Guida operativa per il rilievo ai fini della certificazione energetica
L’articolo fornisce una guida pratica alla raccolta dati per APE, Legge 10 e pratiche fiscali, evidenziando rilievo dell’involucro, impianti, ponti termici e criticità come muffe e condense. Indica gli errori più comuni da evitare e mostra come l’integrazione tra Euclide SCE ed Euclide Certificazione Energetica permetta un flusso di lavoro digitale completo e riutilizzabile.
La guida spiega come impostare e svolgere il rilievo necessario a APE, Relazioni ex Legge 10 e pratiche per detrazioni, concentrandosi su involucro opaco, serramenti, ponti termici e impianti. Indica quali documenti preparare, quali misure e informazioni raccogliere in sito e dove si annidano gli errori più frequenti (in particolare su volumi non riscaldati e regolazione impianti). Chiude mostrando il passaggio da sopralluogo a modello tramite un flusso digitale in cloud con import dei dati nel software di calcolo.
Perché il sopralluogo conta davvero
La qualità di un APE, di una relazione ex Legge 10 o di una diagnosi energetica dipende in larga misura da come viene svolto il sopralluogo.
Strumenti digitali come la web app Euclide SCE – Sopralluogo Certificatore Energetico, utilizzabile da tablet o notebook, consentono di strutturare il rilievo in modo ordinato e riutilizzabile, riducendo errori e doppie trascrizioni.
I dati rilevati possono poi essere importati nel software Euclide Certificazione Energetica, che gestisce APE, Legge 10 e pratiche per detrazioni fiscali.
Prima del sopralluogo: impostare la pratica
Documenti da avere, quando possibile:
- Planimetria catastale (PDF/DWG);
- eventuali elaborati di progetto (architettonici/strutturali);
- APE e relazioni esistenti;
- libretti di impianto / centrale e schede tecniche dei generatori;
- documentazione di interventi recenti (cappotti, serramenti, generatori, VMC, fotovoltaico, solare termico).
Questi file possono essere caricati nella sezione documentale della pratica in Euclide SCE per averli disponibili in sopralluogo.
Inquadramento dell’edificio
All’arrivo:
- confermare indirizzo, Comune, foglio/particella;
- rilevare numero di piani e posizione dell’unità (scala, piano, interno);
- determinare esposizioni principali (bussola o app);
- individuare unità adiacenti, locali non riscaldati, box, sottotetti.
Involucro opaco
Vani
Sulla planimetria catastale:
- definire vani (soggiorno, camere, cucina, servizi) o un vano “calcolo” unico se coerente con il modello;
- annotare per ciascuno:
- superficie utile;
- altezza netta;
- destinazione d’uso.
In Euclide SCE il vano viene posizionato in planimetria, con i dati inputati importabili e modificabili successivamente in Euclide Certificazione Energetica.

Pareti disperdenti
Per ogni parete verso esterno o verso volume non riscaldato:
- lunghezza e altezza;
- orientamento;
- tipo di contatto: esterno, vano scala, sottotetto, box, portico, ecc.;
- note indicative su stratigrafia:
- epoca costruttiva;
- presenza di cappotto o isolamento.
Volendo, è già possibile selezionare la struttura fra quelle presenti nell’archivio di Euclide Certificazione Energetica, dove si trovano anche le strutture personalizzate impostate dall’utente.
In alternativa, per semplicità e velocità, durante il sopralluogo ci si può limitare a inserire solo i dati di misura (lunghezze, altezze, dati geometrici e orientamenti) e rimandare ad una fase successiva in ufficio l’associazione delle stratigrafie.
Serramenti e schermature
Dati essenziali:
- dimensioni (larghezza × altezza);
- tipologia (finestra, portafinestra, scorrevole, vasistas);
- materiale telaio (PVC, legno, alluminio con/senza taglio termico);
- tipo di vetro (singolo/doppio/basso emissivo/triplo);
- presenza e caratteristiche dei cassonetti;
- schermature solari (tapparelle, persiane, tende, frangisole) e uso prevalente.
È utile documentare con alcune foto “tipiche” per giustificare le assunzioni di trasmittanza.
Ponti termici
In sopralluogo vanno almeno segnalati:
- angoli di facciata (sporgenti o rientranti);
- balconi e logge;
- solai passanti;
- pilastri e travi in facciata;
- cassonetti e giunti serramento-muratura.
In Euclide SCE è possibile associare a ciascuna parete la presenza di balcone, angolo, ecc.; queste informazioni vengono poi utilizzate in Euclide Certificazione Energetica, all’interno del wizard per l’inserimento dei ponti termici, per gestire correttamente il loro contributo al calcolo.
Coperture, solai, locali non riscaldati
Non trascurare:
- solaio superiore:
- verso sottotetto o verso copertura piana;
- presenza o meno di isolamento;
- solaio inferiore:
- verso terra, cantine, box, pilotis;
- eventuale vespaio o isolamento;
- locali non riscaldati (vani scala, box, sottotetti, portici chiusi):
- volume indicativo;
- grado di chiusura/ventilazione;
- contatti con l’unità riscaldata.
Un’errata classificazione di questi volumi porta a stime distorte delle dispersioni.
Impianti
Generazione
Dati da rilevare (preferibilmente da libretto e/o targa):
- tipologia del generatore (es. caldaia tradizionale/condensazione, pompa di calore, biomassa, teleriscaldamento, ecc.)
- servizi coperti (riscaldamento, ACS, raffrescamento)
- combustibile
- potenza nominale
- rendimento oppure classe di efficienza (quando disponibile)
- anno di installazione
Nota operativa: in sopralluogo è utile impostare già lo schema (generatore combinato o più generatori) coerente con quello che verrà poi usato nel calcolo.
Distribuzione, emissione, ACS
Raccogliere informazioni su:
- schema di distribuzione (montanti/collettori, passaggi in locali non riscaldati, isolamento delle tubazioni)
- sistemi di emissione (radiatori, pannelli radianti, ventilconvettori, split, ecc.)
- produzione ACS (istantanea o con accumulo, PdC dedicate, solare termico, ecc.)
- eventuale presenza di VMC
Regolazione e contabilizzazione
Elementi che incidono sui rendimenti e che vanno descritti con attenzione:
- termostato/i ambiente (anche per zone)
- valvole termostatiche
- regolazione climatica con sonda esterna
- contabilizzazione (ripartitori o contatori diretti)
- eventuali sistemi evoluti/domotici
Stato di fatto, muffe, patologie
Da annotare e localizzare:
- tracce di umidità e muffe (angoli freddi, pareti esposte a nord, dietro arredi)
- condense su pareti e serramenti
- distacchi d’intonaco ed efflorescenze
Buona pratica: segnare i punti critici in planimetria e associare note e foto, perché tornano utili in diagnosi, relazioni e proposte d’intervento.

Foto e allegati
Percorso fotografico minimo consigliato
- esterni (fronti principali, coperture accessibili, balconi)
- interni (1–2 scatti per vano rappresentativo)
- dettagli di ponti termici e patologie
- centrale termica/locali tecnici (generatori, collettori, dispositivi di contabilizzazione)
- regolazione (termostati, quadri, dispositivi “smart”)
Archiviare foto e documenti nella pratica digitale consente consultazione e verifica anche da remoto.
Due aspetti critici da non trascurare
Locali non riscaldati e confini termici
- distinguere con chiarezza tra esterno, volume non riscaldato e ambiente riscaldato
- verificare i contatti reali tra unità e vani scala, sottotetti, box, ecc.
Nota: una classificazione errata altera in modo sensibile il fabbisogno e quindi gli esiti di APE/Legge 10.
Dal sopralluogo al modello: integrazione Euclide SCE + Euclide Certificazione Energetica
Un flusso digitale integrato rende il sopralluogo non solo più ordinato, ma direttamente operativo:
- Euclide SCE:
- gestisce sopralluoghi su base cloud con planimetrie, vani, elementi disperdenti, impianti, note, foto, documenti;
- consente di lavorare da tablet o notebook in cantiere.
- Euclide Certificazione Energetica:
- importa i dati da Euclide SCE con la funzione di composizione guidata;
- consente di creare pratiche di APE, Legge 10 e detrazioni fiscali, per edifici di qualunque t ipologia e impianti complessi;
- è un software certificato CTI, aggiornato alle normative nazionali e regionali.

Check-list sintetica per il sopralluogo
-
Dati generali
- indirizzo/comune/identificativi, piano/interno
- destinazione d’uso, anno, principali ristrutturazioni
-
Involucro
- vani e superfici
- pareti disperdenti (dimensioni, orientamento, contatti)
- coperture e solai
- prime ipotesi di stratigrafia
-
Serramenti
- dimensioni, tipologia, materiale, vetro
- cassonetti e schermature
-
Ponti termici e criticità
- angoli, balconi, solai passanti, pilastri
- muffe, condense, infiltrazioni
-
Impianti
- generatori (tipo, potenza, anno, rendimenti/classi se disponibili)
- distribuzione, emissione, ACS, VMC
- regolazione e contabilizzazione
-
Documentazione
- foto con percorso standard
- libretti, schede tecniche, vecchi APE/relazioni
Per approfondire
Continua a leggere l'articolo nel PDF in allegato.
FAQ tecniche + Rilievo per APE e Legge 10: dati completi e riutilizzabili Euclide
1. Che cos’è la guida operativa e a cosa serve?
- È una traccia di lavoro per organizzare il sopralluogo finalizzato a certificazione energetica e pratiche correlate.
- Aiuta a raccogliere dati geometrici e tecnici in modo coerente e documentabile.
- Riduce omissioni e doppie trascrizioni, soprattutto quando si gestiscono più pratiche sullo stesso immobile.
2. In quali contesti si usa (APE, Legge 10, detrazioni)?
- È pensata per APE, Relazione tecnica ex Legge 10 e per pratiche legate a interventi agevolati.
- Il rilievo diventa “base dati” unica: utile sia nello stato di fatto sia per simulazioni di intervento.
- Vale per unità singole e condomini, in funzione del modello adottato e della documentazione disponibile.
3. Quali prestazioni/requisiti incidono di più e quali dati non devono mancare?
- Contano confini termici corretti, superfici/volumi, orientamenti e tipologie di strutture disperdenti.
- Per serramenti: dimensioni, telaio, vetro, cassonetti e schermature; per ponti termici: balconi, angoli, solai passanti, giunti serramento-muratura.
- Per impianti: tipologia, servizi coperti, potenze/anno, distribuzione, emissione e regolazione (senza inventare valori: si lavora da targa/libretto e assunzioni motivate).
4. Quali vantaggi rispetto a un sopralluogo “non strutturato”?
- Meno dati persi e meno incoerenze tra planimetria, misure e descrizione del sistema edificio-impianto.
- Maggiore tracciabilità: foto, note e documenti collegati ai punti critici (ponti termici, patologie, locali tecnici).
- Dati più facilmente riutilizzabili tra APE, Legge 10 e diagnosi/interventi.
5. Indicazioni di posa/integrazione progettuale: quali nodi vanno “letti” in rilievo?
- Identifica i nodi tipici che generano dispersioni: balconi/logge, angoli, pilastri e travi in facciata, solai passanti, cassonetti e contorni serramento.
- Verifica i contatti con vani scala, box, sottotetti e portici chiusi: definiscono il confine termico reale.
- Se la stratigrafia non è certa, si può rilevare la geometria in sito e rimandare l’associazione delle stratigrafie a una fase d’ufficio, documentando le assunzioni.
6. Comfort, sicurezza, durabilità: come entrano in gioco muffe e condense?
- Muffe e condense sono “segnali” di ponti termici, ventilazione insufficiente o gestione impiantistica non adeguata.
- Vanno mappate in planimetria con foto e note (angoli freddi, pareti nord, dietro arredi, serramenti).
- Queste evidenze aiutano diagnosi e proposte di intervento orientate a comfort indoor e prevenzione del degrado.
7. Errori tipici da evitare e criteri di scelta per il progettista/certificatore
- Errore ricorrente: classificare male locali non riscaldati e confini termici (porta a dispersioni sovra/sottostimate).
- Altro errore: descrivere in modo generico la regolazione (termostati, valvole, climatica, contabilizzazione), con impatto sui rendimenti.
- Criterio pratico: usa una check-list minima e un percorso fotografico standard; se un dato non è verificabile, dichiarare l’assunzione e motivarla con evidenze (foto, libretti, epoca costruttiva).
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