Geotecnica e normativa sismica: dalle ricerche ReLUIS una proposta di evoluzione coerente e integrata
Le ricerche ReLUIS propongono una revisione della normativa geotecnica basata su modelli più avanzati e coerenti con il comportamento reale dei terreni in condizioni sismiche.
L’intervento di Stefano Aversa, presentato in occasione del convegno ReLUIS del 25 novembre 2025 a Napoli, offre una visione aggiornata e critica dell’evoluzione della normativa geotecnica in ambito sismico. Le ricerche condotte negli ultimi anni evidenziano limiti e potenzialità delle attuali Norme Tecniche per le Costruzioni, proponendo un approccio più integrato e coerente tra struttura e sottosuolo. Dalla risposta sismica locale alla stabilità dei pendii, fino al tema centrale dell’interazione terreno–fondazione–struttura, emerge la necessità di superare semplificazioni ormai non più adeguate. Le proposte ReLUIS puntano a una normativa più aderente alla realtà fisica dei fenomeni e al tempo stesso applicabile nella pratica professionale.
Una nuova stagione della ricerca: verso un approccio integrato
L’intervento di Stefano Aversa in occasione della presentazione del volume “Contributi ReLUIS per una revisione della normativa tecnica italiana”, tenutasi a Napoli, rappresenta una sintesi particolarmente efficace dello stato dell’arte e delle prospettive evolutive della normativa geotecnica italiana.
Il quadro che emerge non è quello di un semplice aggiornamento tecnico, ma di una vera e propria transizione culturale. Le attività di ricerca sviluppate negli ultimi anni nell’ambito ReLUIS hanno infatti prodotto un avanzamento significativo delle conoscenze, tale da rendere evidente la necessità di una normativa più coerente con la complessità dei fenomeni geotecnici in condizioni sismiche.
Un elemento centrale di questa evoluzione riguarda il modo stesso di organizzare la ricerca. Se in passato i contributi normativi erano sviluppati in maniera relativamente frammentata, oggi si assiste a un deciso cambio di passo verso un’integrazione tematica più forte. Alcuni ambiti strategici, primo fra tutti quello dell’interazione terreno–fondazione–struttura, sono stati coordinati in modo unitario, sotto la guida di Carlo Paolucci con il contributo di Sebastiano Foti. A questo si affianca la collaborazione con altri gruppi di ricerca, come quello coordinato da Iunio Iervolino e Luca De Santis, a testimonianza della crescente necessità di un approccio interdisciplinare per affrontare problemi complessi come la risposta sismica.
Risposta sismica locale e stabilità: risultati che spingono al cambiamento
Tra i risultati più rilevanti vi è la revisione degli spettri elastici di risposta. Le ricerche condotte, basate su un significativo ampliamento dei database accelerometrici e sviluppate in particolare dal gruppo dell’Università di Pavia, hanno messo in evidenza alcune criticità degli spettri attualmente adottati in normativa. In particolare, per alcune categorie di sottosuolo, come le classi B e C, il plateau iniziale risulta sottostimato, mentre in altri casi emergono andamenti differenti rispetto a quelli codificati.
Queste evidenze aprono la strada a una ridefinizione degli spettri di progetto, più aderenti ai dati sperimentali e potenzialmente formulati in modo continuo, pur mantenendo la possibilità di essere utilizzati in modo operativo nelle categorie di sottosuolo previste dalla normativa.
Il tema della risposta sismica locale si collega inevitabilmente a quello della microzonazione sismica. Aversa richiama l’attenzione sull’influenza della morfologia sepolta, come nel caso delle valli riempite, che può generare amplificazioni significative non intercettate dai modelli monodimensionali. In questo contesto si inserisce il fattore di amplificazione di valle, sviluppato dal gruppo dell’Università di Napoli Federico II, che rappresenta un tentativo concreto di introdurre nella modellazione progettuale effetti legati alla geometria tridimensionale del sottosuolo. La sua possibile integrazione in normativa rappresenta una sfida importante, ma anche un passaggio necessario per migliorare la rappresentazione della realtà.
Parallelamente, le ricerche sulla stabilità dei pendii hanno portato a una revisione dei coefficienti utilizzati nelle verifiche pseudostatiche. L’ampliamento del database e l’analisi degli spostamenti tramite il modello del blocco rigido hanno consentito di definire relazioni più affidabili tra accelerazione sismica e risposta del pendio, superando approcci eccessivamente cautelativi. Anche in questo caso emerge una chiara direzione: passare da schemi semplificati e conservativi a modelli più calibrati e basati su evidenze sperimentali.
ReLUIS e Dipartimento della Protezione Civile: un contributo scientifico per l’evoluzione delle Norme Tecniche per le Costruzioni
Il volume “Contributi ReLUIS per una revisione della normativa tecnica italiana” offre proposte prenormative e applicative sui principali temi dell’ingegneria sismica e della sicurezza strutturale.
LEGGI L'APPROFONDIMENTO
Fondazioni e interazione terreno–struttura: il vero cambio di paradigma
Il contributo più significativo dell’intervento riguarda però il tema delle fondazioni e, in particolare, il ruolo dell’interazione terreno–fondazione–struttura. Il principio di fondo è netto: la fondazione deve essere considerata parte integrante dell’organismo strutturale e non può essere trattata come un elemento separato, soprattutto in presenza di azioni sismiche.
Questa impostazione implica un superamento delle semplificazioni tradizionali e apre alla possibilità di utilizzare modelli più avanzati per descrivere l’interazione. Accanto ai modelli continui, difficilmente applicabili nella pratica, si sono sviluppati strumenti più accessibili, come i macroelementi e i modelli a parametri concentrati, che consentono di cogliere gli effetti principali dell’interazione con un livello di complessità compatibile con l’attività professionale.
In questo contesto, una delle proposte normative più rilevanti è l’apertura esplicita all’utilizzo di metodi semplificati predittivi, che permettono non solo di valutare l’importanza dell’interazione, ma anche di tener conto dei suoi effetti favorevoli, finora poco considerati. Si tratta di un passaggio importante, maturato anche attraverso un confronto con il mondo istituzionale, che ha portato a un equilibrio tra innovazione e prudenza.
Un aspetto cruciale è rappresentato dalla necessità di garantire coerenza tra il modello strutturale e quello geotecnico. La scelta del metodo di analisi per la struttura in elevazione deve essere accompagnata da una modellazione della fondazione coerente, sia in termini di grandezze considerate sia in termini di livello di complessità. In questo equilibrio, è la struttura in elevazione a guidare le scelte, in quanto elemento prevalente dal punto di vista prestazionale.
Verso una normativa più evoluta, ma applicabile
Le innovazioni proposte riguardano anche le modalità di verifica, con l’introduzione dei domini di rottura per le fondazioni, che consentono di trattare in modo unitario le diverse componenti di sollecitazione. Questo approccio, ormai consolidato nella letteratura e sviluppato in modo significativo anche in Italia, rappresenta un’evoluzione analoga a quella già avvenuta nell’ingegneria strutturale.
Per le fondazioni profonde, si propone inoltre di superare approcci semplificati basati su elementi isolati, adottando modelli globali e strumenti avanzati capaci di descrivere il comportamento non lineare del sistema. Anche in questo caso, l’obiettivo è rendere le verifiche più aderenti al comportamento reale, senza introdurre complessità inutili.
Il messaggio conclusivo è chiaro: la normativa deve evolvere per recepire i progressi della ricerca, ma deve farlo mantenendo un forte legame con la pratica professionale. L’obiettivo non è complicare il lavoro del progettista, ma fornire strumenti più coerenti ed efficaci.
In questa prospettiva, le proposte sviluppate nell’ambito ReLUIS delineano una traiettoria solida e credibile per il futuro della normativa geotecnica italiana, fondata sull’integrazione delle conoscenze, sulla coerenza metodologica e sulla volontà di avvicinare sempre più la progettazione al comportamento reale dei sistemi terreno–struttura.
IN SINTESI
-Le ricerche ReLUIS evidenziano la necessità di aggiornare la normativa geotecnica sismica, superando semplificazioni non più coerenti con lo stato dell’arte.
-Gli studi sulla risposta sismica locale propongono nuovi spettri di progetto, più aderenti ai dati sperimentali e sensibili alle caratteristiche del sottosuolo.
-Le verifiche di stabilità dei pendii vengono riviste attraverso approcci basati sugli spostamenti, con coefficienti meno conservativi e più realistici.
-Il tema centrale è l’interazione terreno–fondazione–struttura, che deve essere considerata parte integrante del comportamento strutturale.
-Le proposte normative puntano a modelli più avanzati ma applicabili, garantendo coerenza tra analisi strutturale e geotecnica senza complicare la pratica progettuale.
DI SEGUITO L'INTERVENTO INTEGRALE DI STEFANO AVERSA
Il testo è stato elaborato mediante la videoregistrazione dell'intervento, con l'aiuto dell'IA.
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