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Il permesso di costruire in sanatoria non è un salvagente nè un condono per i reati della normativa antisismica

Cassazione: in tema di reati edilizi, il conseguimento del permesso di costruire in sanatoria ai sensi dell'art. 36 del Testo Unico Edilizia comporta l'estinzione dei reati contravvenzionali previsti dalle norme urbanistiche vigenti, ma non di quelli disciplinati dalla normativa antisismica e sulle opere in conglomerato cementizio

Massima attenzione perché il tema è scottante e su Ingenio ne abbiamo 'scritto' molto spesso: si tratta di permesso di costruire in sanatoria, autorizzazione sismica e possibilità di utilizzare il primo per salvare il reato edilizio o la seconda, ma in sanatoria, per 'sanare' il reato.

La Cassazione, nella sentenza 41475/2022 del 3 novembre, non prevede scappatoie: il conseguimento del permesso di costruire in sanatoria ai sensi dell'art. 36 del Testo Unico Edilizia (dpr 380/2001) comporta l'estinzione dei reati contravvenzionali previsti dalle norme urbanistiche vigenti, ma NON di quelli disciplinati dalla normativa antisismica e sulle opere in conglomerato cementizio.

Permesso in sanatoria non equivale a sanatoria dei reati in materia di normativa antisismica

La Corte entra immediatamente nel merito della questione, ricordando che, in tema di reati edilizi, il conseguimento del permesso di costruire in sanatoria ai sensi dell'art. 36 del d.P.R. 380/2001, comporta l'estinzione dei reati contravvenzionali previsti dalle norme urbanistiche vigenti, ma non di quelli disciplinati dalla normativa antisismica e sulle opere in conglomerato cementizio (Sez. 3, n. 54707 del 13/11/2018, Cardella, Rv. 274212; Sez. 3, n. 38953 del 04/07/2017, Rizzo, Rv. 270792), la quale ha una oggettività giuridica diversa da quella riguardante il corretto assetto del territorio (Sez. F, n. 44015 del 04/09/2014, Conforti, Rv. 261099).

Sanatoria edilizia e doppia conformità sismica: per ogni opera serve l'autorizzazione sismica postuma

Consiglio di Stato: ogni intervento che sia giudicato abusivo dal Comune, se ne ricorrono i presupposti, può aspirare a ottenere il titolo sanante edilizio in doppia conformità edilizia ma solo a patto che esista anche la relativa e puntuale autorizzazione sismica, anche postuma.

Leggi l'orientamento recente del Consiglio di Stato in materia!

L'autorizzazione sismica in sanatoria non esiste

Gli ermellini ricordano che il deposito allo sportello unico, dopo la realizzazione delle opere e, quindi, "a sanatoria", della comunicazione richiesta dall'art. 93 del dpr 380/2001 (cioè l'autorizzazione sismica) e degli elaborati progettuali non estingue la contravvenzione antisismica, che punisce l'omesso deposito preventivo di detti elaborati, in quanto l'effetto estintivo è limitato dall'art. 45 del medesimo TU Edilizia alle sole contravvenzioni urbanistiche (Sez. 3, n. 19196 del 26/02/2019, Greco, Rv. 275757).

Autorizzazione sismica in sanatoria: tutti i segreti

Il dogma dell’inesistenza dell’autorizzazione sismica in sanatoria merita di essere approfondito, ed in parte ridiscusso, in quanto è lo stesso legislatore nazionale ad ammettere che esistano margini per garantire il mantenimento di un’opera sorta in assenza di autorizzazione/deposito sismico preventivi.


Leggi l'approfondimento di Elisabetta Righetti sul tema!


LA SENTENZA 41475/2022 DELLA CORTE DI CASSAZIONE E' SCARICABILE IN FORMATO PDF PREVIA REGISTRAZIONE AL PORTALE.

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