Il rinforzo di un solaio in legno con travi, funi e tenditori in acciaio
Nei solai in legno le deformazioni e le perdite di planarità sono spesso legate a fenomeni di rilassamento di tipo flessionale dell'orditura secondaria (travicelli) e di quella primaria. In questi casi il rinforzo strutturale deve migliorare la capacità portante senza sostituire gli elementi originari. L’intervento descritto adotta travi, funi e tenditori in acciaio per sostenere l’orditura e limitarne le deformazioni nel tempo.
L’articolo illustra un intervento di rinforzo strutturale su un solaio in legno interessato da deformazioni in esercizio dovute a rilassamento flessionale dell’orditura. La soluzione adottata prevede un intervento esclusivamente all’intradosso, senza alterazioni degli ambienti sovrastanti, per mezzo di travi in acciaio integrate con funi e tenditori, anch'essi d'acciaio, operanti per contrasto con le strutture presenti, senza alcuna loro sostituzione.
La tecnica mostrata è particolarmente indicata negli interventi di recupero e restauro di edifici storici, in quanto reversibile in ogni sua parte.
Il contributo è tratto dal nuovo libro* di Massimo Mariani e illustra criteri progettuali, fasi esecutive e soluzioni costruttive, corredate da tavole progettuali libere da copyright utilizzabili come supporto operativo per progettisti e direttori dei lavori.
*Testo e tavole progettuali tratti dal NUOVO LIBRO di Massimo Mariani
INTERVENTI DI CONSOLIDAMENTO E RESTAURO DEGLI EDIFICI IN MURATURA. PARTICOLARI COSTRUTTIVI,
in corso di pubblicazione su INGENIO.
Per i paragrafi pubblicati già online LEGGI QUI
Consolidamento del solaio in legno mediante rinforzo intradossale in acciaio
Intervento descritto nel capitolo "Interventi sugli orizzontamenti", paragrafo 1.4.3
Il solaio oggetto dell’intervento che si descrive, costituito da un’orditura portante di travi di legno, travicelli e pianelle di laterizio, mostrava una serie di evidenti alterazioni della sua planarità.
L’abbassamento massimo rilevato nella mezzeria era di circa 4 cm (figura 1.4.3a). Le deformazioni riscontrate erano rappresentative di un fenomeno di rilassamento strutturale di tipo flessionale dell’orditura secondaria (travicelli) e dell’orditura primaria.

L’intervento di consolidamento eseguito all’intradosso del solaio ha previsto la posa in opera di travi di acciaio profilato parallele a quelle esistenti di legno, posizionate sotto i travicelli, tra una trave portante di legno e l’altra. Ciò ha permesso di sostenere, senza la sostituzione di alcun elemento presente, l’orditura secondaria (travicelli) palesemente deformata e al contempo quella primaria facendo ricorso anche a funi e piatti di acciaio.
Dover ricorrere alle funi di acciaio, collegate con morsetti di attrito tenditori, è stato necessario per porre immediatamente in condizioni di lavoro per contrasto le travi di acciaio di rinforzo, così da sgravare quelle di legno esistenti.
Un’efficace puntellatura che ha poggiato su basi stabili, ha sostenuto il solaio in un leggero stato di presollecitazione verso l’alto, prima dell’intervento, così da poter prevenire, al termine dei lavori, qualsiasi ulteriore deformazioni del solaio (figura 1.4.3b).

Nell’ultima fase dell’intervento è stato effettuato l’inserimento, tramite battitura, di cunei di acciaio fra le ali superiori dei profilati e i travicelli. I cunei sono stati fissati alla trave d’acciaio con piccoli punti di saldatura proteggendo tutte le strutture di legno in modo da garantire la stabilità della loro posizione nel tempo.
Le funi di acciaio sono state fissate alle pareti per mezzo di perforazioni armate con barre filettate e golfari. Le piastre al di sotto delle travi in legno portanti sono state fissate con viti.
Per evitare che le funi fossero sottoposte ad azioni tagliati in corrispondenza degli spigoli vivi della piastra e dell’anima della travi di acciaio, è stato previsto di proteggerle e contenerle con tubi, anch’essi di acciaio (figure 1.4.3c e 1.4.3d).



Leggi l'articolo precedente sul rinforzo di solai in acciaio e voltine di laterizio.
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