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Simulazione terremoti, inizia una nuova era: la più grande "tavola vibrante" al mondo ha un gemello digitale

Il Digital Twin della LHPOST6 di UC San Diego permette di simulare e ottimizzare i test sismici prima dell’esecuzione reale, riducendo rischi e migliorando la fedeltà della riproduzione dei terremoti.

La più grande shake table outdoor al mondo entra nell’era del Digital Twin. Alla University of California San Diego, il team guidato da Joel Conte ha sviluppato un gemello digitale ad alta fedeltà capace di simulare in tempo reale il comportamento della tavola vibrante, degli attuatori idraulici, del controllore e della struttura testata. Un passo avanti che cambia radicalmente il modo di eseguire e interpretare i test sismici su edifici e infrastrutture complesse. L’obiettivo non è solo riprodurre un terremoto, ma prevedere l’interazione dinamica tra macchina e struttura, ottimizzare il controllo e migliorare l’affidabilità delle prove sperimentali. Una tecnologia destinata ad avere un impatto crescente nella ricerca strutturale e nell’ingegneria sismica avanzata.


Shake table e simulazione sismica avanzata: perché la LHPOST6 è unica al mondo

Tra simulazioni numeriche avanzate, servo-valvole gigantesche e controllo adattivo in tempo reale, il laboratorio di UC San Diego apre una nuova frontiera per la ricerca strutturale: il Digital Twin delle tavole vibranti ad alte prestazioni.

Per chi si occupa di ingegneria sismica, la parola shake table evoca subito immagini spettacolari: edifici in scala reale che oscillano, strutture in legno che resistono a terremoti estremi, ponti e sistemi dissipativi portati fino al limite. Ma oggi la sfida non è più soltanto riprodurre un terremoto. La nuova frontiera è prevedere, controllare e ottimizzare il comportamento dell’intero sistema di prova, composto da tavola vibrante, attuatori idraulici, controllori, sensori e struttura testata.

È questo il cuore della relazione presentata ad ANIDIS 2025 da Joel Conte, docente alla University of California San Diego, dedicata alla Large High Performance Outdoor Shake Table, oggi nota come LHPOST6: la più grande tavola vibrante outdoor ad alte prestazioni al mondo, recentemente trasformata da piattaforma monoassiale a sistema a sei gradi di libertà.

La storia di questa infrastruttura è già, di per sé, un racconto di ingegneria. Commissionata nel 2004 come sistema a un solo grado di libertà, la tavola era stata in realtà concepita fin dall’inizio per evolvere verso una configurazione completa a sei gradi di libertà. I limiti di budget imposero però una realizzazione per fasi. Solo nel 2018, dopo quindici anni, arrivarono le risorse necessarie per completare l’upgrade, che richiese un anno di progettazione e circa due anni e mezzo di costruzione, nel pieno delle difficoltà operative legate al periodo Covid.

Il salto tecnologico è stato enorme. La tavola è oggi in grado di riprodurre non solo le tre componenti traslazionali del moto sismico, ma anche le tre componenti rotazionali. Questo significa poter studiare in modo molto più realistico fenomeni che, nella pratica progettuale e nella ricerca sperimentale, stanno assumendo un’importanza crescente: torsioni, accoppiamenti dinamici, effetti tridimensionali del moto del suolo e interazione tra struttura e sistema di prova.

Le prestazioni della LHPOST6 sono impressionanti. La capacità di carico arriva a 2.000 tonnellate, un valore che la rende la più grande al mondo nel suo genere. Gli spostamenti longitudinali raggiungono circa ±89 centimetri, mentre la velocità massima può arrivare a 3 metri al secondo in direzione longitudinale. Sono numeri che permettono di riprodurre terremoti severi, in particolare quelli generati in prossimità della sorgente sismica, caratterizzati da impulsi intensi e velocità elevate.

Dietro queste prestazioni c’è un sistema idraulico di scala eccezionale. Gli attuatori orizzontali e verticali sono alimentati da servo-valvole gigantesche, con portate di picco che arrivano, nel caso delle nuove valvole verticali, a circa 20.000 litri al minuto. Lo stesso quarto stadio della servo-valvola, lo spool che regola il flusso del fluido in pressione, pesa circa 320 chilogrammi. È una meccanica poderosa, ma al tempo stesso estremamente fine, perché pochi millimetri di spostamento dello spool determinano l’ingresso o l’uscita del fluido dalle camere degli attuatori e quindi il movimento della tavola.

Proprio questa complessità rende il sistema molto lontano da un comportamento ideale. Il moto della tavola non dipende soltanto dal segnale sismico imposto, ma da una rete di fenomeni non lineari: comprimibilità del fluido, perdite interne, attriti, dissipazioni viscose, variazioni di pressione, risonanze della colonna d’olio, accoppiamenti tra gradi di libertà e risposta dinamica del provino. Per questo, spiegare una shake table solo come “una piastra che si muove” sarebbe riduttivo. In realtà si tratta di un sistema dinamico complesso, nel quale idraulica, controllo automatico e meccanica strutturale sono inseparabili.

Digital Twin e controllo delle tavole vibranti: la nuova frontiera dell’ingegneria sismica

Qui entra in gioco il Digital Twin sviluppato dal gruppo di Conte. Non si tratta di un semplice modello numerico della tavola, né di una rappresentazione grafica dell’impianto. È un gemello digitale ad alta fedeltà che integra la dinamica della tavola, gli attuatori, le servo-valvole, i sistemi di hold-down, i sensori, il controllore MTS 469D e, quando presente, il modello non lineare della struttura testata. L’obiettivo è riprodurre virtualmente l’intero ecosistema sperimentale, compresa l’interazione tra tavola e provino.

Il modello è stato sviluppato principalmente in ambiente MATLAB/Simulink, con una formulazione dinamica multibody della piastra e dei componenti mobili collegati. Per descrivere il comportamento idraulico sono state introdotte equazioni di continuità del flusso, modelli di comprimibilità del fluido e leggi non lineari per il passaggio dell’olio attraverso le luci delle servo-valvole. Anche i grandi dispositivi di hold-down, caricati con azoto in pressione, sono stati modellati attraverso una legge politropica del gas, calibrata sperimentalmente.

La calibrazione del gemello digitale è uno degli aspetti più rilevanti della ricerca. Il team ha utilizzato prove triangolari, sinusoidali e rumore bianco a banda limitata per identificare progressivamente i parametri del sistema. Attraverso queste prove è stato possibile stimare le proprietà inerziali effettive della tavola, le forze dissipative, il comportamento degli attuatori, la dinamica delle servo-valvole e il modulo di comprimibilità effettivo dell’olio. Quest’ultimo è particolarmente importante, perché le frequenze di risonanza della colonna d’olio possono influenzare in modo significativo la risposta della tavola durante la riproduzione di un terremoto.

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Come il Digital Twin migliora i test sismici su edifici e strutture

Il controllo rappresenta un altro nodo centrale. L’operatore non invia semplicemente alla tavola il segnale accelerometrico del terremoto. Il controllore deve trasformare quel riferimento in comandi per le servo-valvole, tenendo conto della risposta reale del sistema. La LHPOST6 utilizza un controllo adattivo inverso, che apprende la funzione di trasferimento tra il segnale di ingresso e la risposta della tavola. Tuttavia, poiché il sistema è fortemente non lineare, questa procedura non è sufficiente da sola. Occorre iterare il cosiddetto drive file, cioè il segnale effettivamente inviato al sistema, fino a ridurre l’errore tra il moto desiderato e quello realmente ottenuto sulla tavola.

Con una tavola monoassiale questa operazione era già impegnativa, ma ancora gestibile. Con sei gradi di libertà e con un provino strutturale installato, la complessità cresce enormemente. La struttura modifica la dinamica del sistema, introduce interazione tavola-provino e può alterare la qualità della riproduzione del sisma. Inoltre, ogni prova reale può danneggiare il provino, soprattutto quando si lavora con terremoti severi. È qui che il Digital Twin diventa uno strumento potenzialmente rivoluzionario.

Il gemello digitale consente infatti di calibrare il drive file in ambiente numerico, prima di eseguire il test reale. In altre parole, il terremoto viene “provato” virtualmente sulla combinazione tavola-struttura, correggendo progressivamente il segnale di comando senza sottoporre il campione fisico a cicli di carico inutili. Solo quando la riproduzione numerica è soddisfacente, il drive file ottimizzato viene utilizzato sulla shake table reale.

Questa possibilità ha un valore enorme per la sperimentazione sismica. Significa ridurre il rischio di danneggiamento prematuro del provino, migliorare la fedeltà della riproduzione del moto sismico e rendere più efficiente l’intera campagna di prova. Per strutture complesse, costose o difficilmente sostituibili, il beneficio è evidente.

La validazione del Digital Twin è stata condotta sia in condizioni di tavola vuota sia con provini reali. Nel primo caso, il modello è stato confrontato con la risposta sperimentale della tavola durante la riproduzione del terremoto di Chi-Chi, mostrando una buona corrispondenza tra simulazione e comportamento fisico, anche nei segnali di comando delle servo-valvole. Nel secondo caso, il modello è stato accoppiato a strutture non lineari rappresentative di campagne sperimentali reali.

Uno degli esempi più significativi è il progetto TallWood, dedicato a edifici multipiano in legno massiccio CLT con pareti rocking e sistemi di ricentraggio. Il modello strutturale sviluppato in OpenSees è stato collegato al gemello digitale della tavola, permettendo di simulare l’interazione tra il sistema sperimentale e l’edificio. I risultati hanno mostrato una buona capacità di riprodurre il moto della tavola e una risposta strutturale promettente, pur con alcune differenze attribuibili soprattutto alla complessità del modello non lineare del provino, non ancora completamente calibrato sui dati sperimentali.

Un altro caso applicativo ha riguardato una struttura con telaio resistente a momento e controventi concentrici dotati di dispositivi fusibili, pensata per limitare gli spostamenti residui dopo eventi sismici intensi. Anche in questo caso, il Digital Twin è stato utilizzato per applicare una procedura iterativa di time-history matching in ambiente numerico. Il drive file così ottenuto è stato poi eseguito sulla tavola reale, con risultati incoraggianti nella riproduzione delle componenti orizzontali del moto.

Il messaggio tecnico è molto chiaro: il Digital Twin non sostituisce la prova sperimentale, ma la prepara, la rende più sicura e ne migliora l’interpretazione. Permette di comprendere se certe anomalie osservate nei risultati derivino dal comportamento della struttura, dalla tavola, dal controllo o dall’interazione tra questi elementi. Questo è un punto fondamentale per i ricercatori, ma anche per i professionisti che guardano alla sperimentazione come base per norme, modelli di calcolo e criteri progettuali.

Conte ha paragonato il gemello digitale a un simulatore di volo per gli operatori della shake table. L’immagine è efficace. Prima di portare una macchina così potente in condizioni operative estreme, è possibile addestrarsi, testare algoritmi, verificare configurazioni di controllo e sviluppare nuove strategie senza mettere a rischio né l’infrastruttura né il provino. Questo aspetto diventerà sempre più importante con la crescita delle applicazioni di hybrid testing e real-time hybrid simulation, dove una parte del sistema è fisica e una parte è numerica.

Il futuro della sperimentazione strutturale passa dai Digital Twin

Guardando al futuro, il gruppo di UC San Diego punta a estendere ulteriormente il modello, includendo anche il comportamento degli accumulatori, delle unità di potenza idraulica e delle tubazioni, così da rappresentare meglio le oscillazioni della pressione di alimentazione. Un’altra prospettiva fondamentale è lo sviluppo di una versione più user-friendly del Digital Twin, capace di interfacciarsi con i software di analisi strutturale più diffusi e quindi utilizzabile in modo più ampio dalla comunità scientifica e professionale.

Per ingegneri e architetti, questa ricerca offre una lezione più ampia. La sperimentazione sismica del futuro non sarà soltanto fatta di grandi strutture fisiche, attuatori potenti e prove spettacolari. Sarà sempre più ibrida, digitale e predittiva. La qualità di un test dipenderà non solo dalla capacità della tavola di muoversi, ma dalla capacità di modellare, controllare e interpretare l’intero sistema dinamico.

Il Digital Twin della LHPOST6 segna quindi un cambio di paradigma. La tavola vibrante non è più soltanto una macchina per riprodurre terremoti: diventa una piattaforma cyber-fisica, nella quale il confine tra simulazione e prova reale si assottiglia. Ed è proprio in questo spazio, tra modello numerico e realtà sperimentale, che si giocherà una parte decisiva dell’ingegneria sismica dei prossimi anni.

DI SEGUITO L'INTERVENTO INTEGRALE DI JOEL CONTE


Il testo è stato elaborato mediante la videoregistrazione dell'intervento, con l'aiuto di strumenti IA (ChatGpT)

IN SINTESI
-La University of California San Diego ha sviluppato il Digital Twin della LHPOST6, la più grande shake table outdoor ad alte prestazioni al mondo.
-Il sistema consente di simulare in tempo reale il comportamento della tavola vibrante, degli attuatori idraulici e della struttura sottoposta a test sismico.
-Il gemello digitale permette di ottimizzare il controllo della shake table e calibrare i segnali sismici prima delle prove reali, riducendo il rischio di danneggiare i provini.
-La ricerca integra modellazione numerica avanzata, controllo adattivo e simulazioni non lineari sviluppate in MATLAB/Simulink e OpenSees.
-Il progetto apre nuove prospettive per la sperimentazione sismica, l’hybrid testing e lo sviluppo di infrastrutture di prova sempre più digitali e predittive.

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Il “gemello digitale” della più grande shake table al mondo: come cambia la sperimentazione sismica

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