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GNSS: cosa sono i sistemi di navigazione satellitare e perché oggi sono fondamentali

Cosa sono e come funzionano i sistemi di navigazione satellitare (GNSS). Dal GPS al GNSS, tra precisione, applicazioni e rischi come spoofing e jamming.

I sistemi GNSS costituiscono oggi l’infrastruttura di riferimento per il posizionamento geospaziale. L’articolo ne descrive il funzionamento, le prestazioni – fino alla precisione centimetrica con tecniche RTK – e i principali ambiti applicativi, dal rilievo al monitoraggio di infrastrutture. Sono inoltre analizzate le criticità del segnale e l’evoluzione verso sistemi integrati con sensori e modelli digitali del territorio.


GNSS: molto più del “semplice” GPS

Quando utilizziamo il navigatore dello smartphone o dell’auto, tendiamo a dire “sto usando il GPS”. In realtà, ciò che impieghiamo quotidianamente è qualcosa di più articolato e potente: il GNSS (Global Navigation Satellite System), ovvero i sistemi globali di navigazione satellitare.

Queste tecnologie nascono dall’esigenza di determinare con precisione la posizione di un oggetto sulla Terra in modo continuo, affidabile e su scala globale, indipendentemente dalle condizioni ambientali.

Dalle origini militari alle applicazioni GNSS in ambito civile

Le prime applicazioni della navigazione satellitare sono di natura militare.

Il sistema GPS, sviluppato dagli Stati Uniti a partire dagli anni ’70, è stato progettato per:

  • guidare mezzi e truppe in qualsiasi area del pianeta;
  • migliorare la precisione dei sistemi d’arma;
  • garantire la sincronizzazione temporale tra sistemi complessi.

In questo contesto era fondamentale disporre di un sistema:

  • sempre disponibile (24/7);
  • a copertura globale;
  • indipendente da infrastrutture terrestri vulnerabili.

Con il tempo, le potenzialità dei GNSS sono emerse anche in ambito civile. A partire dagli anni ’90, il segnale è stato progressivamente reso accessibile anche per usi non militari, aprendo la strada a un’ampia gamma di applicazioni, tra cui:

  • navigazione stradale;
  • aviazione e trasporto marittimo;
  • rilievo topografico e gestione del territorio;
  • telecomunicazioni e sincronizzazione delle reti.

Oltre il GPS: un sistema globale integrato

Il GPS rappresenta solo una delle principali costellazioni GNSS — cioè insiemi di satelliti che operano in modo coordinato — oggi operative. A questo si affiancano altri sistemi globali, come Galileo (Unione Europea), GLONASS (Federazione Russa) e BeiDou (Cina).

Un sistema GNSS fornisce un servizio di posizionamento geospaziale a scala globale, consentendo a ricevitori elettronici dedicati di determinare le proprie coordinate (latitudine, longitudine e altitudine) in qualsiasi punto della superficie terrestre o dell’atmosfera. Il calcolo avviene elaborando segnali a radiofrequenza trasmessi dai satelliti visibili direttamente dal ricevitore — cioè non schermati da ostacoli come edifici, montagne o altre strutture — con una precisione generalmente dell’ordine di pochi metri.

Oggi i GNSS rappresentano una infrastruttura tecnologica fondamentale per numerosi ambiti, dalla geomatica all’ingegneria, fino al monitoraggio ambientale e alla gestione delle infrastrutture.

👉 Per un approfondimento storico sull’evoluzione di questi sistemi, è possibile consultare l’articolo dedicato disponibile a questo LINK su Ingenio.

I principali sistemi GNSS

I sistemi di posizionamento globali oggi operativi sono quattro:

  • GPS (Stati Uniti) → avviato nel 1973, ha raggiunto la piena operatività (FOC) nel 1995;
  • GLONASS (Russia) → operativo dalla metà degli anni ’90 e completamente ripristinato nella sua configurazione globale nel 2011;
  • Galileo (Unione Europea) → entrato in servizio con le prime funzionalità operative nel 2016; non nasce per scopi militari;
  • BeiDou (BDS) (Cina) → sistema evoluto in più fasi, con copertura globale completata nel 2020.

Si tratta di costellazioni satellitari a copertura globale che, utilizzate congiuntamente, costituiscono il cosiddetto GNSS, oggi standard nei ricevitori moderni. L’impiego simultaneo di più sistemi consente infatti di aumentare il numero di satelliti osservabili, migliorando precisione, continuità e affidabilità del posizionamento.

Accanto ai sistemi globali esistono anche sistemi regionali, meno noti ma sempre più rilevanti, progettati per rafforzare le prestazioni del servizio in specifiche aree geografiche. Tra i principali:

  • IRNSS / NavIC (India);
  • QZSS (Giappone);
  • KPS (Corea del Sud, attualmente in fase di sviluppo).

L’integrazione tra costellazioni globali e regionali rappresenta uno degli sviluppi più significativi nel campo del posizionamento satellitare.

Come evidenziato nell’intervista ai proff. Riccardo Barzaghi e Gino Dardanelli pubblicata su Ingenio, il GNSS ha segnato una vera svolta: l’integrazione di più sistemi, infatti, “diventa una pietra miliare nelle applicazioni future”, grazie a un miglioramento significativo in termini di prestazioni, disponibilità e affidabilità del segnale.

GNSS e GPS: qual è la differenza
Una delle confusioni più comuni riguarda proprio questi due termini.
◾ GPS → è un singolo sistema (quello americano)
◾ GNSS → è l’insieme di tutti i sistemi di posizionamento satellitar

Come funziona il GNSS

Il principio alla base: la trilaterazione

Il funzionamento dei sistemi GNSS si basa su un principio relativamente semplice, ma estremamente potente: la trilaterazione.

I satelliti in orbita attorno alla Terra trasmettono continuamente segnali a radiofrequenza che contengono informazioni sulla loro posizione e sul tempo esatto di trasmissione (X, Y, Z, T). Il ricevitore GNSS decodifica questi segnali e ne misura il tempo di arrivo, da cui ricava la distanza da ciascun satellite.

A partire da queste distanze, dette anche pseudo-range, il sistema calcola la propria posizione: ogni satellite fornisce una distanza dal ricevitore, che può essere rappresentata come una sfera. Il punto in cui le sfere generate da più satelliti si intersecano individua la posizione del ricevitore nello spazio.

Utilizzando i segnali di almeno quattro satelliti, è possibile calcolare con precisione le coordinate tridimensionali (latitudine, longitudine e altitudine) e correggere eventuali errori di sincronizzazione temporale.

Questo processo prende il nome di trilaterazione ed è alla base di tutti i sistemi di navigazione satellitare.

Quanto sono precisi i sistemi GNSS?

Nell’uso quotidiano (ad esempio con lo smartphone), la precisione è di pochi metri. Ma in ambito tecnico le cose cambiano: grazie a tecnologie avanzate come l’RTK, è possibile arrivare a una precisione centimetrica.

Questo è fondamentale per attività come:

  • rilievi topografici;
  • cantieri;
  • monitoraggio di strutture e infrastrutture.

La precisione dipende dal tipo di utilizzo e dalla tecnologia impiegata.

  • Uso standard (smartphone): alcuni metri
  • Uso avanzato (SBAS): alcuni decimetri
  • Sistemi avanzati (RTK): precisione centimetrica

Cos’è l’RTK (Real Time Kinematic)
L’RTK (Real Time Kinematic) è una tecnica di posizionamento GNSS avanzata che consente di ottenere una precisione centimetrica, molto superiore a quella del GNSS standard (che è dell’ordine di metri). L'RTK si ottiene basandosi su correzioni di alte precisioni emanate dalle Reti Differenziali a terra, mentre negli ultimi anni si va diffondendo la tecnica RTK distribuita direttamente via satellite.

I rischi: cosa succede se il segnale GNSS viene alterato

Spoofing e interferenze

Nonostante i numerosi vantaggi, i sistemi GNSS presentano alcune vulnerabilità intrinseche legate alla natura stessa del segnale.

I segnali satellitari, infatti, percorrono oltre 20.000 km prima di raggiungere la superficie terrestre e arrivano ai ricevitori con una potenza estremamente bassa. Questo li rende particolarmente sensibili a interferenze, sia accidentali che intenzionali.

Le principali cause di alterazione del segnale possono essere:

  • interferenze radio (intenzionali o involontarie) provenienti da altri dispositivi elettronici;
  • ostacoli fisici e ambienti complessi (come aree urbane dense), che generano riflessioni del segnale (multipath);
  • attacchi deliberati, sempre più diffusi, finalizzati a disturbare o manipolare il posizionamento.

In questo contesto si distinguono due fenomeni principali:

  • Jamming → consiste nel disturbare o saturare il segnale GNSS mediante emissioni radio sulla stessa frequenza, impedendo al ricevitore di determinare la posizione;
  • Spoofing → consiste nella trasmissione di segnali GNSS falsi, progettati per imitare quelli reali e indurre il ricevitore a calcolare una posizione errata.

Come evidenziato da un approfondimento pubblicato su Ingenio, lo spoofing rappresenta una minaccia particolarmente insidiosa perché può ingannare il ricevitore senza che l’utente se ne accorga, compromettendo l’affidabilità del dato.

Le conseguenze possono essere rilevanti in diversi ambiti critici, tra cui:

  • trasporti e navigazione (stradale, marittima e aerea);
  • infrastrutture e monitoraggio strutturale;
  • sistemi autonomi e guida assistita.

Per questo motivo, negli ultimi anni si sta affermando un approccio sempre più orientato alla robustezza e alla sicurezza del posizionamento, basato sull’integrazione del GNSS con altre tecnologie (sensor fusion e sistemi multimodali).

La risposta: GNSS sempre più “multimodale”

Per affrontare questi problemi, i sistemi GNSS stanno evolvendo.

Oggi si parla di GNSS multimodale, cioè integrato con altre tecnologie.

Ad esempio:

  • sensori inerziali;
  • telecamere;
  • LiDAR.

Questa integrazione permette di:

  • verificare i dati;
  • ridurre gli errori;
  • aumentare l’affidabilità;
  • validare il valore delle coordinate di posizione.

Il GNSS non può più essere considerato un sistema di positioning autonomo, ma parte di un ecosistema più ampio.

Dove trovano applicazione i GNSS oggi

I sistemi GNSS sono ormai presenti in moltissimi ambiti della vita quotidiana e professionale, spesso senza che ce ne rendiamo conto. La loro capacità di fornire informazioni precise sulla posizione li rende una tecnologia abilitante per numerose applicazioni.

Li troviamo, ad esempio, in:

  • Smartphone e navigatori → utilizzati per la navigazione stradale, la localizzazione di servizi e il tracciamento degli spostamenti, integrati con mappe digitali e applicazioni mobili;
  • Rilievi topografici e geomatica → strumenti GNSS ad alta precisione (spesso con tecnologia RTK) consentono di eseguire misurazioni centimetriche per la progettazione, il catasto e la gestione del territorio;
  • Monitoraggio di edifici, infrastrutture e ponti → i GNSS permettono di rilevare spostamenti millimetrici nel tempo, fondamentali per la sicurezza strutturale e la prevenzione dei rischi;
  • Agricoltura di precisione → impiegati per guidare macchine agricole, ottimizzare semina e fertilizzazione e ridurre l’uso di risorse, migliorando efficienza e sostenibilità;
  • Logistica e trasporti → utilizzati per il tracciamento delle flotte, la gestione dei percorsi e il monitoraggio in tempo reale di merci e veicoli;
  • Smart cities e digital twin → integrati con sensori, GIS e piattaforme digitali, i GNSS contribuiscono alla gestione intelligente delle città, dal traffico alla pianificazione urbana fino ai modelli digitali del territorio.

Sempre più spesso, come già anticipato al paragrafo precedente, i sistemi GNSS operano in sinergia con altre tecnologie - come sensori inerziali, rilievi LiDAR, droni e modelli 3D del territorio - diventando parte di ecosistemi digitali complessi e interconnessi.

Sistemi di riferimento dinamici: perché il territorio “si muove”

La crosta terrestre è soggetta a movimenti continui - dovuti a fenomeni come la tettonica delle placche, la subsidenza o le deformazioni locali - che, pur essendo spesso impercettibili, diventano rilevanti quando si lavora con precisioni centimetriche o millimetriche.

Grazie ai sistemi GNSS, oggi è possibile misurare questi movimenti con elevata accuratezza nel tempo. Questo ha portato allo sviluppo dei cosiddetti sistemi di riferimento dinamici, che non descrivono solo la posizione nello spazio, ma ne tengono conto anche della variazione nel tempo.

In altre parole, le coordinate di un punto non sono più considerate fisse, ma evolvono in funzione delle dinamiche geofisiche del territorio.

Le applicazioni sono molteplici e riguardano ambiti strategici, tra cui:

  • monitoraggio di infrastrutture e opere civili, per rilevare spostamenti e deformazioni;
  • analisi e studio dei fenomeni geologici, come movimenti tettonici o frane;
  • gestione e mitigazione del rischio sismico e ambientale.

Dalla mappa cartacea ai digital twin: il ruolo del GNSS

Negli ultimi anni, il modo di rappresentare il territorio è cambiato radicalmente.

Siamo passati:

In questo scenario, il GNSS svolge un ruolo centrale: diventa il sistema che permette di collegare tutti i dati alla loro posizione reale. La cartografia digitale ha reso i dati geografici molto più precisi, oggettivi, integrabili e aggiornabili.

GNSS e intelligenza artificiale: nasce la GeoAI

Il GNSS non lavora più da solo. Oggi è sempre più integrato con altre tecnologie, tra cui l’intelligenza artificiale. La cosiddetta GeoAI permette di analizzare grandi quantità di dati geografici in modo automatico.

Questo significa, ad esempio:

  • riconoscere elementi del territorio dalle immagini;
  • monitorare cambiamenti nel tempo;
  • supportare decisioni complesse;
  • capire se i dati GNSS siano affetti da spoofing.

In altre parole, il dato geografico non è più solo “posizione”, ma diventa informazione intelligente.

🔎 Per approfondire sui sistemi GNSS consigliamo di consultare la pagina dedicata sul sito dell'ESA a questo LINK


Domande frequenti sui GNSS

Cos’è il GNSS?
Il GNSS (Global Navigation Satellite System) è un sistema che permette di determinare la posizione sulla Terra utilizzando segnali inviati dai satelliti. È la tecnologia che integra il GPS ed altri sistemi utilizzati quotidianamente in smartphone, navigatori e strumenti professionali.

GNSS e GPS sono la stessa cosa?
No. Il GPS è uno dei sistemi GNSS, sviluppato dagli Stati Uniti. Il termine GNSS indica invece l’insieme di tutte le costellazioni satellitari globali, tra cui GPS, Galileo, GLONASS e BeiDou.

Come funziona il GNSS?
Il GNSS funziona tramite la ricezione di segnali radio trasmessi dai satelliti. Il ricevitore misura il tempo impiegato dal segnale per arrivare dal satellite al ricevitore e calcola la distanza dai satelliti. Combinando più distanze, determina la propria posizione attraverso un processo chiamato trilaterazione.

Quanti satelliti servono per determinare la posizione?
Per calcolare una posizione (latitudine, longitudine e altitudine) sono necessari almeno quattro satelliti. Il quarto serve anche a correggere eventuali errori di sincronizzazione temporale, ed è indispensabile per calcolare la quota ellissoidica.

Cosa significa GNSS?
Il termine GNSS indica l’utilizzo combinato di più sistemi satellitari (es. GPS, Galileo, GLONASS, BeiDou). Questo approccio aumenta il numero di satelliti disponibili e migliora precisione, affidabilità e continuità del segnale.

Cos’è lo spoofing GNSS?
Lo spoofing è un attacco che consiste nell’inviare segnali GNSS falsi per ingannare il ricevitore e fargli calcolare una posizione errata. È particolarmente pericoloso perché il sistema sembra funzionare correttamente, ma fornisce dati falsati.

Cos’è il jamming GNSS?
Il jamming consiste nel disturbare o bloccare il segnale GNSS tramite interferenze radio. In questo caso il ricevitore non riesce più a determinare la posizione o perde il segnale.

Dove vengono utilizzati i sistemi GNSS?
I sistemi GNSS sono utilizzati in numerosi ambiti:

  • navigazione (auto, smartphone, aerei, navi)
  • rilievo topografico
  • monitoraggio di infrastrutture
  • agricoltura di precisione
  • logistica e trasporti
  • smart cities

Perché il GNSS è oggi così importante?
Il GNSS é fondamentale perché consente di localizzare oggetti e persone in modo preciso e continuo. É alla base di molte tecnologie digitali moderne e rappresenta un’infrastruttura essenziale per la gestione del territorio, delle infrastrutture e dei servizi.

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