Gel Adesivi H40 di Kerakoll: soluzioni idonee ai nuovi standard progettuali per garantire durabilità in opera
La fortissima accelerazione della ricerca dell'intero settore ceramico degli ultimi anni rende i requisiti prestazionali delle normative insufficienti a determinare la durabilità dei tradizionali sistemi di posa. Da qui l’impegno di Kerakoll a realizzare prodotti sempre più performanti, dall’alto contenuto tecnologico ma facili da applicare che rispondano alle esigenze di un mercato che cambia.
L’evoluzione verso grandi formati (es. 120×240 e 160×320) e superfici sempre più continue sta mettendo sotto pressione i criteri tradizionali di scelta degli adesivi. L’articolo richiama i riferimenti UNI (UNI 11493-1 e UNI EN 12004-1) e spiega perché, da soli, possono risultare poco rappresentativi della durabilità globale del sistema posa, soprattutto con grandi lastre e condizioni d’esercizio severe. Vengono quindi presentati i Gel-Adesivi H40 di Kerakoll e la logica prestazionale della “Gel-Technology”, con focus su lavorabilità, bagnabilità e verifica della durabilità tramite prove che simulano cicli reali.
Gel-Adesivi H40 Kerakoll: posa grandi lastre più durevole
I nuovi standard del settore ceramico
Se lastre 160x320 o 120x240 rappresentano ormai da anni un nuovo standard dimensionale, estetico e produttivo, i requisiti prestazionali della UNI 11493-1: 2016 Piastrellature ceramiche a pavimento e a parete - Parte 1: Istruzioni per la progettazione, l'installazione e la manutenzione risultano ancora legati a formati ‘piccoli’ ove il termine ‘grande’ viene già usato in riferimento a piastrelle con lati superiori a 60 cm.

In conformità, anche la UNI EN 12004-1:2017 Adesivi per piastrelle di ceramica - Parte 1: Requisiti, valutazione e verifica della costanza della prestazione, classificazione e marcatura, fa riferimento alle stesse caratteristiche, richiedendo particolari prestazioni per piastrelle con lati superiori a 90 cm o 120 cm. I requisiti prestazionali di questa norma, risultano però non del tutto esaustivi a determinare la durabilità globale del sistema posa, intesa come probabilità che si mantengano sensibilmente invariate nel tempo le proprie qualità secondo definite condizioni d'uso, soprattutto nel caso dei grandi formati.
Le soluzioni Kerakoll
L’offerta Kerakoll per la posa si incentra da sempre sullo storico prodotto H40, il brand sinonimo di eccellenza, ma che è stato capace di evolversi negli anni per essere al passo con i tempi.
Alla base di un prodotto che rimane iconico c’è infatti una naturale capacità di migliorarsi ed adattarsi ad esigenze che cambiano. Tutti questo si traduce per Kerakoll nell’introduzione, all’interno del suo processo di sviluppo prodotto, di una metodologia di lavoro che prende il nome di Gel-Technology.
Si tratta di un filone di ricerca che, partendo dallo studio del comportamento materie prime innovative e sostenibili, è finalizzato alla realizzazione di prodotti finiti a comportamento gel, quindi facili da applicare e gestire in cantiere, ove i parametri legati alle performance tecniche e di lavorabilità in opera sono ottimizzate.
La gamma di gel-adesivi Kerakoll si compone di tre prodotti studiati per ogni esigenza e per risolvere tutte le problematiche di cantiere:
- H40 No Limits - adesivo minerale ad aderenza migliorate e scivolamento verticale nullo, è il prodotto più universale della gamma adatto per ogni sottofondo e supporto.
- H40 Revolution - adesivo minerale ad adesione accelerata, aderenza migliorata e scivolamento verticale nullo, particolarmente indicato in condizioni operative specifiche o climatiche estreme.
- H40 Extreme - adesivo reattivo ad aderenza migliorata, particolarmente indicato su supporti estremamente deformabili.

Focus sulle prestazioni
Le prestazioni alla base di questi prodotti possono essere riassunte nelle seguenti caratteristiche:
- Lavorabilità unica: tutti questi prodotti sono pensati per l’applicatore. La grande scorrevolezza sotto la spatola unita alla capacità di sorreggere il peso della piastrella e mantenere la forma in opera, assicurano un lavoro più semplice in cantiere e risultati affidabili. Il tempo aperto prolungato consente inoltre all’operatore di lavorare con calma e sicurezza anche con grandi formati, dove la doppia spalmatura è consigliata. Non esistono infatti prestazioni elevate e durevoli di prodotto senza una corretta applicazione in cantiere, risultato di una lavorabilità perfetta.
- Impasti tixotropici e fluidi: grazie alla reologia variabile, l’impasto dei gel adesivi Kerakoll risulta tixotropico e fluido allo stesso tempo, garantendo sempre totale bagnabilità. La Gel-Technology segna una rottura con i vecchi impasti fluidi o duri, incostanti e difficili da lavorare.
- Multiuso: questa gamma prodotti rappresenta la soluzione per ogni esigenza perché assicura prestazioni elevate con ogni tipo di materiale e ogni tipo di sottofondo.
- Prestazioni calibrate e verificate: la durabilità dei gel adesivi Kerakoll è verificata tramite il metodo SAS (Shock Absorbing System) che, superando i limiti della normativa, sottopone il sistema piastrellato a prove di affaticamento appositamente studiate atte a simulare il reale il ciclo di vita del pavimento in condizioni d'uso. Durante i test, i campioni vengono sottoposto a 20 cicli di stress meccanico, 50 di stress termico e infine 50 cicli gelo-disgelo. Completato il processo, si eseguono prove a trazione e a taglio per verificare che i gel-adesivi assicurino valori di adesione superiori allo standard.

Solo un'ottimale combinazione tra lavorabilità, necessaria per una corretta applicazione in cantiere, e prestazioni assicura risultati durevoli nel tempo in condizioni reali con tutti i formati, con ogni spessore ed adatte ai nuovi trend della pavimentazione.
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FAQ TECNICHE + Gel adesivi H40 Kerakoll: durabilità posa grandi formati
1) Che cos’è il sistema H40 e cosa significa “gel-adesivo”?
I Gel-Adesivi H40 sono adesivi per piastrelle e pietre naturali progettati per avere un comportamento “a gel”, cioè lavorabilità controllata e reologia che combina scorrevolezza e capacità di sostenere la piastrella. L’obiettivo è rendere più gestibile la posa, soprattutto quando aumentano formati, pesi e criticità del supporto.
2) A cosa serve e in quali contesti d’uso è pensato?
È pensato per pavimenti e rivestimenti in ceramica e pietra naturale, inclusi grandi formati, con applicazioni che possono includere pavimenti riscaldati e posa in facciata (in funzione del sistema e della configurazione progettuale). L’articolo lo colloca nel contesto di superfici “continue” con fughe ridotte e maggiori richieste prestazionali.
3) Quali requisiti e prestazioni vanno verificati (senza fermarsi alla sola norma)?
Oltre alla classificazione dell’adesivo, diventano centrali: bagnabilità e contatto effettivo col retro-lastra, tempo aperto, scivolamento, risposta a stress termici e meccanici, compatibilità con sottofondi e deformabilità del sistema. Per grandi lastre, la prestazione va letta “di sistema”, includendo posa e condizioni d’esercizio.
4) In cosa sono diversi rispetto a un adesivo tradizionale per piastrelle?
La differenza dichiarata è nella reologia “variabile”: impasto tixotropico ma anche fluido, con scorrevolezza sotto spatola e capacità di mantenere forma e tenuta in verticale. Questo punta a ridurre incertezze applicative e migliorare la continuità di prestazione quando il formato cresce e le tolleranze si riducono.
5) Indicazioni operative di posa e integrazione progettuale: cosa considerare nei nodi?
Con grandi formati la doppia spalmatura è spesso consigliata e la gestione del tempo aperto diventa determinante per evitare vuoti e discontinuità. Vanno valutati planarità del supporto, scelta della spatola, compatibilità con massetti/rasature e i dettagli di bordo, giunti e disaccoppiamenti previsti dal progetto e dal sistema.
6) Comfort, sicurezza e durabilità: quali aspetti entrano davvero in gioco?
La durabilità non riguarda solo “tenere incollato”, ma mantenere prestazioni nel tempo sotto cicli reali (stress termico, meccanico, gelo-disgelo dove applicabile). Per il comfort, conta la stabilità del pacchetto (es. su radianti) e la riduzione del rischio di distacchi e fessurazioni legate a posa non ottimale o a incompatibilità di supporto.
7) Errori tipici da evitare e criteri di scelta per il progettista/DL
Errori frequenti: selezionare l’adesivo solo per classe normativa senza considerare formato, supporto, condizioni climatiche e uso finale; trascurare planarità e preparazione del supporto; sottostimare l’importanza della corretta bagnabilità e della tecnica di stesura. Il criterio pratico è ragionare per “sistema posa” (materiale + supporto + posa + esercizio), scegliendo la soluzione in funzione della specifica configurazione e della scheda tecnica.
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