Il BIM per il recupero degli edifici storici: il caso studio del Real Albergo dei Poveri di Napoli
Il BIM si conferma strumento strategico per migliorare produttività e qualità progettuale, soprattutto nella complessità unica degli edifici storici. L’esperienza di Napoli con l’Albergo dei Poveri mostra i vantaggi di un approccio calibrato e funzionale. La relazione di Domenico Asprone (UniNapoli) ai SAIE Lab
La trasformazione digitale del settore delle costruzioni non è più un’opzione, ma una necessità. A ricordarlo è stato Domenico Asprone, professore dell’Università Federico II di Napoli, intervenuto durante la Giornata dei SAIE Lab di Napoli, con un focus su come il BIM e le nuove tecnologie di gestione delle informazioni possano rappresentare un alleato strategico nella progettazione e nella conservazione degli edifici storici.
Dal problema della produttività alla svolta digitale
L’industria delle costruzioni, storicamente, ha sofferto di una stagnazione della produttività, in netto contrasto con altri settori industriali che, grazie all’innovazione tecnologica, hanno registrato costanti miglioramenti. La causa principale? Una gestione delle informazioni spesso frammentata e poco standardizzata, aggravata dalla complessità del cantiere che, a differenza di altri ambiti, non consente la prototipazione.
È da questa consapevolezza che, a partire dagli anni 2000, i legislatori in diversi Paesi hanno scelto di spingere la digitalizzazione del comparto, individuando nel BIM (Building Information Modeling) lo strumento chiave per ridurre inefficienze, coordinare le discipline progettuali e migliorare la qualità dei processi.
BIM e patrimonio storico: complessità unica
Se già nell’edilizia ordinaria il BIM può fare la differenza, negli edifici storici il suo ruolo diventa cruciale. Qui la complessità raggiunge l’apice: architettura, storia, ingegneria dei materiali, impiantistica, domotica e logistica di cantiere devono dialogare in un quadro unico e irripetibile.
Asprone ha sottolineato come l’obiettivo non sia imporre il BIM in maniera astratta, ma calarlo strategicamente nel contesto specifico. Una richiesta mal calibrata di modelli o processi digitali, infatti, rischierebbe di generare inefficienze contrarie allo spirito stesso della normativa.
L’esperienza napoletana: il caso dell’Albergo dei Poveri
Un esempio concreto arriva dal progetto di recupero dell’Albergo dei Poveri a Napoli, intervento di rilevanza nazionale finanziato dal PNRR e dal Piano Nazionale Complementare.
Qui, la strategia è stata quella di:
- valutare l’attitudine digitale dei team coinvolti, calibrando le richieste di conseguenza;
- sfruttare il BIM come strumento di verifica e controllo della qualità progettuale, assicurando che ogni elaborato derivasse da un modello coerente;
- puntare su strumenti di digitalizzazione complementari, come la nuvola di punti da rilievi laser scanner, che ha semplificato i sopralluoghi e la gestione delle informazioni;
- garantire interoperabilità grazie a codifiche Open BIM e all’uso di piattaforme collaborative per lo scambio dei dati.
Il risultato, ha spiegato Asprone, non è stato un modello “bello” dal punto di vista estetico, ma utile e funzionale allo scopo: supportare il cantiere, ridurre i margini di errore e agevolare la comunicazione tra attori diversi.
Il legislatore oggi impone l’uso del BIM nelle opere pubbliche di rilevanza crescente, ma lascia libertà alle stazioni appaltanti nel definire le modalità operative. Un margine che, se ben gestito, permette di adattare l’innovazione alle reali esigenze della commessa.
Asprone invita quindi i tecnici e le pubbliche amministrazioni a non vivere il BIM come un’imposizione burocratica, ma come un’occasione per alzare la qualità intrinseca del progetto e dell’opera.
Verso una nuova cultura digitale
Un dato sorprendente, emerso da uno studio recente della Stanford University, mostra come il settore delle costruzioni sia oggi tra i primi a livello mondiale per l’uso autonomo dell’intelligenza artificiale nei processi lavorativi, segno di un’attitudine al digitale in rapida crescita.
Il futuro del comparto, conclude Asprone, passerà quindi dalla capacità di integrare competenze, strumenti e strategie digitali in maniera intelligente, calibrata e funzionale, soprattutto quando si parla di patrimoni storici di inestimabile valore.
BIM
Il BIM è il metodo digitale che sta rivoluzionando il mondo delle costruzioni. Su INGENIO trovi articoli e guide su normativa, ruoli, interoperabilità e innovazioni per la progettazione e la gestione dell’opera.
Digitalizzazione
Scopri la digitalizzazione in edilizia: BIM, digital twin, cantiere digitale, piattaforme collaborative e normative. Su INGENIO articoli tecnici e casi reali per innovare il mondo delle costruzioni.
Progettazione
La progettazione costituisce un passaggio fondamentale nell’intero processo edilizio, poiché determina in maniera significativa la qualità, la...
Riqualificazione Energetica
La riqualificazione energetica degli edifici è fondamentale per ridurre i consumi e migliorare la sostenibilità. INGENIO raccoglie approfondimenti tecnici, normative, esempi applicativi e incentivi disponibili per i professionisti del settore.
Risparmio Energetico
Il risparmio energetico definisce le misure e le buone pratiche atte a ridurre i consumi e limitare gli sprechi ottenendo lo stesso importanti...
Condividi su: Facebook LinkedIn Twitter WhatsApp
