Grattacieli e città europea: perché l'edificio alto deve prima di tutto costruire la città
A Tall Buildings 2026, Cino Zucchi riflette sul ruolo dei grattacieli nella città europea, sostenendo che il valore dell'edificio alto dipende dalla sua capacità di costruire spazio pubblico e dialogare con il contesto urbano. Attraverso l'esempio di Milano, evidenzia come qualità progettuale, densità e identità urbana debbano procedere insieme per dare forma a città più vivibili e sostenibili.
Qual è il ruolo del grattacielo nella città europea contemporanea? Durante Tall Buildings 2026, Cino Zucchi ha affrontato il tema andando oltre il semplice confronto tra edifici alti e skyline, proponendo una riflessione sul rapporto tra architettura, spazio pubblico e identità urbana. Attraverso l'evoluzione di Milano, l'architetto mostra come il valore di una torre non risieda solo nella sua forma, ma soprattutto nella capacità di dialogare con il contesto, costruire relazioni urbane e contribuire alla qualità della città.
Tra skyline e identità urbana: la sfida europea dell'edificio alto
Per decenni il grattacielo è stato interpretato come simbolo di modernità, potenza economica e innovazione tecnologica. Ma nelle città europee, dove la stratificazione storica rappresenta un valore irrinunciabile, costruire in altezza significa confrontarsi con un patrimonio urbano complesso, nel quale ogni nuovo intervento modifica non soltanto lo skyline, ma anche il rapporto tra gli spazi pubblici, il paesaggio e la vita quotidiana.
È proprio su questo tema che si concentra la riflessione proposta da Cino Zucchi durante "Tall Buildings 2026". Più che una lezione sulla progettazione dei grattacieli, il suo intervento diventa un viaggio attraverso oltre un secolo di evoluzione urbana milanese, utilizzato come chiave di lettura per affrontare una domanda destinata a interessare tutte le città europee: quando un edificio alto rappresenta realmente un valore per la città?
Milano come laboratorio dell'edificio alto europeo
Per comprendere il presente occorre partire dalla storia. Zucchi ricostruisce l'evoluzione verticale di Milano mostrando come la città sia rimasta sostanzialmente orizzontale fino alla metà dell'Ottocento, con un profilo urbano dominato quasi esclusivamente dalle architetture religiose.
La tensione verso l'altezza, tuttavia, non è un fenomeno recente. Dalle torri medievali fino alle sperimentazioni del Novecento, Milano ha progressivamente costruito un proprio linguaggio, alimentato dal dialogo continuo con le esperienze internazionali, in particolare con il modello americano del grattacielo.
Negli anni della ricostruzione il tema dell'edificio alto assume una nuova centralità. Il Piano del Centro Direzionale, le realizzazioni di Gio Ponti, Luigi Mattioni, i BBPR e numerosi altri protagonisti dell'architettura italiana danno forma a una stagione nella quale il grattacielo non viene concepito come un oggetto autonomo, ma come parte integrante del tessuto urbano.
Secondo Zucchi, proprio questa rappresenta una delle principali lezioni dell'architettura milanese del secondo dopoguerra: l'edificio alto mantiene sempre un rapporto diretto con la città attraverso il basamento, gli spazi pubblici e la continuità del fronte stradale. Non è soltanto una questione estetica, ma un preciso principio urbanistico.
Tall Buildings 2026: il ruolo dei grattacieli nella rigenerazione urbana tra sostenibilità e densificazione
La 15° Edizione del Convegno "Tall Buildings – Rigenerazione urbana" 2026, organizzato da Guamari, ha analizzato il ruolo degli edifici alti nei processi di trasformazione urbana, tra sostenibilità, innovazione tecnologica ed esperienze internazionali, offrendo strumenti utili a progettisti e operatori del settore. L'evento si è tenuto il 30 giugno 2026 presso la Triennale di Milano. Ingenio è stato media partner dell'evento.
LEGGI L'APPROFONDIMENTO
Dal grattacielo-oggetto al grattacielo che costruisce spazio pubblico
Uno dei concetti più forti dell'intervento riguarda il modo in cui il grattacielo "tocca terra".
Per Zucchi il valore di una torre non si misura esclusivamente nella qualità dell'architettura o nella sua capacità di diventare un'icona riconoscibile. Il vero giudizio riguarda lo spazio che genera attorno a sé.
È una critica implicita ai modelli urbanistici che hanno prodotto edifici isolati circondati da parcheggi o da spazi privi di relazioni urbane. In questi casi il problema non è tanto l'altezza, quanto la perdita della continuità della città.
Al contrario, i migliori esempi della tradizione milanese dimostrano come sia possibile inserire edifici alti all'interno del tessuto storico attraverso basamenti urbani, piazze, percorsi pedonali e fronti edilizi capaci di mantenere vivo il rapporto con la strada.
L'edificio alto, quindi, non deve essere considerato un oggetto autonomo, ma un dispositivo urbano capace di costruire relazioni, accogliere funzioni diverse e migliorare la qualità dello spazio pubblico.
La densità non coincide con l'altezza
Nel dibattito contemporaneo la sostenibilità viene spesso associata alla costruzione verticale. Zucchi invita però a evitare semplificazioni.
La densità urbana non dipende automaticamente dall'altezza degli edifici. Città molto compatte possono raggiungere elevate densità anche senza grattacieli, mentre edifici molto alti possono occupare porzioni di territorio relativamente estese senza produrre una reale intensificazione urbana.
Richiamando gli studi di Leslie Martin, l'architetto sottolinea come la densità possa essere ottenuta attraverso modelli urbani molto differenti tra loro. Per questo motivo il progetto della città non può limitarsi a contrapporre edifici bassi e torri, ma deve affrontare contemporaneamente temi come permeabilità del suolo, qualità degli spazi aperti, mix funzionale e capacità di adattamento nel tempo.
Un altro elemento fondamentale riguarda la durata della città. Mentre gli investimenti immobiliari seguono cicli economici relativamente brevi, gli edifici e gli spazi urbani sono destinati a vivere per decenni o addirittura secoli. Una buona architettura deve quindi essere in grado di accogliere trasformazioni future senza perdere qualità urbana.
Lo skyline come responsabilità collettiva
Negli ultimi anni Milano ha visto crescere rapidamente il proprio skyline, diventando la città italiana con la maggiore concentrazione di edifici alti.
Per Zucchi questo fenomeno rappresenta un'importante occasione progettuale, ma anche una responsabilità. Ogni nuova torre modifica il paesaggio urbano e dialoga con monumenti, quartieri storici e spazi pubblici ben oltre il proprio lotto di intervento.
Il Bosco Verticale costituisce un esempio significativo di questa trasformazione. Il suo successo, osserva l'architetto, non deriva soltanto dalla qualità del progetto, ma soprattutto dalla forza simbolica dell'immagine che unisce vegetazione ed edificio alto, diventando parte dell'immaginario collettivo ben oltre i confini dell'architettura.
Proprio questa dimensione paesaggistica rende il progetto dell'edificio alto una questione che riguarda l'intera città e non soltanto il singolo intervento edilizio.
Il futuro dei grattacieli europei passa dalla qualità del progetto urbano
Nella parte conclusiva del suo intervento, Zucchi presenta alcuni progetti sviluppati dal proprio studio, nei quali il tema dell'edificio alto viene affrontato privilegiando il rapporto con lo spazio aperto, la costruzione delle piazze, la continuità del tessuto urbano e la qualità degli spazi collettivi.
La conclusione sintetizza efficacemente il messaggio dell'intera relazione: il problema non è essere favorevoli o contrari ai grattacieli. La vera questione è capire dove costruirli e come progettarli.
Per le città europee l'edificio alto può rappresentare una risorsa soltanto se inserito nei luoghi appropriati e progettato con una piena consapevolezza della propria responsabilità urbana e paesaggistica. Perché un grattacielo modifica lo skyline, ma soprattutto cambia il modo in cui le persone vivono la città ai suoi piedi.
DI SEGUITO L'INTERVENTO INTEGRALE DI CINO ZUCCHI.
Il testo è stato elaborato mediante la videoregistrazione dell'intervento, con l'aiuto di strumenti di IA (ChatGpT).
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