Ferramenta dei serramenti storici: sistemi di fissaggio, movimentazione e chiusura
Il testo esamina l'evoluzione storica, tipologica e costruttiva della ferramenta nei serramenti di finestra dal Medioevo all'Ottocento. Attraverso l'analisi di fonti documentarie, trompe l'oeil pittorici e manufatti superstiti il contributo descrive le tecniche di assemblaggio, i materiali tradizionali come il ferro battuto e le innovazioni meccaniche che hanno segnato il recupero e la conservazione del patrimonio edilizio storico.
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La ferramenta dei serramenti storici comprende gli elementi metallici e accessori utilizzati per assemblare, fissare, movimentare e chiudere le finestre. Attraverso esempi conservati in palazzi, ville e centri storici italiani, l'articolo ricostruisce l'evoluzione dei sistemi costruttivi dal Rinascimento all'Ottocento: vetri piombati, cardini con gangheri e bandelle, naticchie, maniglie pendenti e spagnolette. L'analisi per INGENIO offre ad architetti e professionisti del restauro riferimenti storico-tipologici utili per riconoscere i componenti e comprenderne il funzionamento.
Ferramenta degli infissi storici: funzioni ed evoluzione costruttiva
La ferramenta è un componente fondamentale di qualunque serramento di finestra: assicura l’assemblaggio e il collegamento dei diversi elementi, il fissaggio del telaio agli stipiti della bucatura e il corretto funzionamento delle parti mobili, consentendo la movimentazione e la chiusura di ante o sportelli vetrati, imposte e scuretti interni.
Tuttavia, analogamente agli infissi veri e propri che abbiamo descritto in un articolo precedente, anche la ferramenta mostra una sua evoluzione tecnologica e tipologica, oltre a una complessità e ricchezza decorativa strettamente correlata al pregio dei serramenti, che riguarda soprattutto gli elementi più visibili come ganci, fermi, maniglie e saliscendi.
Anche in questo caso le fonti documentarie sono essenzialmente due:
- le rappresentazioni, spesso assai fedeli, della ferramenta nei trompe l’oeil di finestre a grandezza naturale (Foto 1, 2 e 5);
- gli infissi tuttora esistenti, costituiti dagli esemplari originali e dalle loro fedeli riproduzioni.

Proposta per una classificazione funzionale della ferramenta
Per la sua notevole complessità, la ferramenta dei serramenti di finestra si può dividere in più categorie tipologiche e funzionali.
La prima comprende la ferramenta di fissaggio e irrigidimento, che – in particolare negli infissi più antichi con vetri piombati – ha il compito fondamentale di legare fra loro gli elementi del tamponamento vetrato e irrigidirlo contro l’azione spingente del vento. Rientrano in questa categoria anche gli elementi di fissaggio del telaio fisso agli stipiti della bucatura.
La ferramenta di funzionamento e movimentazione ha invece lo scopo di favorire il movimento reciproco delle ante, degli scuretti interni e delle eventuali persiane interne: comprende ad esempio i cardini che garantiscono il corretto montaggio e rotazione di ante, sportelli, scuretti e persiane.
La ferramenta di chiusura comprende infine sia gli elementi necessari per aprire e chiudere fisicamente le ante (come maniglie, paletti, chiavistelli o meccanismi a saliscendi), sia i fermi di chiusura delle ante o degli scuretti interni.
Per la nomenclatura dei vari elementi, spesso mutevole per l’uso in molti documenti di cantiere o manuali tecnici di termini desueti, locali o dialettali, si è scelto invece di adottare quella proposta nel capitolo “Le finestre” del Manuale del Recupero di Città di Castello.
[Giovannetti, F. (a cura di) (1992). Manuale del recupero del comune di Città di Castello. Roma: Edizioni DEI - Tipografia del Genio Civile.]

Gli elementi accessori della ferramenta
Rientrano inoltre nella ferramenta anche tutte le minuterie metalliche (chiodi, viti, piccoli ganci, occhielli, eccetera) usate per congiungere i diversi pezzi degli infissi, e altri elementi accessori attestati saltuariamente, come piccole catenelle o aste uncinate (Foto 3) per garantire l’apertura parziale delle ante o degli scuretti e i ganci infissi nelle pareti della stanza per fissare i tendaggi.
Particolarmente curiose sono infine alcune piccole carrucole (spesso più recenti delle cornici delle finestre o degli stessi serramenti) usate per sollevare carichi modesti direttamente dalla strada fino alla quota delle finestre.

Materiali della ferramenta dei serramenti storici: dal ferro battuto al bronzo
Il materiale più diffuso è il ferro battuto, a cui talvolta si affiancano metalli pregiati come l’ottone o il bronzo dorato per gli elementi più decorati.
Sono però attestati anche l’uso del piombo e del legno, rispettivamente per la giunzione degli elementi del tamponamento vetrato e la creazione dei fermi per la chiusura degli sportelli e/o scuretti interni negli infissi più antichi.

La ferramenta degli infissi a quattro sportelli
Gli infissi rinascimentali a quattro sportelli, detti anche “alla gesuita” nel Manuale del recupero di Città di Castello, presentano un sistema di ferramenta già completo e pienamente sviluppato (Foto 4), come dimostrano ad esempio alcune imitazioni pittoriche probabilmente seicentesche nel Palazzo Ducale di Sassuolo (Foto 2 e 5).

L’assemblaggio dei pannelli vetrati
L’aspetto più interessante riguarda il sistema di fissaggio e giunzione tra gli elementi del tamponamento vetrato, che è possibile esaminare grazie alle accurate riproduzioni degli infissi quattrocenteschi attualmente visibili nella Casa Romei di Ferrara (Foto 6).
Ciascun dischetto di vetro è stato infatti circondato da una sottile lamina di piombo con sezione ad H, successivamente sagomata in forma circolare e saldata agli elementi adiacenti dopo aver inserito piccole lastrine piatte negli spazi di risulta e colmato le piccole irregolarità con piccoli listelli di piombo di alcuni millimetri. Si tratta di un sistema efficace, ma molto sensibile alle deformazioni dovute alla spinta del vento e agli sbalzi di temperatura, perché la piombatura tende a dilatarsi causando lo spostamento e l’allentamento di alcuni dischetti di vetro.
La piombatura a maglie quadrate o romboidali veniva assemblata in modo simile, ma risultava più robusta grazie alla perfetta continuità dei listelli di metallo.
Per consolidare il tutto, esternamente o anche internamente veniva posto un secondo sistema di listelli di irrigidimento, disposti in senso orizzontale o diagonale. Ciascun listello aveva normalmente la porzione centrale a sezione circolare, mentre le due estremità erano piatte, ripiegate secondo il profilo del telaio dello sportello e fissate a quest’ultimo mediante chiodatura (Foto 7). Il listello veniva inoltre collegato alla piombatura del vetro con appositi occhielli (Foto 7) o semplici legature di fil di ferro.
Il telaio fisso esterno, in mancanza del moderno controtelaio o cassamatta, veniva invece fissato grazie ad alcune zanche di ferro inserite nella muratura e munite di estremità appiattite chiamate codette, che venivano inchiodate al serramento.


I cardini
Su questo telaio, o direttamente negli stipiti della bucatura nel caso degli scuri, erano posizionati i cardini degli sportelli mobili, divisi in due diverse parti cilindriche dette gangheri, che si infilavano una dentro l’altra. Negli infissi più raffinati, spesso questi elementi venivano abbelliti da piccoli pomelli.
Un esemplare particolarmente interessante, probabilmente destinato a una porta, si nota in un edificio nel centro storico di Asolo (Treviso – Foto 8): la porzione inferiore, l’unica conservata a causa dell’asportazione del serramento a cui era destinato, è stata fissata grazie a una zanca inserita in un incavo praticato nella cornice in pietra della bucatura, successivamente sigillato colandovi del piombo. Il ganghero, di ferro battuto, presenta invece una fascia a rilievo e due piccole protuberanze ben tornite.
Il ganghero superiore era munito di una o due piattine di ferro battuto dette bandelle, che venivano fissate mediante chiodatura a ciascuno sportello od anta con alcuni chiodi inseriti nei fori praticati appositamente: questo sistema di fissaggio è rimasto praticamente invariato per secoli, come dimostra la sua presenza in alcuni infissi di inizio ‘900 (Foto 9).

Maniglie e fermi di chiusura
Altri componenti significativi degli infissi rinascimentali erano i fermi di chiusura chiamati naticchie. Si trattava di piccoli blocchetti di legno sagomati e intagliati (Foto 4 e 10) o elementi di ferro battuto, che bloccavano gli sportelli e/o gli scuretti interni (detti anche “controsportelli”) in posizione chiusa contro il pettorale e/o il battitoio ruotando di 90°. Una chiusura più efficace degli sportelli veniva inoltre garantita da ulteriori piccoli paletti o chiavistelli di metallo (Foto 10), spesso inseriti direttamente in appositi fori praticati nel davanzale e nell’architrave della bucatura.
Non mancavano infine le maniglie o campanelle normalmente costituite da elementi metallici pendenti variamente sagomati; i più semplici erano ad anello. Un esemplare particolarmente significativo si nota nella Foto 11: la maniglia, grosso modo semicircolare, è fissata a due piccole placche elegantemente sagomate a quadrifoglio, a loro volta fissate con piccoli chiodini al legno dello scuro.
Molto interessante è infine l’asta munita di uncino (Foto 4), che infilata in un apposito anello fissato allo scuro corrispondente ne consentiva l’apertura parziale.
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L'articolo prosegue descrivendo la ferramenta degli infissi a due ante e le innovazioni ottocentesche.
FAQ tecniche - Ferramenta nei serramenti storici
Quali funzioni svolge la ferramenta in un infisso storico?
La ferramenta consente il corretto montaggio reciproco degli elementi del serramento, il fissaggio del telaio agli stipiti della bucatura e la movimentazione o chiusura di ante, sportelli a vetri, imposte e scuretti interni.
Come viene classificata la ferramenta dei serramenti di finestra?
Si divide in tre categorie: la ferramenta di fissaggio e irrigidimento (per i vetri piombati e il telaio fisso), la ferramenta di funzionamento e movimentazione (per la rotazione di ante e scuretti) e la ferramenta di chiusura (per maniglie, paletti, chiavistelli e fermi).
Qual è il manuale di riferimento adottato per la nomenclatura dei componenti?
Per evitare la confusione di termini desueti, locali o dialettali presenti nei documenti di cantiere, si adotta la terminologia proposta nel capitolo "Le finestre" del Manuale del Recupero di Città di Castello.
Quali materiali venivano impiegati tradizionalmente nella ferramenta antica?
Il materiale più diffuso è il ferro battuto a mano, affiancato da metalli nobili come l'ottone o il bronzo dorato nei dettagli decorativi, oltre all'uso occasionale di piombo e legno per giunzioni e fermi.
Come venivano assemblati i pannelli vetrati negli infissi rinascimentali?
Ciascun dischetto di vetro (come nei vetri ad occhio di bue) veniva circondato da una lamina di piombo con sezione ad H, saldata agli elementi adiacenti e irrigidita con listelli metallici sagomati e chiodati al telaio.
In cosa consiste la tecnica del piombo colato per i cardini?
Il codolo del cardine veniva inserito in un apposito foro o incavo praticato nella pietra della bucatura e bloccato colandovi del piombo fuso, garantendo una tenuta eterna e impedendo infiltrazioni d'acqua.
Cosa sono le naticchie negli infissi storici?
Sono piccoli blocchetti di legno sagomati e intagliati, oppure elementi in ferro battuto, che ruotando di 90° bloccavano gli sportelli o gli scuretti interni in posizione chiusa.
Quali caratteristiche hanno le maniglie degli infissi rinascimentali e settecenteschi?
Nelle fasi più antiche prevalevano elementi metallici pendenti ad anello o sagomati (come quelli a quadrifoglio), mentre nel Settecento si diffusero modelli più eleganti, ad esempio in bronzo a forma di conchiglia o di tipo pendente.
Quali innovazioni caratterizzano la ferramenta degli infissi nel XIX secolo?
L'Ottocento introduce la spagnoletta con barra d'apertura rotante e ganci terminali, un sistema che garantiva una chiusura solida ed efficiente, perfezionato poi nel Novecento con l'introduzione della cremonese a cremagliera.
Come funziona la spagnoletta introdotta nel XIX secolo?
Si compone di un’asta metallica girevole a sezione rotonda, con le estremità ripiegate a uncino che, ruotando, si agganciano a zanche ad U murate sul davanzale e sull'architrave per una chiusura solida, mentre al centro una levetta con pomello consente di ruotare l'asta di 90 gradi.
Qual è la differenza meccanica tra la spagnoletta e la cremonese?
La cremonese, introdotta all'inizio del Novecento, sostituisce la spagnoletta collegando direttamente la maniglia (in ferro, bronzo o ottone) alla barra girevole tramite una cremagliera, rendendo sufficiente la sola rotazione della maniglia per aprire il serramento
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