Professione | Architettura | Costruzioni | Appalti Pubblici | Certificazione | Edilizia | Progettazione | Codice Appalti
Data Pubblicazione:

Gare di architettura e ingegneria: per ANAC la certificazione di parità di genere va premiata nel disciplinare

Parità di genere nelle gare tecniche: ANAC chiarisce che nei servizi di architettura e ingegneria aggiudicati qualità/prezzo il disciplinare deve prevedere un punteggio premiale per gli operatori certificati, valorizzando anche il ruolo delle donne nelle organizzazioni tecniche.

La certificazione della parità di genere è un requisito volontario che può incidere sulla valutazione delle offerte nelle gare pubbliche. Con la Delibera n. 106/2026 (*in fondo in allegato), ANAC chiarisce che nei servizi di architettura e ingegneria aggiudicati con il criterio qualità/prezzo la lex specialis deve prevedere un punteggio premiale per gli operatori certificati. Il tema riguarda stazioni appaltanti, RUP, società di ingegneria e studi professionali, perché collega trasparenza dei criteri, qualità organizzativa, valorizzazione delle competenze femminili e corretto governo della procedura di gara.


Gare di architettura e ingegneria: perché la parità di genere entra nei criteri premiali

La certificazione della parità di genere entra sempre più nel cuore delle gare pubbliche per servizi tecnici. Con la delibera n. 106/2026, ANAC chiarisce che nei disciplinari per servizi di architettura e ingegneria aggiudicati con il criterio qualità/prezzo deve essere previsto un punteggio premiale per gli operatori in possesso della certificazione. Un tema che riguarda anche la valorizzazione del ruolo delle donne nelle professioni tecniche, nei processi decisionali e nelle organizzazioni che partecipano agli appalti pubblici.

Nel settore dell’architettura, dell’ingegneria e delle costruzioni, la parità di genere non è più soltanto un tema culturale o reputazionale. Sta diventando, progressivamente, anche un elemento di qualificazione organizzativa e competitiva nelle gare pubbliche.

La presenza femminile nelle professioni tecniche è cresciuta negli ultimi anni, ma il percorso verso una piena valorizzazione delle competenze delle donne nei ruoli progettuali, gestionali, direttivi e di coordinamento resta ancora aperto. Proprio per questo, il Codice dei contratti pubblici utilizza anche la leva degli appalti per premiare gli operatori economici che adottano politiche concrete a favore della parità di genere.

È in questo contesto che si inserisce la delibera ANAC n. 106/2026, relativa a una gara europea aperta per l’affidamento di servizi di ingegneria e architettura inerenti la direzione lavori e il coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione, nell’ambito di un progetto di rigenerazione urbana.

Secondo l’Autorità, la mancata previsione, nella lex specialis, di un punteggio premiale per il possesso della certificazione della parità di genere costituisce una violazione dell’art. 108, comma 7, del d.lgs. 36/2023.

Il caso esaminato: una gara europea per servizi tecnici

La procedura oggetto della delibera riguardava una gara europea aperta, suddivisa in due lotti, per l’affidamento di servizi tecnici relativi alla direzione lavori e al coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione.

Il bando, pubblicato il 6 agosto 2025, prevedeva l’aggiudicazione mediante il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo, con 90 punti riservati all’offerta tecnica e 10 punti all’offerta economica.

Nel corso dell’istruttoria, ANAC ha rilevato diverse criticità contenute nel disciplinare di gara. La più rilevante, anche per il suo valore sistemico, riguarda l’assenza di un punteggio premiale per gli operatori economici in possesso della certificazione della parità di genere prevista dall’art. 46-bis del Codice delle pari opportunità tra uomo e donna, di cui al d.lgs. 198/2006.

Accanto a questa criticità, l’Autorità ha segnalato anche la mancata adeguata predeterminazione del criterio di prossimità territoriale e l’attribuzione di punteggi difformi rispetto alle previsioni del disciplinare.

Parità di genere e appalti pubblici: perché il criterio premiale è obbligatorio

Il punto centrale della delibera riguarda l’applicazione dell’art. 108, comma 7, del Codice dei contratti pubblici.

La norma prevede che, per promuovere la parità di genere, le stazioni appaltanti inseriscano nei bandi, negli avvisi e negli inviti un maggior punteggio per le imprese che dimostrano l’adozione di politiche orientate al raggiungimento della parità di genere, comprovate dal possesso della relativa certificazione.

Per ANAC, quindi, la certificazione non può essere ignorata nella costruzione dei criteri di valutazione. La lex specialis deve prevedere un punteggio premiale specifico, perché il legislatore ha scelto di utilizzare anche la domanda pubblica come strumento di promozione di modelli organizzativi più inclusivi.

Nel mondo dei servizi di architettura e ingegneria, questo principio assume un significato particolare. Premiare la certificazione di parità di genere significa incentivare società, studi professionali e operatori economici a costruire ambienti di lavoro nei quali le donne possano accedere con maggiore equità a responsabilità tecniche, ruoli di coordinamento, percorsi di carriera e posizioni decisionali.

LEGGI ANCHE: Codice dei contratti pubblici: quando il RUP può discostarsi dalla verifica del progetto

Il ruolo delle donne nelle professioni tecniche

La delibera ANAC non si limita a un adempimento formale. Dietro il punteggio premiale c’è una questione più ampia: la capacità del sistema degli appalti di orientare il mercato verso organizzazioni più attente alla qualità del lavoro, alla valorizzazione dei talenti e alla riduzione dei divari.

Nel settore tecnico, la partecipazione femminile è sempre più significativa: architette, ingegnere, project manager, BIM specialist, coordinatrici della sicurezza, direttrici lavori, esperte di sostenibilità e professioniste della pubblica amministrazione sono figure centrali nei processi di trasformazione urbana, nella progettazione delle infrastrutture e nella gestione dei cantieri.

Tuttavia, la presenza delle donne non sempre si traduce in pari opportunità di accesso ai ruoli apicali, alle responsabilità decisionali o alle commesse più rilevanti. La certificazione della parità di genere mira proprio a verificare l’esistenza di politiche strutturate su aspetti come opportunità di crescita, equità salariale, tutela della genitorialità, governance inclusiva e prevenzione di discriminazioni.

In questo senso, il punteggio premiale non è un automatismo burocratico, ma un segnale di orientamento del mercato: nelle gare pubbliche, la qualità dell’operatore economico non è misurata solo da curriculum, ribasso e organizzazione tecnica, ma anche dalla capacità di garantire condizioni di lavoro più eque e trasparenti.

Non basta che gli aggiudicatari siano certificati

Nel caso esaminato, la stazione appaltante ha sostenuto che l’omissione avesse carattere meramente formale. Ha inoltre evidenziato che gli aggiudicatari di entrambi i lotti risultavano comunque in possesso della certificazione di parità di genere, sostenendo quindi che la mancata previsione del punteggio non avrebbe alterato la par condicio tra i concorrenti.

ANAC non ha accolto questa impostazione.

Per l’Autorità, il problema non è verificare a posteriori se i vincitori della gara fossero certificati. Il punto è che la certificazione doveva essere inserita sin dall’inizio tra i criteri premiali, consentendo a tutti gli operatori di conoscere le regole della competizione e di calibrare la propria offerta.

La mancata previsione del punteggio incide quindi sulla corretta costruzione della gara, perché priva la procedura di un elemento premiale previsto dal Codice.

Il criterio di prossimità territoriale: serve una predeterminazione chiara

Un altro passaggio importante della delibera riguarda il criterio di prossimità territoriale, al quale il disciplinare attribuiva 15 punti sui 90 complessivi dell’offerta tecnica.

La stazione appaltante aveva previsto che sarebbe stata valutata positivamente la presenza di una sede operativa nell’ambito territoriale di realizzazione dell’opera. Secondo ANAC, però, questa formulazione era insufficiente.

Il disciplinare non chiariva cosa dovesse intendersi per prossimità, quali elementi sarebbero stati valorizzati, come sarebbe stata graduata la distanza, se rilevassero mezzi e risorse disponibili in loco o se fosse ammissibile l’impegno ad aprire una sede prima dell’avvio del servizio.

Per l’Autorità, un criterio premiale può essere legittimo solo se è predeterminato in modo chiaro nella documentazione di gara. In caso contrario, aumenta il rischio di valutazioni discrezionali non controllabili e di possibili arbitri nella fase di attribuzione dei punteggi.

Errori nei punteggi: la coerenza con il disciplinare è decisiva

ANAC ha rilevato anche difformità nell’attribuzione dei punteggi dell’offerta tecnica ed economica rispetto a quanto previsto dal disciplinare. Per il lotto 1, alcuni criteri tecnici sono stati valutati con massimali diversi da quelli indicati nella documentazione di gara. Lo stesso è avvenuto per il lotto 2, con una distribuzione dei punteggi non coerente con le previsioni della lex specialis.

Anche per l’offerta economica sono emerse anomalie: il disciplinare prevedeva un calcolo basato sul ribasso offerto, mentre dai verbali risultava inizialmente un riferimento al prezzo offerto.

La stazione appaltante ha poi proceduto alla rettifica dei punteggi, dichiarando l’invarianza della graduatoria finale. Per ANAC, tuttavia, le irregolarità non possono essere considerate meri errori materiali, perché hanno inciso su entrambi i lotti e su più criteri di valutazione.

Le conclusioni dell’ANAC

La delibera conclude che la procedura presenta criticità gravi, relative a tre profili principali:

  • la mancata adeguata predeterminazione del criterio premiale di prossimità territoriale;
  • la mancata previsione del punteggio premiale per la certificazione della parità di genere;
  • l’errata attribuzione dei punteggi in difformità rispetto al disciplinare.

ANAC rimette quindi alla stazione appaltante la valutazione sulle iniziative da assumere, anche in autotutela, alla luce dei principi generali della materia, invitando per il futuro a un rigoroso rispetto della normativa vigente.

Perché questa delibera è importante per il settore tecnico

La delibera n. 106/2026 è significativa perché chiarisce che la qualità di una gara pubblica non dipende solo dalla correttezza formale degli atti, ma anche dalla capacità della stazione appaltante di costruire criteri coerenti, trasparenti e conformi agli obiettivi del Codice.

Per le amministrazioni, il messaggio è netto: i criteri premiali devono essere predeterminati, comprensibili e applicabili senza margini di arbitrarietà. Inoltre, quando la legge impone una premialità, come nel caso della certificazione di parità di genere, questa deve trovare spazio nel disciplinare.

Per gli operatori economici, invece, la certificazione di parità di genere diventa sempre più un elemento competitivo nelle gare pubbliche. Non solo perché può incidere sul punteggio, ma perché segnala una maturità organizzativa ormai rilevante nel mercato dei servizi tecnici.

Per le donne che operano nell’architettura, nell’ingegneria e nelle costruzioni, il tema ha un valore ancora più concreto: significa riconoscere che la qualità dei progetti pubblici passa anche dalla capacità di includere competenze diverse, valorizzare percorsi professionali femminili e rendere più accessibili i ruoli di responsabilità.

In questo senso, il punteggio premiale per la certificazione della parità di genere non è un dettaglio del disciplinare, ma uno degli strumenti con cui gli appalti pubblici possono contribuire a rendere il settore delle costruzioni più equo, moderno e capace di attrarre competenze.

Leggi la Delibera di ANAC IN PDF IN ALLEGATO


FAQ TECNICHE: Parità di genere nelle gare tecniche | Ingenio

Che cos’è la certificazione della parità di genere? 

È una certificazione collegata all’adozione di politiche organizzative orientate alla parità tra uomini e donne. Nel contesto italiano è richiamata dall’art. 46-bis del D.Lgs. 198/2006 e si basa su sistemi di gestione e indicatori misurabili. La UNI/PdR 125:2022 definisce KPI relativi alle politiche di parità di genere nelle organizzazioni.

In quali gare pubbliche rileva il punteggio premiale? 

Il tema rileva nelle procedure disciplinate dal Codice dei contratti pubblici, quando la stazione appaltante costruisce criteri di valutazione dell’offerta.
Nel caso esaminato da ANAC si trattava di servizi di architettura e ingegneria per direzione lavori e coordinamento della sicurezza. L’aggiudicazione avveniva con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa qualità/prezzo.

Qual è il riferimento normativo principale?

Il riferimento centrale è l’art. 108, comma 7, del D.Lgs. 36/2023. La norma prevede un maggior punteggio per le imprese che dimostrano politiche orientate alla parità di genere tramite certificazione. ANAC ha chiarito che tale premialità deve essere prevista nella lex specialis di gara.

Perché il criterio premiale è importante per i servizi tecnici? 

Nei servizi di architettura e ingegneria la qualità dell’operatore non dipende solo da curriculum, ribasso e organizzazione della commessa. Conta anche la capacità di strutturare ambienti professionali equi, con accesso trasparente a ruoli decisionali, progettuali e gestionali.
Il punteggio premiale incentiva modelli organizzativi più inclusivi e verificabili.

Il disciplinare può omettere il punteggio se gli aggiudicatari sono certificati? 

No. Secondo ANAC non è sufficiente verificare a posteriori che gli aggiudicatari siano in possesso della certificazione.
Il criterio deve essere indicato prima, nella documentazione di gara, per consentire a tutti i concorrenti di conoscere le regole. L’omissione incide sulla corretta costruzione della procedura.

Come deve essere formulato un criterio premiale nel disciplinare? 

Deve essere chiaro, predeterminato e applicabile con criteri verificabili. Nel caso della prossimità territoriale, ANAC ha censurato la formulazione generica perché non chiariva distanza, sede operativa, risorse locali o impegni futuri.
La discrezionalità valutativa deve essere contenuta entro parametri leggibili ex ante.

Quali errori devono evitare stazioni appaltanti e operatori? 

Le stazioni appaltanti devono evitare criteri generici, punteggi non coerenti con il disciplinare e omissioni di premialità obbligatorie. Gli operatori devono verificare che la lex specialis preveda correttamente il punteggio per la certificazione.
Per le società tecniche, la certificazione diventa anche un presidio organizzativo su carriera, governance, equità salariale e valorizzazione delle professioniste.

Fonte: ANAC

Articolo scritto con il supporto di AI chatgpt

Allegati

Appalti Pubblici

Appalti pubblici: gare, norme, Codice dei Contratti, RUP e correttivo 2024. Approfondimenti scritti da esperti per tecnici, imprese e PA che operano nel sistema della contrattualistica pubblica.

Scopri di più

Architettura

L’architettura contemporanea unisce tecnica, estetica e sostenibilità. Su INGENIO trovi articoli e guide su progettazione integrata, materiali innovativi, BIM e rigenerazione urbana, per progettare edifici efficienti e di qualità.

Scopri di più

Certificazione

La certificazione eleva la qualità delle costruzioni: su INGENIO articoli, normative e casi studio per progettisti, imprese e operatori del settore.

Scopri di più

Codice Appalti

Tutto sul Codice dei Contratti Pubblici e il correttivo 2024: norme, appalti, concessioni, RUP e digitalizzazione. Una guida tecnica aggiornata per chi opera nel settore pubblico.

Scopri di più

Costruzioni

Costruzioni: su INGENIO articoli tecnici, normative e innovazioni per progettare, realizzare e gestire opere edilizie e infrastrutture.

Scopri di più

Edilizia

Esplora il mondo dell'edilizia, il settore dedicato alla progettazione, costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici e infrastrutture. Scopri come la normativa italiana, come il Testo Unico dell'Edilizia (D.P.R. 380/2001) e le Normative Tecniche per le Costruzioni (NTC), regolano le pratiche edilizie per garantire sicurezza e qualità. Approfondisci il significato etimologico del termine "edilizia" e come le leggi locali e regionali influenzano la costruzione e gestione degli immobili.

Scopri di più

Professione

Nel topic "Professione" vengono inserite le notizie e gli approfondimenti su quello che riguarda i professionisti tecnici. Dalla normativa, i corsi di formazione, i contributi previdenziali, le tariffe delle prestazioni e tutte le novità sulla professione.

Scopri di più

Progettazione

La progettazione costituisce un passaggio fondamentale nell’intero processo edilizio, poiché determina in maniera significativa la qualità, la...

Scopri di più

Leggi anche