Guida all’SRI (Smart Readiness Indicator), il nuovo indicatore di intelligenza degli edifici
L’SRI è il nuovo indice europeo che misura il livello di intelligenza degli edifici, valutandone automazione, digitalizzazione e interazione con la rete. Integrato all’APE, diventerà uno strumento chiave per professionisti e mercato nella transizione energetica
La certificazione energetica degli edifici italiani è destinata ad evolversi in maniera importante: presto farà il suo ingresso lo Smart Readiness Indicator (SRI), lo strumento europeo pensato per misurare il grado di “intelligenza” degli edifici.
Non si tratta più soltanto di attribuire una classe energetica basata su consumi e prestazioni termiche: con lo SRI entrano in gioco fattori come automazione, digitalizzazione, domotica e capacità di interazione con le reti energetiche. In altre parole, la qualità di un immobile dipenderà soltanto dall’efficienza energetica, ma anche dal suo livello di “smartness” tecnologica.
Questo passaggio segna un cambio di paradigma per professionisti, proprietari e mercato immobiliare: la vera domanda, oggi, non è più soltanto quanto consuma un edificio, ma anche quanto è pronto ad adattarsi, monitorarsi e dialogare con gli utenti e con il sistema energetico esterno.
Smart Readiness Indicator (SRI), cos’è
Lo Smart Readiness Indicator (SRI) misura la prontezza tecnologica dell’edificio: è un indice che valuta quanto un edificio sia “intelligente” e in grado di ottimizzare le performance energetiche, adattare il proprio funzionamento in base alle esigenze degli occupanti e alle condizioni ambientali esterne.
L'introduzione dello Smart Readiness Indicator (SRI) non è un'iniziativa isolata, ma si inserisce in una strategia europea finalizzata al raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050. Il settore edilizio è stato identificato come un pilastro fondamentale di questa transizione per ragioni quantitative ineludibili: gli edifici, infatti, sono responsabili di circa il 40% del consumo energetico totale e del 36% delle emissioni di gas a effetto serra legate all'energia. La maggior parte di questo consumo è attribuibile ai servizi di riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda sanitaria.
Di fronte a questi dati, appare evidente che qualsiasi politica climatica seria non può prescindere da un intervento radicale e profondo sul parco immobiliare esistente e di nuova costruzione. In questo quadro si collocano iniziative faro come il pacchetto "Fit for 55", che mira a ridurre le emissioni nette di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990 e la "Renovation Wave Strategy", che si prefigge di raddoppiare il tasso di riqualificazione energetica degli edifici nei prossimi 10 anni.
Lo SRI emerge come uno strumento operativo concepito per accelerare e guidare questa trasformazione. La sua logica di fondo è che per decarbonizzare efficacemente il settore non basta più agire solo sull'involucro (isolamento) o sull'efficienza dei singoli generatori (caldaie, pompe di calore). È necessario intervenire sulla gestione dinamica e intelligente dei flussi energetici all'interno dell'edificio e tra l'edificio e le reti esterne.
Lo SRI, quindi, non è un obiettivo in sé, ma un mezzo per raggiungere un fine più alto: un parco immobiliare decarbonizzato, efficiente e resiliente, in linea con gli obiettivi climatici europei.
L’intelligenza dell’edificio
Per comprendere appieno il ruolo dell’SRI, è fondamentale definire cosa si intende per smartness, ossia intelligenza di un edificio. Il concetto va oltre la semplice efficienza energetica, così come misurata da indicatori tradizionali quali l'EPI o la classe energetica dell’APE.
Un edificio ad energia quasi zero (nZEB) può essere estremamente efficiente dal punto di vista del bilancio energetico teorico, ma non necessariamente "intelligente" nel suo funzionamento quotidiano.
La normativa europea definisce la smartness come la capacità di un edificio di “percepire, interpretare, comunicare e rispondere attivamente ed efficientemente a condizioni mutevoli”.
Queste condizioni si riferiscono a 3 ambiti interconnessi:
- il funzionamento dei sistemi tecnici dell'edificio: la capacità di ottimizzare l'interazione tra impianti di riscaldamento, ventilazione, illuminazione, ecc.;
- le esigenze degli occupanti: la capacità di adattare le condizioni di comfort (termico, visivo, qualità dell'aria) in base alla presenza e alle preferenze degli utenti;
- l'ambiente esterno, in particolare le reti energetiche: la capacità di dialogare con la rete elettrica, modulando i propri consumi in risposta a segnali di prezzo o di carico (demand response).

Questa definizione segna un passaggio fondamentale da una visione statica di edificio a una visione dinamica della prestazione edilizia.
L'introduzione dello SRI rappresenta una diretta evoluzione delle politiche edilizie europee, nata per colmare le lacune intrinseche degli indicatori di prestazione tradizionali.
Mentre l'APE valuta un'efficienza teorica e statica, basata principalmente sulle caratteristiche dell'involucro e degli impianti, lo SRI è stato concepito per misurare l'intelligenza operativa e la flessibilità dinamica. Queste capacità sono essenziali per l'integrazione degli edifici nelle future smart grid, sempre più dipendenti da fonti rinnovabili intermittenti e per gestire nuovi carichi come la ricarica dei veicoli elettrici.
L'edificio non è più visto come un consumatore passivo di energia, ma come un prosumer (produttore-consumatore) attivo e reattivo, capace di contribuire alla stabilità e all'efficienza del sistema energetico nel suo complesso.
Questa evoluzione concettuale implica una convergenza sempre più stretta tra il settore delle costruzioni e i settori dell'Information and Communication Technology (ICT) e dell'Internet of Things (IoT). Per i tecnici del settore questo significa che la progettazione di un edificio non riguarda più solo la composizione architettonica, il calcolo delle strutture e gli impianti, ma si estende alla progettazione dell'infrastruttura digitale, alla gestione dei dati, alla sicurezza informatica e all'interoperabilità dei sistemi.
La valutazione della "smartness" tramite servizi abilitati da sensori, attuatori, BACS e protocolli di comunicazione sposta il focus professionale. I professionisti che tradizionalmente si sono concentrati sull'ingegneria civile o meccanica dovranno sviluppare competenze nel campo del digitale per progettare edifici in grado di ottenere punteggi SRI elevati.
Ciò ha profonde implicazioni anche per i percorsi formativi universitari, l'aggiornamento professionale continuo e la struttura stessa degli studi di progettazione.
Gli obiettivi dell’SRI
Lo Smart Readiness Indicator si articola su tre obiettivi principali, tecnici, culturali e di mercato, riassunti di seguito:
- sensibilizzare e creare consapevolezza: il primo obiettivo è aumentare la consapevolezza di proprietari, inquilini, investitori e progettisti riguardo al valore aggiunto offerto dall'automazione e dal monitoraggio elettronico dei sistemi tecnici. L’SRI traduce i benefici, spesso astratti, delle tecnologie smart (come il comfort migliorato, i risparmi operativi e la flessibilità) in un punteggio tangibile e comprensibile, indicativo dei reali risparmi ottenibili;
- creare un linguaggio comune e un benchmark europeo: mira a stabilire un sistema di valutazione armonizzato per la "smartness" degli edifici in tutta l'Unione Europea. Questo crea una sorta di benchmark che permette di confrontare le prestazioni di edifici diversi in mercati diversi, fornendo un "linguaggio comune" a tutti gli attori della filiera, dai produttori di tecnologie ai gestori immobiliari;
- stimolare l'innovazione tecnologica e gli investimenti: fornendo un incentivo di mercato chiaro, l'implementazione dell’SRI è destinata a supportare l'innovazione tecnologica nel settore delle costruzioni. La possibilità di ottenere un rating SRI elevato spinge i committenti a integrare tecnologie all'avanguardia e i produttori a sviluppare soluzioni sempre più performanti e interoperabili. Questo, a sua volta, può sbloccare investimenti nel settore, rendendo più tangibili e misurabili i ritorni derivanti dall'adozione di soluzioni intelligenti.
In definitiva, un punteggio SRI elevato non è solo un attestato di conformità normativa, ma un vero e proprio indicatore di valore per l'edificio. Segnala una prontezza tecnologica che si traduce in una gestione più efficiente, in un maggior comfort per gli occupanti e in una riduzione dei costi operativi nel lungo termine.
Caratteristiche e metodologia di calcolo dell’SRI
La metodologia SRI è costruita attorno alla valutazione della capacità di un edificio di eseguire 3 funzionalità chiave:
- Ottimizzazione efficienza energetica e prestazioni complessive: questa funzionalità valuta la capacità dell'edificio di andare oltre l'efficienza statica dell'involucro e degli impianti per raggiungere un'ottimizzazione dinamica delle prestazioni durante il funzionamento reale. Include servizi e tecnologie che consentono di:
- adattare il consumo energetico in base a dati in tempo reale (es. condizioni climatiche, occupazione);
- massimizzare l'autoconsumo di energia prodotta da fonti rinnovabili in loco (es. fotovoltaico);
- facilitare la manutenzione predittiva e la diagnosi dei guasti degli impianti, garantendo che le prestazioni rimangano ottimali nel tempo;
- fornire report dettagliati sul consumo energetico per identificare opportunità di miglioramento.
- Adattamento alle esigenze degli occupanti: questa funzionalità pone l'utente al centro del sistema edificio-impianto, misurando la capacità di garantire comfort, salute e benessere in modo reattivo e personalizzato. I servizi valutati in questo ambito includono:
- controllo individuale e personalizzato dei parametri di comfort, come la temperatura in ogni singolo ambiente, l'illuminazione e la ventilazione;
- mantenimento di condizioni interne salubri, ad esempio attraverso il monitoraggio e il controllo dei livelli di CO2 o di altri inquinanti indoor;
- fornire agli occupanti interfacce utente intuitive e informazioni chiare sull'uso dell'energia, promuovendo comportamenti consapevoli;
- garantire accessibilità e convenienza, ad esempio tramite controlli automatizzati o remoti.
- Adattamento alla rete elettrica: questa è forse la funzionalità più innovativa e strategica, in quanto misura la capacità dell'edificio di agire come un partecipante attivo e collaborativo nel sistema energetico. Valuta la predisposizione a:
- rispondere a segnali esterni provenienti dalla rete elettrica (demand response), ad esempio riducendo o posticipando i carichi durante le ore di punta o quando i prezzi dell'energia sono elevati;
- sfruttare la capacità di accumulo termico (es. massa dell'edificio) o elettrico (es. batterie) per immagazzinare energia quando è abbondante e a basso costo (tipicamente da fonti rinnovabili) e rilasciarla quando necessario;
- gestire in modo intelligente la ricarica dei veicoli elettrici, ad esempio programmandola nelle ore notturne o in base alla disponibilità di energia rinnovabile.

Come si valuta l’SRI
Il cuore della metodologia SRI è un approccio di valutazione multi-criterio che può essere impostato come una matrice.
Questa struttura permette di analizzare in modo sistematico come i diversi sistemi tecnologici di un edificio contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi di intelligenza.

Le dimensioni della matrice sono:
- i domini tecnici;
- i criteri di impatto.
I 9 domini tecnici
I servizi “smart-ready" sono raggruppati in 9 domini tecnici, che coprono la quasi totalità dei sistemi impiantistici e tecnologici di un edificio moderno:
- riscaldamento: sistemi di generazione, distribuzione, emissione e accumulo del calore;
- raffrescamento: sistemi di generazione, distribuzione, emissione e accumulo del freddo;
- acqua calda sanitaria (ACS): sistemi di produzione e accumulo di acqua calda per usi igienico-sanitari;
- ventilazione: sistemi di ventilazione meccanica controllata, inclusi recupero di calore e controllo della qualità dell'aria;
- illuminazione: sistemi di illuminazione artificiale e loro interazione con la luce naturale;
- involucro dinamico dell'edificio: componenti dell'involucro con proprietà variabili, come schermature solari mobili o vetrate intelligenti;
- elettricità: gestione dei carichi elettrici, produzione locale e sistemi di accumulo;
- ricarica di veicoli elettrici: infrastrutture per la ricarica e loro gestione intelligente;
- monitoraggio e controllo: il cervello dell'edificio, ovvero i sistemi BACS, i sensori e le piattaforme di gestione che sovrintendono e integrano gli altri domini.
I 7 tipi di impatto
Le prestazioni dei servizi all'interno di ciascun dominio sono valutate in base alla loro capacità di produrre sette tipi di impatto:
- efficienza energetica: capacità di ridurre il consumo di energia a parità di servizio reso;
- manutenzione e previsione guasti: capacità del sistema di autodiagnosticarsi, segnalare anomalie e facilitare interventi di manutenzione mirati;
- comfort: capacità di mantenere condizioni ottimali di comfort termico, visivo, acustico e qualità dell'aria;
- convenienza: facilità d'uso, automazione delle attività ripetitive e miglioramento generale dell'esperienza dell'utente;
- salute, benessere e accessibilità: impatti positivi sulla salute degli occupanti (es. qualità dell'aria, illuminazione, ecc.) e garanzia di accessibilità per tutti gli utenti;
- informazioni agli occupanti: capacità di fornire agli utenti dati chiari e utili sui consumi e sul funzionamento dei sistemi, per promuovere comportamenti virtuosi;
- flessibilità energetica e stoccaggio: capacità di modulare la domanda di energia e di interagire con la rete, come descritto nella terza funzionalità chiave.
La valutazione SRI, quindi, non si limita a valutare la presenza di un sistema di riscaldamento, ma analizza in dettaglio quali servizi intelligenti quel sistema offre, come ad es. controllo della temperatura per singolo ambiente, regolazione climatica, ecc. e come ciascuno di questi servizi impatta su efficienza, comfort, flessibilità e gli altri criteri.
Entrando nello specifico, per ogni coppia dominio/criterio di impatto, occorre assegnare un punteggio che può essere discretizzato, ad esempio da 0 a 4 (o altra scala), dove il livello di smartness aumenta in relazione alla complessità e all’automazione delle funzionalità, oppure da 0% a 100%:
- 100%: il dominio impiantistico raggiunge il massimo livello di smartness per quel criterio (es. sistema HVAC completamente automatizzato, con feedback in tempo reale).
- 0%: il dominio è privo di qualsiasi funzionalità intelligente (es. caldaia manuale senza termostati o sensori).

Il punteggio complessivo SRI di un edificio si ottiene sommando le valutazioni di tutti i domini per tutti i criteri.
Un edificio che il massimo per ogni combinazione avrebbe idealmente uno SRI pari al 100%.

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