operator e autorità;
  • preparare il terreno per l’integrazione con il DPP.

In questo senso, la crescita di EPDItaly non è solo numerica, ma sistemica: il programma si posiziona come infrastruttura di fiducia nel contesto in cui le EPD diventano elementi chiave per la competitività delle imprese.

EPDItaly continuerà a svolgere un ruolo primario nel trasformare la sostenibilità ambientale in opportunità di innovazione.

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FAQ TECNICHE: EPD digitali e nuovo CPR: dati ambientali per BIM e DPP

1. Che cos’è un’EPD digitale?

Un’EPD digitale è la rappresentazione strutturata e leggibile dalle macchine dei dati contenuti in una Dichiarazione Ambientale di Prodotto. Non sostituisce automaticamente il documento EPD verificato, ma ne rende gli indicatori ambientali utilizzabili nei sistemi informativi.
Nel contesto europeo viene impiegato il formato ILCD+EPD, sviluppato per trasferire in modo standardizzato le informazioni associate alle EPD. Il dataset deve restare coerente con la dichiarazione verificata e con la relativa versione.

2. In quali processi possono essere impiegate le EPD digitali?

I dataset possono essere utilizzati nella LCA di edifici e infrastrutture, nella selezione dei materiali e nella rendicontazione ambientale. Le API consentono il collegamento con software LCA, database di prodotto e strumenti digitali della filiera.
L’integrazione nei processi BIM richiede una corretta associazione tra oggetto digitale, prodotto, unità dichiarata e dati ambientali. Il livello effettivo di interoperabilità dipende dal software e dallo schema dati adottato.

3. Quali norme regolano le EPD dei prodotti da costruzione?

La UNI EN ISO 14025 stabilisce principi e procedure delle dichiarazioni ambientali di tipo III. La UNI EN 15804 definisce le regole di categoria fondamentali per le EPD dei prodotti e servizi da costruzione. La UNI EN 15978 disciplina il metodo di calcolo della prestazione ambientale degli edifici lungo il ciclo di vita. Devono inoltre essere considerate le PCR applicabili alla specifica categoria di prodotto.

4. Quali vantaggi offre un dataset rispetto alla sola EPD in PDF?

Il dataset riduce le operazioni manuali di ricerca, lettura e trascrizione degli indicatori ambientali. Consente interrogazione, filtraggio, confronto e trasferimento automatico dei dati tra piattaforme compatibili. Favorisce la tracciabilità del Program Operator, del produttore, della validità e della tipologia di dato specifico o medio. La confrontabilità resta subordinata alla coerenza di PCR, unità, confini del sistema e scenari.

5. Come si integra un’EPD digitale nella LCA di un edificio?

Il progettista deve selezionare il dataset pertinente al prodotto effettivamente previsto e verificarne validità, rappresentatività e unità dichiarata. Le quantità di progetto devono essere convertite nell’unità funzionale o dichiarata utilizzata dall’EPD. Occorre poi associare correttamente i moduli del ciclo di vita richiesti dal metodo di valutazione. Non è corretto confrontare direttamente indicatori riferiti a perimetri, moduli o scenari differenti.

6. Quali controlli richiedono le EPD digitali nel tempo?

Devono essere controllati identificativo, versione, data di pubblicazione, validità e corrispondenza con il documento EPD verificato. Eventuali aggiornamenti del prodotto, del processo produttivo o del dataset LCA possono richiedere una revisione della dichiarazione.
Nei modelli BIM e nei calcoli LCA deve essere evitato l’uso di dataset scaduti o non più rappresentativi. Sono necessari sistemi di versionamento e registrazione della fonte del dato.

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