Il porto fa salire (o scendere) il valore delle case: ecco dove conviene comprare
Uno studio di Immobiliare.it Insights rivela come la vicinanza ai principali porti italiani influenzi in modo diverso il mercato immobiliare, con forti differenze tra città. Salerno, Messina e Trieste registrano i maggiori incrementi di prezzo, mentre Taranto e Genova mostrano quotazioni inferiori alla media comunale.
Vivere vicino al porto è spesso considerato un valore aggiunto per chi cerca casa, grazie alla vicinanza al mare, ai servizi e alle aree riqualificate dei waterfront urbani. Tuttavia, il rapporto tra porto e valore immobiliare non è sempre così scontato. A seconda della città e delle caratteristiche del contesto urbano, la presenza dell'infrastruttura portuale può infatti tradursi in un significativo aumento delle quotazioni oppure, al contrario, in prezzi inferiori alla media comunale. È quanto emerge dall'ultimo studio di Immobiliare.it Insights, che ha analizzato il mercato residenziale delle principali città portuali italiane, evidenziando forti differenze territoriali.
Abitare a pochi passi dal porto non significa automaticamente acquistare un immobile più costoso. Se da un lato la vicinanza al mare rappresenta spesso un elemento di pregio, dall'altro la presenza di infrastrutture portuali, attività industriali e differenti caratteristiche urbanistiche può influenzare il mercato immobiliare in modo molto diverso da città a città. È quanto emerge da una ricerca realizzata da Immobiliare.it Insights, società del gruppo Immobiliare.it specializzata nell'analisi dei dati di mercato, che ha confrontato i prezzi delle abitazioni situate nelle aree limitrofe ai principali porti italiani con quelli medi registrati nei rispettivi comuni.
Dove vivere vicino al porto costa di più
L'indagine evidenzia come, in diverse città, la prossimità al porto rappresenti un valore aggiunto per il mercato residenziale. Il caso più evidente è quello di Salerno, dove acquistare una casa nelle aree vicine al porto richiede una spesa media superiore del 23% rispetto alla media comunale: oltre 3.500 euro al metro quadrato contro i 2.863 euro/m² dell'intera città.
Anche Messina e Trieste registrano incrementi superiori al 20%. Nel capoluogo siciliano le abitazioni delle zone portuali valgono mediamente il 22% in più rispetto alla media cittadina, mentre a Trieste il differenziale raggiunge il 21%, confermando il forte appeal delle aree affacciate sul mare.
Positivi anche i dati di Ravenna, dove le quotazioni risultano superiori del 19%, seguita da Bari (+15%) e La Spezia (+10%). Incrementi più contenuti, ma comunque presenti, caratterizzano anche Napoli (+7%), Palermo (+2%) e Civitavecchia (+2%), segno che in questi contesti il porto contribuisce, seppur in misura limitata, ad accrescere l'attrattività residenziale.
Non sempre il porto aumenta il valore degli immobili
Lo studio dimostra però che il rapporto tra porto e valore immobiliare è tutt'altro che univoco. In alcune città, infatti, vivere nelle immediate vicinanze delle aree portuali comporta prezzi significativamente inferiori rispetto alla media comunale.
I casi più evidenti sono quelli di Taranto e Genova, dove le quotazioni risultano rispettivamente inferiori del 29% e del 26%. A Taranto un'abitazione nelle zone limitrofe al porto costa mediamente 674 euro al metro quadrato, contro i 949 euro/m² del resto della città. A Genova il valore medio delle aree portuali si ferma a 1.317 euro/m², rispetto ai 1.782 euro/m² della media comunale.
Nel capoluogo ligure, tuttavia, emergono importanti eccezioni: le microzone di Caricamento e Molo, grazie alla loro posizione centrale e al valore storico e turistico, registrano quotazioni ben superiori alla media cittadina.
Differenziali negativi si osservano anche ad Ancona (-12%), Livorno (-3%) e Reggio Calabria (-2%), confermando come la funzione economica e industriale del porto possa incidere diversamente sul mercato residenziale a seconda del contesto urbano.
Venezia, un mercato immobiliare che segue regole proprie
Tra tutte le città analizzate, Venezia rappresenta il caso più particolare. La ricerca mette infatti in evidenza come il rapporto tra porto e prezzi delle abitazioni cambi radicalmente a seconda del quartiere considerato.
Nell'area di Marghera-Catene, situata nella parte continentale del Comune, le quotazioni risultano quasi il 50% inferiori rispetto alla media cittadina, attestandosi intorno ai 1.724 euro/m².
Situazione diametralmente opposta a Santa Marta, nel centro storico lagunare, dove acquistare un immobile richiede mediamente quasi 4.750 euro al metro quadrato, ovvero circa il 42% in più rispetto alla media di Venezia. Un divario che riflette soprattutto il diverso valore urbanistico, storico e turistico delle due aree più che la semplice vicinanza al porto.
Il valore del porto dipende dal contesto urbano
L'analisi di Immobiliare.it Insights evidenzia come la presenza di un porto non rappresenti di per sé un fattore in grado di aumentare o diminuire il valore delle abitazioni. A incidere sono soprattutto la qualità della riqualificazione urbana, la vocazione turistica, la presenza di servizi, l'integrazione con il centro cittadino e il ruolo economico svolto dall'area portuale.
Le città che hanno trasformato il waterfront in uno spazio attrattivo e vissuto tendono a registrare un premio di prezzo per gli immobili vicini al porto, mentre nei contesti dove prevalgono funzioni industriali o logistiche le quotazioni risultano spesso inferiori rispetto alla media comunale. Un quadro che conferma come il mercato immobiliare premi sempre più la qualità dell'ambiente urbano e la capacità delle città di integrare il porto con il tessuto residenziale.
Fonte: Comunicato stampa Immobiliare.it
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